Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post con tag “acronimi”

SNEET, una bufala linguistica

A una trasmissione radio ho sentito descrivere le persone single per scelta come Sneet. È una parola inesistente in inglese, inventata per un articolo del Corriere della Sera del 2016 e già discussa in alcuni tweet. L’articolo è stato poi rimaneggiato e di nuovo pubblicizzato qualche giorno fa:

Ecco gli Sneet, i nuovi single - di Candida Morvillo

L’argomento è frivolo ma utile per dimostrare la facilità con cui si riescono a propagare informazioni prive di fondamento, in questo caso linguistiche. Sneet è uno pseudoanglicismo malformato e poco plausibile, eppure l’articolo è stato citato e scopiazzato centinaia di volte senza che nessuno dei "propagatori" si facesse venire alcun dubbio.

Ma cosa vorrebbe dire Sneet? L’autrice lo spiega così:

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USA: numero verde contro gli alieni!

Ieri negli Stati Uniti è stato attivato un numero verde molto controverso a cui possono rivolgersi cittadini statunitensi vittime di reati commessi da chi è immigrato illegalmente nel paese, in inglese burocratico impacted by crimes committed by illegal aliens.

Le linee sono state subito intasate da chi invece ha segnalato efferatezze commesse da extraterrestri (rapimenti con UFO e amenità simili) per sbeffeggiare il servizio voluto da Donald Trump. Due esempi di titoli della notizia:

Donald Trump’s ‘Criminal Aliens’ Hotline Trolled With Reports of Extraterrestrials. The truth is out there! – Trump’s immigrant crime hotline trolled with calls about aliens and UFOs

Il primo titolo che ho riportato è di una testata americana (HuffPost), il secondo di una britannica (BBC). Da cosa si capisce? 

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TRAPPIST, acronimo inverso

TRAPPIST-1 System

Le notizie sui 7 esopianeti che orbitano intorno alla nana rossa ultrafredda TRAPPIST-1 spiegano che la stella deve il suo nome al telescopio TRAPPIST, acronimo ricavato dal nome esteso Transiting Planets and Planetesimals Small Telescope–South, un “piccolo telescopio per pianeti e planetesimi in transito” operato da un team belga dell’università di Liegi.

Transiting Planets and Planetesimals Small Telescope–South

Credo però sia più preciso descrivere TRAPPIST come backronym, acronimo inverso”.

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(Shy) Trump: nomen omen e PEOTUS

Surprise!Vignetta: Patrick Chappatte

Se avete letto Parole di Trump, potenziale presidente USA sapete già che trump ha la stessa etimologia di trionfo. Indovinate qual è quella di Donald?

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GOAT, beacher e altre parole olimpiche

logo ufficiale Rio 2016Premessa: non ho guardato nessuna gara delle Olimpiadi 2016 a Rio ma ho comunque notato varie espressioni ricorrenti nei principali media e nei tweet.

Ho già descritto cupping e tripla tripla. Aggiungo altre parole o annotazioni lessicali che nelle scorse settimane hanno attirato la mia attenzione, sia in inglese che in italiano.

GOAT

Nell’inglese americano c’è stato un grande uso dell’acronimo GOAT associato ai nomi di atleti pluripremiati come Michael Phelps, Usain Bolt e Simone Biles (esempi). GOAT è l’acronimo di Greatest Of All Times e inizialmente indicava Muhammad Ali, che si autodefiniva il più grande di tutti i tempi.

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Messaggio da Juno, un po’ acrostico

Avete già visto il doodle di Google per festeggiare l’entrata nell’orbita di Giove della sonda Juno? È in tema con il post di ieri sulle emoji, qui usate come lingua di comunicazione:

Juno Reaches Jupiter

emoji da Juno: 1 mani che applaudono, 2 sparacoriandoli (party popper) e 3 macchina fotograficaSarei curiosa di sapere se il messaggio risulta davvero globale: per me sono ovvi 1 congratulazioni e 2 festeggiamenti ma non sono del tutto sicura se 3 simboleggia “evento da immortalare” o forse altro?

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Anglicismi governativi: STEM

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca non riesce a rinunciare agli anglicismi superflui. Ora è la volta di STEM:

banner del MIUR: Il Mese delle STEM - Science, Technology, Engineering e Math

Mese delle Stem – Le studentesse vogliono contare!, è un’iniziativadedicata in modo particolare alle studentesse ma anche agli studenti di ogni età per aumentare il loro interesse nei confronti delle materie STEM, ovvero delle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche”.

Al MIUR hanno tradotto letteralmente dall’inglese, probabilmente senza rendersi conto che a parole apparentemente equivalenti in inglese e italiano non corrispondono gli stessi concetti.

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Anglicismi governativi: voluntary disclosure

[Settembre 2015] Il Consiglio dei ministri ha approvato alcune misure urgenti per la finanza pubblica. Tra queste c’è una proroga per la voluntary disclosure

voluntary disclosure?Di cosa si tratta? Di una procedura prevista da vari provvedimenti, tra cui il decreto legge 28 gennaio 2014, n. 4 e la legge 15 dicembre 2014, n. 186, descritti come disposizioni in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all’estero.

Negli atti legislativi non si trova alcuna occorrenza dell’anglicismo voluntary disclosure. Ricorre invece il termine collaborazione volontaria, la procedura tramite cui si “indicano spontaneamente all’amministrazione finanziaria tutti gli investimenti e tutte le attività di natura finanziaria costituiti o detenuti all’estero”.

Va comunque considerato che in inglese disclosure fa riferimento a qualsiasi azione di rendere pubbliche informazioni nuove oppure finora non note o segrete (da disclose: rivelare, svelare, divulgare, quindi un significato diverso da collaborare e collaborazione). Inoltre, la locuzione voluntary disclosure non fa riferimento esclusivamente ai capitali all’estero (cfr. ad es. la voce di Wikipedia, sulle informazioni rese note dalle società), quindi in italiano le viene attribuito un significato più specifico di quanto abbia in inglese .

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Bono, rockstar e Mamil

Commentando un rovinoso incidente in bicicletta, Bono (U2) ha ironizzato sul proprio orgoglio irlandese ferito dalla rivelazione che indossava pantaloncini in Lycra

“I broke my hand, my shoulder, my elbow and my face but the real injury this year was to my Irish pride as it was discovered that under my tracksuit I was wearing yellow and black Lycra cycling shorts. Yes, LYCRA. This is not very rock ‘n’ roll.

mamilMi ha fatto subito pensare a MAMIL /ˈmamɪl/, l’acronimo inglese di Middle Aged Man in Lycra. Descrive i ciclisti della domenica dai 40 anni in su che sfoggiano abbigliamento e biciclette da professionisti: dettagli in un articolo della BBC, Rise of the Mamils.

Il neologismo ha avuto parecchio successo ed  è ormai usato come sostantivo. Per Oxford Dictionaries la sua origine è australiana* ma con riferimento a costumi da nuoto, per altri invece è stato coniato nel 2010 da un’agenzia di marketing britannica.
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* come i famigerati budgie smugglers (c’entrano costumi e uomini non più giovanissimi)

Acronimi per paesi: MINT

Si allunga la lista di acronimi inglesi usati in ambito economico e finanziario per indicare paesi con caratteristiche comuni.

mintsDopo PIGS e STUPID (entrambi  includono l’Italia), CIVETS e CARBS e vari altri esempi, è stato creato anche MINT, Messico, Indonesia, Nigeria e Turchia, o MINTS+B con l’aggiunta di Arabia Saudita (Saudi Arabia) e i paesi dei Balcani. Dovrebbe sostituire l’ormai obsoleto BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) per descrivere le economie emergenti.

Fonte: MINT (Mexico, Indonesia, Nigeria, Turkey). In inglese mint non vuol dire solo “menta” o “mentina” ma anche “zecca” (luogo di conio!).

Acronimi: online e per sviluppatori

Ho trovato divertente Sam Leith’s most hated online abbreviations (e commenti), qualche spiritosaggine su alcuni tra i più noti acronimi usati in inglese nelle comunicazioni online:
LOL     –  Laughing Out Loud, “risate fragorose” 
YOLO  –  You Only Live Once, “si vive una volta sola” 
TBH     –  To Be Honest, “ad essere sincero” 
IMHO   –  In My Humble Opinion, “secondo la mia modesta opinione” 
JFGI     –  Just Fucking Google It, “cércatelo con Google” 
tl;dr      –  too long; didn’t read, “troppo lungo, non l’ho letto” 
IYKWIM  –  If You Know What I Mean, “se sai cosa intendo dire”  
TMI       –  Too Much Information, “troppe informazioni” 
AFAIR   –  As Far As I Recall, “per quanto mi ricordo”
NSFW   –  Not Safe For Work, “non adatto [a essere visto/ascoltato] al lavoro”

Non c’è l’irritante ASAP (As Soon As Possible), forse perché non è usato solo online.

Anche a informatici e sviluppatori piacciono molto gli acronimi: sviluppatore: XP, ASD, TDD, FDD or BDD? Didascalia: When you're thinking about new software development approaches...

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Lisa, “acronimo inverso”

logo Lisa

In Etimitologia ho fatto riferimento al termine backronym (backward+acronym, “acronimo inverso”), un acrostico costruito su una parola esistente che viene reinterpretata dandole un’etimologia inventata ma plausibile e descrittiva del prodotto, dell’invenzione o del provvedimento a cui dà il nome.

Un tipico esempio, rivisto in questi giorni, è Lisa, il nome di uno dei primi computer Apple:

 «Apple aveva cominciato nel 1978 a sviluppare il Lisa, che si disse stesse per Local Integrated Systems Architecture, ma, come spiegò molti anni dopo al biografo di Jobs Walter Isaacson il responsabile delle pubbliche relazioni: “Dovemmo inventarci una sigla per poter dire che non portava il nome di Lisa Brennan” [la figlia che Jobs non aveva ancora riconosciuto]. Jobs confermò a Isaacson che quella scelta era il nome di sua figlia.»
Fonte: Lisa (quel Lisa) compie 30 anni

Un nuovo esempio di acronimo inverso è Juno, sonda spaziale.

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Vedi anche: Samsung Galaxy S, R, W, M o Y?, un esempio di sigle alle quali potrebbe essere stato attribuito un significato a posteriori.

Giffing e giffare

gif animata di Oxford Dictionaries Word of the Year 2012Nelle classifiche di parole dell’anno ci sono spesso occasionalismi destinati a scomparire, ma sicuramente non è il caso del neologismo scelto da Oxford Dictionaries USA.

Il verbo inglese GIF descrive l’azione di creare un’immagine o una sequenza GIF animata, specialmente in relazione a un particolare evento (esempio: live giffing the presidential debate). È ottenuto dalla conversione, o transcategorizzazione, del sostantivo GIF, che a sua volta deriva da un acronimo (Graphics Interchange Format).

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Occasionalismi o neologismi?

Il linguista americano Allan Metcalf in My Mistake? BFD! prende spunto dalla sigla BFD (Big Fucking Deal) per illustrare il suo metodo di valutazione dei neologismi per predire se entreranno nel lessico o rimarranno occasionalismi (parole destinate ad avere vita breve e non rimanere nell’uso perché relative a una situazione particolare e non duratura).

Il sistema è conosciuto con l’acronimo FUDGE, dalle iniziali dei cinque criteri di analisi:

1 Frequency of use – un ovvio indicatore di successo è la frequenza d’uso;
2 Unobtrusiveness le parole che “non si fanno notare”, abbastanza trasparenti per essere assimilate spontaneamente, senza spiegazioni, sono più solide;
3 Diversity of users and situations viene valutata la varietà d’uso, in particolare gli aspetti diastratici e diamesici (ad esempio, le possibilità di successo di un’abbreviazione sono ridotte se viene usata solo negli SMS da persone di una certa fascia di età, o se in contesti diversi deve competere con significati alternativi già attestati);
4 Generation of other forms and meanings – va considerata anche la produttività della nuova parola, ad es. se da un sostantivo si può far derivare un aggettivo o un verbo (di solito è scarsa nel caso di sigle e acronimi);
5 Endurance of the concept – la nuova parola deve rappresentare un oggetto durevole.

Per ciascun attributo viene assegnato un punteggio da 0 a 2; maggiore è il punteggio totale, maggiori sono le possibilità che il neologismo si affermi.
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Vedi anche: Tendenze nella formazione dei neologismi e Occasionalismi: nymwars.
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LOL: le risate, l’amore e i saluti

In seguito all’inchiesta sulle intercettazioni telefoniche di News of the World, nel Regno Unito è stato riportato sarcasticamente che Cameron concludeva i propri SMS con LOL, acronimo che in lettere informali e cartoline sta per lots of love, ignorando che in SMS e comunicazioni via Internet invece vuol dire laughing out loud e quindi nel suo significato contemporaneo e ormai standard indica fragorose risate.

loveCome prevedibile, nei media italiani viene dato risalto alla notizia traducendo lots of love con “un sacco d’amore” o “molto amore” (e tutte le illazioni del caso), mentre il significato comune è un ben più banale “tanti saluti”, come dicevo qui.

Vedi anche: XOXO: baci e abbracci.