Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Pittogrammatica :)

[immagini stilizzate che rappresentano le diverse parti del discorso] Parts of speech: noun, verb, adjective, adverb, pronoun, conjunction, preposition, interjection
Vignetta di Wrong Hands

Il gioco di parole pictogrampictogrammar è più efficace in inglese ma per il resto la rappresentazione delle parti del discorso è molto efficace anche tradotta in italiano (nome, verbo, aggettivo, avverbio, pronome, congiunzione, preposizione, interiezione).

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Dalle zeppole ai magnoni e alle sparticelle

Nelle notizie di ieri, San Giuseppe, ho visto vari rifermenti alle zeppole, dolcetti farciti di crema pasticcera che in questa ricorrenza vengono consumati in alcune regioni del sud.

Mi hanno ricordato una vignetta dell’illustratore scozzese Tom Gauld che elenca nove parole e chiede quali siano i nomi di dolci italiani e quali invece i termini della fisica delle particelle:

Theoretical particle or Italian dessert? 1 spumoni 2 sfermion 3 pandoro 4 baxin 5 zeppole 6 photino 7 preon 8 budino 9 majoron

Per noi italiani il quiz è facile, basta sapere che il baxin è un dolce ligure tipico di Albenga.

I nomi inglesi delle particelle invece si riconoscono per i suffissi on di sfermion, preon e majoron e ino di photino, due morfemi con storie che rivelano alcuni meccanismi di formazione della terminologia scientifica.

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Decretone itanglese: da colf tax a working poor

Dal riscatto della laurea over 45 alla colf tax, ecco tutte le ultime modifiche al decretone

Fanno notizia le modifiche al cosiddetto decretone che convertirà in legge il d.l. 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni.

La legge riguarda i cittadini italiani ma nella comunicazione dei media si notano parecchi anglicismi e pseudoanglicismi di cui non c’è traccia nel disegno di legge e che quindi creano incongruenze nell’informazione. Alcuni esempi:

La flat tax per le colf, durata lo spazio di una notte – Pensioni, via il tetto dei 45 anni per il riscatto light della laurea – Working poor, i lavoratori poveri a carico dei centri per l’impiego – Non solo card, pensione di cittadinanza anche in contanti

Nessuno degli esempi evidenziati è un anglicismo insostituibile.

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Riferimenti irlandesi per San Patrizio

Il 17 marzo è St. Patrick’s Day, festa nazionale irlandese. Ho vissuto alcuni anni a Dublino e mi colpiscono gli stereotipi ricorrenti in questa occasione e frequenti nelle vignette americane.

leprechaun bicchiere che conteneva liquido verde che chiede al barista “Barkeeper! Another kale and avocado smoothie!”  Accanto Un altro avventore commenta “Nothing ruins St Pat’s day like a health-conscious leprechaun”
Vignetta: The Duplex di Glenn McCoy

Alcuni riferimenti nella scena al bancone del bar della vignetta:

☘ negli Stati Uniti il giorno di San Patrizio si beve birra verde, una delle molte tradizioni inesistenti in Irlanda: dettagli in San Patrizio, pizzicotti e “Oirishness”;

☘ il leprechaun  /ˈlɛprəkɔːn/ è lo gnomo o folletto della mitologia irlandese che nelle raffigurazioni moderne ha la barba ed è vestito di verde con un cappello a cilindro dello stesso colore;

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“ti mando un vocale”

definizione di vocale: registrazione vocale, eseguita e trasmessa tramite servizi di messaggeria istantanea, che è riproducibile e archiviabile nel dispositivo ricevente; messaggio vocale.
Fonte: Vocabolario Treccani (neologismi) via Twitter

Il sostantivo maschile vocale, forma abbreviata di messaggio vocale, è un neologismo recente ma sempre più diffuso.

Esempi d’uso: Ti auguro che whatsapp si blocchi ogni volta che superi il minuto di registrazione di un vocale • Ho provato la funzione dei vocali su Instagram: pazzesca • Scrivici o lasciaci un vocale su Whatsapp al numero xxx • aspe ti mando un vocale su wa • Il blocco dei vocali su Whatsapp non è un problema: è una benedizione.

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Le scelte linguistiche di Milano Digital Week

Apprezzo molto gli eventi a tema organizzati dal Comune di Milano: durano qualche giorno e prevedono appuntamenti gratuiti di vario genere, di solito aperti a tutti i cittadini, come in questi giorni la seconda edizione di Milano Digital Week.

Milano Digital Week 13-17 marzo 2019

Dal comunicato stampa (grassetti miei): 

Cinque giorni a porte aperte, dedicati alla produzione e diffusione di conoscenza e innovazione attraverso il digitale con un approccio inclusivo, trasversale e partecipativo. Professionisti, addetti ai lavori, cittadini, curiosi e appassionati di tutte le età avranno la possibilità di scoprire i tanti volti della Milano digitale […]

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Puffo, un nome anomalo (anche per Eco)

puffoC’è una notevole differenza tra il nome italiano Puffo e quello originale francese Schtroumpf, ideato nel 1958 dal fumettista belga Peyo.

Questa carta mostra che solo poche altre lingue in Europa si scostano così tanto dal nome originale:

“The Smurfs” in different languages – translations and etymologies of Peyo’s little blue creatures
Fonte: u/Udzu

Nella carta:
in blu il nome originale francese Schtroumpf e nomi derivati;
in azzurro il nome neerlandese Smurf e derivati;
in lilla altri nomi con iniziale S, come il tedesco Schlumpf;
in rosso i nomi che iniziano con un’altra consonante, come l’italiano Puffo, lo spagnolo Pitufo e il catalano Barrufet.

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A Lugo, Tienilo acceso

[copertina del libro] Tienilo acceso. Posta, commenta, condividi senza spegnere il cervello.  

Lettori in Romagna, vi invito al Caffè letterario di Lugo lunedì 18 marzo 2019 per incontrare la sociolinguista Vera Gheno e il filosofo della comunicazione Bruno Mastroianni, autori di Tienilo acceso, “la prima guida che insegna a comunicare bene e vivere in meglio in rete”.

Il libro mi è piaciuto molto perché approfondisce temi che ci riguardano tutti direttamente: da quando viviamo in un mondo iperconnesso le modalità di interazione, di comunicazione e di condivisione della conoscenza sono cambiate drasticamente ed esigono continui adattamenti.

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3 brevi interviste

Il 6 aprile sarò a Pordenone per TradPro2019. Emanuela Cardelli, organizzatrice della giornata, mi ha fatto alcune domande sulla mia formazione, il ruolo del terminologo, il blog, le discussioni linguistiche sui social e l’intervento che farò. Potete leggere le mie risposte in Licia Corbolante: conoscere la lingua è alla portata di tutti nel sito Linguaenauti, dove trovate anche le interviste agli altri relatori di TradPro2019.

TradPro2019


Aggiungo anche due interventi radiofonici che hanno preso spunto da post recenti.

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Raus! Nomi ibridi per repellenti ed esche

Mi incuriosiscono molto i prodotti con nomi insoliti, come alcuni disabituanti e repellenti che ho visto recentemente:

RAUS FORMICHE disabituante granulare; RETTIL RAUS disabituante per lucertole, serpenti e rettili; RAT RAUS Protex repellente spray pronto all’uso, protegge gli oggetti dall’attacco dei topi e ratti

Tengono lontani animali di vario tipo grazie a sostanze che hanno odori a loro sgraditi ma che sono innocue per persone e ambiente. Nel sito del produttore ho scoperto che oltre a quelli fotografati ne esistono altri con nomi ibridi simili.

I nomi mi hanno colpita perché, a parte l’elemento ricorrente Raus, sono incongruenti sia per il tipo di parole che li compongono che per l’ordine in cui sono combinate. Esempi: 

Raus Formiche   tedesco + italiano
Rettil Raus    pseudoanglicismo + tedesco
Animal Raus      inglese + tedesco
Talpa Raus      italiano + tedesco
Rat Raus Protex inglese + tedesco + internazionalismo

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#YOLO

Vignetta: ragazzo con maglietta con scritta CARPE DIEM dice “Same as yours, only in Latin” a ragazzo con maglietta YOLO

Sui social vedo usare spesso anche in italiano l’acronimo YOLO, you only live once, eppure ha lo stesso significato di si vive una volta sola (e quindi l’idea di fondo è simile al concetto di carpe diem).

Anche se potrebbe sembrarlo, l’espressione italiana non è un calco di quella inglese. Si possono ricavare alcune tendenze d’uso con una ricerca con Google Ngram Viewer nei corpora di libri di Google Books: le prime occorrenze in italiano sono precedenti a quelle in inglese e fino agli anni ‘60 del secolo scorso erano anche più frequenti. 

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Notizie distorte: la parola proibita alla tata

Dal Regno Unito, notiziola “acchiappaclic” apparsa ieri:

William e Kate, c’è una parola proibita per la tata di George, Charlotte e Louis

Quando vedo titoli su parole di altre lingue temo sempre traduzioni letterali che travisano il senso della notizia originale. Purtroppo ho avuto conferma anche in questo caso.

La storia riportata da alcuni media italiani è che alla persona che si occupa dei tre figli del principe William è stato vietato di chiamarli “bambini”, per evitare che la figura adulta comunichi un senso di superiorità. Per rispetto nei loro confronti, l’unica opzione consentita è usare i nomi di battesimo.

La realtà però è diversa e si può verificare nell’articolo del Daily Mail che dovrebbe essere la fonte della notizia.

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Obsolescenza programmata

Vignetta: porta con cartello Department of Planned Obsolescence, uomo prova ad aprirla ma si ritrova la maniglia in mano
Vignetta: Rubes by Leigh Rubin

Il concetto di obsolescenza programmata è sempre più diffuso: è la politica o il processo di produrre beni di consumo, principalmente tecnologici, che diventano rapidamente obsoleti e vanno sostituiti dopo un periodo di uso limitato.

L’obsolescenza viene ottenuta in vari modi: materiali poco durevoli o di scarsa qualità, rapido decadimento delle funzionalità, prezzo eccessivo per le riparazioni e per le parti di ricambio (o loro indisponibilità) che rendono più conveniente un nuovo acquisto, incompatibilità di nuovi accessori o di nuove versioni del software.

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Lupo cattivo in inglese, con reduplicazione

vignetta: the big bad wolf (huffs and puffs ad blows the house in) vs the smaller nicer wolf (huffs and puffs in the designated areas)
Vignetta: Wrong Hands

Chi ha familiarità con la storia del tre porcellini in inglese (The Three Little Pigs) riconosce il riferimento ai versi della filastrocca (nursery rhyme) che la racconta, in particolare al dialogo che si ripete tra il lupo cattivo (The Big Bad Wolf) e ciascun porcellino davanti a ogni casetta:

🐺 Little pig, little pig, let me come in.”
🐷 No, no, by the hair on my chinny chin chin
🐺 Then I’ll huff, and I’ll puff, and I’ll blow your house in

Reduplicazione espressiva

La vignetta è anche uno spunto per descrivere i diversi tipi di reduplicazione espressiva dell’inglese, il fenomeno per cui una parola o una sua parte viene ripetuta, a volte modificandola, per formare un’espressione più lunga.

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Amazon, driver vs autisti: è colpa dei sindacati!

Amazon, oggi sciopero dei driver in Lombardia: «Noi schiavi di un algoritmo»

Il 26 febbraio 2019 nessuna consegna di pacchi di Amazon in Lombardia: il servizio è stato interrotto in protesta per le condizioni di lavoro estenuanti.

Nei media chi guida furgoni per fare consegne per conto terzi viene descritto con l’anglicismo driver. A me fa uno stranissimo effetto perché in italiano* driver è un termine informatico: è il software usato dal sistema operativo per controllare e gestire un dispositivo (ad es. driver della stampante).

Mi pare ridicolo che ora driver identifichi anche le persone che guidano e consegnano pacchi. In inglese infatti la parola ha un significato estremamente generico: è chiunque guidi qualsiasi tipo di veicolo o anche un animale (ad es. camel driver, elephant driver).

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