Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Novità per IATE

InterActive Terminology for EuropeUn’importante novità per IATE, il database terminologico dell’Unione europea: ora si può scaricare un file in formato TBX che contiene 1,3 milioni di concetti e più di 8 milioni di termini nelle 24 lingue ufficiali dell’UE. Dettagli in Download IATE.

IATE è un database terminologico orientato al concetto; i campi di dati inclusi nel file TBX sono descritti in IATE Data fields explained.

like a girl  ≠  come una ragazza

Anche i media italiani hanno dato rilievo ad Always #LikeAGirl, il video di una campagna pubblicitaria americana di prodotti per l’igiene intima diventato virale nei giorni scorsi.

In italiano “like a girl” è stato tradotto con “come una ragazza” ma non è stato chiarito che girl e ragazza sono due parole solo in apparenza equivalenti.

In inglese girl è una parola neutra se identifica una bambina o una ragazzina, come quelle nel video per le quali “like a girl” è essere se stesse, ma dall’adolescenza in poi può avere connotazioni negative o non politicamente corrette che invece non sono associabili alla parola italiana ragazza (nell’inglese contemporaneo young woman).

Non mi pare che in italiano come una ragazza possa risultare genericamente dispregiativo e neppure che sia una collocazione, come invece like a girl in inglese (e come una femminuccia in italiano), e credo che nel presentare il video queste differenze avrebbero dovuto essere evidenziate.

In Fanciulle del XXI secolo altri dettagli sull’uso di girl, young woman e ragazza.

Bug, insetti e cavallette

Non ho visto la partita Brasile-Colombia ma mi hanno fatto una certa impressione le foto della cavalletta gigante che si era posata sul braccio del calciatore James Rodríguez.

foto con cavalletta cavalletta gigante

Una veloce ricerca nei siti di notizie e in Twitter mostra che in italiano l’animale è stato descritto come cavalletta mentre in inglese soprattutto come bug; frequente anche insect, mentre grasshopper e locust appaiono in percentuali decisamente inferiori.

È un esempio che ci ricorda che in lingue diverse può esistere lessico equivalente, come in italiano cavalletta e in inglese grasshopper, il nome comune degli stessi insetti dell’ordine Ortotteri, ma non sempre viene usato allo stesso modo: possono intervenire fattori situazionali, cognitivi e culturali che fanno privilegiare scelte diverse.

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Americani, gesti italiani… e rolodex!

In Rolex per 007, Rolodex per le spie NSA avevo scritto “dubito che ora si vedano molti rolodex sulle scrivanie americane”. Sono stata smentita dal video pubblicato qualche giorno fa dal Consolato americano di Milano, dove appare in evidenza proprio un rolodex (0:32). Chissà se viene davvero usato al posto dei computer (Datagate docet!), se è lì solo per fare scena o se addirittura ha un qualche significato simbolico? Non penso che lo saprò mai…

Vedi anche: L’italiano spiegato agli inglesi (gesti e frasi idiomatiche)

Blog: terminologia e traduzione

Se non li conoscete già, vi suggerisco due blog nati qualche mese fa e che si sono fatti notare per contributi molto interessanti.

Terminologia: In my own terms

Con terminologia non si intende solo 1) il lessico specifico di un settore specializzato ma anche 2) una disciplina teorica e 3) la ricerca, la documentazione e il riutilizzo coerente dei concetti e dei termini ad essi associati. A questi due ultimi aspetti, più specialistici, dedica particolare attenzione il blog In my own terms (“terminology for beginners and beyond”). La sua autrice, Patricia Brenes, fa un ottimo lavoro di raccolta e condivisione di risorse e sa descrivere molto chiaramente gli aspetti teorici evidenziandone l’applicazione pratica, con riferimenti e suggerimenti per approfondire. Esempio: MySmarTerms 5: The Semantic Triangle: Words don’t mean; people mean, sull’uso del triangolo semiotico in terminologia.

Traduzione: Federica Aceto

Federica Aceto traduce narrativa dall’inglese (tra gli autori, Don DeLillo, Martin Amis e Ali Smith) e nel blog fa riflessioni molto personali sulla traduzione, ad es. in Quando la lingua non è trasparente considera “cosa succede quando un modo di dire, un gioco di parole, un riferimento alla lingua di partenza va oltre e non è più un semplice veicolo di significato, ma diventa un’occasione di riflessione sulla lingua stessa”.

nerdsplaining e mansplaining

Trovo molto efficace il neologismo inglese nerdsplaining, che identifica le spiegazioni insistenti ed eccessivamente dettagliate, soprattutto di argomenti tecnici o scientifici, che sono tipiche dei nerd: avete presente Sheldon Cooper di The Big Bang Theory?

La neoformazione nerdsplain è descritta sia come parola macedonia (nerd+explain) che come composto formato da nerd con il suffissoide –splain, recente e parecchio produttivo, usato per spiegazioni date con aria di sufficienza, molto sicuri di sé (ma magari senza conoscere davvero l’argomento) o con atteggiamento da maestrina.

“I think you are mistaken, allow me to mansplain…”La coniazione più nota, da cui viene fatto derivare il suffissoide –splain, è mansplain, tipico di quegli uomini che trattano le donne come minus habens e pensano di dover spiegare loro qualsiasi cosa. Dettagli e diversi esempi in Word Watch 2013: –splain e "Mansplaining" Spawns a New Suffix.
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Vedi anche: geek e nerd, dork e dweeb

Tutina, “qualsiasi cosa significhi”

In Esche digitali: click bait ho già ammesso che mi faccio distrarre dalle notiziole tradotte dall’inglese da qualche firma non molto prestigiosa di media italiani. Esempio:

“Dichiara di avere un’unione matrimoniale felice il 57 per cento dei dormienti nudi, contro il 48 per cento di coloro che dormono in pigiama, il 43 per cento di quelli che scelgono la camicia da notte e il 38 per cento di chi opta per la tutina (qualsiasi cosa significhi).”

un pigiamone di pile dalla collezione Marks & SpencerGrazie al link all’articolo originale, del poco autorevole Daily Mail, il mistero è subito risolto: “… 38 per cent of those in onesies”.

Onesie è il pigiama intero (o “pigiamone” o “tutone”), un indumento pare molto apprezzato dagli inglesi.

Probabilmente la giornalista si è limitata a una ricerca tradizionale in un dizionario bilingue, dove ha trovato solo l’accezione americana di onesie, la tutina da neonato (babygro in inglese britannico) e, per quanto perplessa, non ha indagato oltre. I traduttori invece sanno che in questi casi sono molto più affidabili e veloci le ricerche per immagini.
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Vedi anche: Eponimi inglesi (e capi di abbigliamento), con l’esempio del “gatto tuxedo”.


Chi scrive per professione dovrebbe comunque sapere che in italiano le percentuali si indicano con il simbolo % e non con le due parole per cento, calco dell’inglese per cent.

Cani da guardia inglesi, con risemantizzazione

watchdogUn articolo di TermCoord sui cani, in inglese, distingue tra watch dog / watchdog e guard dog: entrambi i cani abbaiano per segnalare la presenza di un intruso e intimidirlo, però il watchdog raramente attacca, mentre il guard dog può farlo per difendere il proprio territorio.

Non so se anche in italiano esista una differenza analoga, ma mi piace l’esempio perché ci ricorda che le stesse parole possono avere funzione e valenza diverse se usate nel lessico generico o nel lessico specialistico.

I dizionari di inglese descrivono sia watchdog che guard dog come “a dog that keeps guard”, quindi nell’uso standard le due parole sono sinonimi (il corpus di Ngram Viewer indica che prevale watchdog e che guard dog è una formazione più recente).

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Binomi con mele, arance, pere, cavoli, carote…

In inglese è molto comune il binomio apples and oranges per indicare persone o cose completamente diverse o che non possono essere paragonate. Collocazioni tipiche sono comparing / mixing / adding apples and oranges.

In italiano e in molte lingue europee si preferisce invece la metafora con pere e mele (o mele e pere), ad esempio si usa in tedesco, Äpfel und Birnen  (miteinander vergleichen), e in francese, comparer des pommes et des poires (ma il confronto improponibile è anche tra cavoli e carote, comparer des choux et des carottes).

Apples and Oranges by Greg Williams

La voce Apples and oranges di Wikipedia, da cui sono tratte queste vignette di Greg Williams, ha note etimologiche, altri riferimenti ed esempi di espressioni equivalenti usate in altre lingue, alcune delle quali sono molto fantasiose.

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La falsa agonia del calcio

Il Wall Street Journal ha contato il numero di presunti infortuni durante i mondiali di calcio e ha calcolato il tempo passato dal calciatori a contorcersi a terra in preda al dolore (“writhing time”, cfr. writhe in agony on the ground), per poi rialzarsi subito dopo senza conseguenze.

The World Cup Flopping Rankings – The Wall Street Journal, 25 June“All too often during matches, seemingly fit men fall to the ground in agony

Ho riportato questi esempi per evidenziare una coppia di falsi amici.

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Google Gesture, segni, lingue e linguaggi

Nei giorni scorsi ho visto la notizia che alcuni studenti di un’università di Stoccolma starebbero sviluppando Google Gesture, un’app che traduce la lingua dei segni svedese grazie a dei dispositivi indossabili sugli avambracci che rilevano i movimenti che compongono i gesti e consentono di interpretarli e convertirli in inglese parlato (non viene invece spiegato come vengano acquisite le espressioni del volto, altrettanto importanti).

In realtà non si tratta di una vera app ma di un’idea premiata a un concorso, in ogni caso chi ha ripreso la notizia in italiano, ad es. qui, qui, qui e qui, l’ha tradotta dall’inglese senza riuscire a evitare un errore già descritto in Language: lingua e linguaggio e relativi commenti: sign language è diventato linguaggio dei segni anziché lingua dei segni.

Swedish Sign Language (SWL) ► English SpeechInoltre, non è stato specificato che la presunta app ha come lingua di partenza la lingua dei segni svedese, e quindi chi legge può avere l’impressione, errata, che esista un’unica, internazionale e generica lingua dei segni anziché lingue dei segni diverse in paesi diversi, ciascuna con lessico, sintassi, semantica e pragmatica propri (ad esempio, i sordi inglesi e americani non si capiscono perché non usano la stessa lingua).

Altri dettagli in Language: lingua e linguaggio

i meme, i memes e i memi

Negli Stati Uniti è stato fatto un sondaggio tra 1100 persone dai 18 ai 45 anni per verificare come vengono chiamati una trentina di concetti legati alle tecnologie digitali, per ciascuno dei quali coesistono più termini.

Ci sono anche esempi di variazioni di pronuncia, tra cui GIF, MySQL, ASCII e meme:

pronuncia di meme per gli americani intervistati per un sondaggio di eBay 

Ho scelto l’esempio di meme perché è un termine adottato anche in italiano come prestito ma con ulteriore variazioni, non solo di pronuncia ma anche di morfologia

Il concetto rappresentato da meme è noto:

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C’è sexy e sexy

In English is very sexy (evitarlo è impossibile) Beppe Severgnini ha preso spunto da un libro che usa doppi sensi a scopo didattico per raccontare una storia scanzonata dell’apprendimento dell’inglese in Italia. 

dettaglio dell’immagine che illustra l’articolo di Beppe Severgnini

Mi è rimasto un dubbio: l’aggettivo sexy nel titolo dell’articolo va interpretato nel significato di “sessualmente eccitante”, con cui è stato adottato in italiano alla fine degli anni ‘50, oppure nell’uso peculiare di Severgnini, per il quale possono essere “sexy” anche salsicce, segni di interpunzione, un rettore che maltratta due studenti, luoghi e altro ancora?

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Attrazioni e attrattive turistiche

In un articolo ricavato da un testo inglese ho letto che “TripAdvisor, il popolare sito di recensioni di ristoranti, alberghi e mete turistiche, ha diffuso i risultati della seconda edizione dei Travelers’ Choice Attractions Awards. […] La miglior attrazione internazionale è il sito archeologico inca di Machu Picchu, in Perù, seguita dalla Grande Moschea Sheikh Zayed di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, e dal classico Taj Mahal, in India. Di italiani ci sono la Basilica di San Pietro (quasi italiana, diciamo) al quinto posto, la cattedrale di Siena al 18esimo e il Duomo di Milano al 19esimo”.

In inglese attraction è un posto o un evento che attira visitatori perché offre qualcosa di divertente oppure di interessante, invece in italiano credo andrebbe fatta una distinzione tra attrazioni (spettacoli o divertimenti) e attrattive (interesse paesaggistico, artistico o culturale). Non classificherei un luogo di culto come un’attrazione turistica.

Avvertite anche voi questa differenza d’uso o trovate adeguato il calco dall’inglese, che comunque pare ormai prevalere, forse anche grazie al doppiaggese?confronto attrazioni e attrattive turistiche in Google Ngram Viewer [confronto tra attrazioni turistiche e attrattive turistiche in Ngram Viewer; si possono anche paragonare le collocazioni più frequenti con attrazioni+aggettivo e attrattive+aggettivo]

Vedi anche: Doppioni: doublets & doublettes! (allotropi: parole di una lingua che hanno la stessa etimologia ma sfumature stilistiche oppure significati diversi).

Parole estive

Alcune parole ed espressioni usate soprattutto in estate, stagione che ufficialmente inizia solo domani:

petricore (l’odore dopo il temporale),
“nato di luglio” (un modo di dire veneto),
rimastone (nostalgia di tempi ormai andati) ,
fantasmini (creatività linguistica made in Italy),
flash storm (un anglicismo con picchi d’uso in luglio),
cocomeri strampalati (regionalismi per un frutto molto estivo),
silly season (in mancanza d’altro, notizie frivole o poco credibili),
budgie smuggler (metafora australiana per un costume maschile poco lusinghiero),

circolo di conversazione - Ragusa Ibla