Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

No, il mullet non è magnifico

Chantal Biya È silly season anche al Washington Post, che dedica un articoletto ai capelli della first lady del Camerun:

Chantal Biya has single-handedly made mullet the new magnificent. […] Somehow her hair manages to be short and long, rebellious yet elegant, unruly but controlled.

L’ho letto incuriosita da una traduzione italiana:

Chantal Biya ha ridefinito il concetto di “magnifico”. […]
I suoi capelli sono insieme corti e lunghi, ribelli ed eleganti, spettinati ma controllati.

Mullet  non è un pesce (muggine o cefalo) ma la pettinatura, tipica degli anni ‘80, con i capelli corti davanti e lunghi dietro (cfr. il nome tedesco Vokuhila: vorne kurz, hinten lang).

Nel testo originale la chioma è descritta come magnificent, che in questo contesto non vuol dire magnifico ("che suscita ammirazione o approvazione incondizionata") ma imponente, maestoso, molto elaborato: collocazioni tipiche di questa accezione sono luoghi naturali, edifici o architetture particolarmente spettacolari. In altri contesti magnificent può anche voler dire ottimo, di grande bravura, ad es. magnificent achievement.
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Vedi anche: Più cattiva Maleficent o Malefica? (un riferimento all’aggettivo magnificent).

Deprecato in informatica

L’Accademia della Crusca ha pubblicato una consulenza linguistica molto dettagliata su Deprecato in informatica. Sono state analizzate le diverse traduzioni usate in italiano per deprecated e viene citato ampiamente anche un mio vecchio post, Che relazione c’è tra obsoleto, disapprovato e deprecato?, scritto quando ero terminologa di Microsoft.

Gli esempi della consulenza evidenziano l’arbitrarietà del segno linguistico, frequente nella terminologia informatica: succede che in contesti diversi lo stesso concetto venga identificato con termini diversi, o che lo stesso termine venga usato per concetti diversi. Spesso non esiste un singolo “termine corretto” e la scelta più adatta va operata in base alle relazioni tra concetti all’interno dello specifico sistema concettuale, sia in inglese che nelle lingue in cui si localizza.

Dettagli ed esempi nel post citato, in Font, typeface, famiglie e tipi di carattere – 1 e 2 e in Completamento, compilazione e riempimento.

L’evoluzione di spending review

L’anglicismo spending review è apparso nelle cronache economico-finanziarie nel 2004, si è imposto all’attenzione di tutti nel 2012, con il governo Monti, e da quando è entrato nel lessico comune ha già subito un’evoluzione, trasformandosi in spending. Qualche esempio:

✂ spending review → spendingil lavoro di spending va avanti
la spending è scelta politica, non tecnica
se la spending è un bancomat, addio al taglio delle imposte
la spending e la lotta all’evasione ridurranno il cuneo fiscale

Il sostantivo spending usato in italiano è uno pseudoprestito, una parola che ha l’aspetto di un prestito ma che nella lingua di origine ha un altro significato o addirittura non esiste.

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Inglese farlocco: Acquatic Education

logo Acquatic EducationNuovo esempio di inglese farlocco nel logo Acquatic Education, visto negli spot di una campagna sociale italiana su acquaticità e sicurezza promossa da un’associazione italiana e patrocinata dal Ministero della Salute e da altre istituzioni italiane.

In inglese però aquatic si scrive senza c.

Dai flash flood alle bombe d’acqua

esempi di titoli con bomba d’acquaIn un post del 2011, flash flood, alluvioni lampo e nubifragi, avevo osservato che i media ricorrevano sempre più spesso all’anglicismo flash flood per descrivere piogge molto violente e intense e mi ero chiesta se il prestito si sarebbe affermato.

A distanza di tre anni si può notare che la preferenza per flash flood è stata passeggera e invece si sta imponendo l’espressione bomba d’acqua, allora non ancora molto diffusa e anche recentemente avvertita come nuova.

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Problemi di omofonia

Tabella con alcuni omofoni molto comuni: red-read, flu-flew, write-right, rain-reign, chilly-chili, ant-aunt, see-sea, mail-male

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In inglese sono molto comuni le parole omofone: condividono la pronuncia ma non la grafia, ad es. cereal e serial, key e quay, why e Y, which e witch, pole e poll.

L’omofonia sarebbe una non-notizia se non fosse che negli Stati Uniti un insegnante di inglese per stranieri è stato licenziato per aver scritto un post sugli omofoni (homophones) nel blog della scuola privata dove lavorava, illustrandolo con l’immagine che vedete. Reazione drastica del proprietario della scuola per il rimando, secondo lui palese e inaccettabile, all’omosessualità (“our school is going to be associated with homosexuality”).

Dettagli e commenti in Homophonia (Language Log).


Vedi anche: la gestione degli omofoni nel correttore ortografico contestuale di Office e alcuni problemi di omofonia per i bambini americani in Alphabet Song e differenze culturali.

Il “canguro”, in politica almeno dal 1911

Una parola ricorrente nelle cronache politiche di oggi è canguro, una prassi parlamentare che, stando a quello che spiegano i media, consente di raggruppare gli emendamenti uguali o analoghi per farli approvare in blocco e quindi procedere più speditamente.

La metafora del canguro può sembrare insolita: è un animale a cui associamo il procedere a balzi, che però non implica raggiungere una meta più velocemente. Diventa più chiara se si risale alla sua origine, che non è italiana ma inglese.

Kangaroo closure è una prassi attestata nel parlamento britannico dall’inizio del secolo scorso. Non ha lo stesso significato che le viene attribuito in italiano: indica la sospensione del dibattito per procedere al voto (closure) ottenuta escludendo alcuni emendamenti, che quindi vengono saltati.

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Grafia aberrante

Il linguista David Crystal chiama deviant spelling la grafia alternativa (variante grafica) che in inglese viene usata per conferire significati nuovi a parole esistenti, tipica di alcuni ambiti informatici.

f - phL’esempio più noto è la sostituzione a inizio parola della consonante f con il digramma ph, associata ad attività fraudolente come phishing, phreaking e pharming e che per questo potrebbe avere influenzato negativamente la percezione del nome phablet. Si riscontra anche la sostituzione contraria, da ph a f, che ha dato origine a fone (textism per phone) e a fonblet, e probabilmente ha influenzato anche  l’interpretazione di flone descritta ieri.

Un altro esempio di variante grafica è la sostituzione della s del plurale con z, usata con riferimento a versioni piratate o illegali: warez, tunez, gamez, downloadz ecc.

Questi tipi di neoformazione hanno origine gergale e sono molto connotati; in italiano vengono recepiti come prestiti e inevitabilmente perdono la maggior parte delle associazioni originarie.

Cosa significa Flone?

A cosa vi fa pensare il nome Flone?

FloneÈ un progetto sviluppato in Spagna e descritto come “interfaccia per far volare gli smartphone”. Consiste in una parte hardware (una struttura a forma di H che alloggia quattro motori e uno smartphone) e in una parte software (alcune app per le riprese video e per pilotare il volo del dispositivo attraverso un altro smartphone).

Interpretazione del nome in inglese e in E2

Ne parla Is it a phone? Is it a drone? No, it’s a flone! (The Guardian) e la notizia mi ha incuriosita per alcuni aspetti linguistici: l’articolo e il relativo URL (phone-drone-flone) mostrano che il giornalista inglese ha interpretato il nome flone come parola macedonia phone+drone, mentre gli autori, spagnoli, l’hanno creato contraendo flying phone.

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Subtweet → frecciate 2.0

Ieri i media hanno dato risalto a questo subtweet:

Subtweet è un neologismo inglese che descrive un tweet che fa riferimento a un altro utente di Twitter senza però menzionarlo, e cioè senza includere il suo identificativo (handle): nell’esempio Grillo anziché l’identificativo @beppe_grillo. In questo modo la persona oggetto del commento non riceve la notifica che c’è un tweet che la riguarda.

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Inglese farlocco a Venezia: Fake kills your style

Inglese farlocco è il nuovo tag che ho pensato di associare ad esempi di pubblicità, brevi comunicazioni o nomi destinati a un pubblico italiano ma scritti esclusivamente in inglese poco idiomatico o addirittura errato, però facilmente comprensibile anche da chi ha solo conoscenze scolastiche, tanto che il testo italiano viene ritenuto superfluo.

FAKE KILLS YOUR STYLE (progetto degli studenti della Laurea Magistrale in Marketing e Comunicazione dell’Università Ca’ Foscari di Venezia)Da Venezia arriva l’esempio dello slogan Fake kills your style. Don’t buy fake che appare sul selciato di alcuni luoghi molto frequentati e sui manifesti di una campagna contro la contraffazione.

Per gli ideatori il messaggio è chiaro: La contraffazione uccide il commercio, ma anche lo stile. È chiara anche l’ignoranza della grammatica inglese: fake (“oggetto contraffatto”) è un sostantivo numerabile e al singolare non può essere usato senza articolo quantificatore.

Poco azzeccato anche l’hashtag per segnalare commerci abusivi, #fkysvenice: se rivolto agli italiani, è poco trasparente e difficile da memorizzare; se ai turisti stranieri, non è stato considerato che la sequenza fk richiama la parola volgare fuck, cfr. fku (fuck you) e fkyh (fuck yeah).

Buying fake products you renounce to quality  traduzione letterale,
inglese maccheronico

Via Alessia Berti, che segnala anche che la “scena del crimine” presso il ponte di Calatrava è stata interpretata come “Attenti a non cadere” (metafora meno chiara del previsto?).
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Altri esempi di inglese farlocco:
Fiera Milano premia gli esibizionisti (il premio Exhibitionist Award)
un look ancora più fashion (il cartello next opening)
Datagate, scandalo americano e nome “italiano”

Cibi basici

Cosa vi fa venire in mente il titolo cibi basici?

1 – Alimenti alcalini, contrapposti a cibi acidi
2 – Alimenti primari (di base)

Probabilmente prevale l’interpretazione 1 per chi è interessato all’alimentazione, la 2 invece per chi opera in ambiti in cui si usano molti calchi e prestiti dall’inglese, in questo caso basico calco di basic nel senso di “fondamentale”.

C’è un’espressione simile e per nulla efficace in I Primi piatti basici danno segnali di ripresa, un’analisi di 11 panieri che rappresentano i consumi alimentari degli italiani.

3 degli 11 panieri: basici, facili e veloci, consumi trendy

La terminologia delle ricerche di mercato è fortemente influenzata dall’inglese, però ritengo che se il contesto è italiano ed è riportato dai media generalisti, nelle descrizioni di prodotti di uso quotidiano (lessico comune) andrebbero evitati prestiti superflui come easy food e consumi trendy: ne ho discusso in L’invasione degli anglicismi.

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Comandi vocali e localizzazione

Nei dispositivi mobili le funzionalità più note di riconoscimento vocale sono i comandi vocali* (voice commands), usati per eseguire una serie di azioni come aprire app, riprodurre brani musicali, comporre numeri di telefono o chiamare contatti (voice dialling).

call somebody home – Pearls Before Swine
(God / death calling <somebody> home è un’espressione idiomatica, ad es. until death called him home è una frase tipica da necrologi)

La “grammatica” dei comandi vocali

I sistemi di riconoscimento dei comandi vocali ricorrono a una “grammatica” che consente di riconoscere un numero limitato di parole e frasi specifiche per quel contesto e che spesso devono essere formulate seguendo una struttura predefinita. Ad esempio, per fare una telefonata potrebbe essere necessario dire, nell’ordine: 
call… pig… home…1 – chiama (call) o componi (dial),
2 – il nome della persona come appare nella rubrica,
3 – casa (home) o cellulare (mobile) se allo stesso nome sono associati più numeri (se non è specificato, il sistema potrebbe richiederlo).

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Help! Sul treno AV si è staccato il finestrino!

Seats: 1D (Detached window)Ho comprato un biglietto per un treno Frecciarossa usando un browser con le impostazioni in inglese. Alla fine della transazione ho scoperto che il posto che mi era stato assegnato era caratterizzato da una detached window, “finestra staccata”.

Nella prima fila dei Frecciarossa non ci sono quattro posti ma due, uno per ciascun lato del corridoio, quindi 1D è un posto singolo (single seat). Immagino che detached window sia la traduzione di “finestrino, isolato” fatta usando l’aggettivo che descrive una casa isolata, detached house (nel senso che non è unita su nessun lato con altre case).

Per la serie Inglese maccheronico di Trenitalia
Stazione AV di Bologna: caos sui cartelli
“Compliments!” (beh, no) 
Trenitalia e le date

Localizzazione: inglese internazionale

Nella versione europea della rivista americana TIME ho letto la storia di un ragazzo adottato che dopo 25 anni riesce a ritrovare il villaggio di origine grazie a Google Earth. La casa è abbandonata ma un uomo lo riconosce e lo porta dalla madre. Frase clou:
She lived about 46 m away.

Come si può immaginare, il testo originale sul sito americano è She lived about 50 yards away. Credo sia stata fatta una conversione automatica, o chi se ne è occupato è stato incapace di distinguere tra misure precise e misure indicative, espresse da cifre tonde.

In italiano si potrebbe anche dire a 50 m da lì, senza specificare circa, perché in questo tipo di contesto 50 m è una misura “standard” che non viene interpretata al centimetro.

Questo tipo di errore è abbastanza comune nei media, forse perché non è noto il concetto di localizzazione oppure si pensa che valga solo tra lingue diverse ma non anche tra varietà della stessa lingua, come inglese americano e inglese internazionale. Dettagli e altri esempi in un vecchio post, Problemi di conversione (e di localizzazione).