Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

L’essenza di toast

Ristorante elegante, signora con menu in mano chiede alla cameriera “What is the “pulverzed grain and fermentation fungus calorified over a charged-particle heat source”? La cameriera risponde “Toast”
Vignetta: Bizarro

In italiano potrebbe funzionare “polvere di grano in fermentazione lattea con ritrasformazione calorigena da fonte radiante” come frase assurda di pseudo cucina molecolare per descrivere del pane tostato? Altri suggerimenti?

Falsi amici

La vignetta è uno spunto per ricordare che la parola toast è un falso amico: in italiano descrive due fette di pane a cassetta farcite e tostate, in inglese invece toast /təʊst/ è la singola fetta tostata.  

Continua a leggere »

Attenzione ai refusi! :)

testo di email ricevuto da scienziato: “There was a typo in my previous email. It should, of course, read. “Please focus completely on GENOME research”  (alle sue spalle esperimenti con nanetti da giardino, in inglese GNOME)
Vignetta: Tom Gauld

Un’altra vignetta che funziona con lo stesso meccanismo di genome / gnome:

Continua a leggere »

Anglicismi: Gruppo Incipit contro MIUR

La Crusca contro il ministero dell’Istruzione: troppe parole inglesi, abbandona l’italiano. È polemica

Il titolo del Messaggero dell’immagine fa riferimento all’ultimo comunicato stampa del Gruppo Incipit dell’Accademia della Crusca, Sillabo per l’imprenditorialità o sillabario per l’abbandono della lingua italiana?. È una critica severa a un documento recente del MIUR in cui risalta una “meccanica applicazione di un sovrabbondante insieme concettuale anglicizzante”. Contiene vari esempi e si conclude con un appello a un maggiore rispetto nei confronti della lingua e della cultura italiana.

La risposta firmata dalla ministra Fedeli rigetta le accuse ma contiene anche alcune affermazioni che per me confermano che in Italia mancano conoscenze e competenze terminologiche:

Continua a leggere »

Stikeez, un nome particolare

immagine promozione Stikeez

Gli Stikeez sono dei pupazzetti che si possono ottenere facendo la spesa nei supermercati Lidl. La promozione è attiva con lo stesso nome anche in altri paesi europei e non è una novità: cambiano i personaggi ma nome e tipo di raccolta sono invariati da qualche anno.

La parola Stikeez ha un aspetto anglicizzante ma è poco chiaro quale sia la sua origine: i pupazzetti non sembrano adesivi e quindi dubito che si tratti di un riferimento a stickers.

Continua a leggere »

Pseudoanglicismi: il box di auto e bambini

Quando mi sono trasferita a Milano ho imparato che nei condomini l’auto non si mette in garage ma nel box, parola che fino ad allora in italiano associavo al recinto dove si mettono a giocare i bambini piccoli. foto di box per bambini e di box per auto

In entrambi i casi si tratta di pseudoanglicismi. In inglese infatti box non ha queste accezioni: le auto si mettono nel garage e i bambini nel playpen.

Continua a leggere »

Mai stati nelle pesche? Meglio di no!

fiori di pesco

In primavera la campagna romagnola si tinge di rosa, un vero spettacolo. In Romagna si produce infatti oltre il 50% delle nettarine e il 20% delle pesche italiane, una coltura nata agli inizi del ‘900 così importante e pervasiva che se ne trovano tracce anche nella lingua. Tra queste, un modo di dire tipicamente romagnolo è trovarsi / mettere / essere nelle pesche.

Continua a leggere »

C’è fracasso e fracaso

In questo tweet della Gazzetta dello Sport su una partita di calcio in cui il Barcellona ha perso dalla Roma c’è un vistoso falso amico:

 tweet di LaGzzettadelloSport: VIDEO “Barça, è fracasso totale”: i catalani finiti sotto processo #RomaBarcellona - la rassegna stampa spagnola
.(via Rosaria Rizza)

Fracasso ≠ fracaso

In italiano la parola fracasso vuol dire forte rumore prodotto da cose che si infrangono, e quindi anche frastuono, baccano, chiasso. In senso figurato fare fracasso vuol dire fare parlare di sé o di qualcosa suscitando scalpore.

Continua a leggere »

Solo in inglese: la “sindrome di *Calliòpe

Definition of book word: a word learned solely or principally from reading and often understood without knowledge of its customary pronunciation – Dizionario Merriam-Webster

La locuzione inglese book word descrive le parole che si conoscono solo dai libri e di cui si sbaglia la pronuncia proprio perché si sono sempre viste solo in forma scritta

C’è chi ha coniato anche un nome alternativo, Calley-ope Syndrome. Il riferimento è alla musa Calliope, che in inglese ha la stessa grafia dell’italiano ma una pronuncia particolare.

Continua a leggere »

Note primaverili

The New Yorker 16 April 2018

Il nuovo numero della rivista americana The New Yorker ha una copertina musicale, Soundtrack to Spring, disegnata dall’artista britannico Tom Gauld. Sono raffigurate le prime battute di alcuni brani in tema con la primavera che si possono ascoltare nel sito (copertina interattiva con dettagli sulla sua ideazione) oppure in un tweet.    

Continua a leggere »

Emoji con braccia a X e a O

percorso della maratona in cui ogni chilometro è rappresentato da una diversa emoji per diverse emozioni e sensazioni

L’emoji-thon (emoji+marathon) è stata pubblicata da una società del gruppo Adidas che si rivolge un pubblico internazionale. È divertente anche per chi non farà mai una maratona e sono convinta che la sequenza di emoji risulti alquanto efficace indipendentemente dalla lingua che si parla.

Sarei però curiosa di sapere se tutti danno la stessa interpretazione all’emoji del km 36.

Continua a leggere »

Il temibile metaforico autobus americano

cartello con la scritta CAUTION e figure stillizzate di una persona che con un calcio ne fa cadere un’altra davanti a un autobus che sopraggiunge

Throw someone under the bus

Un’espressione figurata ricorrente nei media americani è throw someone under the bus, letteralmente buttare qualcuno sotto l’autobus. Vuol dire tradire o sacrificare qualcuno nel tentativo di salvare sé stessi o per tornaconto personale.

Ha punti in comune con il modo di dire throw someone to the wolves, “gettare in pasto ai lupi”, che in inglese può essere usato anche per descrivere una situazione in cui si permette che qualcuno venga attaccato e non si fa alcun tentativo di difenderlo.

Continua a leggere »

Generi diversi: la slot vs lo slot

Da una notizia di cronaca nera sentita alla radio ho scoperto uno pseudoanglicismo che finora ignoravo, slot, ma non avevo mai sentito neppure il nome alternativo sala slot.

Caravaggio, 4 colpi di pistola in una slot. Morta coppia di Cremona, l’omicida fugge. – Terrore in una sala slot nel bergamasco, due morti in una sparatoria.

La parola slot per slot machine non mi sorprende: è uno dei numerosi pseudoanglicismi ottenuti con un meccanismo di abbreviazione impropria in cui viene privilegiato il determinante (slot) anziché il determinato (machine).

Continua a leggere »

Calchi sintattici: immaginare e mostrare

Un esempio di notizia sull’ennesima sparatoria negli Stati Uniti:

Titolo e sottotitolo: California, spari al quartier generale di You Tube: feriti. Suicida la donna che ha aperto il fuoco. Ad aprire il fuoco una donna, poi morta suicida. Gli agenti hanno isolato la zona ed evacuato l'edificio. Immagini diffuse dai media mostrano dipendenti uscire in fila e con le braccia alzate.

Ho visto anche un’altra versione della frase evidenziata, i video mostravano un gruppo di persone allontanarsi dall’edificio in fila e con le mani in alto. Direi che sono la traduzione di Footage showed people leaving the building in single file with their hands raised above their heads (o frase molto simile). 

Continua a leggere »

Coppia minima per sorridere in absentia

Molti giochi di parole sfruttano la somiglianza di suoni di due parole che può essere in praesentia se le parole vengono accostate (ad es. “traduttore traditore”) oppure in absentia* se invece la seconda parola, assente, viene evocata dal contesto. Un esempio in inglese:

Due topi davanti alla tana di un terzo topo dicono “We’d like to talk to you about cheeses”. Didascalia: “Church mice”

Coppie minime

Il meccanismo umoristico della vignetta con i topi evangelizzatori gioca in absentia con un elemento di una coppia minima, due parole di una stessa lingua che si differenziano per un solo fonema, collocato nella stessa posizione in entrambe, che è sufficiente a distinguerle conferendo loro significati diversi.

Continua a leggere »

Uova e ovetti, non solo di Pasqua

gallina con disegni a vari colori sulle piume spiega a gallina bianca “I was an Easter egg”

Questa vignetta evidenzia una differenza tra uovo di Pasqua e Easter egg, due sintagmi non del tutto equivalenti.

In italiano l’accezione prevalente per uovo di Pasqua è di guscio di cioccolato, di varie grandezze, che racchiude al suo interno una sorpresa.

Anche in inglese l’uovo di cioccolato (senza sorpresa!) si chiama Easter egg, però il significato principale è un altro: è un vero uovo dipinto o decorato come da tradizione, oppure un ovetto di zucchero o cioccolato di aspetto e dimensioni simili.

Continua a leggere »