Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Lingue artificiali: Blissymbolics

esempi da An Introduction to Blissymbols di Douglas CrockfordBlissymbolics / Blissymbols o Semantography è una lingua artificiale creata negli anni ‘40 del secolo scorso da Charles Bliss. È un sistema di scrittura ideografico, come la scrittura geroglifica egiziana e la scrittura cinese, che si basa su una rappresentazione grafica dei concetti.

Ha la peculiarità di esistere solo in forma scritta e quindi di non poter essere parlata perché ai simboli non corrispondono parole (cfr. segno nel triangolo semiotico). Bliss l’ha ideata come sistema di comunicazione ausiliario indipendente e universale, ma non ha avuto molto successo.

Caratteri di base

La lingua è formata da 900 caratteri di base (Bliss-character) che rappresentano concetti chiave. Includono sia pittogrammi (immagini stilizzate di oggetti reali) che ideogrammi (simboli che raffigurano un’idea o un concetto astratto, ad es. la forma del cuore rappresenta emozione / sentimento e il profilo della parte superiore della testa rappresenta la mente). Vengono inoltre usati alcuni simboli arbitrari con funzioni particolari.

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Le 3 sicurezze di Trenitalia

Milano Centrale, dal 1° Maggio gate di accesso all'area partenza dei treni

Chi parte dalla stazione di Milano Centrale deve passare attraverso dei gate (dire cancelli era troppo brutto?) e da FS News si scopre che:

l’iniziativa, adottata da FS Italiane per ragioni di security, contribuirà a elevare la qualità del servizio offerto al cliente.
il progetto […] mira ad aumentare la sicurezza dei passeggeri e a prevenire i fenomeni di evasione, accattonaggio, attività illecite e vendite abusive in prossimità e a bordo dei treni 
presso i gate è prevista la presenza di personale qualificato nell’uso di defibrillatori defibrillatori e nelle manovre di disostruzione delle vie aree, anche pediatriche, per garantire un primo soccorso in caso di necessità e offrire, quindi, un valore aggiunto anche in chiave di safety 

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disorder ≠ disordine

In una notizia su un trapianto innovativo, il corrispondente da Londra di un telegiornale ha dichiarato che la paziente aveva sofferto di un grave disordine sanguigno. È una palese traduzione letterale di blood disorder che in italiano corrisponde a malattia del sangue.

La parola inglese disorder può descrivere in modo generico vari tipi di disturbo, disfunzione o malattia: rare disorder, some kind of disorder, sleep / eating / mental / affective / social / skin disorder…

disorders
Le locuzioni più frequenti di sostantivo+disorder in inglese in Google Ngram Viewer. 

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black man ≠ uomo nero

Un poliziotto americano ha ucciso un uomo nero sparandogli alle spalle   “L’agente che lo scorso aprile in South Carolina aveva ucciso un uomo nero sparandogli alle spalle è stato arrestato e accusato di omicidio.”

Quando leggo titoli come questi penso che chi traduce black man con uomo nero anziché uomo di colore debba essere una persona sbadata oppure molto giovane. Non si spiega altrimenti come possa ignorare che uomo+nero forma una locuzione che non può essere interpretata letteralmente (a differenza di uomo bianco) e che non sappia chi è l’uomo nero nella cultura popolare italiana: differenze culturali di tipo generazionale, come quelle descritte in Quando Eminem è meglio di John Wayne?

[vignetta con cavernicolo che da un pulpito parla ad altri cavernicoli preoccupati]: “My opponent doesn’t even BELIEVE in the BOGEYMAN! Ho is he going to protect you from him!?” Didascalia: TIME-TESTED CAMPAIGN TACTICS

Ormai appartengono al passato sia la ninna nanna che la minaccia dell’uomo nero per fare stare buoni i bambini che non vogliono dormire, ma ne rimane traccia nella lingua e chi traduce non può ignorare i riferimenti.

L’equivalente inglese di uomo nero ovviamente non è “black man” ma bogeyman (o boogeyman). È un mostro immaginario dall’aspetto non ben definito, simile al babau ma anche allo spauracchio se invece è usato in senso figurato per descrivere persone, cose o situazioni che incutono paura e timori, spesso immotivati.
Vignetta: Bizarro

Europeismi

In Internazionalismi: espresso ho descritto alcune caratteristiche delle parole che, con eventuali adattamenti grafici e fonetici, sono adottate in più lingue, spesso contemporaneamente: un esempio recente è selfie.

LeopardiUn concetto simile ma precedente e più specifico è europeismo, parola coniata da Giacomo Leopardi per le voci comuni a tutte le lingue colte d’Europa, soprattutto della politica e della filosofia, che si differenziano dai termini tecnici e scientifici in quanto “esprimono cose più sottili, e dirò così, più spirituali di quelle che potevano arrivare ad esprimere le lingue antiche e le nostre medesime ne’ passati secoli”.

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Il gerundio che non era un participio

Notiziola estiva che circolava ieri: Salvini riscrive la grammatica: «Migrante è un gerundio». Ecco cosa ha detto il leader leghista intervistato dal programma Virus: 

  […] questo vocabolo nuovo inventato dalla Boldrini qualche anno fa… Sono clan-de-sti-ni. Il migrante è un gerundio. Quando migri c’è un migrante. Quando stai qua per due anni, non sei un migrante. Sei un clandestino. […]

Ha però fatto un errore anche chi ha affermato che migrante non è un gerundio ma un participio presente. Qui infatti migrante non è un verbo ma un sostantivo nato per transcategorizzazione, un processo di conversione comune in italiano, basti pensare a cantante, insegnante, studente, consulente

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Da emoticon a emoji

Faccine: emoticon, smile(y), emoji… maschili o femminili? è una bella consulenza dell’Accademia della Crusca sul genere di emoticon ed emoji (coesistono entrambe le forme ma per ora prevale il femminile). Aggiungo qualche altra osservazione.

Emoticon

vignetta Dan Piraroemoticon

Chissà se fra qualche anno saranno ancora usate le emoticon, le faccine ottenute con i segni di punteggiatura e altri caratteri disponibili su tutte le tastiere, e se la vignetta a destra, del 2010, farà ancora sorridere?

Da tempo infatti molti programmi convertono automaticamente le emoticon più comuni nel simbolo corrispondente o in un’immagine. Ad esempio, se si digita emoticon, anche senza naso, la sequenza di caratteri diventa smiley Live Writer o faccina WordPress o simili.

Chi ha usato servizi di messaggistica sa che i set di emoticon includono non solo faccine varie ma anche altre immagini di animali e oggetti, ad es. in MSN Messenger i caratteri &, L e G, racchiusi tra parentesi tonde, facevano apparire cane, cuore e pacchetto regalo (cane, cuore e regalo).

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Cookie per tutti!

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fortune cookieNe ho già parlato in Termini in evidenza: il nome è un esempio di terminologizzazione che ha origine nei [fortune] cookie serviti nei ristoranti cinesi in America alla fine dei pasti. Sono biscotti di forma particolare, visti spesso nei film, che all’interno hanno un foglietto con una massima o un messaggio augurale, come i dati “nascosti” all’interno dei pacchetti di dati a cui inizialmente avevano dato il nome.

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Appuntamento al caffè letterario di Lugo

copertina del libroUn invito per lettori romagnoli: lunedì 8 giugno alle 21 al Caffè letterario di Lugo avrò il piacere di introdurre Giuseppe Antonelli che presenta Comunque anche Leopardi diceva le parolacce, come già preannunciato in Comunque anche Leopardi… arriva a Lugo.
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Comunicazione di servizio: in questi giorni il blog non è sempre visualizzabile e appare un messaggio di server inaccessibile. Il provider sta cercando di risolvere il problema.

Iceberg della cultura

Nei giorni scorsi ero a Napoli per il XXV convegno dell’Associazione Italiana per la Terminologia. Nel mio intervento, Il ruolo del terminologo come specialista culturale nella localizzazione, ho descritto le valutazioni di globalizzazione e di localizzabilità, attività che richiedono specifiche competenze culturali.

Iceberg della cultura

iceberg della culturaPer introdurre il concetto di competenze culturali uno dei modelli di riferimento più usati è quello dell’iceberg, sviluppato da Edward T. Hall.

La punta dell’iceberg (livello “tecnico”) rappresenta gli aspetti visibili e più superficiali di una cultura. Hanno regole palesi, codificate e non ambigue e da un osservatore esterno possono essere descritti facilmente: sono ad esempio lingua, leggi o le impostazioni che in informatica prendono il nome di locale.

Tutti questi aspetti sono però manifestazioni esterne di aspetti nascosti della cultura, che costituiscono la parte principale e invisibile dell’iceberg.

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Conteggi con i “tally mark”

tally marksUna differenza culturale tra Italia e paesi di lingua inglese è che noi non usiamo molto i tally mark, un sistema di conteggio veloce usato, ad esempio, per tenere i punteggi di giochi di società. Per ogni punto si disegna un’asta verticale e per i multipli di 5 si tira una riga sopra le quattro aste appena disegnate.

È un metodo che ho visto usare soprattutto dai bambini e non mi sarei aspettata di vederlo anche in un contesto formale. In questa immagine invece si può notare che fa parte delle istruzioni per compilare il modulo per lo spoglio delle schede del recente referendum irlandese sul matrimonio:

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Top 100 Language Professional Blogs 2015

link alla pagina di votoIl mio blog Terminologia etc. è stato nominato per il concorso Top 100 Language Professional Blogs 2015 organizzato da bab.la and Lexiophiles.

immagine: word cloud bab.laSi può votare fino al 14 giugno per il proprio blog preferito ma anche scoprire nuovi blog, in inglese e altre lingue. Se non li conoscete già, date un’occhiata a In My Own Terms di Patricia Brenes e WordLo di Maria Pia Montoro, con cui condivido la passione per la terminologia, e agli altri due siti in italiano in concorso, Scritture Brevi di Francesca Chiusaroli e Parolacce di Vito Tartamella.

link alla pagina di votoQuest’anno per me c’è una novità: sono stata nominata anche nella categoria Top 100 Language Twitter Accounts 2015 con @terminologia (ma nell’elenco appaio come Licia Corbolante).

“qui per rimanere” ormai è “qui per restare”

Penso che ciascuno di noi abbia delle preferenze e delle idiosincrasie per alcune parole e locuzioni, ad es. a me danno fastidio i calchi che prendono il posto di espressioni italiane, come quando si dice che tra due persone “c’è chimica ( chemistry) anziché alchimia.

machine translation is here to stayUn altro calco a cui non riesco ad abituarmi è modellato sulla locuzione x is here to stay, che in inglese è così comune da essere voce a sé stante nei dizionari (esempi qui e qui). Descrive qualsiasi novità o fenomeno non passeggero ma destinato ad affermarsi, durare nel tempo e far parte dell’esperienza comune, ad es. high unemployment is here to stay. 

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A Lodi si parla itanglese!

locandina filastorie Lodi

L’itanglese raggiunge nuovi livelli in questa locandina di un progetto promosso dalla Provincia di Lodi.

I linguisti Adamo e Dalla Valle dividono i forestierismi in insostituibili, utili e superflui (dettagli in L’invasione degli anglicismi).

Come classifichereste evening party, storytelling, videomaking, touroperating [sic], &, DJ set, by, freebuffet [sic], free drink [sic], corner e lab club?
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Ho visto la locandina in un tweet per Lingua madre lingua inglese, la puntata di La lingua batte dedicata al rapporto tra italiano e inglese. L’ho ascoltata in podcast, molto interessante. 
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Intervista in InformaLingua

Ho fatto una lunga chiacchierata su terminologia, anglicismi e lingua italiana con Emiliano Bellini di InformaLingua, un sito di informazione per professionisti e appassionati di lingue.

La lingua italiana può ancora nominare tutto? Abbiamo le risorse per tradurre tutto ciò che scienza e tecnologia diffondono attraverso l’inglese? Lo chiediamo alla terminologa Licia Corbolante – Informalingua, 20 maggio 2015

Abbiamo considerato il diverso ruolo di aziende, istituzioni, utenti e media nella formazione e diffusione della terminologia e alcuni fattori che possono influenzare dinamiche e tendenze, con l’esempio della terminologia informatica italiana del software di consumo.

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