Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

L’aria di Airbnb

airbnb logoHo scoperto solo recentemente cosa significa air nel nome commerciale Airbnb, il sempre più diffuso servizio della gig economy che consente a privati di affittare stanze, appartamenti, case o altri alloggi per brevi periodi.

Credevo avesse qualche significato figurato e invece, come ha spiegato uno dei fondatori, Brian Chesky, sta per un prosaico airbed, il materasso gonfiabile che all’inizio dell’attività era l’unico servizio offerto a chi cercava una sistemazione per una o più notti.

Il riferimento era esplicito nel nome e nel logo originali, AirBed & Breakfast, che rimandava anche ai tradizionali B&B (la colazione però è raramente inclusa nei servizi di Airbnb e forse nell’aggiornamento del nome la & era stata sostituita dalla n anche per evitare di richiamarla):

Continua a leggere »

Alternative al water d’oro

Notizia di cronaca estera da un quotidiano italiano:

Inghilterra, rubato il water d’oro di Maurizio Cattelan

Nella notte tra venerdì e sabato, qualcuno ha rubato il gabinetto d’oro di Maurizio Cattelan da Blenheim Palace, maestosa residenza di campagna nei pressi di Oxford, riverita dagli inglesi in quanto luogo di nascita di Winston Churchill. La tazza della toilette, ricoperta d’oro a 18 carati, faceva parte di una mostra dedicata all’artista concettuale italiano. I visitatori potevano utilizzarla per l’uso che ne viene fatto comunemente: con il solo limite di 3 minuti a testa. Ma i ladri se la sono presa comoda, lavorando fino a poco prima dell’alba per estrarre il cesso dal pavimento. […] 

Le parole evidenziate sono un esempio dell’avversione alle ripetizioni, molto diffusa nei media italiani, che spinge chi scrive a usare parole alternative non sempre adeguate.

Continua a leggere »

Cagami e Boyata, infelici marchionimi asiatici

Ho ricordato più volte l’importanza delle valutazioni di globalizzazione per verificare che i nomi di prodotti destinati anche all’esportazione non abbiano connotazioni indesiderate in lingue diverse dalla propria. 

È un’analisi che andrebbe fatta perlomeno per le lingue commercialmente più rilevanti, che per il mercato europeo sono l’inglese e le quattro lingue note come FIGS (francese, italiano, tedesco e spagnolo, dalle loro iniziali in inglese). 

 Zitsugen – CAGAMI smart cube projector

Continua a leggere »

Un eufemistico fenicottero al parlamento inglese

A Londra, scene caotiche nella Camera dei comuni per la sospensione dei lavori parlamentari imposta dal primo ministro Boris Johnson (cfr. Queen’s Speech).

In particolare, è diventate virale una frase che lo Speaker John Bercow – quello di Order! Order! – ha rivolto al deputato conservatore Graham Stuart che lo interrompeva: I could not give a flying flamingo what your view is, che nel video si può ascoltare dal minuto 0:56. 

Continua a leggere »

Made in France: sweats & pulls

Cartello fotografato in Francia:

sweats pulls

Sweat e pull sono pseudoanglicismi, abbreviazioni improprie di sweatshirt (felpa) e pullover. In inglese però sweat vuol dire sudore e pull tirata, strappo, [forza di] attrazione, quindi si tratta anche di falsi amici.

È proprio dal francese che pull è entrato nell’uso in italiano. Hanno origine oltralpe anche altri pseudoanglicismi dell’abbigliamento, come slip, smoking, golf (da golf coat, giacca per il golf) e tight (da tight coat, giacca attillata; il tipo d’abito maschile noto come tight in inglese si chiama morning coat o tailcoat).

Altri esempi in Falsi amici in giro per l’Europa.

Vedi anche: Eponimi inglesi (e capi di abbigliamento)

Cento, mille diavolini!

hundreds and thousands

Ho scoperto da poco che a Napoli e dintorni le palline arcobaleno di zucchero usate per decorare i dolci hanno un nome bellissimo: riavulill, poi italianizzato anche in diavoletti o diavolini.

Un altro nome per le palline di zucchero è mompariglia (o nompariglia o nonpariglia), dal francese nonpareille, “non simile”, “senza pari”. In altri contesti, la parola nompariglia un tempo indicava un nastro sottile di vari colori e in tipografia il più piccolo carattere di stampa, corrispondente all’attuale corpo 6.

Continua a leggere »

Brexit, pollo al cloro e falsi amici

titolo: Boris Johnson calls Jeremy Corbyn a ‘chlorinated chicken’ in furious Brexit clash

Giornata tumultuosa ieri al parlamento britannico. Il primo ministro Boris Johnson si è distinto anche per l’uso di espressioni colorite, ad esempio ha indicato il leader dell’opposizione Jeremy Corbyn dicendo “There’s only one chlorinated chicken that I can see”. L’ha accusato così di essere un codardo: metaforicamente, il pollo inglese equivale al nostro coniglio.

Chlorinated chicken

L’aggettivo chlorinated (o, in alternativa, chlorine-treated) è un rimando alle conseguenze della Brexit ma fa riferimento alla pratica dell’industria alimentare americana, vietata nell’Unione europea, di “disinfettare” la carne bianca con soluzioni a base di cloro.

Continua a leggere »

Perché deadline?

deadlines everywhere

Conte - deadline

Domanda retorica: perché il capo del governo italiano preferisce l’anglicismo deadline alle parole italiane scadenza o termine ultimo? Un tentativo di sfoggiare familiarità con l’aziendalese e la sua manifestazione più palese, l’itanglese?

Origini raccapriccianti

Chissà se Giuseppe Conte conosce l’origine della parola deadline. Durante la guerra civile americana era una “linea della morte” che veniva disegnata sul terreno o eretta attorno ai campi di prigionia. Indicava il limite non oltrepassabile, oltre al quale era consentito sparare ai potenziali fuggitivi, uccidendoli.

Continua a leggere »

“Paperellando”, dai bug a #HughGrant!

rubberducking

Mi piace molto la parola rubberducking, un esempio divertente delle denominazioni fantasiose che nascono in ambito informatico.

Rubberducking (o rubber duck debugging) indica un metodo empirico per verificare del codice e individuare e correggere eventuali errori di programmazione (bug), ma che si può applicare a qualsiasi procedura.

Consiste nello spiegare dettagliatamente ogni passaggio a un pupazzetto o a un altro oggetto inanimato: nel farlo esplicitamente è probabile che si individuino punti deboli o che si riescano a risolvere dubbi.

Continua a leggere »

Queen’s Speech non è “un discorso della regina”

Queen’s Speech è un termine istituzionale britannico che è stato frainteso da alcuni media italiani nelle notizie sulla sospensione del Parlamento (prorogation) voluta da Boris Johnson per evitare interferenze nell’attuazione della Brexit.

foto della Regina Elisabetta II che legge The Queen’s Speech
Foto: Why the Queen’s Speech and proroguing Parliament is causing arguments

Queen’s Speech è il testo con i punti essenziali del programma di governo che viene letto dalla Regina durante la State Opening of Parliament, la cerimonia per l’apertura formale di una nuova legislatura che per prassi è preceduta da un periodo di sospensione dei lavori parlamentari.

Continua a leggere »

Trump, Giuseppi e le subdole -e

Esempi di tweet: 1 “L’ha cancellato! Ma in realtà aveva ragione: essendo il COnte-bis è plurale. Giuseppi!” 2 “Giuseppo, Giuseppi, Giuseppe, Giuseppiamo, Giuseppate, Giuseppano” 3 “Giuseppi, ma che succedi? Sei di nuovi in parlamenti con maggioranzi alternativi?

È stata fatta molta ironia sull’errore *Giuseppi in un tweet, poi eliminato e sostituito, scritto da Donald Trump sul presidente del consiglio italiano:

tweet di Trump del 27 agosto 2019: “Starting to look good for the highly respected Prime Minister of the Italian Republic, Giuseppi Conte. Represented Italy powerfully at the G-7. Loves his Country greatly & works well with the USA. A very talented man who will hopefylly remain Prime Minister!”

È risaputo che Trump fa spesso errori di ortografia, però in questo caso potrebbe essere stato influenzato dai molti italianismi dell’inglese americano che finiscono in i e sono parole singolari, come panini, biscotti, zucchini, cannoli, pepperoni (plurale paninis, biscottis…).

Continua a leggere »

Android 10: addio a lettere e dolcezze!

logo Android 10

Il sistema operativo Android aveva una peculiarità nota: ogni nuova versione prendeva il nome di un dolciume, ciascuno con un’iniziale diversa e in ordine alfabetico (le più recenti erano state chiamate Lollipop, Marshmallow, Nougat, Oreo e Pie).

Non è più così: arrivati alla lettera Q il team di Android ha deciso di abbandonare i dolci e adottare una convenzione più tradizionale: la nuova versione si chiama Android 10.

Riferimenti culturali 

Le motivazioni sono spiegate in A pop of color and more: updates to Android’s brand, sintetizzabili in una maggiore attenzione alla globalizzazione: il team di sviluppo si è reso conto che non tutti i dolciumi erano riconoscibili al di fuori deli Stati Uniti e per distinguerli erano necessarie specifiche conoscenze enciclopediche.

Continua a leggere »

Windows: il pannello Emoji, Kaomoji e Simboli

Chi ha un computer con Windows e usa abitualmente le emoji saprà già che può inserirle dal pannello Emoji, che si apre premendo il tasto Windows logo Windows e il punto (.).

scheda Emoji

Le emoji sono raggruppate per categorie, come nei tastierini virtuali dei dispositivi mobili, e anche qui si possono trovare digitando parole che le descrivono. Ad esempio, mano propone questi risultati:

Risultati per la ricerca mano 

Con gli ultimi aggiornamenti di Windows è stata introdotta una novità: il pannello è stato espanso e ora ha altre due schede, una per inserire caratteri e simboli di vario genere e l’altra più ludica.

Continua a leggere »

Plasticamente, un plastismo

tweet di Rossella Panarese: La parola più usata da giornalisti e giornaliste nel raccontare la crisi? “Plasticamente”. “ Si è visto plasticamente in aula”. “ È stato evidente, plasticamente”. Boh.

Molti hanno notato che nelle cronache politiche della crisi di governo di questo agosto 2019 imperversa l’avverbio plasticamente. Alcuni esempi dai media:

1 La politica non è fatta di persone normali, come questa folle crisi di governo ha plasticamente dimostrato a tutti gli elettori.  
2 Quando ha visto il veliero attraccare a Lampedusa smentendo plasticamente l’imperativo «fuori i migranti dall’Italia», Salvini si è infuriato parecchio. 
3 La spaccatura del Pd era resa plasticamente anche dalla composizione della delegazione al Quirinale.
4 Il voto in Senato ha mostrato plasticamente la divisione tra le due forze di governo.
5 Mattarella ha dato un ultimatum ai partiti, con un tono durissimo, inedito, che ha mostrato plasticamente l’inadeguatezza della classe politica.
6 L’ha dimostrato plasticamente anche la manifestazione di sostegno al premier organizzata davanti al Parlamento. 
7 E così il “Capitano” registra la sconfitta e anche plasticamente è messo in minoranza. 

Mi sono chiesta anch’io quale sia il significato preciso dell’avverbio qualificativo plasticamente. Purtroppo non l’ho ancora capito bene, però ho provato a fare delle ipotesi riflettendo sulle collocazioni e sull’origine della parola.

Continua a leggere »

Escrementi animali metaforici, in inglese

Offeso dalla conferma che la Groenlandia non è in vendita, Donald Trump ha annullato la visita ufficiale in Danimarca e su questo e altri temi ha fatto una serie di dichiarazioni ancora più incongruenti e sconcertanti del solito, poi molto commentati e ridicolizzati.

Daily Trump Temperament Advisory System: 1 Narcissistic 2 Delusional 3 Unhinged 4 Psychotic 5 Bat shit crazy (full-on Twitter rage mode)

Sui social, nelle considerazioni sulla salute mentale del presidente è stata molto usata la locuzione batshit crazy, pazzo furioso, che ho già descritto in Il pipistrello omicida (anche no).

In inglese, specialmente nella varietà americana, ci sono altre espressioni idiomatiche volgari o comunque molto colloquiali che fanno riferimento ad escrementi di animali. Seguono tutte il modello <animal> shit e possono essere scritte sia come due parole che univerbate.

Continua a leggere »