Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Traduzioni Expo: Not only is it…

Nei giorni scorsi è stato molto condiviso un articolo del Corriere della Sera, Quegli strafalcioni (in lingua straniera) sul sito web di Expo. Non sono in grado di giudicare gli esempi francesi ma quello evidenziato per l’inglese mi ha lasciata a dir poco perplessa:

  [Sulla homepage di Expo] si legge subito «Not only is it an exhibition but also a process». Letteralmente: «Non solo è un’esibizione ma anche un processo». «Che orrore!» è la reazione della traduttrice del Corriere Maria Sepa. «Già la costruzione denota scarsa conoscenza della lingua, ma anche capire il senso di queste parole sommate tra loro è impossibile: cosa volevano dire con “process”? Forse “experience”, esperienza?

Immagino che il giornalista abbia frainteso i commenti della traduttrice: exhibition non vuol dire esibizione ma mostra o esposizione (falsi amici!), è difficile valutare l’uso di process senza il testo originale e soprattutto la costruzione inglese è assolutamente corretta.

Not only am I perfect, I’m Italian too!  (esempio usato per la forma, non per la sostanza!)Come già detto qui, in inglese le frasi che iniziano con espressioni di senso negativo (never, rarely, seldom, hardly ever, only, not only, under no circumstances, on no account ecc.) richiedono l’inversione verbo-soggetto, ad es. Not only is it healthy but also tasty o Rarely does she lose her temper.

Nel sito Expo i problemi di traduzione verso l’inglese purtroppo non mancano, ma non sono questi. Fa quindi un certo effetto la faciloneria con cui è stato trattato l’argomento, poi ripreso e propagato da molti altri. Una conferma che noi italiani ci meritiamo alcuni stereotipi che ci vengono spesso associati?
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Vedi anche: Come si pronuncia Expo?

Fumetti medievali :)

Un giochino molto divertente: con Bildwirkerey von Bayeux si possono combinare alcune figure ricavate dai ricami dell’Arazzo di Bayeux per costruire le proprie scenette “medievali”.

“vignetta” intitolata MORBUS ANGLICUS  in cui un uomo dice VERY BELLO, JOBS ACT, BIG SNOW e 3 uomini armati di forcone, arco e frecce e un’ascia lo scacciano dicendo VADE RETRO

[ Morbus anglicus è il titolo di un saggio di Arrigo Castellani, sostenitore del purismo strutturale: per contrastare l’aumento degli anglicismi sono accettabili solo i prestiti compatibili con le strutture morfologiche dell’italiano, come tango, mentre tutti gli altri vanno adattati graficamente (ad es. susci), fonomorfologicamente (ad es. computiere o guisco per whisky) oppure coniando neologismi, come fubbia (fumo+nebbia) per smog (smoke+fog) o velopattino per windsurf. È una posizione davvero estrema che pochi condividono; tra questi, un commentatore di L’invasione degli anglicismi. ]

Vedi anche: #verybello, Jobs Act e Big Snow.

La bora spazzata via dall’itanglese

Una notiziola in tema con i post dei giorni scorsi, via Twitter.

Il Big Wind flagella il Friuli – Il Messaggero Veneto, 6 febbraio 2015In Friuli Venezia Giulia ieri c’era bora con raffiche oltre i 150 km/h e oggi Il Messaggero Veneto in prima pagina ha titolato Il Big Wind flagella il Friuli. Altri media hanno avuto la stessa idea.

Molti troveranno la strizzatina d’occhio a Big Snow un’idea brillante, a me invece ha ricordato il parere del linguista Francesco Sabatini sugli anglicismi superflui: “un misto di pigrizia, esibizionismo ed elitarismo”: dettagli in Ancora itanglese

Bomba di neve / bomba bianca

Bomba di neve sull'Italia: arriva il ciclone “Big Snow”! Maltempo in arrivo su tutta Italia, tantissima neve in pianura al Nord  – ilmeteo.it

La scorsa estate i media ci hanno imposto il neologismo bomba d’acqua e non c’è da stupirsi che quest’inverno ci riprovino con bomba di neve o, in alternativa, bomba bianca, anche se è una metafora che non ha molto senso e che i veri meteorologi si guarderebbero bene dall’usare.

Intanto, per il terzo anno consecutivo viene riproposto il nome Big Snow, un tipico esempio di inglese farlocco (ma che per alcuni risulta poco trasparente, perlomeno a giudicare dalle centinaia migliaia di visualizzazioni che sta avendo il post da ricerche come “traduci Big Snow” o “significato Big Snow”).

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Milano cuore dell’itanglese

L’analogia di Annamaria Testa in Itanglese: una questione di buonsenso è molto efficace: “dire una parola inglese su tre per pura sciatteria linguistica è un po’ come mettere il ketchup sui maccheroni per pura sciatteria culinaria: il risultato, in entrambi i casi, rischia di essere stomachevole”.

logo Milano Cuore d’EuropaMi ha fatto pensare a Milano Cuore d’Europa, un sito monolingue del Comune di Milano destinato a italiani ma pieno di anglicismi superflui.

Gli appuntamenti culturali, ad esempio, sono raggruppati in otto sezioni identificate da altrettante “parole chiavi” (sic): Art, Performance, Leonardo, Media, Kids, Creativity & Style, Feed the Planet e Wellbeing (e se al posto di Leonardo ci fosse stato Raffaello, immagino avremmo trovato Raphael).

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anti-vaxxer

Notizia di ieri: Crollo delle vaccinazioni ai bambini: l’Oms richiama l’Italia.

È un argomento di cui si discute molto ultimamente, soprattutto negli Stati Uniti. Un neologismo entrato nel lessico comune americano è anti-vaxxer, chi non fa vaccinare i propri figli nella convinzione che i vaccini siano dannosi. È una parola nata una decina di anni fa (fonte: Word Spy) ma molto usata nelle ultime settimane in seguito a un’epidemia di morbillo (measles) che ha avuto origine a Disneyland. Una conferma da Google Trend:

anti-vaxxers

Anti-vaxxer deriva da vax, vaccino o vaccinazione, parola dell’inglese americano creata per accorciamento (clipping) di vaccination o vaccine e con variante grafica, dove la sequenza /ks/ viene resa con x anziché cc, un meccanismo usato soprattutto per parole gergali e colloquiali: altri esempi in Grafia aberrante.    

Come si pronuncia Expo?

Logo Expo Milano 2015Ho notato che a Milano, dove vivo, si discute di Expo Milano 2015 pronunciando il nome con l’accento sulla prima sillaba e la e aperta, ÈK·spo, mentre chi mi chiede informazioni dal resto d’Italia dice ek·SPÓ, con l’accento sulla seconda sillaba a imitazione della parola originale francese, che è la pronuncia che riportano tutti i dizionari di italiano (esempio: Vocabolario Treccani).

Cosa dicono le fonti ufficiali? Non ho trovato informazioni specifiche e ho concluso che chi si occupa della comunicazione di Expo Milano 2015 abbia trascurato questo aspetto, invece importante per l’identità di un marchio. Negli spot e nei video ufficiali sono infatti usate due diverse pronunce.

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Doppioni: riflusso e reflusso

Gli allotropi o doppioni sono parole di una lingua che hanno la stessa etimologia ma sfumature stilistiche o significati diversi, come malinconia e melanconia e cultura e coltura.

reflusso gastroesofageoRiflusso e reflusso derivano entrambi da flusso con i prefissi di ripetizione equivalenti ri- e re-. Si differenziano però nell’uso: riflusso è usato nel lessico comune e in alcuni ambiti tecnici, reflusso invece in medicina per descrivere un “flusso di ritorno irregolare di un liquido da un organo cavo a un altro in senso contrario al normale” (Devoto-Oli), come l’ormai notissimo reflusso gastroesofageo.

I doppioni usati per differenziare concetti diversi possono creare qualche difficoltà nel lavoro terminologico multilingue: qualche esempio in Doppioni: doublets & doublettes

Terminologia e social media

Suggerimenti di lettura: People have the power: the crowd-powered terminologist per TermBloggers Lounge e Trust the network – it probably knows more than you do.

Sono due contributi di Maria Pia Montoro (@WordLo), che prende spunto dal recente EAFT Terminology Summit di Barcellona per evidenziare il ruolo dei social media, in particolare blog e Twitter, per il lavoro terminologico, e per fare anche alcune osservazioni sulla terminologia in crowdsourcing. 

da una presentazione all’EAFT Terminology Summit

Vedi anche: Crowdsourcing e community translation e e Alternative a blog, chat, newsletter, spamming? – 2 (alcune osservazioni sui problemi della terminologia in crowdsourcing).

Calco ortografico: 1000+


1000+ eventi culturali – video di presentazione

più di 1000 eventi culturali – sito del Ministero dei beni cultural

1000+ CULTURAL EVENTS – sito verybello.it

La convenzione inglese del numero seguito dal segno + è sempre più diffusa anche in italiano, ma si tratta dell’ennesimo calco: sono convinta che chi l’adotta ignori che in questo caso in inglese + non rappresenta il simbolo dell’addizione ma l’aggettivo plus che equivale a or more e si pospone al numero (ad es. groups of 20 plus), mentre in italiano usiamo la locuzione più di che precede il numero, quindi non avrebbe molto senso scrivere 1000+.

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#verybello, vero italiano e inglese maccheronico

Credo che ormai tutti conoscano il nuovo sito voluto dal Ministero dei beni culturali:

verybello.it, nelle intenzioni del Ministero del beni culturali “la piattaforma digitale interattiva che, attraverso un linguaggio immediato e visivo, racconta l’Italia da un punto di vista inedito”

Difficile non essere d’accordo con chi ha definito verybello.it una disfatta: nell’intestazione del sito inizialmente mancavano pezzi d’Italia, per ora è disponibile solo in italiano, è lentissimo e ottimizzato solo per alcuni browser ma non per dispositivi mobili, manca l’accessibilità (obbligatoria per legge!) e ci sono vari altri problemi tecnici. Tutta meritata l’ironia che si è scatenata sui social network.

Il peggio per me però è il nome, VeryBello, un assurdo ibrido di inglese e italiano scritto con un carattere che fa pensare alla grafia di una persona di una certa età. Nessuna spiegazione su questa scelta né da parte del Ministero dei beni culturali né da chi l’ha ideato, l’agenzia romana LOLA Office for Creative Direction (che si distingue per un sito esclusivamente in inglese, non privo però di alcuni errori e costruzioni poco idiomatiche).

VeryBello | Identity  – VeryBello! is a new project that promotes 1000+ cultural events during the Expo 2015. Concept, naming, identity are all LOLA's brainchildren

Non capisco quale sia il target del nome VeryBello ma aggiungo alcune osservazioni tipiche delle valutazioni di globalizzazione, considerando tre tipi diversi di destinatari:

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Letture in sala d’aspetto

vignetta in sala di aspetto di dentista: NO WONDER THIS DENTIS IS SO EXPENSIVE, ALL THE MAGAZINES ARE FROM THIS YEAR!
F Minus by Tony Carrillo (vignettista americano)

Mi incuriosiscono non solo le differenze culturali ma anche i contesti dove vale il detto “tutto il mondo è paese”, come nel caso del materiale di lettura nelle sale d’aspetto degli studi medici: le riviste non sono mai recenti.

“probabilità di sopravvivenza” delle riviste nell’arco di 30 giorniUn faceto studio neozelandese pubblicato dal British Medical Journal ha indagato il fenomeno, definito universale, e ha concluso che si tratta di un problema di sottrazione. Nello specifico, i pazienti tendono ad asportare soprattutto le riviste di gossip e le pubblicazioni più recenti, ma con una preferenza per quelle meno costose.

Per ridurre le spese di sostituzione del materiale di lettura, lo studio suggerisce di mettere a disposizione del pazienti vecchie copie di The Economist e TIME. Esercizio di localizzazione: quali riviste sortirebbero lo stesso risultato nelle sale d’aspetto italiane? 

Vedi anche: Terminologia medica inglese e italiana

Parole del giorno: supercanguro e preclusione

Legge elettorale, ok del Senato a emendamento Esposito: scatta il ‘supercanguro’. Con 175 si, 110 no e due astenuti la variazione detta anche 'Espositum', di fatto taglia tutte le altre proposte di modifica contrarie. – la Repubblica, 21 gennaio 2015

Nei media ieri e oggi è in risalto il neologismo supercanguro. Indica un emendamento che porta alla preclusione di alcune decine di migliaia di altri emendamenti. È stato anche ribattezzato Espositum, dal nome del senatore Esposito che l’ha presentato e modellato su Italicum, la legge elettorale attualmente in discussione che dovrebbe sostituire il cosiddetto Porcellum.

Il canguro è una prassi parlamentare che consente di raggruppare gli emendamenti uguali o analoghi per farli annullare in blocco. Fa riferimento a una metafora poco chiara se non se ne conosce l’origine: dettagli in Il “canguro”, in politica almeno dal 1911.

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Sport, alimentazione e cultura

bevande maratonaIn Sport and Localization: I’ll Run With That  trovate alcune osservazioni di Ultan Ó Broin sui punti di ristoro alla Firenze Marathon.

A disposizione dei maratoneti non c’erano solo i soliti sali, bevande energetiche e barrette ma anche tè zuccherato, cantuccini, frutta, Nutella, dolci e altre specialità locali. Ultan sottolinea la loro “italianità” e riflette sulla scarsità di informazioni sul ruolo della cultura nello sport (e quindi le potenziali implicazioni per la localizzazione). 

Chissà se se ne parlerà ad Expo Milano 2015, che è dedicato ad alimentazione e nutrizione: sarebbe interessante approfondire le differenze culturali che hanno a che fare con il cibo in ambiti di solito poco al centro dell’attenzione: non solo sport ma anche altri contesti, come mense, pasti di ospedale, alimentazione dei bambini ecc.

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Icone e nativi digitali

(vignetta con un ragazzo che mostra un floppy a un bambino): “HEY KID, HAVE YOU EVER SEEN ONE OF THESE BEFORE?” “WOW, COOL! YOU MADE A 3D MODEL OF THE SAVE ICON!”

Avevo usato l’esempio dell’icona del comando Salva in Oggetti, concetti e segni nelle interfacce per sottolineare che i simboli grafici sono spesso convenzioni arbitrarie legate alla cultura, alla lingua, al periodo e ad altri fattori: 

«Un esempio noto è image, un simbolo “descrittivo” che in origine era facilmente associabile al dischetto su cui si salvavano i dati, ma che è diventato astratto per le generazioni che non hanno mai visto un floppy (c’è chi pensa sia un televisore o una lavastoviglie o chissà cos’altro). È però così diffuso e, una volta imparato, facilmente identificabile come simbolo del comando Salva, che sarebbe controproducente cercare di sostituirlo.»