Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

I falsi positivi (e gli errori) di Twitter

Da più di un mese per Twitter il mio blog è dannoso: non si possono aggiungere link nei tweet e se si cerca di accedere al blog dal mio profilo (@terminologia) appare questo avvertimento:

Il sito che hai provato ad accedere potrebbe essere dannoso! Il link è stato segnalato come potenzialmente dannoso. Siti dannosi possono includere: Siti web contraffatti o a rischio di phishing, Siti che scaricano software dannoso sul tuo computer, Siti spam che richiedono informazioni private

Nel sito del blog non c’è alcun file dannoso e non si rischia alcun tipo di phishing o di spam: si tratta di un falso positivo. È un problema che ho già avuto qualche settimana fa, quando due noti antivirus avevano rilevato presunti file sospetti, però era bastato contattarli perché rimuovessero subito il blog dalla loro lista nera (black list).

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Ebola: interferenze dell’inglese

Le interferenze dell’inglese nell’italiano non riguardano solo il lessico, con prestiti, calchi e falsi amici, ma a volte anche la sintassi.

L’italiano comune richiede l’articolo determinativo davanti ai nomi di morbi e patologie usati in funzione di soggetto o complemento oggetto, anche nel caso di acronimi e di eponimi in forma abbreviata: si dice l’otite, la salmonella, la dengue, l’AIDS, la SLA, la SARS, il Parkinson, l’Alzheimer ecc.

In inglese invece non si usa nessun articolo: cure for / have / get / catch / cause tonsillitis, AIDS, ALS, Alzheimer’s ecc.

titolo Come si prende ebolaNelle notizie tradotte in italiano sul virus (di) Ebola e relativa infezione, per metonimia nota come ebola, si notano molte occorrenze senza articolo, una palese interferenza dell’inglese.

Provate a sostituire ebola con il nome di altre patologie in questi esempi dai media e vedrete che non funzionano: la paura di ebola si diffonde; il cameraman ha contratto ebola in Liberia; l’uomo aveva ebola in fase acuta; il primo paziente americano guarito da ebola.
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Vedi anche: Terminologia medica inglese e italiana (altre differenze d’uso) e La narrativa di Obama non è in libreria: interferenze dell’inglese nella comunicazione.

Si dice o non si dice? Dipende

In Continuum: dalla lingua a Windows 10 ho fatto riferimento alle diverse varietà dell’italiano contemporaneo, rappresentabili in “architetture” simili a questa:

Architettura dell’italiano contemporaneo – schema adattato da G. Berruto, Sociolinguistica dell’italiano contemporaneo (2012)

Assi di variazione:
diafasico – situazioni di impiego (da formale e formalizzato a informale, con diversi registri d’uso)
diamesico – mezzo o canale di comunicazione (da solo scritto a solo parlato)
diastratico – strati e/o gruppi sociali (da uso “alto”, colto, a uso “basso”, incolto).

Gli assi usati in questo schema evidenziano la multidimensionalità della lingua: a seconda della situazione, dell’interlocutore e delle finalità comunicative sono richieste varietà diverse che possono seguire regole diverse. A scuola invece spesso si imparano norme linguistiche inderogabili che indicano cosa è giusto o sbagliato, senza alternative, in qualsiasi contesto.

La grammatica però non è piatta ma è un universo tridimensionale. È una delle metafore alla base di un libro che mi è piaciuto molto, Si dice o non si dice? Dipende. L’italiano giusto per ogni situazione di Silverio Novelli, giornalista e lessicografo del portale Treccani, dove risponde anche alle domande di grammatica e lessico dei lettori.

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Continuum: dalla lingua a Windows 10

In italiano continuum è allotropo e sinonimo di continuo per indicare ciò che ha continuità nel tempo o nello spazio ed è caratterizzato da differenze impercettibili tra gli elementi adiacenti ma notevole diversità alle due estremità.

In linguistica un continuum è un “insieme di varietà linguistiche non separate da confini netti, ma con punti di contatto e di sovrapposizione tali da determinare il passaggio graduale dell’una nell’altra”: esempi in Architettura della lingua e varietà dell’italiano.

Condivide queste accezioni anche continuum in inglese, allotropo di continuous ma non suo sinonimo.

Continuum in Windows 10

Continuum è anche il nome di una nuova funzionalità di Windows 10, annunciata ieri.

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Giornata mondiale della traduzione

QUIZ: HOW DO NOVELS GET TRANSLATED? (TICK ONE BOX)

Questa striscia di Tom Gauld si presta a commentare le recensioni di libri che non citano il traduttore ed è in tema con la Giornata mondiale della traduzione che si festeggia ogni anno il 30 settembre, San Girolamo (il santo patrono dei traduttori).

Vedi anche: Giornata mondiale della traduzione 2008 (con una nota sull’errore che ha dato le corna a Mosè) e Traduttori invisibili (i libri non si traducono da soli).

Se la menta parte…

In 50 disastri di Google Translate (Wired) potete trovare una raccolta divertente di traduzioni assurde condivise sui social network, come questa:

Mint leaves: la menta parte (e le foglie di menta sono finite nel barattolo)
via Isolaria Pacifico

Ma non è sempre colpa della traduzione automatica: gli errori più eclatanti sono molto spesso traduzioni umane fatte letteralmente parola per parola, oppure traduzioni non recenti ottenute con vecchi sistemi di traduzione automatica basati su regole, come era ad esempio Babel Fish su altavista.com.

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honestly ≠ onestamente

In inglese l’avverbio honestly a inizio frase viene usato in due modi:

1 indica impazienza, esasperazione o rabbia, ad es. Honestly, this is bullshit!
2 ha valore asseverativo: viene usato per garantire ed enfatizzare la realtà di un fatto o di un’affermazione che riguarda se stessi, ad es. Honestly, I don’t know that woman! In questa accezione è la parola chiave di una campagna pubblicitaria di Microsoft in inglese.

Honestly Microsoft

Per esprimere il senso 2 in italiano diremmo davvero, sul serio, credimi / credetemi ecc.

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L’enorme impatto dei surfisti sull’ecosistema

Un altro esempio di traduzione errata, stavolta a causa dello pseudoanglicismo surf:

Pink Sand Beach, Bahamas. I coralli, trasportati sulla spiaggia dalle scie dei surf, donano il caratteristico colore rosa

La didascalia della foto implica che la spiaggia sia stata formata dall’attività dei surfisti (milioni, in costante attività?). La fonte dice invece che i residui coralliferi sono dashed and ground to tiny pieces by the surf, quindi spinti e frantumati dai frangenti.

In inglese surf è anche la cresta dell’onda (e la schiuma che forma), da cui deriva il verbo surf, lo sport surfing e il nome della tavola usata per praticarlo, surf board o surfboard (cfr. snowboard), in italiano abbreviato impropriamente in surf.

Grazie a Stefano Bellezza che mi ha segnalato questa perla.

Regina felina fa le fusa? Anche no!

Notizia da Londra in alcuni media italiani:

«Ha fatto le fusa al telefono» Lo ha detto il primo ministro David Cameron della regina Elisabetta non sapendo di essere registrato (si parlava del fallimento del referendum in Scozia)

In inglese, le parole con cui Cameron ha commentato la telefonata:

The definition of relief is being the prime minister of the United Kingdom and ringing the Queen and saying: ‘It’s alright, it’s OK’. That was something. She purred down the line.”

Queen Elizabeth IIIn inglese purr è un verbo onomatopeico che vuol dire “fare le fusa” se riferito ai gatti ma che descrive anche altri rumori, come il ronzio del motore e, di una persona, il parlare con voce suadente e/o che esprime particolare soddisfazione. In italiano, invece, la locuzione “fare le fusa” fa pensare a qualcuno che imita un gatto e non è comunemente usata in senso figurato.

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Aiuto! Salviamo la data… e con nome!

Anch’io storco il naso davanti a salva la data ma ho scoperto che esistono centinaia di migliaia di occorrenze di salva / salvate / salvare la data e quindi non credo si tratti sempre di un errore di traduzione di save the date (falsi amici savesalvare). Ipotizzo altre due spiegazioni:

1determinologizzazione del termine informatico salvare, che da “registrare i dati su un supporto di memoria” ha acquisito il significato più generico di “registrare” e quindi anche di “annotare”, anche manualmente su carta; 

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Jobs Act

In questi giorni si parla molto di Jobs Act, un nome usato impropriamente.

Ne ho discusso in Get your [Jobs] Act together! e nell’aggiornamento Definizione ufficiale di Jobs Act, due post molto visualizzati perché risultano ai primi posti nei risultati di ricerche quali “significato di Jobs Act” e “definizione di Jobs Act” (anche con grafie italianizzate come giobs act). La pronuncia varia: prevale giobsact ma ho sentito anche giobbact, giobbatt, giossact, giobsect, giobbect e giobbett.

È una conferma non solo che Jobs Act è un nome poco trasparente ma anche che la scelta di ricorrere ad anglicismi superflui senza spiegarli è segno di poco rispetto per l’interlocutore.

– TU HAI CAPITO COSA CAMBIA CON IL “JOB ACT”?  –  FACILE. DA “DISOCCUPATI” PASSIAMO AD “UNEMPLOYED”
Vignetta di Dino Manetta

Vedi anche: Ancora itanglese

Itanglese a scuola: il cheating

Un’insegnante mi ha segnalato Cheating e INVALSI: mappatura dell’imbroglio scolastico e sue conseguenze, che fa riferimento alla ricerca riassunta in questa presentazione: 

Il "Cheating" nelle scuole italiane: chi imbroglia? via Quattrogatti.info

Il concetto di cheating è definito come “comportamenti opportunistici che causano distorsioni nei risultati delle valutazioni scolastiche” e che consistono in “studenti che copiano in autonomia o con la complicità degli insegnanti” e “insegnanti stessi che determinano scorrettamente i risultati delle valutazioni”.  

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Wow, che aggettivo!

Mi ha colpita molto questo titolo: 

8 foto wow dell’eruzione del Bardarbunga – Il Post, 17 settembre 2014

L’interiezione wow è nota a tutti grazie ai fumetti. In inglese wow è anche un verbo transitivo (“entusiasmare”) e un sostantivo (“grande successo”) che viene usato in forma aggettivale in alcune espressioni come wow factor.

Finora non avevo mai visto la parola wow usata in italiano come aggettivo, a parte alcune occorrenze in cui però era evidenziata con virgolette, corsivo o maiuscole che la marcavano come esclamazione (ad es. Effetto "wow": 10 trucchi veloci).

Alcuni commenti all’articolo citato, poi eliminati dai moderatori, mostravano perplessità sull’uso di foto wow. Mi domando quindi se l’esempio sia un occasionalismo o invece mostri una nuova tendenza. A voi risulta familiare? Vi piace?
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Vedi anche: fashion e glamour, sostantivi inglesi che in italiano sono diventati aggettivi.

Corona digitale, tra termini e parole

Una delle funzionalità più innovative di Apple Watch è il nuovo meccanismo di input per ridurre o ingrandire le dimensioni di visualizzazione (cfr. pinch) e far scorrere (scroll) gli elementi sul display. In inglese si chiama Digital Crown e in italiano Corona Digitale.

Corona Digitale. Diamo nuova carica a un’antica tradizione. Ogni prodotto che creiamo è definito da un particolare sistema di input, da un modo nuovo e unico di interagire col dispositivo. Per Apple Watch, questo sistema è la Corona Digitale.

Scelta terminologica indovinata

È una scelta terminologica molto efficace che sfrutta la risemantizzazione attraverso un prestito interno: crown infatti è un termine dell’orologeria che è reso più specifico dall’aggettivo digital (uso metonimico: non è digitale il meccanismo ma la funzionalità).

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Come leggere tra le righe

how to read between the lines
Dark Side of the Horse by Samson

Questa striscia è tradotta dal finlandese e fa notare che l’espressione leggere tra le righe esiste in altre lingue europee, ad es. zwischen den Zeilen lesen in tedesco e leer entre líneas in spagnolo. Sarei curiosa di sapere se la metafora è nata in una lingua e poi è stata adottata da altre o se è così marcata che si è sviluppata indipendentemente in culture diverse.