Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post nella categoria “varie”

Pangramma vivente ;-)

Ancora silly season, ancora animali con The quick brown fox jumps over the lazy dog, un filmato amatoriale che ha qualche anno ma che riesce ancora a far sorridere:

Vedi anche Pangrammi per alcune note su The quick brown fox jumps over the lazy dog, un romanzo che ne è stato ispirato e altri esempi di pangrammi in inglese e in italiano.

Gustaccio

fabbrica_di_polli

Ringrazio Elio che, dopo aver letto Pastachetti, Soffatelli, gelato Boccalone Prosciutto, mi ha mandato un frammento della trasmissione di Radio 3 La fabbrica di polli in cui si sorride sui nomi di prodotti alimentari italianeggianti in vendita in America. Lo potete ascoltare qui sotto ed è davvero divertente.

I due conduttori Gaetano Cappa e Marco Drago discutono la scelta del nome per un nuovo prodotto da lanciare negli Stati Uniti, un mangime per gatti a base di pollo che ha come target i disoccupati e che è stato ispirato da una frase del ministro Tremonti sulla crisi economica, “[se le cose vanno male] in America vai a mangiare il kitekat nelle roulotte”:

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  (durata: 2 minuti)

Vedi anche: Marchionimi e terminologia (modalità di formazione dei nomi commerciali).

Lo spettro dei colori dei cartoni

Agli appassionati di cartoni animati piacerà The Cartoon Color Wheel in Slate, una ruota dei colori con i personaggi dei cartoni animati che per ciascuno consente di visualizzare il nome con cui sono conosciuti negli Stati Uniti e dettagli del programma che li ha resi noti, come in questo esempio con il Puffo Tontolone:

Slate_Color_Wheel_

Vedi anche: Il tenente Colombo, Dart Fener e l’orso Yoghi, per alcuni adattamenti di nomi di personaggi di fantasia in italiano, e Asterix compie 50 anni, per i nomi dei personaggi principali del fumetto (e cartone animato) francese in lingue diverse.

Italian political debate

Rimanendo in tema “parole italiane in inglese americano”, mi ha fatto sorridere questa bozza di vignetta che sfrutta “the potentially confusing result of foreign words entering the language” e fa vedere come le parole possano essere analizzate o comunque percepite in maniera del tutto diversa in un’altra lingua:

Provolone-sketch [vignetta di Wayno via Bizarro]

…perché a proposito del dibattito politico italiano, mi sa che ormai SIAMO ALLA FRUTTA!

Pastachetti, Soffatelli, gelato Boccalone Prosciutto

Menu made in USA: un primo di Pastachettis ai quattro formaggi, poi Soffatelli con pollo o manzo e infine, dulcis in fundo, un gelato Boccalone Prosciutto.

Pastachettis soffatelli

Avete già l’acquolina in bocca? No? Beh, sembra che neanche i clienti della catena di ristoranti Olive Garden siano stati molto tentati da pastachettis e soffatelli. A quanto pare i nomi inventati non risultavano sufficientemente familiari, come raccontato qui.

Ho provato a immaginare l’ispirazione per questi nomi “creativi” pseudoitaliani facendo un paio di considerazioni tipiche delle valutazioni di globalizzazione e di localizzabilità:

Un pastachetti è una striscia di pasta che avvolge del composto al formaggio, quindi il nome potrebbe essere una parola macedonia formata da pasta+pacchetti. Ma si pronuncia con /k/ oppure “pastacéti”?
I soffatelli sono dei fagottini di pasta sfoglia, però il vero nome italiano mi pare improponibile per il possibile riferimento a faggot. Difficile capire da cosa derivi soffatelli, forse chi ha coniato il nome si è ispirato ai Sofficini? O forse ha pensato alla pasta sfoglia (puff pastry) che si gonfia (puff up) durante la cottura? In questo caso, una ricerca da dizionario limitata a puff potrebbe spiegare il verbo “soffiare” come equivalente italiano e spunto per il nome.

Comunque sia, è poco probabile che in queste scelte siano stati coinvolti “italiani DOC”!

boccalone-prosciutto-icecreamIl gelato Boccalone Prosciutto è invece una specialità di una gelateria di San Francisco; il nome fa riferimento all’ingrediente principale e alla salumeria che lo fornisce.

L’ho scoperto dopo aver letto Ice Cream (The Language of Food), un articolo che prende spunto da alcuni gusti insoliti proposti da gelaterie californiane per raccontare la storia dei gelati e dei sorbetti e aggiungere alcune considerazioni fonosemantiche sulle vocali nei nomi di gelati.

(continua…)

Earworm, Ohrwurm e “Strüdel”

Peccato che in italiano non ci sia un equivalente della parola tedesca Ohrwurm (in inglese c’è il calco di traduzione earworm), estremamente efficace per descrivere l’orrendo motivetto tiroleggiante che oggi, complice una martellante pubblicità radiofonica, non riesco a togliermi dalla testa. O forse si potrebbe dire tarlo musicale?

Potrei provare a seguire i consigli per eliminare il “verme” in The Definitive Guide To Earworms, dove si trovano anche vari sinonimi come i termini haunting melody, usato in psicanalisi, e involuntary musical imagery (INMI), coniato da Oliver Sacks (che informalmente usa anche brainworm), e le parole più scherzose humbug, musical hook, tune wedgie, sticky tune, demon tune ecc.

Cercando la canzone (nel caso qualche temerario volesse ascoltarla, a proprio rischio e pericolo!) ho scoperto che il gruppo che la canta si chiama Die Strüdelz. Ammetto di avere trovato il nome divertente perché gioca con un’ipercorrezione tipicamente italiana. Fateci caso: molti italiani pronunciano la parola strudel come se avesse l’Umlaut, strüdel, specialmente quando sono in Alto Adige.  

Ga el Züv, cantata dal gruppo Die Strüdelz

Curiosità: il video è girato nel mio paese altoatesino preferito, Castelrotto, e prende in giro le celebrità locali, i Kastelruther Spatzen, che sono gli artisti “italiani” che vendono più dischi nel resto d’Europa.


Vedi anche: Germanismi in inglese e anglicismi in tedesco e Alpenglühen ed enrosadira per altri esempi di parole tedesche entrate in inglese come prestiti.

Batteri e bacilli (e cetrioli mutanti)

Mi piace molto la serie Itabolario (Il Post), una selezione dal libro omonimo che racconta la storia dell’Italia unita in 150 parole, una per ogni anno dal 1861 al 2011.

Itabolario_batterioLa voce di oggi è Batterio (1881): etimologia, storia ed evoluzione delle parole batterio e bacillo, entrambe ispirate dalla forma degli organismi osservati a quei tempi: batterio deriva dal greco βακτήριου, “bastoncino”, e bacillo è un diminutivo del latino baculum, “bastone”.

A parlare di batteri in questi giorni ovviamente viene subito in mente E. coli. Scagionati i germogli, quale sarà il prossimo vegetale incriminato? Il colpevole iniziale, il cetriolo, e la possibile mutazione del ceppo “tedesco” di E. coli mi hanno ricordato un episodio che in un inverno degli anni ‘90 aveva creato un certo panico tra gli irlandesi.

mutant cucumberA Dublino, dove vivevo, molte persone erano finite in ospedale in preda a una misteriosa intossicazione. La colpa era stata data ai cetrioli o, più precisamente, a dei mutant cucumbers che, secondo vari esperti, avevano subito un’improvvisa mutazione genetica che li aveva resi tossici. C’era stato subito chi aveva cominciato a sospettare della centrale nucleare di Sellafield, al di là del Mare d’Irlanda (anche se la maggior parte dei cetrioli erano importati dall’Olanda), e solo dopo parecchi giorni si era scoperto che i cetrioli erano innocenti e il problema era dovuto a lattuga irlandese su cui era stato spruzzato un antiparassitario non consentito.

Gli italiani sul posto avevano osservato la cosa con un certo distacco perché a nessuno di noi sarebbe venuto in mente di mangiare cetrioli in pieno inverno (il concetto di “fuori stagione” è sconosciuto in molti paesi del Nord Europa): ci sembrava tanto un anticipo di Silly season che in molte lingue europee, guarda caso, si chiama “stagione dei cetrioli”…

Romagnolismi

Cartello visto in un ospedale romagnolo, con un uso del verbo tirare tipicamente locale:

scontrini6

Vedi anche: Si dice in Romagna… e La barosola (con quiz per non romagnoli).

Risorse linguistiche 2.0

Top 100 Language Lovers 2011 è un concorso di LexioPhiles che promuove risorse linguistiche nei social media, principalmente in inglese ma anche in qualche altra lingua.

pulsante_di_votoLe quattro categorie, con cento segnalazioni ciascuna, sono Language Professionals Blogs, Language Learning Blogs, Language Facebook Pages e Language Twitterers.

Un altro elenco molto interessante per l’inglese è Blogs and resources, a cura di Arnold Zwicky; include risorse linguistiche soprattutto con riferimento alla disciplina scientifica.



Aggiornamento giugno 2011: mi ha fatto molto piacere scoprire che Terminologia etc. è stato incluso nella classifica Top 25 Language Professionals Blogs 2011.

Un grosso grazie a chi l’ha votato!

Americani, inglesi e bustine di tè

teacupL’articolo America’s Nitwit Anglophiles nella versione stampata della rivista americana TIME è illustrato con l’immagine di una tazza di porcellana crepata, mozziconi di sigaretta nel piattino e l’etichetta di una bustina di tè con la bandiera del Regno Unito.

Immagino che l’autore dell’illustrazione viva negli Stati Uniti, sicuramente non in Gran Bretagna. Lo indica un dettaglio che evidenzia una differenza culturale.

teabagÈ ormai parecchio tempo che lo noto nei fumetti e nelle vignette americane: se c’è un personaggio che beve tè, si vede l’etichetta della bustina che pende dal bordo della tazza (o del bicchierone di polistirolo).

Penso che nel Regno Unito o in Irlanda difficilmente verrebbe disegnato lo stesso dettaglio perché le bustine filtro più diffuse (perlomeno fino a qualche anno fa) non sono confezionate singolarmente e non hanno il filo con l’etichetta. In ogni caso, prima di bere il tè l’eventuale bustina viene tolta dalla tazza (e spesso il tè viene preparato nella teiera).


Qualche esempio da strisce americane di persone che bevono tè:

teabag1  teabag6  teabag4 


Vedi anche: Espressioni idiomatiche inglesi che hanno a che fare con il , con alcuni commenti che notano come il concetto associato alla bevanda non sia esattamente lo stesso in tutte le lingue.

Superstizioni inglesi: “Hello Mr Magpie!”

nidoSu un platano di fronte a casa c’è un nido che dovrebbe essere di gazza (ma per confermare dovrei riuscire a vedere i suoi occupanti, impresa finora fallita).

Da qualche anno le gazze si vedono ovunque, anche in città come Milano, ma non sono sempre state così diffuse. Io le avevo viste per la prima volta in Inghilterra, ormai parecchi anni fa, e da allora le associo agli inglesi per una loro superstizione davvero curiosa. 

Nel Regno Unito, ma anche in Irlanda, vedere una singola gazza (magpie) porta male. Per evitare sventure, bisogna salutarla dicendo “Hello Mr Magpie, how’s your wife?” e sollevando il bordo del cappello, vero o virtuale, in segno di saluto.

MrMagpieChi a suo tempo me l’aveva spiegato mi aveva suggerito di osservare il comportamento delle persone: in effetti, alla vista di una singola gazza, molte si portavano la mano alla fronte, o meglio, appoggiavano l’indice e lo ritraevano, cercando di dissimulare il gesto del saluto con una grattatina o altri movimenti, probabilmente un po’ imbarazzati per la propria superstizione.

Se però le gazze sono più di una, il pericolo è scampato e si avrà un’indicazione sul proprio futuro, da interpretare con questi versi, in base al numero di gazze:

One for sorrow,
Two for joy,
Three for a girl,
Four for a boy,
Five for silver,
Six for gold,
Seven for a secret never to be told.



Vedi anche: Loro sì, nidificano!, sull’infelice traduzione italiana del verbo inglese nest in ambito informatico.

 

Ricavare un elenco con Trova e sostituisci (Word)

Un commento a Per appassionati di calcio: football words fa notare che la notizia originale era stata ripresa anche dal Corriere della Sera, seppure con qualche svista di traduzione.

Di calcio non so praticamente nulla e quindi non aggiungo osservazioni, però, se qualcuno volesse confrontare i due testi, c’è un modo semplice per ricavare velocemente l’elenco dall’articolo originale, approfittando della formattazione in corsivo delle parole rilevanti

Testo originale   Elenco di parole
[…] what to call different areas of the pitch – the goal, made up of the goalposts and the crossbar (collectively the woodwork), the box, the touchlines, and of course left and right […]

[…] 20) pitch, 21) goal,
22) goalposts, 23) crossbar,
24) woodwork, 25) box,
26) touchlines, 27) left,
28) right
[…]

Per ottenerlo si possono usare le funzioni avanzate di Trova e sostituisci in Word. Per chi non avesse mai provato, ho descritto i passaggi da seguire (ci vuole sicuramente più tempo a leggerli che non a ricavare l’elenco, per il quale bastano davvero solo due minuti!).

(continua…)

invornito

A meno che non sia stata fatta conoscere da qualche comico, non credo che la parola invornito sia molto nota al di fuori di uno specifico ambito regionale.

Brutta storia – Manuale di lingua e mitologia urbana ne spiega il significato, mostrando l’efficacia di una definizione sintetica ma attentamente formulata: 

In Romagna indica persona strutturalmente non adatta ai processi logici

Facezie a parte, approfitto di questo esempio per un’osservazione sul lavoro terminologico: le definizioni molto dettagliate, perfette per un dizionario o altre opere di consultazione, possono invece essere poco adatte in un database terminologico (le informazioni aggiuntive, non strettamente necessarie per la definizione, andrebbero inserite in altri campi).


Vedi anche: Si dice in Romagna…

Tornando a invornito, etimologia ed esempi d’uso in invurni (rumagna.com).

la persona più tipica del mondo

Più volte ho accennato all’idea di utente tipico.

È un modello di riferimento che aiuta a operare scelte stilistiche, di traduzione e di localizzazione, a selezionare o adattare esempi e riferimenti, a decidere quali informazioni rendere esplicite e quali mantenere implicite. Il profilo dell’utente tipico viene definito valutando diversi fattori che possono influenzare la fruizione di un prodotto, di un testo o di altri contenuti, tra cui esperienza ed esperienze, aspettative e conoscenze specifiche ed enciclopediche* del destinatario. 

Tipico” è comunque un concetto alquanto relativo, specialmente se riferito a persone. Lo sottolinea the world’s MOST typical person, un video realizzato per National Geographic usando la tecnica della tipografia cinetica:

7 Billion: Are You Typical? – National Geographic Magazine

[via Open Culture]

* Il sistema consuetudinario statunitense è un esempio di conoscenze enciclopediche non condivise: per chi è cresciuto negli Stati Uniti le misure 5′11” e 5′4½” sono trasparenti, mentre la maggior parte di noi deve fare qualche calcolo o usare tabelle di conversione per sapere che corrispondono a 180 e 164 cm (e che 100 galloni sono circa 378 litri). 

Vedi anche: Terminologia e utente tipico e Il concetto di “user persona” nel software.

lettore tipico…

i puntini sulle i

Da What is the name of the dot over “j” and “i,” and why do we use them? ho imparato che in inglese il puntino sulle lettere i e j si chiama tittle, dal latino titulus, iscrizione, perché nei manoscritti latini, a partire dall’XI secolo, per distinguere le due lettere venivano aggiunti dei segni, poi diventati puntini con l’avvento dei caratteri di stampa alla fine del XV secolo.

Nell’alfabeto turco esiste il carattere ı, senza puntino, che indica il suono /ɨ/, diverso dal fonema /i/ rappresentato dalla lettera i. La mancata distinzione tra i due può avere conseguenze funeste, come raccontavo in Errori di localizzazione fatali.  

E in inglese dot one’s i’s and cross one’s t’s non vuole dire essere puntiglioso*, come mettere i puntini sulle i in italiano, ma indica invece meticolosità.


* dallo spagnolo puntillo, diminutivo di punto (de honor).