Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post nella categoria “varie”

Segnaletica di montagna

cartello con figura stilizzata a braccia aperteHo visto diversi esemplari del cartello della foto in Val D’Ultimo (BZ).

Non c’è dubbio che si tratti di un segnale di divieto.

Anche il simbolo è chiaro, una figura umana stilizzata, ma qual è l’attività non consentita che rappresenta?

Prima di indicare a cosa si riferisce, sarei curiosa di sapere che interpretazione ne dà chi non l’ha mai visto.


Vedi anche:
Divieti svizzeri e
Pericoli sull’Appennino bolognese
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Scambio di telefonate

Mi suona il telefono, vedo il nome di un amico sul display e rispondo dicendo “Ciao, Alessandro!”. Dall’altra parte attimo di silenzio e poi una voce maschile sconosciuta e perplessa chiede “Mamma?!? Mamma?!?. Io, altrettanto perplessa, faccio il nome di chi mi aspettavo fosse il mio interlocutore e il tipo farfuglia che non lo conosce e che lui invece pensava fosse sua mamma, e riattacca. 

Un minuto dopo suona di nuovo il telefono, stesso nome sul display, però stavolta è proprio Alessandro, perplesso pure lui: qualche minuto prima, quando ha provato a telefonarmi, ha parlato con una donna che stava cercando il figlio.

Riassumendo: A chiama L e contemporaneamente D chiama F ma le comunicazioni vengono rimescolate e avvengono invece una tra A e D e l’altra tra L e F.

Sapete se questo insolito fenomeno di incrocio e scambio di telefonate ha un nome? Se no, come lo descrivereste?

Vedi anche: Danza, simultaneità e impasse telefoniche

Parbuckling, selfie, hashtag, Datagate e focus

Le parole dell’anno del blog, ricavate dai cinque post del 2013 che hanno avuto più visualizzazioni dai motori di ricerca, sono tutti anglicismi, di cui uno falso.

1 Parola del giorno: parbuckling 
2 Se selfie diventa selfish
3 #hashtag, parola e simbolo
4 Datagate, scandalo americano e nome “italiano”
5 focus <> focus

Vedi anche: La narrativa di Obama non è in libreria: interferenze dell’inglese nella comunicazione

Let’s never speak of 2013 again.  [vignetta da someecards.com]

Tombola 2013

Per queste grigie giornate di fine anno, un passatempo aggiornato: #WWWÈ!, la tombola “tra passato e footer” di Fightbean (“Chi non si è mai scattato un selfie? Chi non ha mai detto sharare? Il web è come il Natale: ha le sue tradizioni”). Un esempio di tre numeri:

tombola 2.0 

Si potrebbe descrivere #WWWÈ! come Tombola 2.0 ma i molti riferimenti ai prodotti Apple rendono più adatto iTombola. Scarterei invece e-tombola e cybertombola perché fanno  uso di prefissi ormai poco attuali (qualche dettaglio in Twiplomacy e il prefisso e-).

Intanto c’è chi ha inventanto la Twittombola o TwiTombola: i numeri estratti vengono comunicati con un tweet. Si trova anche l’occasionalismo Webtombola.

Buone Feste

auguri da Terminologia etc

Tantissimi auguri!


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Qualche vecchio post in tema con il periodo:
Alcuni riferimenti natalizi inglesi (e irlandesi)
Auguri politicamente corretti
Simboli natalizi nordeuropei: il pettirosso
Fiocchi di neve in formato testo
Caro Stinfio Natale (problemi di traduzione in una striscia dei Peanuts)

Di terminologia, naming e altre cose di lingua

ALCE naming blog

Alberto Cellotto, esperto di naming, scrive su alce / naming blog di nomi di marche, prodotti, aziende e altri microtesti. Ho avuto il piacere di discutere con lui del mio lavoro di terminologa, degli incroci tra linguistica e marketing, delle interferenze di altre lingue nella percezione di nomi di prodotti in inglese e altro ancora.

Alla domanda se c’è qualche naming che mi ha colpita negli ultimi tempi e perché, ho risposto con un esempio che non ha nulla a che fare con informatica o altre tecnologie:

Libelle“Continua a piacermi molto Libelle, un cracker di Barilla. È facile da ricordare, suona molto gradevole ed è familiare, come se esistesse da sempre. Le associazioni sono tutte positive, in particolare vengono richiamati l’aggettivo bello e il sostantivo libellule, insetti eleganti e leggiadri (e forse, per chi conosce solo qualche parola di tedesco, anche la parola Liebe, “amore”?). Gli aspetti fonosimbolici sono evidenti: tutte le vocali sono anteriori e così possono suggerire sottigliezza e leggerezza. Il payoff Croccanti e leggere sottolinea la levità ma la accompagna con un aggettivo corposo che aggiunge gusto e sostanza”.

Il resto dell’intervista in Di terminologia, naming e altre cose di lingua. 
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Vedi anche: post con tag marchionimi.
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Alphabet of the obsolete

Da Wrong Hands:

alphabet of the obsolete

Nel blog:
parole del passato tra cui  corsivopellicolatelefono fisso  e  Rolodex
il significato dell’aggettivo obsoleto nel software
gli alfabeti inglesi Hidden  noisysilent,  i nomi delle lettereAlphabet Song

Guarda come parlano

Guarda come parlano è una demo del Laboratorio di Linguistica Computazionale dell’Università di Pisa che mostra le parole più frequenti e più tipiche di alcuni politici, calciatori e personalità del mondo dello spettacolo, ricavate analizzando interviste, dichiarazioni, discorsi, post e altri testi nel periodo da inizio agosto a inizio settembre 2013.

Le relazioni tra le parole sono rappresentate in diagrammi dinamici che ricordano quelli del dizionario grafico Visuwords. Formano uno spazio multidimensionale che “fa emergere una geografia complessa che riunisce e intreccia personaggi di ogni genere con collegamenti a volte anche particolari”. Maggiori dettagli in Scopri come parlano i politici (e non solo).

alcune parole di Daniela Santanché in Guarda come parlano

Vedi anche: Nuvole di parole con dati da WordNet.

Nuova icona

Avete già visto questa icona (qui ingrandita), che recentemente ha vinto un concorso internazionale?

Se sì, dove? Se no, secondo voi cosa simboleggia?

(eventuali commenti non verranno subito approvati)

Pepperoni Flatizza

Chi ha letto Da Pizzaghetti a Prisotto e Pastachetti, Soffatelli, gelato Boccalone Prosciutto sa che mi divertono i nomi di prodotti alimentari stranieri che vogliono sembrare italiani. Aggiungo all’elenco Flatizza, una pizza quadrata larga circa 15 cm venduta dalla catena americana Subway e servita anche con pepperoni, l’immancabile salame piccante.

flatizza

Flatizza è una parola macedonia formata da flatbread + pizza ma, come evidenzia Subway’s Poor Portmanteau Choice, per il mercato americano risulta poco efficace anche perché non è chiaro come vada pronunciato.

(continua…)

“Google Heart”

Mi è sempre piaciuta l’espressione inglese armchair traveller, il “viaggiatore in poltrona” che gira il mondo virtualmente. Fino a qualche anno fa gli unici strumenti disponibili erano i libri, ora invece innumerevoli luoghi della Terra possono essere visualizzati con Google Earth. È un programma molto noto anche in Italia, dove chi ne parla tende a chiamarlo “gugolàrt” (anche quando intende la funzionalità Street View in Google Maps).

immagine di Galešnjak, isola croata a forma di cuore, vista su Google EarthLa pronuncia dei nomi stranieri in italiano è caratterizzata da un adattamento dei suoni “estranei” che vengono assimilati a quelli del sistema fonetico italiano. Spesso il suono sostitutivo è influenzato dalla grafia delle parole e un po’ mi sorprende* che per Earth  /əːθ/ prevalga l’adattamento “art” su “ert”.

Trovo anche alquanto curioso il fenomeno per cui tra gli italiani che usano il programma ce ne siano molti che scrivono Google Heart, l’anagramma di Earth.

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* Un altro esempio che mi viene in mente è fashion, che in inglese si pronuncia /ˈfaʃn/ ma che in italiano diventa /ˈfɛʃʃon/ (“fescion”).

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Vedi anche: Globalizzazione e pronuncia di nomi di prodotti (e altre note ed esempi nei commenti qui sotto).

Blogging

Un esempio di rimetaforizzazione? :-)

simplified blogging – Wrong Hands
Vignetta: Wrong Hands

A proposito di post nel significato informatico, i vocabolari italiani fanno risalire l’etimologia a post  “posta, corrispondenza”, mentre quelli inglesi al verbo post  “pubblicare (a mezzo di manifesto)” che sua volta deriva dai pilastri o pali (post) dove si affiggevano le notizie.

Vedi anche: Metafore e terminologia informatica 2 e blog <> post.

San Patrizio

shamrockOggi è St. Patrick’s Day, festa nazionale irlandese.

In San Patrizio, pizzicotti e “Oirishness” ho evidenziato alcuni stereotipi legati all’Irlanda e in 17 marzo – San Patrizio ho aggiunto altri riferimenti, tra cui Kissing the Blarney stone e the luck of the Irish. Nei commenti a What’s the craic? ci sono un paio di vignette su San Patrizio che, secondo la leggenda, ha cacciato i serpenti dall’Irlanda.

Concludo con due risorse, entrambe in italiano, per appassionati d’Irlanda e della sua letteratura: Italish Magazine e Irish literature and other literaria.

Amorevoli parole

Questa striscia di Savage Chickens mi ha fatto pensare ad alcuni vecchi post:

Idiosincrasie per le parole accenna al fenomeno per cui alcuni vocaboli suonano particolarmente sgradevoli, come ad esempio moist per gli americani che in proposito hanno coniato il termine phonoaesthetics.

Neologismi belli e brutti, c’è posto per tutti! riprende un articolo sui criteri di legittimità dei neologismi e sulla sterilità di una un’eventuale estetica delle parole perché non è possibile stabilire un canone di bellezza o bruttezza dei suoni.

In Linguaggio e percezione c’è l’esempio di un video che mostra come intonazione, pause e altri tratti prosodici possano riuscire a influenzare la valutazione di un testo.

Relatività linguistica e suffisso inglese -ette fa riferimento al concetto di relatività linguistica (l’ipotesi che la percezione del mondo in cui viviamo sia influenzata dalle strutture linguistiche usate per descriverlo) e cita uno studio che ha dimostrato come la propria madrelingua possa influire sull’effetto che fanno le parole, e quindi i concetti che identificano, anche in altre lingue.

L’aspetto delle parole

Riporto due notizie che evidenziano che anche l’aspetto delle parole può essere rilevante.font auto

1 Per funzionare, la pubblicità Ford con il font di Mercedes e Volkswagen presuppone che il destinatario riconosca immediatamente i tipi di carattere usati dalla concorrenza.

jOBS2 Ha suscitato qualche perplessità la combinazione di maiuscole e minuscole di jOBS, il titolo di un film su Steve Jobs scritto con la j minuscola come la i dei prodotti Apple, perché non rispetta la convenzione di scrittura (camel case) che prevede che il prefisso sia seguito da una parola esistente con la sola iniziale maiuscola. La lettera diversa dalla i invece non risulta anomala, come dimostrano variazioni e giochi di parole molto numerosi, ad es. aBook.


Vedi anche: Caratteri maschili e femminili (connotazioni conferite dall’aspetto dei font),  Campo di distorsione della realtà (esempio di iCon, titolo di una biografia non autorizzata di Steve Jobs) e, per sorridere, iHumour.

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