Post nella categoria “varie”
…parlando di neve e gelo
Un riepilogo dei post ad argomento “invernale”:
| ▄ | Neologismo: snowshoe spamming (le ciaspole come metafora informatica) |
| ▄ | Ancora neve: schema snowflake e caratteri Unicode (simboli e strutture di dati) |
| ▄ | Effetto neve (i pixel che “lampeggiano” sullo schermo) |
| ▄ | Altro termine invernale: freeze (un’opzione di Excel) |
| ▄ | Parole curiose: Schlittschuhschritt (solo 3 vocali ma ben 16 consonanti) |
| ▄ | Il clima italiano visto da italia.it (turisti, attenzione: qui gli inverni sono rigidi!) |
| ▄ | Ciaspole, ciaspe, racchette da neve, racchettoni (e gestione della terminologia) |
| ▄ | Fiocchi di neve in formato testo (come inserire i caratteri invernali) |
| ▄ | Snow angel (un gioco che si fa dove nevica molto) |
| ▄ | Bufale: le molte parole eschimesi per la neve (ma c’è chi ci crede ancora) |
| ▄ | Galaverna (una parola insolita per un fenomeno affascinante) |
| ▄ | Segnali di pericolo sulla neve (nuovi standard per i cartelli sulle piste) |
| ▄ | #snOMG! (neologismi e hashtag per le tempeste di neve americane) |
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Segnali di pericolo sulla neve
In Italia e nella maggior parte dell’Europa i segnali stradali di pericolo sono triangolari, con bordo rosso, fondo bianco e pittogramma nero. È una combinazione di colori che, come dicevo in Segnali di globalizzazione, si trova spesso anche in altri contesti perché comunica immediatamente che si deve prestare attenzione.
Anche sulle piste di sci di fondo di solito i cartelli seguono questa convenzione ma per la prima volta al Passo Lavazè (TN) ho notato cartelli gialli con bordi neri:
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Ho scoperto che sono conformi al Testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, un decreto legislativo del 2008 che prevede che in Italia, come nel resto d’Europa, i segnali di avvertimento (avviso di rischio o pericolo) abbiano forma triangolare con bordo nero, sfondo giallo e pittogramma nero. I colori rosso, bianco e nero sono riservati ai segnali di divieto, rotondi, mentre altri colori (e forme) comunicano altri messaggi.
Rimane il dubbio: una pista di sci di fondo è più simile a un luogo di lavoro o a una strada?
“ad canem”
A Milano, quello descritto dal Corriere in Le 40 strade più sporche per colpa dei cani è davvero un grosso problema. In Romagna, invece, si può camminare molto più tranquilli, tanto che l’unica indicazione che mi è capitata di vedere è ad canem:
![PER CORTESIA NON FERMARE IL CANE PER I SUOI BISOGNI [cartello e post dedicati al povero Povero Cane e all’incauto figuro che lo portava dal veterinario] non_fermare_il_cane](http://blog.terminologiaetc.it/wp-content/uploads/2012/01/non_fermare_il_cane.jpg)
Beh, se non proprio ad canem, sicuramente ad personam. Ma che il maleducato sia un padrone o un canaro?
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Per rimanere in tema “cani e i loro bisogni”: e c’è chi dice che le lingue morte sono inutili!
Buone Feste

Tantissimi auguri e un caloroso grazie a chi segue Terminologia etc.
Licia
giOCAre con le parole
Nel grigiore milanese i graffiti risaltano forse più che altrove. Si tratta quasi sempre dei soliti messaggi politici, però ogni tanto si scopre qualcosa di diverso, che strappa un sorriso, come i disegni di chi si è divertito a giocare con la parola OCA.

Sculture di pagine
Ancora a proposito di libri, The Library Phantom Returns! racconta di un’artista misteriosa che negli ultimi due mesi ha fatto trovare dieci sue opere in biblioteche e musei di Edimburgo, tutte molto particolari perché realizzate con libri o pagine di libri (foto qui, dettagli delle prime sette sculture qui, di una delle ultime qui).
Mi sono venute in mente le opere di Su Blackwell, un’artista inglese:
Se non l’avete già visto, molto bello anche il filmato in stop motion che anima le pagine del romanzo Going West di Maurice Gee.
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Aggiornamento 2/1/2012 – Per un esempio di “libri scolpiti”, le opere dell’artista Guy Laramee viste in Dentro un libro.
Poesie del dorso
Ricollegandomi all’ultimo post, mi diverte l’idea di usare i titoli sul dorso dei libri per creare delle composizioni. Un esempio di poesia dorsale da un e-book di Antonella Ottolina e Silvano Belloni:
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Confesso che ho vissuto
L’incontro di scienza e spirito
Quando ho imparato a respirare sott’acqua
Profondo come il mare
Più profondo del blu.
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(via L’Androide Minimalista)
In inglese ho letto alcune proposte di Stan Carey in Sentence first, ispirate dal progetto Sorted Books di Nina Katchadourian. Stan usa il tag bookmash e chiama le sue composizioni book spine mashup, usando una parola che ultimamente sta avendo una certa visibilità anche in ambito letterario e di cui avevo parlato in L’invasione dei mashup.
Thanksgiving al 99%
Negli Stati Uniti oggi si festeggia Thanksgiving, il “giorno del ringraziamento”. Ne ho già parlato per descrivere i simboli di questa festività e in particolare il tacchino, turkey, parola che compare in varie espressioni idiomatiche inglesi e che ha un’etimologia insolita.
a noisy alphabet
Lavori in corso molto rumorosi qui fuori, monotoni sia in senso letterale che figurato.
Viene quasi voglia di un po’ di varietà:
© Tom Gauld dal libro Robots, Monsters etc.
Vedi anche: “Alphabet Song” e alcune differenze culturali e Nomi delle lettere in inglese.
Parole come immagini
Mi sono divertita a guardare Word as Image, un esempio di tipografia cinetica. È la presentazione dell’omonimo libro di Ji Lee, un artista che ha creato immagini che illustrano alcune parole inglesi usando solo le lettere che le compongono.
[ via Il Post ]
Ne approfitto per segnalare anche alcune animazioni più tradizionali, 60 Second Adventures in Thought, che spiegano in modo divertente sei famosi esperimenti di pensiero.
Vedi anche: Associazioni di immagini e parole.
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Scrittura Teflon e Velcro
Ho trovato efficace la metafora proposta da Allan Metcalf in Teflon and Velcro Writers per descrivere l’effetto sui lettori di due diverse modalità di scrittura (e di scrittori), individuabili nella letteratura ma anche in testi di altro genere, ad es. la pubblicità:
| ▄ | Teflon – È una scrittura scorrevole ed elegante che genera ammirazione ma non coinvolge particolarmente (esempi di scrittori Teflon nella letteratura anglo-americana: Edgar Allan Poe, Alexander Pope, William Carlos Williams). . |
| ▄ | Velcro – È una scrittura che cattura l’attenzione, anche senza avere particolari qualità estetiche, e “prende” lasciando il segno (esempi di scrittori Velcro: Shakespeare, Jonathan Swift, T.S. Eliot). |
I grandi della letteratura tendono a essere Velcro, come i peggiori scrittori. Gli autori di bestseller della narrativa di genere sono soprattutto Teflon. Critici e studiosi prediligono la scrittura Teflon perché richiede spiegazioni mentre la scrittura Velcro non ha bisogno di essere interpretata dagli esperti.
I colori delle vocali
Ho fatto una pausa di una decina di minuti per partecipare al progetto di ricerca Vowel Colours (Manchester Metropolitan University).
Dopo avere risposto a una serie di domande preliminari, si ascoltano alcuni suoni vocalici e per ciascuna vocale va scelto un colore tra quelli proposti. Scopo della ricerca è capire come avvenga l’associazione suono-colore e se sia influenzata dal proprio accento e dalle lingue che si parlano.
Chi ha letto qualche libro di Oliver Sacks penserà subito alla sinestesia, il fenomeno per cui a una percezione sensoriale vengono associate sensazioni tipiche di modalità sensoriali diverse. Una delle forme più comuni è la sinestesia grafema-colore, che fa “vedere” le parole a colori, un po’ come se fossero scritte con le letterine magnetiche con cui giocavo quando ero bambina (a proposito: si usano ancora?).
La sinestesia è anche una figura retorica:
| Nel linguaggio della stilistica e della semantica, particolare tipo di metafora per cui si uniscono in stretto rapporto due parole che si riferiscono a sfere sensoriali diverse (per es., silenzio verde nel sonetto «Il bove» di Carducci, colore squillante, voce calda); quando l’accostamento non è occasionale ma tende a ripetersi può determinarsi un mutamento semantico, può nascere cioè una nuova accezione della parola […] (dal Vocabolario Treccani) . |
Vedi anche: Nomi delle lettere in inglese : -) per sorridere con un riferimento alle letterine magnetiche.
Quando la grammatica è un’opinione…
La dichiarazione del ministro Mariastella Gelmini a proposito di un fantomatico tunnel che collegherebbe i laboratori del CERN a Ginevra a quelli del Gran Sasso ha suscitato commenti di ogni genere per il tono e l’ignoranza mostrate nella comunicazione.
Ma forse ancora più preoccupante è la precisazione sull’interpretazione di “alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento” fornita in seguito dall’ufficio stampa del ministero:
| «ovviamente, il tunnel di cui si parla nel comunicato di venerdì, non può essere per nessuna ragione inteso come un tunnel che collega materialmente Ginevra con il Gran Sasso. Questo è di facile intuizione per tutti e la polemica è assolutamente strumentale. Il tunnel a cui si fa riferimento è quello nel quale circolano i protoni dalle cui collisioni ha origine il fascio di neutrini che attraversando la terra raggiunge il Gran Sasso. […] Questa polemica è dunque destituita di fondamento ed è assolutamente ridicola.» |
Nessuna ragione? E la grammatica italiana? Il pronome relativo il quale in questo caso può far solo riferimento al tunnel e la preposizione attraverso indica “dentro”, “da una parte all’altra di”. È difficile riuscire a dare interpretazioni alternative.
Per il ministro Gelmini e i suoi collaboratori al MIUR urge ripasso, non solo della grammatica ma anche della punteggiatura (virgola tra soggetto e verbo?) e delle materie scientifiche e relativa terminologia (ad esempio, dovrebbe essere di facile intuizione anche per il ministero che le particelle inizialmente vengono fatte circolare all’interno di appositi acceleratori e non in generici tunnel).
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Aggiornamento ottobre 2011 – La dichiarazione e la successiva precisazione sono stati nel frattempo rimossi dal sito del MIUR. Ne approfitto per segnalare Sotto il tunnel i media diventano follower, sul concetto di reputazione nella comunicazione digitale.
Per rimanere in tema ministri e ministeri, vedi anche: Il clima italiano visto da italia.it e Crocchette <> croquettes.
Funeral potatoes
In italiano si dice è la morte sua con riferimento a un ingrediente che viene particolarmente valorizzato in un piatto. Dubito però che l’espressione si possa usare per le patate di una ricetta americana di cui ho letto recentemente, le funeral potatoes…
Le funeral potatoes sono un piatto tipico delle comunità mormoni dello Utah. Si chiamano così perché tradizionalmente vengono servite alle cene a cui, dopo la cerimonia, si ritrovano le persone che hanno partecipato a un funerale.
Gli ingredienti di base sono patate, formaggio e cipolle. Si taglia tutto a cubetti o piccoli pezzi e si mescola con crema di pollo (in scatola) e panna acida, quindi si versa in una teglia. Si ricopre con uno strato di cornflakes oppure patatine sbriciolate, quindi si cosparge di burro fuso e si fa cuocere in forno.
Mi ha fatto venire in mente un piatto tipico della Savoia, anche questo a base di patate e formaggio, che ho sempre trovato poco appetitoso, la tartiflette. Ma, si sa, i gusti sono gusti e sicuramente c’è chi apprezza queste ricette… …
Vedi anche: Patatine e triangolo semiotico (differenze lessicali in inglese britannico e americano per descrivere le patatine) e Non solo zuppa! (paese che vai, minestra che trovi).
Nomi di pizze
A proposito di trasparenza e riconoscibilità di nomi di prodotti, credo sia raro trovare un italiano che non sappia cosa sono margherita, capricciosa, quattro stagioni, marinara e le altre pizze dai nomi standard, immancabili sul menu di ogni pizzeria.
Ogni locale completa l’offerta con altre pizze, chiamandole in vario modo. Sono usati:
| ▄ | nomi descrittivi “diretti”, ad es. tonno e cipolla; |
| ▄ | nomi descrittivi “indiretti” che suggeriscono gli ingredienti caratterizzanti sfruttando le nostre conoscenze enciclopediche, ad es. spinaci per la pizza Braccio di ferro o speck per la tirolese; |
| ▄ | nomi di fantasia, legati a un tema, al nome del locale (ad es. glorie del cinema per una pizzeria Hollywood) o non meglio classificabili. |
Nell’ultimo caso mi è capitato più volte di domandarmi se l’abbinamento nomi–ingredienti avesse una sua logica. Me lo sono chiesta ancora quando, tra la posta, ho trovato il menu di una nuova pizzeria. Alcuni esempi:
Scelta di nomi e associazione di ingredienti alquanto eclettiche!
Per la serie “cassetta delle lettere”, vedi anche Love Boat? e ben formaggiato?!?.
È stata fatta una ricerca per la categoria “varie”.










![“ […] Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l'esperimento, l'Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro […]” – Fonte: Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, 23 settembre 2011 Comunicato_Gelmini](http://blog.terminologiaetc.it/wp-content/uploads/2011/09/Comunicato_Gelmini.png)


