Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post nella categoria “traduzione”

Brexit: disgrazie e offese? No, falsi amici!

Il corrispondente da Londra di un noto quotidiano italiano ha descritto l’impatto della Brexit sui cittadini europei attingendo a un articolo di The Independent:

Brexit: Deportations of EU citizens soar since referendum. The number of EU citizens being removed from the UK has now increased fivefold since 2010 – The Independent, 10 September 2017

Nella traduzione è incorso però in alcuni falsi amici, a cominciare da deportati (deported) anziché espulsi:

quasi cinquemila cittadini comunitari sono stati deportati nei dodici mesi appena trascors

È un errore ricorrente nei media italiani, già descritto in Trump e la “deportazione” dei clandestini.

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Acqua (non) potabile!

Deutsche Touristen sind überall beliebt

A quanto pare l’autore di questo cartello non ama molto i turisti tedeschi e vorrebbe invogliarli a bere acqua non potabile!

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Dettagli sulla principessina

La principessa Charlotte (2) annusa un piccolo bouquet di fiori all’arrivo con la sua famiglia a Berlino, 19 luglio 2017

Da quali dettagli si capisce che la didascalia di questa foto è tradotta dall’inglese?

Non c’è nessun errore ma, come già discusso in alcuni tweet, si possono notare alcuni particolari che fanno riflettere sulle differenze tra lingue anche per esprimere concetti molto semplici. 

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Traduzione letterale, senza parole!

@terminologia segnale visto da un amico in un negozio di alimentari a Milano, pero' non capiamo il pittogramma.

L’insolita figura stilizzata nel tweet di @Paoblog appare sul distributore di biglietti numerati di un sistema eliminacode.

Possiamo interpretare correttamente il pittogramma solo se riusciamo a risalire alle parole esatte che rappresenta. È l’equivalente grafico di una traduzione letterale fatta da una lingua a un’altra usando la prima parola che si trova in un dizionario bilingue: qui è stata convertita in immagine l’accezione primaria di coda, “estremità posteriore del corpo di molti animali” (anziché “fila ordinata di persone in attesa”).

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Divieti fatti con i piedi

Ci sono sviluppi sulla frase descritta ieri in Francese in stazione: peu importe: pare c’entri la compagnia teatrale francese CombatsAbsurde che chissà come è riuscita a far apparire la propria tagline sui cartelli delle scale mobili della stazione di Bologna Centrale.

CombatsAbsurde. Ou l’inverse, Peu importe.  

Vietato strusciareDettagli nei commenti, dove trovate anche alcune osservazioni sul divieto caratterizzato da una scarpa sospesa a mezz’aria:

Un lettore si domanda cosa voglia dire: non si può stare in punta di piedi? non si possono dare calci ai gradini? non si possono abbandonare le scarpe sulle scale mobili?

Senza descrizione è difficile capire cosa vieti. È l’ennesimo esempio di Simbolo arbitrario, concetto poco chiaro.

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Potenziali falsi amici: dementia e demenza

Ho scritto questo post ieri, prima dell’attentato di Manchester, quando la notizia principale dal Regno Unito era ancora la campagna elettorale.

General election 2017 – Theresa May ditches manifesto plan with ‘dementia tax’ U-turn

Al centro dell’attenzione c’era la retromarcia di Theresa May su un punto molto controverso del suo manifesto elettorale, rinominato dementia tax da media e opposizione.

È un provvedimento rivolto a chi soffre di malattie degenerative mentali come il morbo di Alzheimer. Nelle intenzioni del partito conservatore, i malati e i loro eredi dovrebbero sostenere di tasca propria tutti i costi di assistenza non medica (social care), eventualmente anche vendendo la casa per coprire le spese.

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Bestiario immaginario

Bestiario immaginario di Roger McGough tradotto da Franco NasiUn regalo che ho gradito molto: Bestiario immaginario di Roger McGough, tradotto da Franco Nasi con testo originale inglese a fronte.

Sono poesie su animali immaginari frutto di “giochi di prestigio verbali” che spesso hanno portato a un rifacimento* con animali diversi e nuovi disegni di McGough per la versione italiana.

Sono traduzioni aperte che Nasi racconta in alcune note introduttive e osservazioni finali sugli animali: lasciano spazio a versioni alternative e il lettore è invitato a usare il suo orecchio e la sua fantasia per continuare il gioco.

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Violenza in Svezia, una questione terminologica

POOR SWEDEN!

Mi ricollego a Lo strano caso dell’attentato in Svezia per aggiungere alcune considerazioni sulla rilevanza della terminologia nell’interpretazione corretta dei fatti.

L’immagine che ha dato Trump della Svezia – paese altamente insicuro e violento a causa dell’immigrazione – è stata subito confutata, e non solo dagli svedesi. Chi l’ha fatto però è stato ripetutamente attaccato dalla destra con un argomento ricorrente* e non sempre rilevante: l’altissima percentuale di stupri della Svezia, che quindi sarebbe il paese occidentale in assoluto più pericoloso per le donne.

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“Lost in Trumpslation” (ma non è un film)

DOOMSDAY CLOCK…
vignetta: Patrick Corrigan

Oggi inizia ufficialmente l’era Trump.

Non sarà facile tradurre adeguatamente discorsi e dichiarazioni del nuovo presidente, paradossalmente anche perché il suo linguaggio appare poco evoluto, paragonabile a quello di un bambino delle elementari.

I’m very highly educated. I know words. I have the best words.”

Trump si esprime con parole brevi del lessico di base e sintassi rudimentale con rare subordinate. Ciò che dice spesso manca di coesione e coerenza ma rimangono impresse alcune parole chiave, ripetute più volte e di solito posizionate alla fine della frase per maggiore impatto. Trovate un esempio commentato in questo video (con sottotitoli):

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Mancia del 20%, a meno che…

Da un articolo tradotto dall’inglese sulla percentuale del conto da lasciare in mancia nei ristoranti americani:

Il critico enogastronomico del Washington Post Tom Sietsema ha affrontato la questione nella chat che tiene ogni settimana con i lettori: «Al momento lo standard accettato è il 20 per cento, a meno che il servizio non sia adeguato», ha scritto.

La locuzione congiuntiva a meno che introduce una proposizione eccettuativa. Vuol dire che subito dopo la locuzione ci si aspetta una restrizione, un condizionamento o un’eccezione.

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Punti di vista bifronti

Forse avete già visto Two Views, una vignetta di Joe Heller con protagonisti Donald Trump e Hillary Clinton:

YOU SHOULD BE SCARED BUT / WE NEED TO DO SOMETHING / WE CAN’T BE OPTIMISTIC / THE FUTURE IS BRIGHT IN AMERICA / SO DON’T TRY TO CONVINCE ME THAT / IT’S NOT WHO WE ARE AS A NATION / IT’S GETTING WORSE / EVEN IF THERE’S ANGER AND HATE / CRIME, TERRORISTS, ILLEGALS / BECAUSE, WHEN YOU TAKE A CLOSER LOOK / BECAUSE HOPE IS GREATER THAN FEAR BELIEVE ME, / AND YOU’LL NEVER HEAR ME SAY / AMERICA NEEDS BRIDGES NOT WALLS

È molto ingegnosa: il testo letto dall’alto verso il basso esprime il punto di vista di Trump, dal basso verso l’alto quello opposto di Hillary Clinton.

Non so se ci sia un nome per questo particolare gioco di parole, a cui accenna genericamente Stefano Bartezzaghi in palindromi: “Ancor più raramente si sono dati giochi in cui uno scritto inverte il suo significato se viene letto dal basso verso l’alto, riga per riga”.

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Il bar della stazione, in inglese

Nelle stazioni ferroviarie ormai quasi tutti i cartelli sono bilingui: italiano in grassetto seguito dall’inglese. In una stazione di Milano ho notato questa indicazione per il bar, un esercizio nuovo simile ai bar degli autogrill e con una decina di tavolini per i clienti:

insegna Bar – Bar and Cafè

Ho trovato curiosa la scelta di tradurre Bar con Bar and Cafè. Chissà se gli stranieri che leggono si aspettano di trovare due diversi locali?

coffee shop signIn un contesto britannico questo tipo di bar verrebbe probabilmente descritto come coffee shop. Concordo però con la scelta  dell’internazionalismo Café (accento acuto), che in inglese indica un esercizio pubblico dove si servono bevande calde e fredde e cibi leggeri. In altre lingue o paesi un café può avere alcune caratteristiche diverse ma la parola è subito comprensibile.

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L’idioma dei giornalisti

GIORNALISTA

Alcune frasi recenti da quotidiani italiani:

Lo studio degli idiomi va incoraggiato A Cupertino si sente spesso parlare il nostro idioma La funzionalità introdotta da Google ora funziona anche nel nostro idioma Padroneggiare due idiomi aumenta la quantità di sostanza grigia nel cervello Rivolgendosi al tedesco Weber, il presidente della Commissione ha mutato idioma.

È da un po’ di tempo che ci faccio caso: se si escludono gli usi ironici, letterari o aulici, raramente c’è chi dice idioma al posto di lingua, come invece fanno i giornalisti. È un esempio della “priorità variazione” che impedisce di usare la stessa parola due volte, anche a scapito della chiarezza: l’ho descritta in Variazione e ripetizione (con partita Iva e tweet).

Lingua e idioma possono essere sinonimi, ma idioma ha accezioni più specifiche (dettagli nei commenti) e non è una parola adatta a tutti i registri come invece lingua. A volte la preferenza per idioma sfiora il ridicolo, come in questo esempio di idioma madre:

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Il kit del traduttore: workshop a Verona

KitTrad

Venerdì 12 febbraio sarò all’Università di Verona per il workshop Il kit del traduttore: dalla teoria alla pratica. È un evento gratuito che offre ad aspiranti traduttori e traduttori professionisti un’occasione per conoscere le nuove frontiere del mondo traduttivo e sperimentare l’efficacia di alcuni suoi strumenti.

Interverranno Valeria Aliperta sul personal branding, Marcello Federico su traduzione automatica e post-editing, Maria Pia Montoro ed io sulla terminologia.

Programma, informazioni pratiche e modalità di iscrizione qui (già raggiunto il numero massimo di iscritti). 

Revenant ≠ Redivivo

Revenant – Redivivo

Penso abbiate già visto il manifesto dell’ultimo film di Alejandro González Iñárritu, con protagonista Leonardo DiCaprio. Si intitola The Revenant in inglese e Revenant Redivivo in italiano ed è tratto da un romanzo di Michael Punke, The Revenant: A Novel of Revenge (pubblicato in italiano come Revenant, sottotitolo La storia vera di Hugh Glass e della sua vendetta).

Il titolo italiano del film segue un modello ricorrente: viene mantenuto il titolo inglese originale, a volte con qualche adattamento (ad es. spesso è eliminato l’articolo the), ed eventualmente si aggiunge un sottotitolo con traduzione o breve descrizione.

Il dettaglio insolito in questo caso è che revenant, un francesismo acquisito anche dal lessico italiano, è stato glossato con redivivo. Dal Vocabolario Devoto-Oli:

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