Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post nella categoria “traduzione”

Uva aspra americana, uva acerba italiana

Testa di Trump a forma di grappolo d’uva che urla CHEATED! STOLEN!! RIGGED!  vignetta: Steve Sack via Twitter

La vignetta su Trump incapace di accettare la sconfitta elettorale ricorre a un’espressione idiomatica inglese che mi piace molto per la sua efficacia ma anche per la sua origine peculiare: una delle più note favole di Esopo.

Bastano le due parole sour grapes per identificare l’atteggiamento di chi si esprime negativamente su qualcosa che vorrebbe poter avere o una situazione in cui vorrebbe trovarsi ma che gli è preclusa. Esempi: she said she didn’t want to join the club anyway, but it’s just sour grapes; Are his criticisms justified, or is this a case of sour grapes?

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“Che vuoi?” Un’emoji, più gesti, molti nomi

L’emoji più italiana di tutte arriva finalmente su iPhone. Nella nuova versione di iOS c’è anche la mano con i polpastrelli uniti, il nostro “che vuoi?”. Insieme ad altri 116 pittogrammi

Nelle notizie di inizio ottobre 2020 è riapparsa una nuova emoji che aveva già fatto parlare di sé come tipico gesto italiano qualche mese fa, quando il consorzio Unicode aveva annunciato le nuove emoji dell’aggiornamento 13.0.

È stata aggiunta grazie alla proposta di un italiano, Adriano Farano, che in un’intervista ha spiegato come ha avuto l’idea e come l’ha concretizzata nella proposta presentata a Unicode,  “What do you want?” Pinched Fingers Emoji Proposal, un documento ricco di riferimenti culturali.

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Giornata mondiale della traduzione 2020

poster International Translation Day 2020
poster di Liza Gunenko per FIT

Il 30 settembre di ogni anno si festeggia la Giornata mondiale della traduzione, data scelta perché è anche San Girolamo, il santo patrono dei traduttori.

Nel 2020 è inevitabile che il tema della giornata sia legato all’emergenza coronavirus: Finding the words for a world in crisisTrouver les mots pour un monde en crise.

Da qualche giorno sui social si possono trovare informazioni sulla traduzione e interventi di traduttori e altri esperti. Su Twitter, ad esempio, si possono trovare grazie agli hashtag #GiornataInternazionaleDellaTraduzione e #GiornataMondialedellaTraduzione in italiano, #InternationalTranslationDay e #ITD2020 in inglese e #JMT2020 in francese.

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Unioni forzate, per colpa dell’inglese!

Chi ha un profilo di Twitter ogni anno nell’anniversario della propria iscrizione riceve questo messaggio:

Buon anniversario di Twitter. Con oggi sono 10 anni che ti sei unito a Twitter! Condividi il grande giorno con gli altri membri della tua community di Twitter.

ll testo è lo stesso per ogni anniversario, da anni, e invita a postare un tweet con un messaggio predefinito che è una traduzione letterale dall’inglese:

Testo inglese: “Do you remember when you joined Twitter? I do!” – Testo italiano: “Ricordi quando ti sei unito a Twitter? Io sì!”

Mi pare un esempio di localizzazione poco accurata, non solo perché la frase è formulata al maschile anche se rivolta a una donna ma anche per il calco sempre più diffuso join somethingunirsi a qualcosa.

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Storie di lupi mannari (e di traduzione)

vignetta in inglese: immagine di lupo mannaro con metodi per ammazzarlo (silver bullet, heart removal, decapitation)
Immagine via social media

Mi ricollego al silver bullet descritto in Munizioni d’argento contro il coronavirus? per un dettaglio etimologico: licantropo e lupo mannaro in italiano e werewolf in inglese e Werwolf in tedesco sono parole con origini diverse ma che condividono lo stesso significato letterale di uomo+lupo.

Licantropo deriva dal greco lykánthrōpos, composto di lýkos “lupo” e ánthrōpos “uomo”. L’aggettivo mannaro di lupo mannaro deriva dal latino volgare (lupum) *hominarium, a sua volta da homo –mĭnis. In inglese were in werewolf è riconducibile all’inglese antico wer, “uomo”, di origine germanica che si ritrova anche nel tedesco Werwolf (cfr. anche il latino vir).

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VIETATO SEDERSI, in inglese

cartello su sedile di autobus: VIETATO SEDERSI – FORBIDDEN TO SIT DOWN

In questo cartello apparso sui mezzi pubblici di Padova c’è un errore ricorrente nella versione inglese dei messaggi di divieto italiani: vietato <verbo> viene tradotto letteralmente con *forbidden <verbo>. Si direbbe che né chi fa la traduzione né chi è coinvolto nel processo di approvazione e realizzazione del divieto abbia mai visto alcun cartello in inglese e quindi non sappia che si usa la formula don’t o do not <verbo>.

Eppure basterebbero pochi minuti per trovare siti di produttori di cartelli di lingua inglese e vedere che frasi vengono usate. Esempi:

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Falsi amici al rally di campagna senza vento

Un falso amico ricorrente nelle notizie sulle attività politiche dei candidati alla presidenza degli Stati Uniti:

Titolo in inglese: “Trump’s Tulsa rally was a flop”. Titoli in italiano: “Trump, delude il primo rally che rilancia la sua campagna per la Casa Bianca” e “I fan del KPop e i ragazzini di TikTok hanno fatto fallire il rally di Trump”

In italiano l’anglicismo rally, in uso dagli anni ‘30 del secolo scorso*, descrive gare automobilistiche o sciistiche o manifestazioni di vario tipo che si svolgono in più tappe, quindi nulla a che vedere con l’evento di cui è stato protagonista Donald Trump a Tulsa.

Rally in inglese

La traduzione letterale dei titoli mette in evidenza un fenomeno tipico dei forestierismi: raramente vengono adottate tutte le accezioni della lingua di origine. In inglese la parola rally ha infatti vari significati, i principali dei quali sono riconducibili all’etimologia della parola, dal francese rallier, “riunire, radunare, (ri)portare assieme”.

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L’avido birdwatcher?

Episodio avvenuto a New York in un’area protetta di Central Park qualche giorno fa:

False accuse ad afroamericano a Central Park: donna chiama la polizia e inscena tentata aggressione perché lui le chiede di tenere il cane al guinzaglio. Il video è subito virale.

In un quotidiano italiano l’uomo è stato descritto come laureato a Harvard e avido birdwatcher, traduzione troppo letterale dall’inglese di avid birdwatcher.

Avido ≠ avid

In italiano l’aggettivo avido ha perlopiù connotazioni negative. Identifica una manifestazione di avidità (desiderio intenso e incontrollato che non si placa neppure se soddisfatto) e nella costruzione avido di <qualcosa> significa bramoso, che ha un desiderio smodato. Anche le collocazioni più neutre (ad es. avido lettore, avido di sapere) evidenziano un’intensità non comune.

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Il “super duper missile” di Trump

Notizia dagli Stati Uniti: alla Casa Bianca è stata presentata la bandiera della neonata Space Force e Trump ne ha approfittato per annunciare lo sviluppo di un nuovo missile:

La descrizione di Trump, I call it the super duper missile, ha suscitato innumerevoli ironie e ci offre anche un esempio di frase molto elementare che però presenta qualche difficoltà di traduzione.

Super duper

Il significato di super duper (o superduper) si descrive facilmente: vuol dire ottimo, superlativo, eccezionale, eccelso, impareggiabile. Nessuna di queste opzioni però sarebbe adeguata in una traduzione italiana perché non tiene conto delle connotazioni dell’aggettivo.

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“Un mare di calendule”

Questa foto, vista in un quotidiano, ha attirato la mia attenzione non solo perché è molto bella ma anche per un dettaglio che fa capire che il testo è tradotto dall’inglese:

Foto di fiori arancioni intitolata “Un mare di calendule” e descrizione “un abitante del villaggio di Abullian, vicino al confine tra India e Pakistan, raccoglie calendule arancioni con in testa un turbante dello stesso colore”

Descrizione: Un abitante del villaggio di Abullian […], vicino al confine tra India e Pakistan, raccoglie calendule arancioni con in testa un turbante dello stesso colore […]

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Aneddoticamente, falsi amici

Molti malati di COVID-19 lamentano anosmia*, la perdita completa del potere olfattivo. Ne ha discusso un articolo della CNN che è stato tradotto un po’ troppo frettolosamente in italiano, come si può vedere da queste due frasi a confronto:

Testo inglese: “doctors have reported anecdotally that losing the ability to smell may be among the virus’s symptoms -- but how widespread that is, and how long it might last, is unclear”. Traduzione italiana: “Sebbene non siano ancora stati condotti solidi studi sul legame tra coronavirus e olfatto, i medici hanno riferito aneddoticamente che la perdita della capacità di annusare può essere uno dei sintomi del virus, ma non è chiaro quanto sia diffuso e quanto tempo potrebbe durare”.

Si notano calchi ed errori di traduzione (ad esempio, smell qui indica la capacità di sentire gli odori, non di aspirare aria con il naso) e risaltano in particolare i due falsi amici anecdotallyaneddoticamente.

In inglese: anecdote, anecdotal, anecdotally e anecdata

In inglese il sostantivo anecdote può descrivere non solo un raccontino arguto che riguarda una o più persone ma può anche indicare una diceria o una storia inattendibile.

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Respiratori e ventilatori: attenzione alla traduzione!

Esempi di titoli: 1 Coronavirus: Italia aveva i respiratori polmonari, ma il governo lo ha scoperto tardi; 2 Dalla Cina 42 nuovi respiratori; 3 La maschera da sub Decathlon come respiratore ospedaliero; 4 Il team Mercedes F1 sperimenta un nuovo respiratore per coronavirus

Un’ottima iniziativa di Radio3 Scienza: Dizionavirus – glossario minimo per un epidemia, raccontato da Silvia Bencivelli che ha selezionato parole e termini ricorrenti nell’emergenza causata dal coronavirus SARS-CoV-2.

Una voce recente è respiratore, un tipo di dispositivo medico che dagli specialisti viene chiamato anche ventilatore. Si usa infatti per la ventilazione meccanica, l’insieme di tecniche e procedure che consente di assistere o sostituirsi all’apparato respiratorio garantendo gli scambi gassosi*.

Ne prendo spunto per alcune osservazioni terminologiche (non si tratta di informazioni mediche, che vanno reperite altrove).

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Fat shaming: in italiano, senza vergogna

L’anglicismo body shaming descrive la pratica di criticare pubblicamente qualcuno per l’aspetto fisico, in particolare se è grasso: fat shaming. È un comportamento riprovevole molto diffuso ma il nome inglese spesso è frainteso, non coinvolge emotivamente e impedisce di capire la gravità del fenomeno.

C’è un’alternativa italiana? Sì, spiega su Sette Costanza Rizzacasa D’Orsogna, con cui ho scambiato qualche idea:

Come tradurre «fat shaming»? Significa mettere alla gogna i grassi. Troppo spesso, anche sui giornali, «fat shaming» viene tradotto erroneamente come «vergogna del grasso». Invece è la discriminazione contro le persone grasse -- di Costanza Rizzacasa D’Orsogna

Qui aggiungo alcuni dettagli lessicali sull’origine, l’uso e l’evoluzione del concetto di shaming nell’inglese americano. In breve: non significa né “svergognare” né “far vergognare”.

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Spumante e Yorkshire pudding

Su vari media italiani sono apparsi gli stessi dettagli sui festeggiamenti per il Brexit Day dello scorso 31 gennaio: 

Gli ultimi 60 minuti degli inglesi in Europa sono stati scanditi da un orologio luminoso proiettato su Downing Street, la residenza del primo ministro: all’interno, Boris Johnson e i suoi ministri brindavano con spumante inglese accompagnato dal tradizionalissimo roast beef e Yorkshire pudding.

Trovo curioso che venga spiegato cos’è Downing Street, informazione nota credo a chiunque abbia studiato inglese e/o segua la politica estera, ma non cos’è lo Yorkshire pudding.

Forse però non tutti i lettori sanno che non è un dolce, confusi dall’accezione più nota? In italiano infatti l’anglicismo pudding indica quasi esclusivamente un tipo di budino cotto a bagnomaria, un significato più ristretto che in inglese.

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La rumorosità dell’italiano, lingua isosillabica

immagine e titolo: Can Italians be persuaded to speak sotto voce on the train?

Un articolo di Tobias Jones per The Guardian prende spunto dall’annuncio di una nuova area Standard Silenzio sui treni Frecciarossa per alcune considerazioni sullo stereotipo che gli italiani parlano sempre a voce alta.

Jones evidenzia anche ad alcuni aspetti linguistici che differenziano l’italiano dall’inglese e possono contribuire alla percezione che la nostra sia una lingua più rumorosa. In particolare, fa riferimento all’isocronia (in inglese timing), un fenomeno fonetico che consiste nella ripetizione costante di particolari elementi prosodici all’interno di una frase.

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