Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post nella categoria “terminologia”

“Provate voi a tradurre home page

Condivido le osservazioni di Marco Biffi in Le parole nella Rete sui prestiti dall’inglese legati al mondo di Internet. Sono facilitati dalla velocità di propagazione di nuovi concetti che spesso non dà il tempo per trovare alternative italiane, ma anche dalla mancanza di equivalenti adeguati e da metafore incongruenti con il sistema linguistico e culturale italiano.

home page

Biffi si sofferma sulla ricerca di “un traducente per home page” per il sito dell’Accademia della Crusca: “ci mettemmo quindi a tavolino, provando e riprovando, finché ci assestammo su pagina di entrata. Ebbene, non lo ha notato quasi nessuno”.

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Morbido “pile coral fleece”

Avete mai fatto caso alle descrizioni delle coperte di poliestere che risultano particolarmente morbide e vellutate al tatto?

copertina in pile coral fleece

È probabile che il tessuto venga identificato come pile coral fleece, una locuzione che mi fa sorridere perché è come dire che un maglione è fatto di lana Shetland wool

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Virus ultraterreno (e terminologizzazione)

Striscia di Dilbert di qualche giorno fa:

The Virus Afterlife – Dilbert

Contiene alcuni sostantivi inglesi che nel secolo scorso hanno subito un processo di terminologizzazione: sono parole del lessico comune che in alcuni linguaggi speciali hanno acquisito nuovi significati tecnologici, diventando neologismi semantici. In un secondo tempo sono poi rientrati anche nel lessico comune, dove la nuova accezione coesiste con quelle esistenti. Li ho già descritti in alcuni post:

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Narrativa, narrazione e storytelling

Hillary Clinton intona una narrativa opposta …narrativa di netta contrapposizione a Donald Trump … becera narrativa dell’era Trump … dosi di narrativa e slogan roboanti … ribaltare la narrativa di un’elezione … la narrativa del media mainstream … impadronirsi della narrativa e volgerla in suo favore … i media hanno favorito la narrativa anti-establishment di Trump

Cosa c’entra un genere letterario, la narrativa, con la campagna presidenziale americana? Nulla: le frasi nell’immagine, prese da alcuni media italiani, sono il risultato di traduzioni superficiali dall’inglese che non hanno riconosciuto i falsi amici narrative ≠ narrativa.

In inglese narrative nella sua accezione più recente indica una modalità di comunicazione con un’esposizione argomentata che riflette coerentemente una visione, dei valori e degli obiettivi. È un concetto relativamente nuovo che da qualche anno in italiano viene reso con una risemantizzazione di narrazione* (ad es. narrazione berlusconiana e narrazione renziana) e a volte con racconto.

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2 tipi di terremoti: gravimoti ed elastomoti

Il terremoto del 30 ottobre ha causato un abbassamento del suolo che nella zona di Castelluccio di Norcia ha raggiunto i 70 cm. Per spiegare questi fenomeni serve un nuovo modo di interpretare i terremoti

Ne è convinto Carlo Doglioni, presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) e coordinatore di una ricerca sismografica molto recente. Nella trasmissione L’Italia instabile di Radio3 Scienza ha presentato i due concetti chiave, denominati gravimoto ed elastomoto. GRAVITY DRIVEN SEISMICITY (graviquakes) vs ELASTICITY DRIVEN SEISMICITY (elastoquakes)

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Side-gigger e altri lavoratori della gig economy

In questo dettaglio da un’infografica americana vengono confrontati solopreneur e side-gigger, due tipi di lavoratore in proprio, e sono indicati altri nomi con cui in inglese si può chiamare un independent worker:

solopreneur vs side-gigger
Fonte: MBO partners via solopreneur.com

Solopreneur è una parola macedonia in uso da alcuni decenni. È formata da solo+entrepreneur ed è usata per enfatizzare lo spirito imprenditoriale di chi lavora in proprio.

Side-gigger è molto più recente e fa riferimento a lavori e lavoretti occasionali o temporanei (gig), tipici della cosiddetta gig economy, fatti come secondo lavoro (side job).

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La differenza tra tweet storm e Twitter storm

Trump's tweet storm by Matt Bors

Donald Trump, come molti politici, fa un grande uso di Twitter, anche nel cuore della notte. Ieri ad esempio si è scagliato contro gli esponenti del partito repubblicano (Grand Old Party): Trump unleashes angry tweetstorm against ‘disloyal’ GOP.

In inglese una serie di tweet mandati da una singola persona in rapida successione su un argomento specifico o rivolti a qualcuno in particolare è descritta come tweetstorm (tweet storm), una “tempesta” di tweet. È un’espressione ricorrente nei media americani in questo periodo.

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Data scientist e data artist

Fancy term for ‘programmer’ 1976: Software Analyst 1986: Software Engineer 1996: Software Architect 2006: Software Developer 2016: Data Scientist Data Scientist (n.): A person who is better at statistics than any software engineers, and better at software engineering than any statisticians.

Queste due facezie in inglese mi hanno fatta sorridere perché data scientist è un anglicismo ormai molto diffuso anche in alcuni contesti professionali italiani.

Semplificando, nell’ambito della scienza dei dati chi lavora nel ruolo di data scientist acquisisce, rappresenta, manipola, analizza, interpreta, modella,  archivia e presenta dati complessi (cfr. big data). Si avvale di metodologie e di strumenti informatici e statistici.

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Il lavoro agile italiano

In Agilità sul lavoro! ho descritto le differenze tra tre modalità di lavoro che in inglese sono denominate flexible working, smart working e agile working.

Gli aspetti rilevanti per ciascuna modalità, sintetizzati nella tabella, riguardano orario di lavoro (when), luogo di lavoro (where), tecnologie e strumenti usati (how), mansioni svolte (what) e risorse umane impiegate (who):

aspetti rilevanti di flexible working, smart working e agile working

Sono tre concetti diversi che rispondono a esigenze diverse.

Solo in Italia smart working = lavoro agile

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Non è stantio, potete comprarlo!

Lo ammetto: ho un debole per le descrizioni inusuali dei volantini del supermercato LIDL. Ecco qualche esempio recente:

Guanciale – Grasso preciso, non stantio, e sentori al naso e in bocca corretti freschi e precisi.

Cuscinetti croccanti sardi – Prodotto sottile e condito al punto giusto. Non ci sono eccessi di unto, né aromi aggiunti che ne sovrastano il sapore. Uno snack piacevole.

Me lo sono già chiesta in Cibi corretti: perché mai LIDL privilegia parole ed espressioni come stantio ed eccessi di unto, che evocano caratteristiche negative, come se fosse quella l’aspettativa per i propri prodotti?

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Pareidolia vulcanica

“volcano with a smiling lava face”

L’immagine è tratta da Helicopter Video Captures an Overhead View of a Waking Volcano With a Smiling Lava Face, che mostra l’eruzione dal cratere Puʻu ʻŌʻō del vulcano Kilauea alle Hawaii. Credo sia quasi impossibile non riconoscere una faccina sorridente e occhi decisamente ardenti!  

È un fenomeno di pareidolìa, il processo psichico che ci porta a dare significato anche a stimoli visivi casuali e in particolare a vedere facilmente e ovunque rappresentazioni simboliche di volti. Riferimenti in Pareidolia: perché il cervello vede facce nei posti più strani?

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Agilità sul lavoro!

striscia di Dilbert del 30 luglio 2016

Il meccanismo umoristico di questa striscia di Dilbert è la svalutazione semantica: l’aggettivo agile non va interpretato con il significato specifico che ha in ambito informatico, segnalato da software e programming, ma con quello generico che ha nel lessico comune.

In inglese l’aggettivo agile indica 1 abilità di muoversi con facilità e scioltezza, come nella vignetta e anche in italiano. Se usato in funzione attributiva prevale invece 2 capacità di pensare e comprendere facilmente e rapidamente; la collocazione più comune è agile mind, cfr. agile di mente in italiano.

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Risemantizzazione e tecnologia

L’infografica di How has Technology changed Language? illustra dieci parole del lessico inglese che hanno subito un processo di risemantizzazione e hanno acquisito significati tecnologici, diventando neologismi semantici.

Per frequenza d’uso, spesso le nuove accezioni prevalgono su quelle originali. Un esempio tipico è troll in inglese: senza contesto è immediata l’associazione con gli orrendi individui che infestano Internet. Probabilmente non vengono subito in mente né gli esseri delle leggende scandinave né tantomeno la pesca con esca alla base dell’accezione digitale, descritta in Vecchi e nuovi troll.

troll
Le altre parole inglesi dell’infografica sono drone, hotspot, trend, cloud, il verbo friend, cookie, spam, bug e il simbolo # di hashtag. Cosa notate?

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I 10 termini informatici più ostici per gli italiani

Samsung ha pubblicato un sondaggio europeo che ha coinvolto più di 10000 persone in 18 paesi. Sono stati rilevati i dieci termini informatici di larga diffusione che risultano meno comprensibili. Ovunque cloud è il termine più ostico, ma già qualche anno fa negli Stati Uniti un altro sondaggio aveva evidenziato la nebulosità di cloud: ne ho discusso in lost in the cloud.

Nella classifica generale europea al secondo posto troviamo streaming. Fa eccezione l’Italia: da noi il secondo termine meno comprensibile è emoji  Pare anche che il 26% degli italiani ammetta di ignorare cosa siano le emoji ma di far finta di saperlo.  

in Italia cloud, emoji e Internet of Things sono le parole meno capite – Samsung Tech Habits

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Zarf

vignetta di Dilbert

Chi ha bevuto bevande calde negli Stati Uniti e in altri paesi sicuramente ha presente i bicchieroni di carta plastificata o di polistirolo in cui vengono servite. Per non ustionare la mano che li regge si usa una striscia di cartoncino protettivo marrone che avvolge il contenitore. 

È un oggetto comunissimo eppure ha nomi diversi. Il più diffuso è coffee cup sleeve (come la copertina dei dischi) ma si usa anche coffee cup jacket, cup holder (soprattutto se di plastica) e cup o mug cosy / cozy se di lana o tessuto (per tazze di ceramica e per mantenere la bevanda calda, cfr. tea cosy, il copriteiera, ed egg cosy, il copriuovo).

risultato della ricerca per immagini con cup sleeves: tutte di carta

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