Post nella categoria “terminologia”
Ultrabook, notebook e altri –book
Negli articoli di questi giorni sul CES 2012 di Las Vegas sembra immancabile la parola ultrabook, spesso scritta con l’iniziale minuscola anche se Ultrabook™ è un marchio di Intel: identifica una specifica categoria di computer portatili (notebook) con un processore Intel Core di seconda generazione, molto sottili (meno di 20 mm), molto leggeri (meno di 1,5 kg) e con durata della batteria di oltre 5 ore.
Cloud e lessico comune
L’American Dialect Society qualche giorno fa ha annunciato le parole dell’anno 2011.
Nella categoria parole che hanno più probabilità di successo, quindi ormai parte del lessico comune inglese, si è affermato un termine informatico, cloud.
Un articolo del 2008 di Visual Thesaurus parlava di data cloud descrivendo il termine come molto tecnico, relativamente nuovo e privo di unico significato. A pochi anni di distanza non è più necessario specificare data: il processo di terminologizzazione è stato molto efficace.
La definizione “generica” usata dall’American Dialect Society, spazio online per l’elaborazione e l’archiviazioni di dati su vasta scala, conferma che il significato comunemente attribuito a questa accezione di cloud è quello di “area virtuale” .
In italiano, come notavo in il cloud e la cloud, per ora sembra invece prevalere un altro significato, grazie a un meccanismo improprio di “accorciamento” delle locuzioni inglesi:
| inglese: | data cloud | ![]() |
cloud |
| italiano: | cloud computing | ![]() |
cloud |
È un fenomeno non inusuale, basti pensare a come sono stati accolti nel lessico italiano gli anglicismi golf coat, smoking jacket, beauty case, night club, creando parole che privilegiano il determinante anziché il determinato e si sono così trasformate in falsi amici (aggiornamento: o, per essere più precisi, pseudoprestiti).
«C» come Congestion (e come Confusione?)
Il significato di Area C
Chi risiede a Milano ha ricevuto una lettera firmata dal sindaco Giuliano Pisapia che annuncia l’entrata in vigore di Area C. Alcuni dettagli mi hanno lasciata un po’ perplessa, ad esempio viene spiegato solo cosa prevede Area C ma non cosa sia esattamente:
| Nasce Area C – «C» come Centro, «C» come Congestion - che prevede dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 19.30, un pedaggio per entrare in automobile nella Cerchia dei Bastioni. L’avvio del nuovo provvedimento sarà accompagnato dal potenziamento del trasporto pubblico locale. |
A Milano tutti parlano inglese?
Trovo fuori luogo l’inglese di «C» come Congestion, non solo perché in italiano si parla comunemente di congestione con riferimento al traffico e quindi il forestierismo non ha molto senso (potrebbe anche sembrare un refuso!), ma soprattutto perché viene dato per scontato che chiunque legga, quindi anche la “sciura Pina”, conosca la congestion charge di Londra, citata indirettamente alla fine del capoverso successivo, e le associ l’esempio «C» come Congestion.
Speciale Treccani sulla terminologia
Mi fa molto piacere vedere che il Portale Treccani dedichi alla terminologia uno dei suoi speciali di lingua italiana, A rigor di termini:
| Nell’ambito dei saperi scientifici e tecnici, le parole specifiche per designare cose, fenomeni e processi con la necessaria precisione, univocità e chiarezza, si chiamano termini. La terminologia, dal XX secolo, non è più soltanto, però, un insieme di nomenclature settoriali, ma una disciplina scientifica ricca e stratificata, aperta all’evidenza della funzione sociale del linguaggio come mezzo di comunicazione e volta a un ottimale trasferimento del sapere in una o più lingue, tramite un lavoro di acquisizione, definizione, descrizione e diffusione di concetti appartenenti a conoscenze specialistiche. Quattro esperti offrono un quadro di riflessioni e un panorama di prospettive e problemi: | |
| La terminologia, un ponte fra i saperi | |
| Una sfida per la divulgazione: terminologia e comunicazione scientifica | |
| Inondazione dall’Oltremanica: terminologia e anglicismi | |
| Di cosa parliamo quando parliamo di statistica (ufficiale): terminologia e lingua istituzionale | |
| L’Associazione Italiana per la Terminologia |
Molto interessante terminologia e anglicismi. Sono invece un po’ perplessa perché l’articolo di presentazione sembra destinato soprattutto a chi ha già conoscenze in materia, con parecchie informazioni date per scontate, mentre sarebbero stati utili dei link per saperne di più, ad es. alle voci dell’Enciclopedia o articoli di approfondimento.
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Vedi anche: Terminologia: alcuni riferimenti bibliografici (con link!).
Carpooling
A Seattle, dove sono stata più volte per lavoro, avevo imparato un ulteriore senso della parola carpool, una “formula magica” che alcuni colleghi americani usavano per essere esonerati dalle riunioni che iniziavano presto la mattina o si protraevano verso sera, proprio come in questa striscia di Dilbert:
(la parola hero mi ha fatto venire in mente un altro dettaglio “americano”, ne parlo più sotto)
Carpooling in Italia e in italiano
La modalità di trasporto identificata in inglese da carpooling, un sistema per ridurre traffico, inquinamento e costi, si sta diffondendo anche in Italia. Per descriverla, si è ormai affermato il prestito car pooling (ad es. Autostrade per l’Italia, Comune di Modena, Politecnico di Milano). Ho però l’impressione che l’espressione non venga sempre interpretata correttamente da chi propone un traducente italiano alternativo.
Terminologia medica inglese e italiana
Questa canzoncina ironizza sull’incomprensibilità della terminologia medica inglese e identifica tre problemi che la rendono particolarmente ostica: parole latine (però termini come steatorrhea sono di origine greca), eponimi e acronimi.
Mi è tornata in mente ieri quando ho aggiunto il commento che gli italiani, in generale, conoscono più terminologia medica degli inglesi.
impersonate <> impersonare
Nel continuo dibattito sull’identità online, Non c’è più @palazzochigi su Twitter racconta di un account chiuso perché impersonava il presidente del Consiglio. Mi sembra che, a parte la prima occorrenza, nell’articolo e nei commenti il verbo impersonare sia usato in modo improprio, come se equivalesse all’inglese impersonate.
I dizionari di italiano registrano due significati per impersonare:
1 – dare personalità a una nozione astratta
2 – di un attore, interpretare una parte
In entrambi i casi è palese che si ha a che fare con una rappresentazione.
In inglese i significati più frequenti di impersonate sono:
A – spacciarsi (illegalmente) per un’altra persona
B – imitare qualcuno per divertimento (un impersonator è un imitatore)
“charm” in Windows 8, telefonini e calendari
Terminologia di Microsoft Windows 8
Partecipando al progetto MTCF si possono votare alcuni esempi di terminologia italiana di Windows 8 oppure suggerire soluzioni alternative. Sono proposti termini associati a nuovi concetti, come speed bump, badge e tile, e altri già discussi anche qui, come pinch e pin.
Charm, un nuovo concetto
Charm è una nuova funzionalità ad alta visibilità descritta come “a button that provides access to key Windows features, including the Start screen, search, sharing, devices, and settings”.
Nell’interfaccia desktop i cinque charm appaiono posizionando il puntatore del mouse nell’angolo inferiore sinistro dello schermo (sostituiscono il menu Start delle versioni precedenti di Windows); nell’interfaccia Metro (ad es. nei tablet) appaiono sul lato destro.
Charm, un nuovo termine
Charm è un esempio di terminologizzazione, un uso nuovo e originale di una parola esistente. Microsoft ha richiesto la registrazione come marchio e, se la ottenesse, immagino che potrebbe decidere di mantenere il termine in inglese anche nelle versioni localizzate.
Charm, un significato (s)conosciuto?
In un contesto di lingua inglese il termine charm funziona perché è breve, eufonico e facilmente riconoscibile. In un contesto internazionale lo trovo invece poco felice.
Mi domando se l’origine della metafora sia chiara per chi non è di madrelingua inglese.
Sono sicuramente noti i significati primari (più frequenti) della parola charm:
flash flood, alluvioni lampo e nubifragi
In inglese la parola flash flood descrive un’alluvione improvvisa e devastante come quelle che martedì hanno colpito alcune zone di Liguria e Toscana e giorni prima anche Roma.
In italiano la parola nubifragio descrive
1) “una precipitazione abbondante, violenta, talora
temporalesca, che può provocare in poche ore
straripamenti di fiumi, allagamenti e frane” *
ma anche, nell’uso contemporaneo,
2) “il complesso di fenomeni rovinosi (soprattutto frane
e devastazioni dovute allo straripamento di fiumi e
torrenti) provocati da piogge particolarmente intense” **
Anche se i due diversi referenti possono creare ambiguità, nubifragio mi sembra comunque una parola efficace perché è specifica e facilmente riconoscibile (e fa pensare a nube+naufragio anche senza conoscere l’etimologia).
Terminologia al CERN
Gran parlare di CERN in questi giorni! Sono stata una settimana a Ginevra proprio recentemente e nel giro turistico ho incluso anche il CERN, incuriosita più dal Globe, l’edificio di legno che ne è diventato il simbolo, che non dal resto.
Digiuna di fisica dai tempi del liceo, dove la trovavo una materia noiosa, prevedevo una visita rapida e invece le due mostre permanenti (Universe of Particles nel Globe e Microcosm lì vicino) si sono rivelate così interessanti da farmi rimanere alcune ore.
Una prima piacevole scoperta sono stati gli opuscoli in inglese e francese che illustrano Universe of Particles perché includono un glossario. L’ho trovata un’idea davvero efficace, che condensa con semplicità e chiarezza alcune nozioni fondamentali della fisica delle particelle.
Il percorso didattico di Microcosm è spiegato anche in italiano* e tedesco ed è completato da note terminologiche che in alcuni casi danno informazioni davvero curiose.
Name That Thing (inglese avanzato)
Nel sito del dizionario americano Merriam-Webster si può mettere alla prova la propria conoscenza dell’inglese con Name That Thing, un test che presenta immagini con un oggetto o un particolare di cui va indicato il nome scegliendolo tra i quattro proposti.
In alcuni casi le risposte sono facili, in altri le conoscenze terminologiche richieste sono davvero specifiche (credo che anche parecchie persone di madrelingua tirino a indovinare) ma è comunque un modo divertente per imparare parole nuove.
Vedi anche: Test: quante parole inglesi conosciamo? e [aggiornamento] Word Dynamo.
Usare sempre il flussometro!
Senza contesto o conoscenze tecniche specifiche, quanti di noi saprebbero “tradurre” correttamente in italiano standard l’istruzione USARE SEMPRE IL FLUSSOMETRO?
Io interpreterei flussometro come “apparecchio per la misurazione del flusso di un liquido” ma farei un errore: quello che mi viene chiesto, molto più banalmente, è di tirare lo sciacquone dopo aver usufruito del bagno.
È un cartello che ho visto ieri nel bagno di un traghetto MOBY, posizionato sopra al water. Mi ha lasciata perplessa per la terminologia insolita, perlomeno prima di scoprire che in ambiti tecnici specifici si chiamano flussometri dei particolari tipi di rubinetti temporizzati per WC (esempio qui).
Alta velocità Trenitalia: vietato parlare di guasti!
In Italia la terminologia fa raramente notizia e quando succede le connotazioni sono spesso negative, come nel caso di una sanzione inflitta da Trenitalia a una propria dipendente per non avere usato la terminologia corretta .
Ne parla La capotreno punita per aver detto «guasto»:
| La motivazione è scritta in una lettera del 31 maggio firmata dal responsabile della Divisione Frecciargento: l’aver comunicato la presenza di «un guasto deviatoio quando il manuale degli annunci (Mab) per i treni Av non prevede il termine "guasto" e ha utilizzato il termine tecnico "deviatoio" probabilmente sconosciuto ai viaggiatori. Avrebbe dovuto dire invece per "un controllo tecnico sulla linea"». |
A quanto pare esistono tre manuali che regolamentano le comunicazioni ai passeggeri:
1) annunci nelle stazioni, 2) annunci a bordo dei treni ad Alta velocità, 3) annunci a bordo di tutti gli altri treni. La terminologia usata può variare a seconda delle circostanze e si possono notare alcune differenze tra il lessico generico dell’italiano standard e quello specifico degli annunci di Trenitalia:
| lessico generico | annunci stazione | annunci altri treni | annunci Av |
| guasto | guasto | guasto | controllo tecnico |
| ostacolo | ostacolo in linea | ostacolo in linea | ingombro |
| incendio | intervento dei vigili del fuoco | intervento dei vigili del fuoco | intervento dei vigili del fuoco |
tag cloud <> word cloud
I termini tag cloud e word cloud sono due prestiti ormai molto diffusi in italiano. Al momento coesistono con i calchi nuvola di tag e nuvola di parole ma credo siano destinati a soppiantarli, probabilmente perché la parola nuvola non viene percepita come sufficientemente adatta anche ad ambiti specializzati. E ho notato che a volte viene fatta confusione tra tag cloud e word cloud, che invece rappresentano due concetti diversi.
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Tag cloud
Come è noto, il termine tag cloud (“nuvola di tag”) indica la rappresentazione grafica dei tag più usati in un sito, ad es. parole chiave associate ai post di un blog o alle foto di una raccolta; i tag vengono ordinati soprattutto alfabeticamente e hanno dimensioni diverse in base alla propria prevalenza.
Nella tag cloud che appare nella barra laterale destra di questo blog, ad esempio, i tag più usati, e quindi di dimensioni maggiori, sono lavoro terminologico, neologismi e prestiti e per ciascuno, al passaggio del puntatore, viene visualizzato il numero di occorrenze.
Ogni tag nella tag cloud di solito è anche un collegamento ipertestuale che consente di accedere a tutto il contenuto associato a quello specifico tag. Se l’assegnazione dei tag da parte di chi ha creato o valutato testi, grafica, foto o altro materiale “taggabile” è stata fatta in base a criteri specifici, una tag cloud può dare un’indicazione affidabile dei contenuti più significativi di un sito e di come sono stati classificati.
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Word cloud
Il termine word cloud (“nuvola di parole”, in inglese anche text cloud) indica invece una rappresentazione grafica delle parole più frequenti in un testo, spesso ordinate in base al loro impatto visivo. Anche nella word cloud dimensioni e frequenza delle parole sono direttamente proporzionali e può essere visualizzato il numero di occorrenze di ciascuna parola, in genere, però, la word cloud non consente collegamenti a contenuto specifico e spesso è un’immagine statica.
Le parole che compongono la word cloud non sempre coincidono con quelle più importanti o più significative e quindi potrebbero dare un’indicazione non del tutto affidabile del tipo di contenuto, specialmente se non sono state escluse in modo adeguato le cosiddette stop word (parole ricorrenti ma non rilevanti come preposizioni, articoli, congiunzioni ecc.). Credo ne sia una prova questa word cloud del primo capitolo de I Promessi Sposi creata con Wordle, seppure usando il filtro che ignora le parole italiane più comuni:
Vedi anche blog <> post per un altro esempio di termini a volte confusi come sinonimi.
Secessione della Lombardia o meronimia fallace?
Forse al Corriere della Sera conoscono qualche manovra di Bossi & Co di cui siamo ancora all’oscuro? A leggere una notizia sui ticket sanitari si direbbe infatti che sia imminente la secessione della Lombardia dal resto del paese:
[grazie a Luca per il link]
Facezie a parte, questa imprecisione mi dà uno spunto terminologico per ricordare cosa si intende per relazioni partitive (“x è parte di y”) in un sistema concettuale con relazioni di tipo gerarchico. I concetti Lombardia e Italia sono infatti legati da una relazione parte-tutto, anche detta meronimia:
![]() |
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| ▄ | Italia rappresenta il concetto sovraordinato che indica il tutto (l’olonimo) |
| ▄ | Lombardia rappresenta un concetto subordinato che indica una parte (il meronimo) |
| ▄ | Lombardia, Liguria, Piemonte ecc. rappresentano concetti coordinati (co-iponimi) che hanno lo stesso sovraordinato e condividono il criterio di suddivisione all’interno del sistema concettuale |
Nell’articolo citato ovviamente il tutto (Italia) non equivale alla somma di alcune parti (le altre regioni ad esclusione della Lombardia).
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Vedi anche: border / boundary / edge / perimeter network per un esempio di relazioni generiche (“x è un tipo di y”).
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