Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post nella categoria “media”

Inglese farlocco: bau beach e bee beach

Siamo già in piena silly season, perlomeno a giudicare da questa notizia intitolata Torvaianica, porta la pecora in spiaggia. I vigili lo multano, dove si legge:

Dopo le bau-beach spuntano anche le bee-beach. A Torvaianica un 55enne ha infatti pensato di andare in spiaggia con una pecora, legando l'animale al lettino e poi iniziando a prendere il sole. Una scena abbastanza surreale, che ha spinto altri bagnanti a chiedere l'intervento dei vigili urbani. foto della pecora in spiaggia

Più che la scena, è surreale l’inglese farlocco: in italiano è ormai diffusissima la locuzione bau beach (“spiaggia per i cani”) ma in inglese non ha alcun senso. Ce l’ha invece bee beach ma il significato è tutt’altro, spiaggia delle api.

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Brexit, Bremain e la crasi dei media italiani

EU REFERENDUM VOTE: ☐ BREXIT  ☐ BREMAIN  ☐ BRUGGERD IF I KNOW Oggi nel Regno Unito si vota se rimanere o meno nell’Unione europea. Da tempo anche in Italia conosciamo il significato di Brexit, la potenziale uscita dalla Ue, e più recentemente anche di Bremain, la permanenza nell’unione.

Brexit e Bremain sono due parole macedonia, formate dalla fusione di due parole diverse che di solito hanno almeno un segmento in comune: in questo caso British+exit (a sua volta modellato su Grexit e inizialmente coesistente con Brixit, Britain+exit) e British / Britain+remain.

Si tratta di un meccanismo di formazione di neologismi comunissimo in inglese (portmanteau words) e a cui ricorre spesso anche l’italiano.

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Euro 2016: “biscotti” e mansplaining italiano

Ieri Alitalia ha mandato due tweet a SAS in inglese, prima e dopo la partita Italia-Svezia:

(via Alain Dellepiane e Davide Alemani)

Premesso che non seguo il calcio, ho comunque forti dubbi che in inglese, a parte gli italiani, tutti capiscano cosa intenda Alitalia con biscuit, soprattutto in un contesto di inglese come seconda lingua.

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Da dove arriva STORM LINE?

A giudicare dai media, in Italia si sta verificando un nuovo fenomeno meteorologico chiamato storm line. È scritto in vari modi, con o senza maiuscole e trattino, così non è chiaro se vada inteso come nome proprio o come termine in prestito dall’inglese:

Titoli: “in arrivo storm-line, piccoli tornado e violenti temporali si abbattono sull’Italia” “STORM LINE pronta all’impatto! Tra oggi e domani apoteosi temporalesca al Centro-Nord” “Tutta la violenza di Storm-Line al Centro-Nord” “In arrivo la “stormline”. Ondata di temporali al centro-nord”

Come per altri anglicismi “meteorologici”, anche l’origine di storm line va trovata nel sito IL meteo, dove spesso le parole inglesi vengono usate a sproposito (inglese farlocco!) oppure vengono preferite a termini italiani equivalenti, in questo caso linea temporalesca.

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Non più senza lavoro ma jobless

Esempi di titoli nei media di qualche giorno fa:

Istat: 2,2 mln famiglie jobless – Italia fuori dalla crisi, ma 2,2 milioni di famiglie jobless – È alarne per le famiglie “jobless”

Il riferimento è al Rapporto annuale 2016 dell’Istat, dove è ricorrente l’anglicismo jobless. Riferito alle famiglie identifica “quelle composte da almeno un componente fra i 15 e i 64 anni e senza pensionati e in cui nessuno è occupato” – il fenomeno della “piena disoccupazione familiare”.

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In estasi per Chewbacca? Anche no!

Notiziola del fine settimana, diventa virale il video di una donna presa da risate irrefrenabili quando indossa la maschera di un personaggio di Guerre stellari:

Donna sperimenta 2 minuti di estasi aprendo la maschera di Chewbacca

La fonte è questa notizia e si notano subito due falsi amici:

Woman unboxes Chewbacca mask, experiences ecstasy

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Hotspot galleggianti, suggestioni e vascelli

Il post Migranti: cos’è un hotspot? sta avendo molte visualizzazioni da ricerche sul significato dell’anglicismo, dopo che il ministro Alfano ha annunciato che potrebbero essere creati degli hotspot galleggianti.

Tra le notizie ne ho vista una con fonte in inglese dove si notano due palesi falsi amici:

Alla fine gli hotspot galleggianti potrebbero arrivare per davvero. Il Consiglio dell'Unione Europea pare aver accettato la suggestione del ministro dell'Interno italiano Angelino Alfano, che appena due settimane fa aveva annunciato di aver proposto alle istituzioni di Bruxelles l'adozione di nuove piattaforme in alto mare per l'identificazione e la registrazione dei migranti diretti in Europa.

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BOOM! Ma non è un’esplosione, è un mic drop

Forse avete visto il video con cui la regina Elisabetta, il principe Harry e i coniugi Obama promuovono gli Invictus Games, i giochi per reduci e mutilati di guerra:

Nel video si vedono un militare americano e poi anche il principe che dicono “boom” e intanto fanno un gesto con la mano che i media italiani hanno frainteso. Esempi:

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Impariamo dalle note terminologiche della BBC!

Nella maggior parte degli articoli della BBC sul tema Migrant crisis si legge questa nota:

A note on terminology: The BBC uses the term migrant to refer to all people on the move who have yet to complete the legal process of claiming asylum. This group includes people fleeing war-torn countries such as Syria, who are likely to be granted refugee status, as well as people who are seeking jobs and better lives, who governments are likely to rule are economic migrants.

Spiega che alla parola migrant viene attribuito un significato ampio che include ogni persona che si sposta dal territorio del proprio paese, qualunque sia la causa, quindi sia chi fugge da paesi devastati da guerre che chi ha invece motivazioni economiche.

L’apprezzo molto perché mostra la consapevolezza che la parola migrant può identificare concetti diversi in contesti d’uso diversi e quindi può essere fraintesa.

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Trump e la “deportazione” dei clandestini

[Aprile 2016] Ieri molti media italiani hanno riportato la prima pagina ipotizzata dal quotidiano americano Boston Globe nel caso Donald Trump vincesse le elezioni presidenziali. Campeggiava il titolo DEPORTATIONS TO BEGIN che è stato tradotto letteralmente con deportazioni. Esempio:

Usa, Trump preso in parola: «Via alle deportazioni dei clandestini», la finta pagina del Boston Globe – Il Messaggero

Se si fa una ricerca per Donald Trump e deportazione o deportare (esempio) si trovano decine di migliaia di risultati. Mi chiedo se chi scrive conosca davvero il programma di Trump e soprattutto i diversi significati di deportation in inglese e deportazione in italiano.

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Trend(ing) topics, nuove “tendenze”

Sui social media gli argomenti che in uno specifico momento godono di maggiore popolarità si chiamano trending topics, in forma abbreviata TT.

grafico che mostra le occorrenze di trend topic vs trending topic trend topic vs trending topic nei tre principali quotidiani italianHo notato che in Italia molti li chiamano invece trend topics, probabilmente perché non hanno interpretato correttamente la locuzione inglese.

La parola trending in trending topic è un aggettivo. Deriva dal verbo trend, che ha come significato primario “tendere” nel senso di “volgersi in una direzione”, ma che ultimamente ha acquisito una nuova accezione, specifica del web, descritta nella definizione di Oxford Dictionaries:

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L’idioma dei giornalisti

GIORNALISTA

Alcune frasi recenti da quotidiani italiani:

Lo studio degli idiomi va incoraggiato A Cupertino si sente spesso parlare il nostro idioma La funzionalità introdotta da Google ora funziona anche nel nostro idioma Padroneggiare due idiomi aumenta la quantità di sostanza grigia nel cervello Rivolgendosi al tedesco Weber, il presidente della Commissione ha mutato idioma.

È da un po’ di tempo che ci faccio caso: se si escludono gli usi ironici, letterari o aulici, raramente c’è chi dice idioma al posto di lingua, come invece fanno i giornalisti. È un esempio della “priorità variazione” che impedisce di usare la stessa parola due volte, anche a scapito della chiarezza: l’ho descritta in Variazione e ripetizione (con partita Iva e tweet).

Lingua e idioma possono essere sinonimi, ma idioma ha accezioni più specifiche e non è una parola adatta a tutti i registri come invece lingua. A volte la preferenza per idioma sfiora il ridicolo, come in questo esempio di idioma madre:

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Errore 53, iPhone mattone?

 ‘Error 53’ fury mounts as Apple software update threatens to kill your iPhone 6. It’s the message that spells doom and will render your handset worthless if it’s been repaired by a third party. But there’s no warning and no fix – The Guardian, 5 February 2016Vari media italiani hanno ripreso una notizia di The Guardian sulla sorte infausta degli iPhone 6 riparati in centri non autorizzati. L’aggiornamento a iOS 9 rileva infatti eventuali interventi sul sensore Touch ID o alcuni altri componenti e fa apparire il messaggio Impossibile ripristinare iPhone [nome del dispositivo]. Si è verificato un errore sconosciuto (53). A questo punto l’iPhone smette di funzionare, è impossibile ripristinarlo e vengono persi tutti i dati che conteneva.

The Guardian spiega che Apple non si è premurata di avvertire gli utenti che i loro telefoni will be bricked, espressione resa in italiano con traduzioni letterali di brick. Alcuni esempi:

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Personificazione: Zika come Ebola?

esempi di titoli: Zika arriva anche in Europa – Olimpiadi, cresce il timore per Zika – Zanzare geneticamente modificate contro Zika

In questi giorni si sente parlare molto del virus Zika (Zika virus) e della malattia che causa. Ho notato che il nome Zika viene usato quasi esclusivamente senza articolo. Esempi
♦  Zika è una malattia virale trasmessa da zanzare del genere «Aedes»
♦  …è scattata la corsa per sconfiggere Zika 
♦  …annunciato l’avvio delle ricerche di un vaccino per Zika

♦  …è il primo caso di trasmissione di Zika per via sessuale

Provate a sostituire Zika nei primi tre esempi con salmonella, dengue, AIDS, SARS o altri nomi di morbi o patologie e vedrete che le frasi funzionano solo se i nomi sono preceduti dall’articolo determinativo. Un altro esempio che evidenzia l’incongruenza:

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Anglicismi: public editor

Il quotidiano La Stampa ha istituito una nuova rubrica dove si possono segnalare correzioni e fare critiche, proposte e commenti. È curata da Anna Masera che in Cari lettori, da oggi sono la vostra Garante ha spiegato di essere una public editor, una novità per i media italiani.

rubriche del quotidiano La Stampa nella sezione Opinioni

Masera ha ripreso l’argomento in Evitiamo gli anglicismi quando si può per indicare perché è stato preferito il prestito public editor a garante dei lettori: “l’editor, più che garante, è curatore. E nell’era di Internet il pubblico a cui si rivolgono i giornali su tutte le loro piattaforme […] non è più solo lettore: è fruitore, spettatore, commentatore, membro attivo di una comunità di utenti”. Chiarisce inoltre che public editor fa specifico riferimento a una figura del giornalismo americano poi adottata anche da altri ma finora inesistente in Italia. 

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