Post nella categoria “localizzazione”
Fahrenheit e millimetri
Ho aggiornato Il clima italiano visto da italia.it, dove avevo osservato che nella pagina inglese sul clima del famigerato “sito istituzionale del turismo in Italia” mancavano le informazioni su temperatura e precipitazioni per i potenziali turisti americani non abituati alle unità di misura internazionali (gradi Celsius e sistema metrico decimale).
C’è stato un restyling del sito e nella pagina The climate in Italy si può vedere questa tabella:

La combinazione di temperature in gradi Fahrenheit e precipitazioni in millimetri è un esempio di localizzazione maldestra che penalizza tutti gli utenti che cercano informazioni in inglese: i gradi Fahrenheit sono usati solo negli Stati Uniti e pochi altri paesi dove il sistema metrico risulta praticamente incomprensibile, mentre chi ha familiarità con i millimetri difficilmente trova significative le temperature “americane”.
Anche il mancato arrotondamento dei valori che risultano dalla conversione °C ➨ °F dimostra poca attenzione ai dettagli, cfr. Problemi di conversione (e di localizzazione).
Clack, nuovo rumore tecnologico

Lo slogan Basta un clack ha funzionato: mi sono incuriosita e ho cercato di capire cosa fosse il clack della pubblicità.
Il sito del prodotto non lo spiega, bisogna seguire il collegamento a un video in inglese da cui si conclude che clack è il rumore che fa Surface, il nuovo tablet di Microsoft, quando gli si aggancia la copertina/tastiera.
Ho anche notato che la parola clack appare solo nella pubblicità italiana ma non di altre lingue, neppure in quella originale inglese dove è usato il verbo click in.
Internazionalizzazione e geopolitica
È di qualche giorno fa la notizia che Google ha rinominato la home page all’indirizzo google.ps da Territori palestinesi a Palestina, suscitando le proteste di Israele. Ne parla ad esempio Google ‘riconosce’ la Palestina.
Si tratta sicuramente di una decisione ponderata. I principali produttori di software danno infatti molta importanza alle analisi geopolitiche, che verificano che i prodotti non contengano riferimenti a zone geografiche contese, nomi di paesi, simboli religiosi, bandiere e altri dettagli sensibili che potrebbero avere ripercussioni politiche ed economiche se non evidenziati e risolti.
Phrasebook, fraseologia e frasario
Google Translate ha una nuova funzionalità che consente di salvare le traduzioni in una propria raccolta. In inglese si chiama Phrasebook e in italiano Fraseologia.

Terminologia inglese
In inglese la parola phrasebook identifica un prontuario che contiene una selezione di frasi essenziali in una o più lingue straniere.
È una metafora informatica coerente con quelle in uso da decenni nelle interfacce grafiche, basti pensare agli oggetti che si possono trovare su una scrivania, come document, folder (cartella), clipboard (gli Appunti di Windows), notepad (blocco note), calendar, diary, dictionary, e in particolare ai vari tipi di book come address book (rubrica), workbook (cartella di lavoro) e clipbook e scrapbook (contenitori di ritagli e appunti).
Localizzazione: Olezzo d’aprile
Il pesce d’aprile di Google di quest’anno è Google Nose.
(sottotitoli anche in italiano)
Mi sono piaciuti anche gli aspetti linguistici, ad es. nella pagina di presentazione del prodotto ho apprezzato i giochi di parole come quelli con scent /sɛnt/ e sense /sɛns/ (“The new scentsation in search” e “AdScent for Business”).
Lo scherzo è curato nei particolari e anche se è un prodotto inventato esistono pagine specifiche per i diversi paesi europei. Ci sono scelte di localizzazione interessanti e ho raccolto qualche esempio come introduzione per chi non conosce ancora questa attività.
Localizzazione: mercati diversi, soluzioni diverse
L’assenza di una versione spagnola del prodotto è un bell’esempio di adattamento in cui localizzare = eliminare: in Spagna infatti è il 28 dicembre, día de los [Santos] Inocentes, il giorno degli scherzi, detti inocentadas, e non il primo aprile come in altri paesi.
LRC Summer School
Un suggerimento per studenti, neolaureati e chiunque sia interessato a localizzazione e internazionalizzazione: la 11th Annual Localisation Research Centre (LRC) Summer School all’università di Limerick dal 20 al 24 maggio 2013.
Il LRC da quasi 20 anni opera in collaborazione con i maggiori produttori di software e i migliori esperi del settore, il programma pare molto interessante e il costo è contenuto: potrebbe essere l’idea per una vacanza alternativa in Irlanda (Limerick è orribile ma il campus universitario è in un bel posto e soprattutto nei dintorni ci sono parecchie cose da vedere).
Perché il fono non funziona
Il titolo I nuovi foni di Nokia mi ha incuriosita perché non avevo mai visto la parola fono in un contesto non linguistico. Non ho però trovato altre occorrenze significative e quindi catalogherei fono come occasionalismo, forse una traduzione maldestra dell’inglese phone o forse il tentativo di dare un nome a un nuovo concetto, un iperonimo di smartphone e di telefono cellulare "tradizionale”.
Per capire se fono potrebbe comunque avere successo come neologismo, si può fare riferimento alle indicazioni che nella localizzazione aiutano a denominare nuovi concetti o funzionalità. Ad esempio, si cerca di privilegiare i meccanismi di formazione di nuove parole che risultano più produttivi nell’ambito in cui si sta operando.
Ordinamento geografico
Universitaly è “il nuovo portale del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, creato appositamente per accompagnare gli studenti nel loro percorso di studi”.
La pagina Dove Studiare consente di trovare un’università scegliendo la città direttamente su una carta dell’Italia (mappa nel sito) oppure selezionando regione e provincia da due elenchi a discesa in un modulo tradizionale.
Ho trovato davvero insolita la sequenza in cui sono elencate le regioni: non nel tipico ordine alfabetico, come negli altri siti governativi, ma nell’ordine “geografico” in cui si studiano le regioni d’Italia alla scuola elementare e cioè da ovest a est, partendo dal Piemonte al primo posto per scendere verso sud fino alla Sicilia e poi risalire e chiudere l’elenco con la Sardegna all’ultimo posto. La scelta appare ancora più curiosa perché le province / città sono invece elencate nel classico ordine alfabetico:
–ing: gerundio, participio e aggettivo
Un problema di localizzazione ben noto è quello delle stringhe composte da una singola parola inglese che termina in -ing. Come dicevo in Lavori in corso, in mancanza di contesto o note d’uso può essere difficile capire se si tratti di un participio presente che descrive un’azione in corso o di un gerundio che ha la funzione di sostantivo.
Esempio: la stringa Indexing potrebbe rappresentare sia il messaggio di un servizio di indicizzazione (participio presente, Indicizzazione in corso / Sto indicizzando) che il titolo di una finestra di dialogo con le opzioni relative al servizio (gerundio, Indicizzazione).
Chiedere agli sviluppatori di identificare la categoria grammaticale non è fattibile perché ben pochi hanno queste conoscenze linguistiche. Se necessario, vanno cercate alternative per ottenere le stesse informazioni rapidamente e senza spiegazioni, come potrebbe essere il diagramma di flusso di Literal-minded:
Windows 8: da charm ad accesso
Charm e gestione della terminologia
Una nuova funzionalità dell’interfaccia di Windows 8 è un gruppo di elementi grafici simili a pulsanti che in inglese prendono il nome di charm.
Ne ho parlato un anno fa in “charm” in Windows 8, telefonini e calendari, dove ho espresso alcune perplessità sul termine inglese, ipotizzando che la metafora su cui è basato il neologismo semantico potesse essere fraintesa (charm fa riferimento al significato secondario di “ciondolo di un braccialetto o di un telefonino”, un oggetto che potrebbe ricordare delle icone).
Avevo aggiunto che nella terminologia usata nella localizzazione, allora non ancora disponibile, è preferibile un approccio onomasiologico: si analizza il concetto, il suo contesto di utilizzo della lingua di partenza e gli elementi che lo caratterizzano e lo distinguono dai concetti coordinati e correlati (ad es. cosa differenzia charm da button e da icon). Alla fine di questo processo si propone un termine nella lingua di arrivo, evitando la tentazione di “tradurre” letteralmente la parola della lingua di partenza.
Charm nelle versioni localizzate di Windows 8
Nel frattempo Windows 8 è uscito e per chi si occupa di terminologia è interessante confrontare le soluzioni scelte in alcune lingue europee:
Seguimento in corso…
Fino a due giorni fa nell’interfaccia italiana di Twitter il numero di persone seguite era identificato dalla parola inglese following.
Ieri però following è diventato un molto criticato stanno seguendo (mentre per le persone da cui si è seguiti continua a essere usata la parola inglese follower).
In attesa che il problema venga risolto ne approfitto per ricordare uno dei miei primi post, Lavori in corso, sulle cosiddette forme in –ing nella localizzazione.
Traducendo stringhe dall’inglese, a volte può essere difficile distinguere tra gerundio (sostantivo)* e participio presente (azione in corso), come nel pulsante Following, che in Twitter è associato a qualcuno che si segue e consente di smettere dii seguirlo (se evidenziato, in inglese diventa Unfollow, che in italiano è stato localizzato in Smetti di seguire, a differenza dell’altra azione possibile, Follow, che appare in inglese).
* Inizialmente c’era stato chi aveva obiettato che in inglese following associato a un numero, come nell’esempio iniziale, era fuorviante perché in un contesto con altri due sostantivi (tweets e followers) andava interpretato anch’esso come un sostantivo (“il seguito”) e quindi diventava sinonimo di followers.
.
Vedi anche: Lavori in corso e Hashtag, parola e simbolo.
Aggiornamento 9 novembre – È stato ripristinato following e l’ormai famigerato stanno seguendo è scomparso.
Quante parole sono?
Nella traduzione italiana di questa striscia dei Peanuts c’è un’incongruenza:
Il conteggio finale a cui arriva Sally non corrisponde al totale delle parole tra virgolette ma è una traduzione senza adattamento della striscia originale di Charles Schultz:
Ma secondo voi quante sono le parole? Ecco le due frasi, senza punteggiatura:
Istruzioni inutili, contesto e utente finale
Mike Pope è un redattore tecnico (o meglio, technical editor) che ho già citato qui, qui e ieri qui.
In Dumbest instructions I’ve seen this month fa un bell’esempio di istruzioni inutili relative a una procedura guidata. È interessante non solo per chi scrive documentazione ma anche per chi la traduce perché si possono ricavare suggerimenti di adattamento del testo (cfr. Quando localizzare = eliminare).
Alcuni elementi chiave:
| ▄ | contesto dove appaiono le istruzioni |
| ▄ | utente finale: conoscenze, competenze, aspettative ed esigenze |
| ▄ | rilevanza o ridondanza delle informazioni . |
Aggiornamento – Ulteriori osservazioni in Dumb instructions that are actually pretty smart.
Vedi anche: Usabilità e istruzioni, Effetto mouseover: la “serrandina” (scelte terminologiche e utente finale) e Il concetto di "user persona" nel software.
Altitudine 4500
Recentemente ho visto questa iscrizione:
Non era sul Monte Bianco, come potrebbe far pensare il numero 4.500, ma a Palermo, a pochi metri dal mare (Piazzetta delle Dogane).
Sarei curiosa di sapere se ai tempi dell’incisione della lastra l’unità di misura per l’altitudine sul livello del mare fosse il millimetro anziché il metro, oppure se allora venissero usate impostazioni diverse: il punto anziché la virgola per il separatore decimale, seguito da tre cifre decimali anziché due come ci aspetteremmo ora. Se l’iscrizione non fosse un reperto storico, andrebbe localizzata per il XXI secolo!
Sulla diversità di formati e standard, vedi anche: Problemi di conversione (e localizzazione), Date e localizzazione (anche senza traduzione) e Orari svizzeri?
Software e antropomorfismo
Anthropomorphism nell’accezione del Microsoft Manual of Style è “l’attribuzione di caratteristiche o comportamenti umani a cose che non sono umane”, da evitare perché si tratta di un uso metaforico della lingua non sempre interpretabile correttamente in culture diverse dall’inglese.
Viene suggerito di fare attenzione non solo alla terminologia ma anche alle parole del lessico generico, come ad es. behave, want, refuse, think, decide, realize (ad es. the engine will behave as requested), specialmente se in associazione a nomi di funzionalità che sono già antropomorfiche, come wizard, assistant, guide.
In italiano, rispetto alle altre lingue latine, c’è una maggiore tendenza a non recepire le metafore riconducibili a esseri viventi e alle loro caratteristiche o azioni. In questi casi vengono spesso preferiti dei prestiti, come è successo ad esempio per “animali” quali mouse, spider, watchdog o azioni quali piggy back e over the shoulder.
.
Vedi anche: Metafore e terminologia informatica 2 (link aggiunto).
.
È stata fatta una ricerca per la categoria “localizzazione”.







