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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post nella categoria “localizzazione”

Comandi vocali e localizzazione

Nei dispositivi mobili le funzionalità più note di riconoscimento vocale sono i comandi vocali* (voice commands), usati per eseguire una serie di azioni come aprire app, riprodurre brani musicali, comporre numeri di telefono o chiamare contatti (voice dialling).

call somebody home – Pearls Before Swine
(God / death calling <somebody> home è un’espressione idiomatica, ad es. until death called him home è una frase tipica da necrologi)

La “grammatica” dei comandi vocali

I sistemi di riconoscimento dei comandi vocali ricorrono di una “grammatica” che consente di riconoscere un numero limitato di parole e frasi specifiche per quel contesto e che spesso devono essere formulate seguendo una struttura predefinita. Ad esempio, per fare una telefonata potrebbe essere necessario dire, nell’ordine: 
call… pig… home…1 – chiama (call) o componi (dial),
2 – il nome della persona come appare nella rubrica,
3 – casa (home) o cellulare (mobile) se allo stesso nome sono associati più numeri (se non è specificato, il sistema potrebbe richiederlo).

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Localizzazione: inglese internazionale

Nella versione europea della rivista americana TIME ho letto la storia di un ragazzo adottato che dopo 25 anni riesce a ritrovare il villaggio di origine grazie a Google Earth. La casa è abbandonata ma un uomo lo riconosce e lo porta dalla madre. Frase clou:
She lived about 46 m away.

Come si può immaginare, il testo originale sul sito americano è She lived about 50 yards away. Credo sia stata fatta una conversione automatica, o chi se ne è occupato è stato incapace di distinguere tra misure precise e misure indicative, espresse da cifre tonde.

In italiano si potrebbe anche dire a 50 m da lì, senza specificare circa, perché in questo tipo di contesto 50 m è una misura “standard” che non viene interpretata al centimetro.

Questo tipo di errore è abbastanza comune nei media, forse perché non è noto il concetto di localizzazione oppure si pensa che valga solo tra lingue diverse ma non anche tra varietà della stessa lingua, come inglese americano e inglese internazionale. Dettagli e altri esempi in un vecchio post, Problemi di conversione (e di localizzazione).

Metafore mangerecce “grafiche”

Nel sito del Parlamento europeo si può leggere Spitzenkandidaten, Camembert e #stemfie: tutte le parole delle elezioni europee, una notizia tradotta senza adattamento. Il punto di vista è quello di una persona che osserva le elezioni dal Belgio, dettaglio che però non viene reso esplicito nel testo italiano: l’impressione è che le affermazioni facciano riferimento a tutti i paesi dell’Unione europea.

Si legge, ad esempio, che “i risultati delle elezioni sono stati pubblicati nella forma di un camembert. Il formaggio? Non esattamente. Si tratta di un’infografica semicircolare che mostra la distribuzione dei seggi nell’emiciclo del Parlamento”, ma non mi pare che anche in Italia sia stata usata questa metafora.

So che in francese camembert può essere usato come nome alternativo per il grafico che in italiano è noto come a torta, un calco dall’inglese pie chart (pie può indicare sia una preparazione dolce, come apple pie, che salata, come steak and kidney pie). Si può notare che anche varie altre lingue hanno adottato metafore “mangerecce”, anche se non sempre coincidono con il nome più comune dato a questo tipo di grafici. Qualche esempio da Wikipedia di quelle più comprensibili: pare proprio che il formaggio sia venuto in mente solo ai francesi!

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Mute in italiano, la confusione di Twitter [2]

Dopo aver descritto la denominazione del concetto Mute in Twitter in inglese, concludo l’argomento con alcune note sulla localizzazione italiana per ribadire l’importanza di una corretta gestione della terminologia.

Mute in italiano: sistemi operativi

icona Disattiva audio in WindowsNei sistemi operativi Il verbo inglese mute fa riferimento soprattutto all’audio e di solito viene reso con disattivare, specificando cosa viene reso silenzioso: microfoni, altoparlanti, cuffie ecc. È la scelta adottata da Microsoft e da Google e in parte anche da Apple.

Mute in italiano: Twitter

In Twitter la funzionalità Mute non riguarda alcun tipo di suono ma solo testo (tweet). In italiano viene chiamata con almeno quattro nomi diversi, come si può vedere in questi esempi che rendono invisibili i tweet di @terminologia:

Ignora Togli voce (web) 
Qui sopra, comando nell’interfaccia web di Twitter.
Sopra a sinistra, comando in Twitter per Android.
Sotto, messaggio in Twitter per Android.
zittire e vedere (e varie altre incongruenze)  

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Il bonifico, un’operazione maschile

Uso sessista della lingua

In occasione della festa della donna l’uso sessista della lingua è stato di nuovo al centro dell’attenzione. Come prevedibile, le discussioni erano incentrate sulla femminilizzazione dei nomi delle professioni (ingegnera, avvocata, sindaca ecc.), con argomentazioni che non mi convincono per nulla: il mio punto di vista in Genere e linguaggio e altri post.

Penso sia invece più importante che i testi che si rivolgono a un pubblico generico risultino neutri e non implichino un’esclusione delle donne, come invece succede in questa comunicazione di una banca italiana:Le abbiamo inviato questa email a titolo informativo su richiesta dalla persona che ha ordinato il bonifico all'indirizzo da lui inserito. Per la sicurezza dei dati personali non contiene i dati dei conti correnti di addebito e di accredito.

Il pronome lui riferito a persona appare insolito ma ci ricorda che in italiano il genere grammaticale è una convenzione che non sempre coincide con il significato logico o naturale, come spiega l’Accademia della Crusca in Problemi di accordo.

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Telefoni, enciclopedie e localizzazione

Una vignetta per ricordare il concetto di conoscenze enciclopediche: per gli americani l’inventore del telefono è Alexander Graham Bell, per gli italiani invece è Antonio Meucci.

the time traveller – Rhymes with Orange 
Vignetta: Rhymes with Orange

Localizzazione: tipo di informazioni e punto di vista

L’esempio di Bell e Meucci aveva avuto visibilità internazionale negli anni ‘90 quando era stato citato in un articolo di Bill Gates sulla localizzazione dell’enciclopedia multimediale Encarta, allora una novità per il mercato.

Gates aveva spiegato che le voci delle diverse versioni potevano variare a seconda delle lingue e del paese, sia per il tipo e quantità di informazioni fornite, ad es. articoli più dettagliati su Shakespeare in inglese e su Cervantes in spagnolo, che per il punto di vista che doveva rispecchiare quello del mercato locale, ad es. il nome “Meucci” non era mai nominato nell’enciclopedia americana mentre aveva rilievo in quella italiana.

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Storie di schede e linguette (e cavalierini)

schede

In tutte le versioni italiane dei principali browser, una scheda è il contenitore per ciascuna pagina web aperta all’interno di un’unica finestra del browser. Il termine inglese è tab e la funzionalità si chiama tabbed browsing, in italiano navigazione o esplorazione a schede.

Nell’uso informatico tab è un esempio di terminologizzazione, ottenuta per sineddoche: la parte (tab) usata per il tutto. Nel lessico comune inglese, infatti, tab descrive in modo generico  targhette e cartellini usati per identificare un oggetto, ma non l’oggetto così etichettato. 

immagine di finestra di dialogo con schedePrima ancora di diventare un elemento comune a tutti i browser, le schede erano apparse nelle finestre di dialogo di Windows, quasi una ventina di anni fa.

Ricordo bene le discussioni per la scelta del termine italiano.

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“Compliments!” (beh, no)

Ce l’abbiamo fatta!

Complimenti. SMS inviato con successo!Criticare il sito di Trenitalia è come sparare sulla Croce Rossa, però mi chiedo che senso abbia far apparire un messaggio di complimenti a conferma di operazioni come  l’invio di un SMS con i dettagli del biglietto acquistato.

Ma a chi sono rivolti i complimenti? Al sito, che è riuscito nella forse difficile impresa di mandare l’SMS, o all’utente, che è riuscito a capire che pulsante premere? In entrambi i casi la comunicazione ha una connotazione negativa.

Cultura e siti localizzati

Sono stati fatti molti studi sui fattori culturali che possono influenzare l’usabilità, l’efficacia e la percezione di un sito, ad esempio si usa la distinzione tra culture a basso contesto e culture ad alto contesto, che ho sintetizzato in Lingue, funzione fatica e cortesia, per evidenziare che a livello inconscio una modalità comunicativa non prevista può portare a fraintendimenti e conclusioni non desiderate.

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Il “galapagofonino”

Sharp Galapagos Garakei: Galapagos cell phone (Language Log) descrive una parola giapponese davvero fantasiosa: è garakei, (ガラケイ), formata da garapagosu (Galapagos) e keitai (telefono cellulare).

È stata coniata da Sharp per una  propria gamma di prodotti ma ora descrive qualsiasi telefonino di fascia più bassa di uno smartphone che ha funzionalità sviluppate esclusivamente per il mercato giapponese e inesistenti altrove, ad es. la possibilità di usare il telefono come carta di credito (cfr. il termine inglese feature phone).

Il riferimento è alle caratteristiche uniche e specifiche di flora e fauna endemiche delle isole Galapagos. Mi sembra una bella metafora anche per la localizzazione, il processo di traduzione e adattamento di software per un mercato specifico.
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Vedi anche: Il Kitty-fonino (e altri fonini)

La pseudo-lingua della pseudo-localizzazione

Parlando di vonlenska non ho usato la descrizione pseudo-lingua perché per me identifica un concetto legato alla pseudo-localizzazione, un’attività dello sviluppo del software che consente di verificare se il prodotto è localizzabile mantenendo intatta la funzionalità e senza alterare l’aspetto dell’interfaccia, e quindi di identificare eventuali problemi che vanno risolti prima che inizi la localizzazione vera e propria.

Nella pseudo-localizzazione vengono fatte diverse simulazioni automatiche, tra cui una “traduzione” delle stringhe operata aggiungendo caratteri all’inizio e alla fine delle stringhe e sostituendo alcuni caratteri con altri visivamente simili, da altri alfabeti o dell’alfabeto latino ma con segni diacritici (assenti in inglese e potenzialmente problematici), ad es. la lettera a potrebbe essere sostituita da un’alternativa scelta casualmente tra ä, å, à, á, â, ã, ă, ą, ǟ, ȁ, ǻ, α, д e la lettera n da ń o ñ. Le stringhe così trasformate sono descritte come pseudo-lingua, anche se non si tratta di una lingua fittizia perché la lingua originale deve rimanere riconoscibile, come mostra questo vecchio esempio:

Esempio di finestra di dialogo pseudo-localizzata da Developing International Software, 2nd. Edition
Fonte: Developing International Software, 2nd Edition (2003)

In inglese il termine pseudo-language può descrivere anche un altro concetto, usato in contesti diversi e sinonimo di pseudo-code: uno pseudo-linguaggio di programmazione.

Fahrenheit e millimetri

logo Italia.itHo aggiornato Il clima italiano visto da italia.it, dove avevo osservato che nella pagina inglese sul clima del famigerato “sito istituzionale del turismo in Italia” mancavano le informazioni su temperatura e precipitazioni per i potenziali turisti americani non abituati alle unità di misura internazionali (gradi Celsius e sistema metrico decimale).

C’è stato un restyling del sito e nella pagina The climate in Italy si può vedere questa tabella:

versione inglese della tabella sul clima di Milano in Italia.it

La combinazione di temperature in gradi Fahrenheit e precipitazioni in millimetri è un esempio di localizzazione maldestra che penalizza tutti gli utenti che cercano informazioni in inglese: i gradi Fahrenheit sono usati solo negli Stati Uniti e pochi altri paesi dove il sistema metrico risulta praticamente incomprensibile, mentre chi ha familiarità con i millimetri difficilmente trova significative le temperature “americane”.

Anche il mancato arrotondamento dei valori che risultano dalla conversione °C °F dimostra poca attenzione ai dettagli, cfr. Problemi di conversione (e di localizzazione).

Clack, nuovo rumore tecnologico

basta un clack

Lo slogan Basta un clack ha funzionato: mi sono incuriosita e ho cercato di capire cosa fosse il clack della pubblicità.

Il sito del prodotto non lo spiega, bisogna seguire il collegamento a un video in inglese da cui si conclude che clack è il rumore che fa Surface, il nuovo tablet di Microsoft, quando gli si aggancia la copertina/tastiera. 

Click in and do moreHo anche notato che la parola clack appare solo nella pubblicità italiana ma non di altre lingue, neppure in quella originale inglese dove è usato il verbo click in.

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Internazionalizzazione e geopolitica

Google PalestineÈ di qualche giorno fa la notizia che Google ha rinominato la home page all’indirizzo google.ps da Territori palestinesi a Palestina, suscitando le proteste di Israele. Ne parla ad esempio Google ‘riconosce’ la Palestina.

Si tratta sicuramente di una decisione ponderata. I principali produttori di software danno infatti molta importanza alle analisi geopolitiche, che verificano che i prodotti non contengano riferimenti a zone geografiche contese, nomi di paesi, simboli religiosi, bandiere e altri dettagli sensibili che potrebbero avere ripercussioni politiche ed economiche se non evidenziati e risolti.

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Phrasebook, fraseologia e frasario

Google Translate ha una nuova funzionalità che consente di salvare le traduzioni in una propria raccolta. In inglese si chiama Phrasebook e in italiano Fraseologia.  

Phrasebook - Fraseologia

Terminologia inglese

In inglese la parola phrasebook identifica un prontuario che contiene una selezione di frasi essenziali in una o più lingue straniere.

È una metafora informatica coerente con quelle in uso da decenni nelle interfacce grafiche, basti pensare agli oggetti che si possono trovare su una scrivania, come document, folder (cartella), clipboard (gli Appunti di Windows), notepad (blocco note), calendar, diary, dictionary, e in particolare ai vari tipi di book come address book (rubrica), workbook (cartella di lavoro) e clipbook e scrapbook (contenitori di ritagli e appunti).

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Localizzazione: Olezzo d’aprile

Il pesce d’aprile di Google di quest’anno è Google Nose.


(sottotitoli anche in italiano)

Mi sono piaciuti anche gli aspetti linguistici, ad es. nella pagina di presentazione del prodotto ho apprezzato i giochi di parole come quelli con scent  /sɛnt/ e sense  /sɛns/ (“The new scentsation in search” e “AdScent for Business”).

Lo scherzo è curato nei particolari e anche se è un prodotto inventato esistono pagine specifiche per i diversi paesi europei. Ci sono scelte di localizzazione interessanti e ho raccolto qualche esempio come introduzione per chi non conosce ancora questa attività.

Localizzazione: mercati diversi, soluzioni diverse

L’assenza di una versione spagnola del prodotto è un bell’esempio di adattamento in cui localizzare = eliminare: in Spagna infatti è il 28 dicembre, día de los [Santos] Inocentes, il giorno degli scherzi, detti inocentadas, e non il primo aprile come in altri paesi. 

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