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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post nella categoria “libri”

Il libro dell’ignoto

The Book of the UnkonwnDue giorni fa ho avuto il piacere di partecipare a una Serata al caffè letterario di Lugo con Jonathon Keats, autore di The Book of the Unknown, e Silvia Pareschi, autrice della traduzione italiana Il libro dell’ignoto (e di molte altre traduzioni di autori americani contemporanei e del blog Nine hours of separation).

Silvia ha aperto la serata con riflessioni molto stimolanti su traduzione e ruolo del traduttore, sulla ri-creazione dei testi e sull’esperienza davvero unica di poter tradurre un libro con il suo autore a fianco: Jonathon Keats è il marito di Silvia.

Per la prima volta ho letto un libro in versione originale e subito dopo la sua traduzione, e mi sono piaciuti molto entrambi. The Book of the Unknown e Il libro dell’ignoto sono molto belli: per la poeticità della scrittura, sospesa in una dimensione atemporale, per la narrazione che riesce a essere contemporaneamente tradizionale e molto moderna, per l’imprevedibilità e il continuo senso di sorpresa delle storie e dei personaggi. Lo descrive meglio di me Benedetta Tobagi in Come sono belle le storie dei giusti nell’era digitale.

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Serata al Caffè letterario di Lugo

Il libro dell'ignoto di Jonathon Keats – traduzione di Silvia PareschiSe seguite Nine hours of separation, il bel blog di Silvia Pareschi, saprete già che Silvia è la traduttrice di molti dei più importanti scrittori americani contemporanei e che

mercoledì 15 maggio alle 21 al Caffè letterario di Lugo (Ravenna) presenterà Jonathon Keats e la sua raccolta di racconti Il libro dell’ignoto.

Sarà una serata con al centro la traduzione, anche di altri autori, e ci sarò anch’io per una breve introduzione.

Dettagli in Nine hours of separation e Calendario di maggio 2013 del Caffè letterario.


Aggiornamento 17 maggio 2013: qualche nota sulla serata in Il libro dell’ignoto.

Lavoro, dunque scrivo!

copertina di  Lavoro, dunque scrivo!Qualche giorno fa ho avuto il piacere di ascoltare Luisa Carrada a una presentazione del suo libro Lavoro, dunque scrivo! Creare testi che funzionano per carta e schermi.

È un manuale di scrittura bello, piacevole e facile da leggere, con molti esempi che incuriosiscono e rimangono impressi anche mesi dopo la lettura.

Il libro è diviso in 14 capitoli organizzati in una struttura molto efficace: una citazione che li caratterizza, una descrizione sintetica, brevi testi con titoletti intriganti e in chiusura Tiriamo le fila, un elenco che riassume e “rafforza” i contenuti, e un Bonus con altre riflessioni o approfondimenti. 

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Microsoft Manual of Style

Microsoft Manual of StyleÈ uscita da qualche settimana la quarta edizione di Microsoft Manual of Style (“your everyday guide to usage, terminology, and style for professional technical communications”).

È una pubblicazione molto nota in ambito informatico, utile anche per chi lavora in una lingua diversa dall’inglese perché evidenzia vari aspetti della comunicazione a cui va prestata attenzione, indipendentemente dalla lingua.

Nel blog di Microsoft Press si possono leggere sommario e introduzione e buona parte del terzo capitolo, Content for a worldwide audience (tra i vari argomenti, Machine translation syntax, indicazioni su come scrivere testi adatti alla traduzione automatica).

Questa edizione, a differenza della precedente, non include alcun CD (ed è stampata su carta piuttosto scadente).

La vita di Charles Dickens

Duecento anni fa ieri, il 7 febbraio 1812, nasceva Charles Dickens. L’anniversario sta avendo grande risalto nel mondo anglosassone.

Gli aspetti autobiografici di varie opere sono ricordati un po’ ovunque, assieme ai lati oscuri della vita dell’autore. In particolare, i riferimenti a uno dei miei romanzi di Dickens preferiti, Great Expectations (Grandi speranze), mi hanno fatto subito pensare a Jack Maggs di Peter Carey. È un esempio riuscitissimo di pastiche, una rielaborazione della trama di Great Expectations e dei suoi personaggi, la cui vita si intreccia con quella di Toby Oates, un giovane scrittore che ovviamente è Dickens stesso. Come l’originale, è una lettura avvincente, perfetta per un lungo viaggio o per un fine settimana di maltempo.

The Hidden Alphabet

Mi piacciono molto le animazioni che giocano con le parole e/o con le lettere dell’alfabeto, come quella che promuoveva il libro The Hidden Alphabet di Laura Vaccaro Seeger:

Vedi anche: Parole come immagini.

Dizionario Analogico della Lingua Italiana

I dizionari “tradizionali” vengono consultati per trovare i significati associati a una parola. I dizionari analogici funzionano con il meccanismo opposto: il significato è noto ma non ci si ricorda o non si conosce la parola che si sta cercando e per trovarla ci si affida ad analogie o correlazioni con altre parole.

Dizionario AnalogicoQualche mese fa è uscito il Dizionario Analogico della Lingua Italiana (Zanichelli), venduto con CD e licenza online per una consultazione rapida e ora disponibile anche come app per iPhone e iPad.

L’impostazione grafica è efficace e consente di individuare subito le diverse aree di significato anche nel volume cartaceo: le voci sono articolate in rubriche predefinite che suddividono le informazioni in sottoinsiemi lessicali (tipi, parti, caratteristiche, azioni, modi, persone, luoghi, discipline, oggetti, strumenti, patologie, modi di dire, detti e proverbi, curiosità ecc.).

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The Joy of Books

Per chi non l’ha già visto, un video davvero accattivante realizzato nella libreria Type di Toronto da Crazedadman che immagina cosa succeda di notte tra gli scaffali dei libri. Dedicato a chi vive o ha vissuto in una casa stracolma di libri e più di una volta si è domandato se i libri possano avere vita propria:

The Joy of Books

Via Il Post

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Numeri per parlare

copertina del libroMi è stato regalato un libretto interessante, Numeri per parlare, di Carla Bazzanella con Rosa Pugliese ed Erling Strudsholm.

La premessa sottolinea che “di solito consideriamo i numeri cardinali un modo preciso per descrivere una quantità” ma che in realtà  “spesso usiamo i numeri per indicare una quantità indeterminata o approssimata e solo in pochi casi ce ne accorgiamo”.

Un capitolo del libro, con esempi in varie lingue, è dedicato proprio all’approssimazione e all’indeterminatezza che possono essere espresse con i numeri, basti pensare a un milione di volte o milleproroghe, che non hanno un significato letterale. In alcuni casi uno stesso numero può assumere valori di polarità opposta, ad es. quattro gatti indica una quantità infima mentre ai quattro venti sottintende completezza.

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Sculture di pagine

Ancora a proposito di libri, The Library Phantom Returns! racconta di un’artista misteriosa che negli ultimi due mesi ha fatto trovare dieci sue opere in biblioteche e musei di Edimburgo, tutte molto particolari perché realizzate con libri o pagine di libri (foto qui, dettagli delle prime sette sculture qui, di una delle ultime qui).

Mi sono venute in mente le opere di Su Blackwell, un’artista inglese:

Su_Blackwell

Se non l’avete già visto, molto bello anche il filmato in stop motion che anima le pagine del romanzo Going West di Maurice Gee.

Altri esempi di sculture di pagine in The Most Beautiful Examples of Book Sculptures.

Aggiornamento 2/1/2012 – Per un esempio di “libri scolpiti”, le opere dell’artista Guy Laramee viste in Dentro un libro.

Poesie del dorso

A proposito di copertine di libri, mi diverte l’idea di usare i titoli sul dorso per creare delle composizioni. Un esempio di poesia dorsale di Antonella Ottolina e Silvano Belloni:

poesia_dorsale

.

.
Confesso che ho vissuto
L’incontro di scienza e spirito
Quando ho imparato a respirare sott’acqua
Profondo come il mare
Più profondo del blu.

.

(via L’Androide Minimalista)

In inglese ho letto alcune proposte di Stan Carey in Sentence first, ispirate dal progetto Sorted Books di Nina Katchadourian. Stan usa il tag bookmash e chiama le sue composizioni book spine mashup, usando una parola che ultimamente sta avendo una certa visibilità anche in ambito letterario e di cui avevo parlato in L’invasione dei mashup.

Scrittura Teflon e Velcro

Ho trovato efficace la metafora proposta da Allan Metcalf in Teflon and Velcro Writers per descrivere l’effetto sui lettori di due diverse modalità di scrittura (e di scrittori), individuabili nella letteratura ma anche in testi di altro genere, ad es. la pubblicità:

Teflon – È una scrittura scorrevole ed elegante che genera ammirazione ma non coinvolge particolarmente (esempi di scrittori Teflon nella letteratura anglo-americana: Edgar Allan Poe, Alexander Pope, William Carlos Williams).
.  
VelcroÈ una scrittura che cattura l’attenzione, anche senza avere particolari qualità estetiche, e “prende” lasciando il segno (esempi di scrittori Velcro: Shakespeare, Jonathan Swift, T.S. Eliot).  

I grandi della letteratura tendono a essere Velcro, come i peggiori scrittori. Gli autori di bestseller della narrativa di genere sono soprattutto Teflon. Critici e studiosi prediligono la scrittura Teflon perché richiede spiegazioni mentre la scrittura Velcro non ha bisogno di essere interpretata dagli esperti.

Lingue, orientamento e “Manhattanese”

Penguin Books sta promuovendo un nuovo libro sulla traduzione, Is that a fish in your ear? (Translation and the Meaning of Everything), con un’animazione molto simpatica:

C’è un esempio efficace che evidenzia una peculiarità della lingua australiana Guugu Yimithirr, nota per avere un sistema di orientamento con coordinate assolute geografiche (nord, sud, est, ovest) anziché le coordinate relative egocentriche (davanti, dietro, sinistra e destra, rispetto al proprio corpo) privilegiate dalla maggior parte delle altre culture.

È un esempio usato spesso a proposito di relatività linguistica, di cui parlavo recentemente con un’amica che ha vissuto a lungo New York. Mi raccontava che anche dopo parecchi anni, soprattutto all’uscita della metropolitana, le era difficile orientarsi con le indicazioni downtown e uptown, invece ovvie per chi è cresciuto a Manhattan, in qualsiasi parte della città si trovi. È stato divertente trovare questo esempio di “Manhattanese” nell’animazione.

Flipback, Librino e .2: un’alternativa agli ebook?

Tiny books – the next big thing? (The Irish Times) si domanda se i libri di piccole dimensioni siano la nuova tendenza dell’editoria, soprattutto per i lettori che preferiscono ancora la carta stampata agli ebook, e cita il successo dei volumetti (bookette!) pubblicati qualche anno fa dalla casa editrice inglese Penguin.

flibpackLo spunto è un nuovo formato di libro tascabile, appena lanciato sul mercato britannico con il nome di flipback. Misura 12×8 cm, quindi è poco più grande di un iPhone, si legge a 90° rispetto ai libri tradizionali (il testo è parallelo al dorso), rimane aperto da solo e in media pesa  meno di 145 g perché stampato su carta leggerissima.

L’idea è di una casa editrice olandese specializzata in bibbie (grammatura ridotta!) che ha chiamato il nuovo formato dwarsligger, spiegando così il significato: “A person unwilling to cooperate, who is stubbornly resistant to everything; obstructionist; troublemaker (from Dutch dwars – crossways, transverse; intractable, contrary – and liggen, to lie)”.

Il nome originale era ovviamente improponibile altrove e può essere interessante confrontare i marchionimi scelti per gli altri mercati in cui è presente il nuovo formato.

In inglese flipback fa pensare a paperback, il libro tascabile, con un riferimento esplicito a flip, l’azione di girare velocemente le pagine (che può essere back and forth); può richiamare anche le parole flip book, il cineografo, e flip phone, il cellulare con l’apertura a conchiglia;
in spagnolo è stato scelto un nome trasparente, Librino, ottenuto con un diminutivo che non fa parte della lingua ma che è immediatamente comprensibile;
in francese il nome .2 (Point Deux) e la pubblicità giocano invece con i riferimenti alle nuove tecnologie: 
La révolution du livre

La novità arriverà anche in Italia? Spero di sì, se non altro per sapere come si chiamerà! 


Vedi anche: Scelte terminologiche: ringare, Rrring! e trillo, per esempi di strategie diverse in lingue diverse nella scelta del nome di una nuova funzionalità.

Terminologia: alcuni riferimenti bibliografici

Parlando di terminologia in un contesto generico di solito si intende questo significato:

1 Il lessico specifico di un settore specializzato (un insieme di termini)

Ho accennato più volte agli ulteriori significati usati in ambiti linguistici e/o specialistici:

2 Una disciplina teorica
3 La ricerca, la documentazione e il riutilizzo coerente dei concetti e dei termini ad essi associati (un’attività)

Per queste due ultime accezioni aggiungo di seguito una bibliografia di base che include alcuni libri, pubblicazioni di enti pubblici e standard ISO di riferimento.

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