Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post nella categoria “libri”

Bestiario immaginario

Bestiario immaginario di Roger McGough tradotto da Franco NasiUn regalo che ho gradito molto: Bestiario immaginario di Roger McGough, tradotto da Franco Nasi con testo originale inglese a fronte.

Sono poesie su animali immaginari frutto di “giochi di prestigio verbali” che spesso hanno portato a un rifacimento* con animali diversi e nuovi disegni di McGough per la versione italiana.

Sono traduzioni aperte che Nasi racconta in alcune note introduttive e osservazioni finali sugli animali: lasciano spazio a versioni alternative e il lettore è invitato a usare il suo orecchio e la sua fantasia per continuare il gioco.

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Lezione di italiano di Francesco Sabatini

testo sulla copertina del libro: Francesco Sabatini   [presidente onorario dell’Accademia della Crusca] Lezione di italiano {grammatica, storia, buon uso}Ieri ho trascorso un’ora molto piacevole ascoltando Francesco Sabatini che conversava con Maria Luisa Villa e Aldo Grasso sul suo ultimo libro, Lezione di italiano.

È un bellissimo testo divulgativo, adatto a tutti, che tratta di lingua e di linguaggio e dei loro meccanismi da punti di vista diversi e molto stimolanti – neurolinguistici, sociolinguistici, sintattici, pragmatici, storici, culturali e altri ancora.

Avevo letto il libro tutto d’un fiato, incuriosita da riflessioni, dettagli ed esempi nuovi su temi che mi sono già familiari e affascinata da argomenti che invece non conoscevo.

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I jeans di Bruce Springsteen in Romagna

I jeans di Bruce SpringsteenAppuntamento lunedì 28 novembre alle 21 al Caffè letterario di Lugo (Ravenna).

Silvia Pareschi presenterà il suo libro I jeans di Bruce Springsteen e altri sogni americani. Ci sarò anch’io per una breve introduzione.  

Se seguite il blog di Silvia, Nine hours of separation, saprete già che vive tra l’Italia e San Francisco ed è la traduttrice di alcuni dei più importanti scrittori americani contemporanei. E avrete già apprezzato la sua capacità di raccontare storie, luoghi e incontri che la coinvolgono.

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Puntini, trattini e stanghette sulle lettere

Ho già raccontato che in inglese il puntino su i e j si chiama tittle, dal latino titulus. Ho trovato un altro riferimento a titulus in questo passaggio sui primi libri italiani a stampa:

  si trovano inoltre segni di abbreviazione ereditati dalla tradizione manoscritta: il titulus, un trattino posto sopra una vocale, indicava la consonante nasale M o N presente ma non materialmente scritta ( = cum, interrōpere = interrompere, secūdo = secundo)

L’italiano: conoscere e usare una lingua formidabileLa fonte è La nostra lingua dalla @ alla zeta di Ludovica Maconi, la seconda uscita di una serie di pubblicazioni sull’italiano presentate dall’Accademia della Crusca e Repubblica e in edicola ancora per oggi. Domani infatti esce il terzo numero, Scrivere nell’era digitale.

I primi due volumetti sono di lettura piacevole e veloce, con un’impostazione a brevi paragrafi adatta alla divulgazione.

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Donne in marina, tra implicito e stereotipi

Che effetto vi fanno le parole evidenziate, viste nell’occhiello nel sommario di un articolo del Corriere della Sera?

Migranti, la missione EUNAVFOR MED – A bordo della portaerei Cavour confine ultimo d’Europa. Sulla nave italiana impegnata nella missione di soccorso dei migranti. Tante ragazze del Sud tra gli ufficiali e in infermeria. Non in cucina e in lavanderia – articolo di Beppe Severgnini

Siamo nel 2016, è davvero una notizia che nella marina militare italiana le donne non siano relegate in cucina o in lavanderia? Sono rimasta perplessa dall’articolo perché si ha l’impressione che Beppe Severgnini sia davvero stupito dal ruolo e dalle aspirazioni delle donne che ha incontrato su una portaerei.

Ha suscitato varie reazioni negative (cfr. 6 motivi per cui Beppe Severgnini deve chiedermi scusa) ma chi conosce personalmente il giornalista ha escluso stereotipi o sessismo (esempi qui). È chiaro che qualcosa non ha funzionato.

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“Spiegacose” con 1000 parole comuni

Thing Explainer: Complicated Stuff in Simple Words

Randall Munroe, l’autore di xkcd, ha pubblicato Thing Explainer, un libro che spiega concetti complessi con disegni dettagliatissimi e testo in cui sono usate solo le 1000 parole inglesi più comuni.

Alcuni esempi degli oggetti descritti: 1 tiny bags of water you’re made of, 2 shared space house, 3 sky boat with turning wings, 4 machine for burning cities, 5 boxes that make clothes smell better, 6 big tiny thing hitter.

Sono 1 le cellule, 2 la Stazione Spaziale Internazionale, 3 l’elicottero, 4 la bomba atomica, 5 la lavatrice e l’asciugatrice e 6 il Large Hadron Collider (al CERN). 

STUFF THEY ADD TO THIS [salt cellar] SO YOUR BRAIN GROWS RIGHTPotete osservare nei dettagli le pagine dello smartphone (hand computer), dell’ascensore (lifting room) e della costituzione americana (The US’s Laws of the Land) in Randall “XCKD” Munroe’s Thing Explainer e provare a indovinare gli elementi della tavola periodica descritti in Quiz: The Pieces Everything Is Made Of  – a destra quello che si identifica più facilmente.

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Comunque anche Leopardi… arriva a Lugo

copertina del libroLunedì 8 giugno 2015 alle 21 al Caffè letterario di Lugo (Ravenna) Giuseppe Antonelli presenterà Comunque anche Leopardi diceva le parolacce, un libro sull’italiano che ho apprezzato molto.

Ci sarò anch’io per una breve introduzione e ripetere così la bella esperienza di Il libro dell’ignoto con Jonathon Keats e Silvia Pareschi.

Lo scorso gennaio il Caffè letterario ha festeggiato i dieci anni di attività, riassumibili in centinaia di incontri e di libri presentati. Le serate si svolgono all’Hotel Ala d’Oro, che è anche hotel letterario: cinque camere sono infatti dedicate a Dante, Leopardi, Lord Byron, Stendhal e Tonino Guerra, autori legati in qualche modo a Lugo o alla Romagna e interpretati da installazioni di altrettanti artisti.

Lettori romagnoli, ci vediamo al Caffè letterario? .

Nota: questo post è stato aggiornato con la nuova data: inizialmente l’incontro era previsto il 13 aprile 2015.

Falsi colori a Radio3 Scienza

link al podcastNella puntata di oggi di Radio3 Scienza, Falsi colori, Rossella Panarese ha preso spunto dall’ormai nota vicenda del vestito bianco/oro o blu/nero per discutere di percezione dei colori.

Alberto Zani dell’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del CNR ha spiegato perché la foto può essere interpretata in modo diverso e ha sottolineato che non intervengono solo fattori fisici e neurofisiologici ma anche culturali, psicologici e sociali.

Nella seconda parte sono intervenuta anch’io su alcuni aspetti linguistici accennati ieri in #TheDress: era proprio blu? e relativi commenti, tra cui l’universalità della categorizzazione dei colori e l’ipotesi che la percezione del mondo in cui viviamo sia influenzata dalle strutture linguistiche usate per descriverlo (la cosiddetta relatività linguistica).  [podcast]

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Comunque anche Leopardi diceva le parolacce

Comunque anche Leopardi diceva le parolacce – L’italiano come non ve l’hanno mai raccontato.Ieri ho trascorso un’ora molto piacevole alla presentazione milanese di Comunque anche Leopardi diceva le parolacce. L’italiano come non ve l’hanno mai raccontato, l’ultimo libro di Giuseppe Antonelli, linguista e conduttore di La lingua batte.

L’avevo appena letto, incuriosita dalle recensioni di Silverio Novelli e di Luisa Carrada, e anch’io ve lo consiglio: si impara molto e ci si diverte.

Antonelli inizia da due errori diffusi nel dibattito sulla salute dell’italiano: il vedere il cambiamento linguistico come elemento negativo e l’usare un modello di riferimento letterario che non tiene conto dell’evoluzione continua della lingua ed è inadatto alla comunicazione quotidiana.

Antonelli smonta pregiudizi e allarmismi sull’italiano (la morte del congiuntivo, l’invasione degli anglicismi, il degrado da turpiloquio ecc.) con molta ironia e argomentazioni ed esempi che spaziano dai grandi nomi della letteratura alle canzoni contemporanee.

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Si dice o non si dice? Dipende

In Continuum: dalla lingua a Windows 10 ho fatto riferimento alle diverse varietà dell’italiano contemporaneo, rappresentabili in “architetture” simili a questa:

Architettura dell’italiano contemporaneo – schema adattato da G. Berruto, Sociolinguistica dell’italiano contemporaneo (2012)

Assi di variazione:
diafasico – situazioni di impiego (da formale e formalizzato a informale, con diversi registri d’uso)
diamesico – mezzo o canale di comunicazione (da solo scritto a solo parlato)
diastratico – strati e/o gruppi sociali (da uso “alto”, colto, a uso “basso”, incolto).

Gli assi usati in questo schema evidenziano la multidimensionalità della lingua: a seconda della situazione, dell’interlocutore e delle finalità comunicative sono richieste varietà diverse che possono seguire regole diverse. A scuola invece spesso si imparano norme linguistiche inderogabili che indicano cosa è giusto o sbagliato, senza alternative, in qualsiasi contesto.

La grammatica però non è piatta ma è un universo tridimensionale. È una delle metafore alla base di un libro che mi è piaciuto molto, Si dice o non si dice? Dipende. L’italiano giusto per ogni situazione di Silverio Novelli, giornalista e lessicografo del portale Treccani, dove risponde anche alle domande di grammatica e lessico dei lettori.

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Vocali, tra dentisti e poeti

Competenza grammaticale? Striscia: Hilary Price (alquanto ottimista sulle competenze linguistiche dei dentisti!!)

In inglese ci sono parecchie parole che sono scritte senza le vocali A, E, I, O, U, ad esempio nymph, rhytm rhythm, hymn, crypt, pygmy, gypsy e altre più brevi come try, spy, dry.

Non credo invece che ce ne siano senza consonanti, a parte l’articolo a, però so che la parola più corta con tutte le vocali è Eunoia, “bel pensare”, perché dà il titolo a un libro del poeta canadese Christian Bok. Ogni capitolo è monovocalico e molto piacevole non solo da leggere ma anche da guardare. Beautiful vowels propone alcuni estratti per ciascuna vocale e, per la i, anche una breve lettura dell’autore (come si sa, in inglese grafia e pronuncia delle vocali non sempre coincidono, a differenza dell’italiano).

Vedi anche: Vocali, vocali, vocali (parole italiane curiose) e Pangrammi e lipogrammi

Sue Townsend e Adrian Mole

The Secret Diary of Adrian Mole aged 13 ¾Il 10 aprile è morta la scrittrice umoristica inglese Sue Townsend, molto nota nel Regno Unito per i diari di Adrian Mole.

Hanno avuto molto successo soprattutto i primi due volumi. Adrian è un ingenuo adolescente della working class inglese che si crede un intellettuale e le sue banali annotazioni rappresentano uno spaccato molto divertente della società inglese degli anni ’80, dominati da Margaret Thatcher. The Growing Pains of Adrian Mole

Adrian Mole è stato molto importante per me perché è stato l’argomento della mia tesi di laurea, La traduzione di un successo umoristico “culture-bound”: The Growing Pains of Adrian Mole di Sue Townsend.
In quell’occasione avevo anche scritto all’autrice, che mi aveva risposto con una lettera molto gentile (ma dall’ortografia alquanto incerta).

Ho preso spunto dai diari di Adrian Mole per alcuni post:

 Narcisi, cultura inglese e traduzione (riferimenti culturali impliciti: William Wordsworth) 
  Traduzione enogastronomica  (piatti e prodotti tipici inglesi)
  Traduzione di nomi propri: Maxwell House (adattamento di attronimi)
  Adrian Mole e carta igienica inglese (riferimenti culturali anche al gabinetto!)

L’ombra non è del sicomoro

immagine della copertina italianaNelle librerie in questo periodo è esposto in gran evidenza un romanzo di John Grisham, L’ombra del sicomoro. Ho subito notato un’incongruenza tra il titolo e l’immagine sulla copertina, dove si vede una foglia autunnale di platano.

Ho controllato il titolo originale, Sycamore Row, e come sospettavo c’è un vistoso errore di traduzione: in America settentrionale, dove è stato scritto ed è ambientato il romanzo, sycamore è un platano, Platanus occidentalis. La pianta che in italiano conosciamo come sicomoro è invece il Ficus sycomorus; cresce nelle zone tropicali di Asia e Africa ed è un sempreverde con foglie di forma ovale con apice rotondo e margine liscio.

In Falsi amici all’ombra del sicomoro ho già descritto i problemi dovuti al significato diverso di parole apparentemente simili in paesi diversi (in Gran Bretagna sycamore è un terzo tipo di albero, un acero). È un esempio noto a chi si occupa di traduzione e proprio per questo mi stupisce che in Mondadori nessuno si sia accorto dell’errore, anche perché il video promozionale nella scheda del libro mostra chiaramente che l’albero è un platano

Vedi anche: altri falsi amici.


Aggiornamento febbraio 2014 – Nei commenti qui sotto, le giustificazioni della casa editrice Mondadori.

Ingenuità e ingegnosità

copertina di La chimica delle lacrimeIn Chimica, alchimia, affinità e feeling ho accennato al romanzo The chemistry of tears di Peter Carey. Ieri ho visto l’edizione italiana, La chimica delle lacrime, e la donna della foto mi è parsa troppo giovane per rappresentare la protagonista. Guardando anche il retro della copertina ho concluso che chi l’ha realizzata non può avere letto il romanzo o coinvolto chi l’ha tradotto. Lo suggerisce la citazione scelta come sintesi:

“La prima pagina è scioccante e irresistibile come tutto il romanzo, Una combinazione unica di cruda passione e ingenuità umana.”  A.S. Byatt, Financial Times (quarta di copertina di La chimica delle lacrime)

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Chimica, alchimia, affinità e feeling

The chemistry of tears di Peter Carey

copertina di The chemistry of tearsThe chemistry of tears è un romanzo di Peter Carey con protagonista Catherine,  la conservatrice di un museo londinese che nel 2010 è distrutta dal dolore per la morte improvvisa del collega di cui era l’amante segreta da 13 anni. Il suo capo, l’unico al corrente della relazione, le affida il riassemblaggio di un complesso automa del XIX secolo per cercare di distrarla.

La storia di Catherine si intreccia con quella descritta nel diario di Henry Brandling, il committente della macchina, tormentato dalla sofferenza per il figlio malato a cui è destinato l’automa, ultima speranza per farlo vivere. Leggendo le sue parole Catherine pondera il senso di amore, mortalità, creatività e distruttività.

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