Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post nella categoria “italiano”

Caldo fino a settimana prossima?

Dalla cronaca milanese del Corriere della Sera:

Milano come Il Cairo. L’ondata di caldo africano battezzata «Lucifero» non allenta la morsa, anzi. «Oggi arriveremo a 37 gradi e tassi di umidità tra il 25 e il 30 per cento, dovremo resistere fino a domenica — spiega il meteorologo Andrea Giuliacci — . Solo all’inizio di settimana prossima si sentirà aria più fresca».

Dite anche voi all’inizio di settimana prossima oppure usate l’articolo determinativo, all’inizio della settimana prossima?

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Dettagli sulla principessina

La principessa Charlotte (2) annusa un piccolo bouquet di fiori all’arrivo con la sua famiglia a Berlino, 19 luglio 2017

Da quali dettagli si capisce che la didascalia di questa foto è tradotta dall’inglese?

Non c’è nessun errore ma, come già discusso in alcuni tweet, si possono notare alcuni particolari che fanno riflettere sulle differenze tra lingue anche per esprimere concetti molto semplici. 

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Parole per l’estate, alla radio

Dai fidget spinner ai fantasmini, poi i rimastoni come quelli che si sono visti anche al concerto di Vasco Rossi, le varianti regionali del cocomero e per concludere le alternative italiane al neologismo inglese staycation. Cos’hanno in comune queste parole?

Sono associate in particolare all’estate. Ne ho discusso con Massimo Persotti per il Salvalingua, la rubrica che tiene a Radio Roma Capitale. Questa è la registrazione: 


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Emoji: è corretto cosa ci raccontano i media?

WORLD EMOJI DAY

Tra le miriadi di giornate mondiali c’è anche World Emoji Day. Si festeggia il 17 luglio* e mi aspetto che ne parlino anche i media italiani, forse con qualche imprecisione e incongruenza perché quasi tutte le notizie sull’uso delle emoji sono tradotte dall’inglese.  

È un tema che seguo da tempo e approfitto della giornata per sintetizzare alcuni aspetti fondamentali ma spesso fraintesi.

Emoji è un nome proprio? No, anche se c’è chi lo scrive con l’iniziale maiuscola. È un nipponismo formato da e “immagine” e moji “lettera, carattere” ed è entrato in italiano attraverso l’inglese. 

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Maiuscolite d’Estate

Il meglio dell’Estate – Un’Estate succulenta – Un’Estate per tutti i gusti

Nel numero di luglio della rivista gratuita di un noto supermercato tutte le occorrenze della parola estate sono scritte con l’iniziale maiuscola: durante l’Estate, in vista dell’Estate, approfittate dell’Estate, merenda d’Estate ecc.

I nomi delle stagioni si scrivono con iniziale minuscola e quindi è stata applicata una regola arbitraria, presumo per coerenza con i nomi dei mesi che in tutti i numeri della rivista sono scritti impropriamente con l’iniziale maiuscola.

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Necrotweet: commemorazioni in 140 caratteri

Ieri ho scoperto la parola necrotweet, usata ironicamente per descrivere i tweet che commemorano la morte di un personaggio famoso, in questo caso Paolo Villaggio, e che spesso sono solo tentativi di sfruttare la notizia e i suoi hashtag per acquisire visibilità.

La corazzata Potëmkin, la rivolta e i «necrotweet» su Fantozzi – Wu Ming, 4 luglio 2017 (via @fighen)

Trovo necrotweet una parola molto efficace e ho raccolto qualche dettaglio, ad es. le prime occorrenze risalgono al 2013, stesso periodo della creazione di un omonimo profilo di Twitter:

Necrotweet (@necro_tweet). Il valore di un paese è pari a quello dei suoi necrologi via twitter.

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Rete REI: la narrazione dell’UE e sull’UE

Lunedì 19 giugno 2017 a Roma c’è un convegno organizzato dalla Rete per l’eccellenza dell’italiano istituzionale (REI) per il 60° anniversario della firma dei Trattati di Roma.

La narrazione dell’UE e sull’UE a 60 anni dai  Trattati di Roma: dall’utopia realizzata alla disillusione?

Il tema è la La narrazione dell’UE e sull’UE, raccontata da due punti di vista: delle istituzioni europee e dei media. Si possono seguire gli interventi in streaming dalle ore 9:30. 

Spero si discuta anche di terminologia: nelle notizie sull’UE si notano spesso incongruenze tra termini usati dalle istituzioni europee e quelli per cui optano invece i giornalisti, ad esempio anglicismi assenti dai testi ufficiali come il famigerato hotspot.

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Il Miur ai maturandi: #NoPanic

Se siete appassionati di avventure o di missioni nello spazio, che effetto vi fa la notizia in evidenza in questi giorni sulla home page del Miur?

#Maturità2017, anche Samantha Cristoforetti partecipa alla campagna #NoPanic – Motivazione, serenità, consapevolezza, le tre parole chiave per la prima astronauta italiana a far parte di un equipaggio andato nello spazio.

#NoPanic è il nome della campagna del Miur per gli esami di maturità 2017, una scelta su cui ho parecchie perplessità.

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Canapè e zanzare

foto di canapè (antipasti)

Se fa una ricerca per immagini con la parola canapè si ottengono quasi esclusivamente foto di antipasti: sono fettine di pane senza crosta, di solito di pane in cassetta, che vengono tagliate in forme diverse, spalmate con composti vari e poi guarnite.

Non tutti sanno che il canapè è anche un divanetto imbottito fornito di braccioli e spalliera e in Romagna può voler dire anche letto singolo. Ma cosa lega mobili e tartine?

Le zanzare! È una questione di etimologia:

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Inglese farlocco: free vax

L’Italia del “free vax” in piazza: da Cagliari a Torino si manifesta per chiedere libertà di scelta

Repubblica e Corriere della Sera riferiscono che in una manifestazione antivaccinista del 4 giugno a Bologna è stata usata la locuzione free vax, già condivisa su Facebook e apparsa poi anche come hashtag #freevax in alcuni tweet (esempi qui, qui e qui).

Noi free vax. Centinaia in piazza contro i vaccini obbligatori

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Inglese farlocco: Contamination Lab (CLab)

Per la serie anglicismi istituzionali:

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Contamination Lab

Se non sapete già cos’è un Contamination Lab, prima di continuare a leggere provate a pensare cosa vi suggerisce il nome e poi verificate qui sotto se avete indovinato.

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L’erba di Pisa è sempre vietata!

vietato calpestare il prato - do not walk on the grass

Sono a Pisa per Italiano corretto e ieri sera sono stata a rivedere Piazza dei Miracoli. Vicino al Battistero c’erano parecchi turisti cinesi che camminavano sull’erba, nonostante la presenza di cartelli di divieto posizionati a intervalli regolari lungo tutto il perimetro del prato.

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Da hashtag ad hashmeal, ma solo in Italia!

Suggerimento di lettura: #cancellettiinlibertà: l’hashtag da operatore digitale a marca dell’italiano contemporaneo offline, di Daniela Pietrini. Descrive l’evoluzione degli hashtag, che anche in italiano si sono rapidamente trasformati da “etichette” di Twitter in simboli icono-verbali e strumenti linguistici creativi, emblema della “fluidità dei confini tra scritto e parlato, tra digitale e analogico”.

Pietrini fa molti esempi di usi ironici e ludici e di neologismi. Tra questi ci sono anche alcuni composti anomali come hashmeal:

Fig. 5: Hash- in quanto accorciamento di hashtag riutilizzato come elemento formativo per la creazione del neologismo ludico hashmeal (nel composto hashmeal party).

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Legittima difesa, ovvero…

Il linguista Giuseppe Antonelli ha fatto una sintesi efficace degli equivoci dati dall’uso della congiunzione ovvero nel testo della legge sulla legittima difesa:

«Ovvero», in sei lettere tanti equivoci. Nel testo della legge sulla legittima difesa si fa riferimento alla «reazione ad un’aggressione commessa in tempo di notte ovvero la reazione a seguito dell’introduzione nei luoghi con violenza alle persone o alle cose ovvero con minaccia o con inganno»(dal Corriere della Sera via Fausto De Tora; ne ha discusso anche Le critiche alla legge sulla legittima difesa

Nell’uso corrente ovvero ha un valore esplicativo (cioè, ossia) che prevale sull’originario valore disgiuntivo (forma rafforzata di o, quindi sinonimo di oppure) che invece è quello preferito dai giuristi. Banale dirlo ma sarebbe sempre opportuno evitare parole ambigue che possono creare fraintendimenti.

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Indaco nell’arcobaleno? Colpa dell’inglese!

TECHNICALLY, CARROT JUICE IS “ORANGE JUICE”

L’ambiguità di orange juice nella vignetta di Moderately Confused mi ha ricordato un dettaglio da un articolo sui colori che ho letto di recente: prima che in Europa arrivassero le arance dall’Asia, in inglese (e in altre lingue europee) non c’era un nome per il colore arancio, che veniva identificato facendo riferimento al rosso e al giallo.

Ne parla Do You See What I See?, un’analisi di diversi punti di vista e nuovi contributi al dibattito su relatività linguistica e percezione dei colori. È noto che culture e lingue diverse identificano e descrivono i colori in modo diverso e tra queste ce ne sono alcune che non hanno il concetto astratto di colore e/o cromonimi (nomi per i colori) ma usano similitudini, ad es. “come il sangue” per il rosso. 

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