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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post nella categoria “italiano”

Vi piacciono le bibite sleek?

BIBITE SLEEK - VARI GUSTI

Quando ho visto bibite sleek in un volantino di offerte speciali di un supermercato non sono riuscita a capire cosa volesse dire sleek riferito a delle bevande.

In inglese sleek è un aggettivo che si usa per descrivere capelli o pelo di animali particolarmente lisci e lucenti, oppure una persona elegante, che si presenta molto bene, ma può avere connotazioni negative di comportamento poco sincero, untuoso. Se riferito a oggetti, sleek descrive linee pulite, eleganti, aerodinamiche.

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Aggettivi di colore composti: giallo-verde

Dialogo tra due uomini: “Lo chiamano governo gialloverde” “Eppure mi sa che ne vedremo di tutti i colori”
Vignetta: Claudio Cadei*

Nelle cronache politiche sul potenziale accordo di governo tra Movimento 5 Stelle e Lega sono molto frequenti le locuzioni governo giallo-verde e premier giallo-verde, con riferimento ai colori che rappresentano i due partiti coinvolti. Si trovano migliaia di occorrenze di giallo-verde, mentre sono alquanto ridotte quelle nell’ordine opposto, verde-giallo.

Ordine dei colori

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Questioni (anche) di genere: modest ≠ modesto

MODESTO Towel holder – “Cover up lad! Modesto will hold your hand towel in place so it is just where you need it”. Design Hagai Zakai

Modesto è un appendino per strofinacci dell’azienda israeliana Monkey Business, specializzata in piccoli oggetti di design molto spiritosi. I nomi dei prodotti, in maggior parte in inglese ma alcuni anche in italiano o italianeggianti, giocano con riferimenti linguistici e culturali che fanno parte delle conoscenze enciclopediche del consumatore “globale”.

Il nome Modesto è divertente e, anche se non mi convince del tutto, mi piace perché fa riflettere su alcuni meccanismi linguistici che diventano più evidenti nel confronto tra lingue.

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Anglicismi, che passione!?

esempi di anglicismi superflui: train to be cool, a concrete food, no panic, ogni pausa ha il suo lato healthy, back to school con il giusto outfit, area street food

Chi mi segue qui sul blog e su Twitter sa cosa penso dell’itanglese: sono alquanto infastidita dagli anglicismi superflui e non perdo occasione per mettere in discussione l’uso che ne fanno media, aziende e istituzioni.

Proprio per questo sono piuttosto divertita di essere finita nella categoria “voi anglopuristi [che] peferite parlare l’itanglese, ingessare l’italiano a lingua dei morti e spacciare per prestito di necessità tutto quel che potete”.

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Inglese farlocco: Latte Days

foto di brocca di vetro e bicchiere pieni di latte e didascalia Evento conclusivo della 3 giorni “Latte days” dedicata al tema di un consumo equilibrato del latte e dei suoi derivati

Latte Days è il nome “ibrido” itanglese di un evento all’interno della manifestazione Milano Food City. Conclude il percorso alimentare Latte nelle scuole con la distribuzione di latte e latticini ai bambini.

Faccio fatica a capire la logica di chiamare Latte Days un evento destinato ai bambini di scuole italiane. È però chiaro che si tratta di inglese farlocco, pensato da italiani per italiani ma che altrove genererebbe solo perplessità.

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Da SLURP a slurperia

targa con la scritta SLURPERIA GELATERIA

La parola slurperia è particolare per due motivi:

1 In italiano il suffisso –eria, che indica negozi, laboratori, luoghi di vendita, è usato nella formazione di sostantivi quasi esclusivamente da basi nominali mentre qui è aggiunto a un fonosimbolismo, la voce onomatopeica slurp;

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C’è chi è ancora togo

Immagine di cartellone con la scritta “Abbiamo i clienti più toghi del mondo!”

Questo cartello visto a un distributore di benzina ha attirato la mia attenzione perché era parecchio tempo che non sentivo o leggevo l’aggettivo togo, che ritenevo ormai caduto in disuso. Invece anche sui social si trovano occorrenze recenti, in particolare al plurale in locuzioni come sono troppo toghi!

La mia impressione però è che l’uso sia ristretto ad alcune fasce d’età (persone non giovanissime) e probabilmente anche a diverse provenienze regionali.

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Perché Dandelion?

foto con tre esemplari di Dandelion

Qualche giorno fa ho visto Dandelion, un’installazione luminosa realizzata con sfere d’acciaio e dischi policromi, disegnata da Luca Trazzi per il Salone del Mobile 2018 di Milano (o, come si dice nella capitale dell’itanglese, la Design Week).

Dandelion è il nome inglese per il dente di leone, dal francese dent-de-lion. Si dice /ˈdændɪˌlaɪən/ (all’incirca “ndilaion”, con l’accento sulla prima sillaba) ma Trazzi lo pronuncia erroneamente “danlion”.

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Pseudoanglicismi: il box di auto e bambini

Quando mi sono trasferita a Milano ho imparato che nei condomini l’auto non si mette in garage ma nel box, parola che fino ad allora in italiano associavo al recinto dove si mettono a giocare i bambini piccoli. foto di box per bambini e di box per auto

In entrambi i casi si tratta di pseudoanglicismi. In inglese infatti box non ha queste accezioni: le auto si mettono nel garage e i bambini nel playpen.

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Mai stati nelle pesche? Meglio di no!

fiori di pesco

In primavera la campagna romagnola si tinge di rosa, un vero spettacolo. In Romagna si produce infatti oltre il 50% delle nettarine e il 20% delle pesche italiane, una coltura nata agli inizi del ‘900 così importante e pervasiva che se ne trovano tracce anche nella lingua. Tra queste, un modo di dire tipicamente romagnolo è trovarsi / mettere / essere nelle pesche.

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Generi diversi: la slot vs lo slot

Da una notizia di cronaca nera sentita alla radio ho scoperto uno pseudoanglicismo che finora ignoravo, slot, ma non avevo mai sentito neppure il nome alternativo sala slot.

Caravaggio, 4 colpi di pistola in una slot. Morta coppia di Cremona, l’omicida fugge. – Terrore in una sala slot nel bergamasco, due morti in una sparatoria.

La parola slot per slot machine non mi sorprende: è uno dei numerosi pseudoanglicismi ottenuti con un meccanismo di abbreviazione impropria in cui viene privilegiato il determinante (slot) anziché il determinato (machine).

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Calchi sintattici: immaginare e mostrare

Un esempio di notizia sull’ennesima sparatoria negli Stati Uniti:

Titolo e sottotitolo: California, spari al quartier generale di You Tube: feriti. Suicida la donna che ha aperto il fuoco. Ad aprire il fuoco una donna, poi morta suicida. Gli agenti hanno isolato la zona ed evacuato l'edificio. Immagini diffuse dai media mostrano dipendenti uscire in fila e con le braccia alzate.

Ho visto anche un’altra versione della frase evidenziata, i video mostravano un gruppo di persone allontanarsi dall’edificio in fila e con le mani in alto. Direi che sono la traduzione di Footage showed people leaving the building in single file with their hands raised above their heads (o frase molto simile). 

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Fidanzati ovunque e comunque!

emoji di uomo e donna con cuoriciniRicordo molto bene il mio primo “momento sociolinguistico” anche se è passato del tempo. Avevo finito la seconda media, ero in compagnia di un’amica e alcune ragazze poco più grandi e una di queste mi aveva redarguita perché avevo chiamato fidanzato il ragazzo di una di loro.

Fidanzati promessi sposi

Mi aveva spiegato che fidanzato/a era una parola da vecchi che si usava solo per chi aveva già stabilito la data delle nozze oppure nella locuzione fidanzati in casa e cioè una relazione ufficializzata. Mortificata, avevo eliminato il sostantivo e il verbo fidanzarsi dal mio vocabolario attivo e da allora credo di non averli più usati!

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L’italiano sui social

L’italiano e le reti sociali è uno speciale del Portale Treccani che identifica varie caratteristiche dell’italiano usato su alcuni social molto frequentati, osservati dai punti di vista di cinque linguisti.

immagine che rappresenta le reti socialiIntroduzione alla linguistica delle reti sociali di Mirko Tavosanis racconta la storia dei social in Italia e spiega perché la loro “lingua in piazza” è molto interessante per i linguisti. 

logo di YouTube«La friend zone cari miei…»: la testualità dei commenti in YouTube di Michela Dota analizza alcune peculiarità degli ipotesti prodotti su YouTube, spesso un insolito esempio di “simbiosi tra i commenti e il video”.

WhatsAppDalla lettera a WhatsApp da WhatsApp alla lettera: esperienze didattiche di Valentina Fanelli racconta alcuni esercizi di scrittura e riscrittura per acquisire maggiore consapevolezza linguistica nell’uso di forme, norme, registri e strumenti di scrittura diversi: sicuramente i suoi studenti hanno imparato molto e si sono anche divertiti.

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Le fake news della Polizia: relazioni pericolose?

Qualche giorno fa Annamaria Testa in L’amara verità sulle notizie false ha osservato che “il termine fake news si è talmente diffuso ed espanso da consumarsi, fino a perdere il suo senso proprio” e ha spiegato perché anche in italiano, come già in inglese, è diventato sconsigliabile usarlo.

Mi auguro la leggano anche i responsabili della Polizia italiana che lo scorso gennaio hanno lanciato il progetto Red button.

Fake news: da oggi puoi segnalarle alla Polizia. Sarà riservato solo a chi è in grado di smentire una fake news con una segnalazione istantanea: si tratta del nuovo servizio dalla Polizia postale che ha lanciato il progetto “Red button”.

È una procedura per “comunicare alla Polizia l’esistenza di contenuti assimilabili a fake news”. Si attiva sul sito Commissariato di P.S., dove si trova un riquadro rosso (Red button!) che rimanda al modulo Segnala una fake news.

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