Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post nella categoria “inglese”

Questioni di pane e di torte (Wallace & Gromit)

Sfogliando il giornale ho visto che stasera su RAI 3 sono in programma i mediometraggi di Wallace & Gromit. Li conosco in versione originale ma sarei curiosa di sapere come sono stati resi in italiano gli innumerevoli giochi di parole ed espressioni idiomatiche e i riferimenti che spesso implicano conoscenze enciclopediche britanniche.

Proprio qualche giorno fa ho rivisto il filmato più recente, A Matter of Loaf and Death, ambientato tra forni e fornai. Il trailer originale:

Nel titolo italiano, Questione di pane o di morte, si perde non solo il gioco di parole loaf / life (e anche love, per via dell’accento settentrionale di Wallace), ma anche il riferimento al film A Matter of Life and Death che in italiano si chiama Scala al Paradiso. Non è l’unica citazione cinematografica, ad es. il forno di Wallace & Gromit si chiama Top Bun e ci sono alcune scene che richiamano film famosi.

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Nei fumetti: HURK

In una striscia di Dilbert ho visto una parola a cui finora non avevo mai fatto caso, hurk:

Dilbert_HURK

Nel contesto il significato è chiaro e si fa presto a verificare che in inglese americano hurk  /hɜrk/, di ovvia origine onomatopeica, indica un conato di vomito. La parola si sarebbe diffusa grazie ai lolcat, dove è usata per descrivere il rumore che pare facciano i gatti quando rigurgitano quello che hanno appena mangiato. Non è ancora registrata dai dizionari tradizionali ma da anni appare in strisce e fumetti, ad es. qui e in Garfield:  

hurk_garfield

(da non confondersi con yuk o yuck  /jʌk/, che esprime disgusto; in inglese americano yuk  può anche indicare una risata, come quella di Pippo l’amico di Topolino)

Per rimanere in tema fumetti, vedi anche Tradurre obscenicon? #$*%@!! e L’italiano e i suoni di Topolino & Co..

No Effin in Facebook

effinUna notizia di The Irish Times di qualche settimana fa, Facebook says no ‘Effin’ way, riportava che Facebook non accettava il toponimo Effin, nome di una piccola località irlandese, perché ritenuto offensivo.

Effin(g), dal verbo eff off, ha origine come eufemismo per evitare di dire la famigerata parola che inzia per f, ma a quanto pare per Facebook è abbastanza offensivo da essere incluso in un qualche elenco di parole “proibite” come quelli descritti in Parolacce, software e localizzazione.

Posso immaginare che, dopo gli Scherzetti (o scherzacci?) di localizzazione di cui Facebook è stata vittima l’anno scorso, siano stati rafforzati i controlli automatici. Stavolta a farne le spese sono stati gli abitanti del paesino irlandese.

Aggiornamento a Test your vocab

Qualche mese fa avevo parlato di Test your vocab, un progetto americano-brasiliano per calcolare il vocabolario di inglese dei partecipanti.

Sono stati pubblicati alcuni risultati relativi ai non madrelingua, ovviamente da prendere con alcune cautele, ma comunque interessanti. In Results by country si scopre che, come prevedibile, gli scandinavi hanno ottenuto i risultati migliori.

bandiera islandeseMeno scontati invece altri dati, ad es. i partecipanti italiani avrebbero mostrato di avere un vocabolario più ampio dei tedeschi (suppongo che nel test alcune parole di origine latina ci abbiano facilitati) e anche degli islandesi, eppure chi è stato in Islanda avrà notato che tutti parlano inglese molto bene e che si vendono e quindi leggono moltissimi libri in ingese.

Dittongo!

Ho scoperto che negli Stati Uniti dare del “dittongo” a qualcuno può essere un insulto.

DIPHTHONGNe parla Oy, You Diphthong! in Visual Thesaurus
la parola inglese diphthong, soprattutto se pronunciata “dip-thong” anziché “dif-thong” (e quindi scritta dipthong), può suonare come una parolaccia, non solo per la combinazione di suoni ma anche perché in inglese ci sono parole offensive che iniziano con dip (ad es. dipstick e dipshit) e thong (“perizoma”) rafforza l’effetto potenzialmente ridicolo.

Con l’intonazione giusta potrebbe funzionare anche in italiano? Se qualcuno non ha la minima cognizione di fonetica o di grammatica, forse sì: DITTONGO! E basta sfogliare un dizionario di linguistica per farsi venire qualche altra idea, ad es. adespoto, emico, peone, rintronico, scazonte, stichico, vocoide…

Carpooling

A Seattle, dove sono stata più volte per lavoro, avevo imparato un ulteriore senso della parola carpool, una “formula magica” che alcuni colleghi americani usavano per essere esonerati dalle riunioni che iniziavano presto la mattina o si protraevano verso sera, proprio come in questa striscia di Dilbert:  

Dilbert_carpool

(la parola hero mi ha fatto venire in mente un altro dettaglio “americano”, ne parlo più sotto)

Carpooling in Italia e in italiano

La modalità di trasporto identificata in inglese da carpooling, un sistema per ridurre traffico, inquinamento e costi, si sta diffondendo anche in Italia. Per descriverla, si è ormai affermato il prestito car pooling (ad es. Autostrade per l’Italia, Comune di Modena, Politecnico di Milano). Ho però l’impressione che l’espressione non venga sempre interpretata correttamente da chi propone un traducente italiano alternativo.

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Terminologia medica inglese e italiana

Questa canzoncina ironizza sull’incomprensibilità della terminologia medica inglese e identifica tre problemi che la rendono particolarmente ostica: parole latine (però termini come steatorrhea sono di origine greca), eponimi e acronimi.

Medical Terminology Concerto – performed by the Amateur Transplants

Mi è tornata in mente ieri quando ho aggiunto il commento che gli italiani, in generale, conoscono più terminologia medica degli inglesi.

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Disfemismi: protettori e tenutari

Complimentary defamation analizza una causa per diffamazione intentata (e persa) negli Stati Uniti da uno stuntman ultrasessantenne contro ESPN, un network televisivo notoriamente irriverente che l’aveva descritto come pimp, ossia “magnaccia” o “protettore”.

La corte d’appello aveva stabilito che la parola pimp non doveva essere valutata individualmente (e letteralmente) ma interpretata nel contesto in cui appariva.

citazioneNello slang giovanile e del pubblico del network, pimp va infatti inteso come un complimento: può essere rivolto a un individuo che ci sa fare con le donne o che è molto abile nel suo campo. In un ambito colloquiale o volutamente ridanciano l’uso di pimp non si deve quindi ritenere offensivo.

Ho pensato al concetto di disfemismo:

Figura retorica che consiste nel sostituire, in modo spesso scherzoso, una parola con un’altra dotata all’origine di connotazione negativa, senza tuttavia attribuirle un tono offensivo.
[Dizionario Zingarelli 2012]

Nel contesto dei blog italiani un esempio abbastanza diffuso di disfemismo è la parola  tenutario, usata ironicamente dal titolare di un blog per descrivere se stesso o altri blogger.

“a penny for the guy”

Oggi in Gran Bretagna è Bonfire Night, o Guy Fawkes’ Night, in ricordo del 5 novembre 1605, giorno in cui fu bloccato il tentativo del cospiratore Guy Fawkes di far saltare in aria il parlamento inglese. Di sera si fanno fuochi d’artificio e falò in cui viene bruciato un pupazzo che simboleggia Guy Fawkes (in alternativa, anche altri personaggi poco amati).

penny for the guy - foto di paddy pattersonAnni fa ho vissuto a Salford, allora una zona alquanto depressa di Greater Manchester, e un ricordo particolare che ho dei giorni precedenti al 5 novembre è il numero di bambini che si sistemavano sui marciapiedi con un pupazzo che si erano fabbricati loro, per poter chiedere qualche soldo ai passanti.

Lo facevano con la cantilena “a penny for the guy, pronunciata con un’intonazione particolare che enfatizzava e allungava parecchio la vocale /a/ di guy.

Chissà se i bambini di oggi lo fanno ancora o, come ho letto da qualche parte, è una tradizione che sta inesorabilmente scomparendo.

Una nota etimologica: la parola del lessico comune guy è un eponimo che deriva proprio da Guy Fawkes. Inizialmente Guy era solo un nome maschile (“Guido”), poi dal pupazzo dei falò ha preso il significato di personaggio dall’aspetto grottesco, quindi è stata usato per descrivere uomini vestiti in modo insolito, finché nel XIX secolo ha assunto il significato generico di uomo dell’inglese moderno. Ora guys al plurale, soprattutto nel discorso diretto informale, indica anche persone di qualsiasi sesso (ad es. in you guys).

Un’altra curiosità legata a Guy Fawkes è la maschera con il suo ritratto, diventata famosa grazie al film V per Vendetta e ultimamente un simbolo di varie manifestazioni di protesta.

foto maschere


Per altri festeggiamenti autunnali del mondo anglosassone, vedi anche: Halloween e Thanksgiving e tacchini giramondo.

Linguaggio e percezione

Duelity è un’animazione del 2007 della Vancouver Film School che racconta le origini della terra contrastando la “dualità” del creazionismo e dell’evoluzionismo. La  particolarità è che la visione creazionista è raccontata con linguaggio scientifico e infografica, mentre la visione evoluzionista è descritta con linguaggio religioso e immagini evocative, evidenziando così l’influenza del linguaggio (e delle immagini) sulla percezione delle informazioni che ci vengono fornite. 

DuelityRyan Uhrich

one story… …the other story
According to the records of the General Organization of Development labs (GOD) it took a mere six days to manufacture a fully-operational universe, complete with day, night, flora and fauna, and installing Adam as its manager to oversee daily functions on Earth. If thou shalt believe the Book of Darwin, t’is five billion years after The Big Bang that we behold what the cosmos hath begat: the magma, the terra firma, the creeping beasts, and mankind, whose dolorous and chaotic evolution begat the gift of consciuosness.

Questi e altri dettagli nel sito Duelity  (via Open Culture).


Su linguaggio e percezione, vedi anche: Relatività linguistica e suffisso inglese –ette e Dimmi cosa parli e ti dirò chi sei.

La parola ai fantasmi!

booooIn inglese i fantasmi spaventano dicendo Boo!

E nelle altre lingue? Ne parla  When Did Ghosts Start Saying “Boo”?, un articolo di Slate che descrive etimologia, storia e uso della parola inglese boo.

Il monosillabo formato dalla consonante occlusiva* sonora /b/ e dalla vocale posteriore chiusa // ha il vantaggio di poter essere pronunciato molto rapidamente e soprattutto è una combinazione di suoni adatta a far sobbalzare, anche perché, a detta di alcuni linguisti, la vocale u può essere emessa a un volume più alto di altre vocali.

L’ipotesi sarebbe confermata dalla presenza di parole simili in varie altre lingue europee , ad esempio in polacco e turco. Vengono citate anche uuh e ¡bú! per lo spagnolo e hou per il francese, mentre i fantasmi cechi sembra dicano baf. 

L’articolo però non differenzia tra il suono attribuito ai fantasmi e le parole usate dalle persone per spaventare scherzosamente: in italiano, ad esempio, i fantasmi fanno uuuh (scritto in vari modi) ed è giocando con i bambini che si dice (o varianti simili; va notato che in italiano la vocale è sempre breve: se fosse lunga, si esprimerebbe disapprovazione, sul modello del significato alternativo dell’esclamazione inglese boo).
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* in inglese e a volte anche in italiano /b/ è descritta come consonante “plosiva” perché
* nell’emetterla c’è come una piccola esplosione di suono.


Per rimanere in tema con la giornata, vedi anche Halloween e Dolcetto o scherzetto?.

Stay hungry. Stay foolish. (2)

Approfitto di un lungo commento aggiunto oggi a “Stay hungry. Stay foolish” in italiano per ringraziare chi ha contribuito alla discussione, tutti con suggerimenti molto interessanti, e per chiudere definitivamente l’argomento “Steve Jobs”.

Nel frattempo, prendendo spunto da alcuni commenti, avevo scambiato un po’ di opinioni con alcuni colleghi americani per avere il punto di vista di madrelingua appartenenti alla stessa cultura di Jobs (ad esempio, volevo verificare se ci fossero “connotazioni temporali” legate agli anni della citazione).

(continua…)

visionary <> visionario

Oggi esce la biografia di Steve Jobs e presumo che nei media italiani la parola visionario sarà di nuovo inflazionata. Chi sa l’inglese può interpretarla correttamente, altrimenti forse non tutti riconoscono il falso amico visionary / visionario.

In inglese il sostantivo e l’aggettivo visionary hanno soprattutto connotazioni positive. Nei loro significati più comuni descrivono qualcuno che ha le idee chiare sul futuro e/o che è molto originale e creativo, come si può verificare in qualsiasi dizionario o ricavare dal contesto di espressioni come visionary leadership. Esempio dal Macmillan Dictionary:

voce visionary in Macmillan Dictionary

In italiano, invece, visionario condivide con l’inglese solo il significato relativo alle visioni mistiche mentre le altre accezioni sono decisamente meno lusinghiere, come si può vedere nella voce del vocabolario Zingarelli 2012 (cfr. in particolare l’esempio riformatori visionari e quello inglese visionary reformer qui sopra):

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Word Dynamo

Word_DynamoRiprendo un commento a How strong is your vocabulary?, un post di Silvia Pareschi, per segnalare Word Dynamo, un sito di giochi linguistici e altre attività pensati soprattutto per studenti americani ma perfetti anche per chiunque voglia tenere allenato il proprio inglese.

Le raccolte di parole sono divise per aree tematiche e sottocategorie molto specifiche e per ciascuna sono proposti giochi diversi, come spiegato in Word Dynamo Tour.

Ad esempio, in Beyond Dictionaries: Other Essential References si trova un elenco di 14 termini tra cui abecedarium, enchiridion e onomasticon e si può decidere se identificare la parola dalla definizione o la definizione per ciascuna parola, risolvere un cruciverba, ascoltare parole e definizioni o semplicemente fare un ripasso dei termini.

Vedi anche: Name That Thing (inglese avanzato).

Scrittura Teflon e Velcro

Ho trovato efficace la metafora proposta da Allan Metcalf in Teflon and Velcro Writers per descrivere l’effetto sui lettori di due diverse modalità di scrittura (e di scrittori), individuabili nella letteratura ma anche in testi di altro genere, ad es. la pubblicità:

Teflon – È una scrittura scorrevole ed elegante che genera ammirazione ma non coinvolge particolarmente (esempi di scrittori Teflon nella letteratura anglo-americana: Edgar Allan Poe, Alexander Pope, William Carlos Williams).
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VelcroÈ una scrittura che cattura l’attenzione, anche senza avere particolari qualità estetiche, e “prende” lasciando il segno (esempi di scrittori Velcro: Shakespeare, Jonathan Swift, T.S. Eliot).  

I grandi della letteratura tendono a essere Velcro, come i peggiori scrittori. Gli autori di bestseller della narrativa di genere sono soprattutto Teflon. Critici e studiosi prediligono la scrittura Teflon perché richiede spiegazioni mentre la scrittura Velcro non ha bisogno di essere interpretata dagli esperti.