Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post nella categoria “inglese”

Lessico di Twitter: bot off

In informatica il significato di bot (da robot) si è evoluto nel tempo. Inizialmente indicava soprattutto software usato per svolgere automaticamente attività ripetitive su una rete, ad es. un mailbot risponde con messaggi automatici a email inviati a uno specifico indirizzo di posta elettronica.

Ora invece bot descrive anche programmi che possono interagire autonomamente con sistemi o utenti, come i bot sui social che simulano persone reali.

“On the Internet, nobody knows you’re a bot.”
Vignetta: ia.net (cfr. On the Internet, nobody knows you’re a dog)

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Impicci e impacci dell’impeachment

Alcuni titoli pubblicati dopo che il presidente incaricato Conte ha rimesso a Mattarella il mandato di formare un nuovo governo:

 Di Maio: impeachment di  Mattarella per evitare reazione popolazione – Di Maio e Di Battista annunciano la richiesta di impeachment nei confronti di Mattarella – Berlusconi (e Lega) si smarcano dall’impeachment a Mattarella: M5S irresponsabile.

In questi e altri titoli appare l’anglicismo impeachment. Anche a due telegiornali ieri sera ho sentito dire più volte “impicc(i)ment”, senza però che ne venisse spiegato il significato. Sarà davvero una parola riconosciuta da tutti gli ascoltatori?

Trovo assurdo che media e politici parlino di impeachment per un concetto che in italiano ha già un proprio nome: è la messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica, prevista dall’articolo 90 della Costituzione solo in due casi, alto tradimento o attentato alla Costituzione:

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Inglese farlocco: no smoking be happy

contro il fumo: no smoking be happy

In occasione della Giornata mondiale senza tabacco (31 maggio) la Fondazione Veronesi rilancia No smoking be happy, un progetto di lotta contro il fumo nato nel 2008.

È un tipico esempio di inglese farlocco: brevi comunicazioni o nomi pensati da italiani per italiani, scritti in inglese poco idiomatico o addirittura errato ma comprensibile anche da chi ha solo conoscenze rudimentali della lingua.

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Emerdata, un nome potenzialmente imbarazzante

tweet di Paolo Attivissimo (@disinformatico): Non ditemi che davvero Cambridge Analytica ha cambiato nome in... ...EMERDATA. Nessun italiano nel team di scelta nomi, vero?

È stata annunciata la chiusura di Cambridge Analytica, la società di analisi di dati protagonista dello scandalo sui profili di Facebook, costretta a dichiarare fallimento perché avrebbe perso ogni cliente. A quanto pare però scomparirà solo di nome ma non di fatto: i suoi dirigenti sarebbero già operativi da qualche settimana con un’altra società, Emerdata.

Sui social sono subito apparse le ironie di italiani che reinterpretano il nome come e-merdata o eMerdata, ma anche i francesi lo ridicolizzano perché fa pensare a merde data.

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Sui social: TDS e TSO

Se avete seguito le notizie sulla visita del presidente francese Macron alla Casa Bianca probabilmente avrete visto le ironie sui tentativi di Donald Trump di prendere la mano della moglie Melania a una cerimonia ufficiale, uno dei tanti episodi su cui poi si scatenano social media e comici americani.

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alfresco ≠ al fresco

Un esempio di pseudoprestito italiano in inglese:

‘Alfresco’ - from Italian ‘in the fresh air’ #etymology. Note: headline in online article says “outdoor cinema”

In inglese al fresco / alfresco può essere sia un aggettivo che un avverbio, in uso perlomeno dal XIX secolo. Ha lo stesso significato di outdoor e open-air ma connotazioni più specifiche: è riservato ad attività piacevoli, soprattutto legate al mangiare (alfresco lunch, alfresco cafe culture, great place to have dinner alfresco…).

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L’essenza di toast

Ristorante elegante, signora con menu in mano chiede alla cameriera “What is the “pulverzed grain and fermentation fungus calorified over a charged-particle heat source”? La cameriera risponde “Toast”
Vignetta: Bizarro

In italiano potrebbe funzionare “polvere di grano in fermentazione lattea con ritrasformazione calorigena da fonte radiante” come frase assurda di pseudo cucina molecolare per descrivere del pane tostato? Altri suggerimenti?

Falsi amici

La vignetta è uno spunto per ricordare che la parola toast è un falso amico: in italiano descrive due fette di pane a cassetta farcite e tostate, in inglese invece toast /təʊst/ è la singola fetta tostata.  

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Solo in inglese: la “sindrome di *Calliòpe

Definition of book word: a word learned solely or principally from reading and often understood without knowledge of its customary pronunciation – Dizionario Merriam-Webster

La locuzione inglese book word descrive le parole che si conoscono solo dai libri e di cui si sbaglia la pronuncia proprio perché si sono sempre viste solo in forma scritta

C’è chi ha coniato anche un nome alternativo, Calley-ope Syndrome. Il riferimento è alla musa Calliope, che in inglese ha la stessa grafia dell’italiano ma una pronuncia particolare.

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Il temibile metaforico autobus americano

cartello con la scritta CAUTION e figure stillizzate di una persona che con un calcio ne fa cadere un’altra davanti a un autobus che sopraggiunge

Throw someone under the bus

Un’espressione figurata ricorrente nei media americani è throw someone under the bus, letteralmente buttare qualcuno sotto l’autobus. Vuol dire tradire o sacrificare qualcuno nel tentativo di salvare sé stessi o per tornaconto personale.

Ha punti in comune con il modo di dire throw someone to the wolves, “gettare in pasto ai lupi”, che in inglese può essere usato anche per descrivere una situazione in cui si permette che qualcuno venga attaccato e non si fa alcun tentativo di difenderlo.

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Coppia minima per sorridere in absentia

Molti giochi di parole sfruttano la somiglianza di suoni di due parole che può essere in praesentia se le parole vengono accostate (ad es. “traduttore traditore”) oppure in absentia* se invece la seconda parola, assente, viene evocata dal contesto. Un esempio in inglese:

Due topi davanti alla tana di un terzo topo dicono “We’d like to talk to you about cheeses”. Didascalia: “Church mice”

Coppie minime

Il meccanismo umoristico della vignetta con i topi evangelizzatori gioca in absentia con un elemento di una coppia minima, due parole di una stessa lingua che si differenziano per un solo fonema, collocato nella stessa posizione in entrambe, che è sufficiente a distinguerle conferendo loro significati diversi.

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Uova e ovetti, non solo di Pasqua

gallina con disegni a vari colori sulle piume spiega a gallina bianca “I was an Easter egg”

Questa vignetta evidenzia una differenza tra uovo di Pasqua e Easter egg, due sintagmi non del tutto equivalenti.

In italiano l’accezione prevalente per uovo di Pasqua è di guscio di cioccolato, di varie grandezze, che racchiude al suo interno una sorpresa.

Anche in inglese l’uovo di cioccolato (senza sorpresa!) si chiama Easter egg, però il significato principale è un altro: è un vero uovo dipinto o decorato come da tradizione, oppure un ovetto di zucchero o cioccolato di aspetto e dimensioni simili.

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A Londra, attenzione agli uomini verdi!!

Lynne Murphy è una linguista americana che vive in Inghilterra e ha appena pubblicato The Prodigal Tongue, sulle differenze tra inglese britannico e americano. In questo tweet ha commentato un cartello sorretto da un manichino all’esterno di Victoria Station a Londra:

Kind of like the ‘free to spend a penny’ signs in London Victoria station, this one outside the station doesn’t seem to mind that it’ll be rather meaningless to many tourists. Local charm or careless regard for Health & Safety?

Please wait for the green man

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Emoji nel dizionario: non sono parole!

Il sito americano Dictionary.com ha una nuova sezione dedicata alle emoji. Per ora conta una ventina di voci, scelte tra le emoji non solo più usate ma anche che si prestano a più interpretazioni. Si distingue da altri progetti per l’approccio lessicografico che ricava informazioni molto dettagliate da analisi dei contesti d’uso nell’inglese americano.

esempio per face without mouth emoji

Non sempre le descrizioni valgono anche per l’italiano ma si ricavano comunque indicazioni utili su un aspetto della comunicazione ancora piuttosto nuovo. Se vi interessa l’argomento, vi suggerisco di ascoltare l’intervista alla lessicografa Jane Solomon, esperta di emoji che cura il progetto e fa anche parte del sottocomitato di Unicode che approva nuove emoji.

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Pronuncia: da Zuckerberg a Frankenstein

In Italia la pronuncia di cognomi americani di origine tedesca può creare qualche confusione.

In questi giorni, ad esempio, si sentono molte variazioni sulla pronuncia del cognome del fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg. Molti sono convinti che si dica come in tedesco, con la u, altri addirittura convertono la r in una m, “zucchemberg”. Negli Stati Uniti si dice invece /ˈzʌkərbɜːrɡ/, che in italiano può essere approssimato in “zàcherberg” (con la consonante iniziale come la s in rosa).

Zuckerberg che mostra la trascrizione /ˈzʌkərbɜːrɡ/

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In inglese, innumerevoli –crazie

Vignetta: Trump che twitta, Xi Jinping che indossa spilla “Ruler for life”, Putin con fiala di gas nervino, Kim Jong-un con missile, Bashar al-Assad con sfondo di bombardamenti e distruzione in Siria, Peter Dutton vestito da guardia di frontiera e sullo sfondo filo spinato e cartello “Welcome if you are white”

Nella vignetta Modern systems of government dell’illustratrice australiana Cathy Wilcox si riconoscono subito Donald Trump, Xi Jinping, Vladimir Putin, Kim Jong-un e Bashar al-Assad ma non il ministro australiano Peter Dutton, “Mr Potato Head”, responsabile di politiche sull’immigrazione molto restrittive. Con queste conoscenze enciclopediche le parole inventate per etichettarli risultano efficaci anche per il lettore italiano.

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