Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post nella categoria “inglese”

Terminologia medica inglese e italiana

Questa canzoncina ironizza sull’incomprensibilità della terminologia medica inglese e identifica tre problemi che la rendono particolarmente ostica: parole latine (però termini come steatorrhea sono di origine greca), eponimi e acronimi.

Medical Terminology Concerto – performed by the Amateur Transplants

Mi è tornata in mente ieri quando ho aggiunto il commento che gli italiani, in generale, conoscono più terminologia medica degli inglesi.

(continua…)

Disfemismi: protettori e tenutari

Complimentary defamation analizza una causa per diffamazione intentata (e persa) negli Stati Uniti da uno stuntman ultrasessantenne contro ESPN, un network televisivo notoriamente irriverente che l’aveva descritto come pimp, ossia “magnaccia” o “protettore”.

La corte d’appello aveva stabilito che la parola pimp non doveva essere valutata individualmente (e letteralmente) ma interpretata nel contesto in cui appariva.

citazioneNello slang giovanile e del pubblico del network, pimp va infatti inteso come un complimento: può essere rivolto a un individuo che ci sa fare con le donne o che è molto abile nel suo campo. In un ambito colloquiale o volutamente ridanciano l’uso di pimp non si deve quindi ritenere offensivo.

Ho pensato al concetto di disfemismo:

Figura retorica che consiste nel sostituire, in modo spesso scherzoso, una parola con un’altra dotata all’origine di connotazione negativa, senza tuttavia attribuirle un tono offensivo.
[Dizionario Zingarelli 2012]

Nel contesto dei blog italiani un esempio abbastanza diffuso di disfemismo è la parola  tenutario, usata ironicamente dal titolare di un blog per descrivere se stesso o altri blogger.

“a penny for the guy”

Oggi in Gran Bretagna è Bonfire Night, o Guy Fawkes’ Night, in ricordo del 5 novembre 1605, giorno in cui fu bloccato il tentativo del cospiratore Guy Fawkes di far saltare in aria il parlamento inglese. Di sera si fanno fuochi d’artificio e falò in cui viene bruciato un pupazzo che simboleggia Guy Fawkes (in alternativa, anche altri personaggi poco amati).

penny for the guy - foto di paddy pattersonAnni fa ho vissuto a Salford, allora una zona alquanto depressa di Greater Manchester, e un ricordo particolare che ho dei giorni precedenti al 5 novembre è il numero di bambini che si sistemavano sui marciapiedi con un pupazzo che si erano fabbricati loro, per poter chiedere qualche soldo ai passanti.

Lo facevano con la cantilena “a penny for the guy, pronunciata con un’intonazione particolare che enfatizzava e allungava parecchio la vocale /a/ di guy.

Chissà se i bambini di oggi lo fanno ancora o, come ho letto da qualche parte, è una tradizione che sta inesorabilmente scomparendo.

Una nota etimologica: la parola del lessico comune guy è un eponimo che deriva proprio da Guy Fawkes. Inizialmente Guy era solo un nome maschile (“Guido”), poi dal pupazzo dei falò ha preso il significato di personaggio dall’aspetto grottesco, quindi è stata usato per descrivere uomini vestiti in modo insolito, finché nel XIX secolo ha assunto il significato generico di uomo dell’inglese moderno. Ora guys al plurale, soprattutto nel discorso diretto informale, indica anche persone di qualsiasi sesso (ad es. in you guys).

Un’altra curiosità legata a Guy Fawkes è la maschera con il suo ritratto, diventata famosa grazie al film V per Vendetta e ultimamente un simbolo di varie manifestazioni di protesta.

foto maschere


Per altri festeggiamenti autunnali del mondo anglosassone, vedi anche: Halloween e Thanksgiving e tacchini giramondo.

Linguaggio e percezione

Duelity è un’animazione del 2007 della Vancouver Film School che racconta le origini della terra contrastando la “dualità” del creazionismo e dell’evoluzionismo. La  particolarità è che la visione creazionista è raccontata con linguaggio scientifico e infografica, mentre la visione evoluzionista è descritta con linguaggio religioso e immagini evocative, evidenziando così l’influenza del linguaggio (e delle immagini) sulla percezione delle informazioni che ci vengono fornite. 

DuelityRyan Uhrich

one story… …the other story
According to the records of the General Organization of Development labs (GOD) it took a mere six days to manufacture a fully-operational universe, complete with day, night, flora and fauna, and installing Adam as its manager to oversee daily functions on Earth. If thou shalt believe the Book of Darwin, t’is five billion years after The Big Bang that we behold what the cosmos hath begat: the magma, the terra firma, the creeping beasts, and mankind, whose dolorous and chaotic evolution begat the gift of consciuosness.

Questi e altri dettagli nel sito Duelity  (via Open Culture).


Su linguaggio e percezione, vedi anche: Relatività linguistica e suffisso inglese –ette e Dimmi cosa parli e ti dirò chi sei.

La parola ai fantasmi!

booooIn inglese i fantasmi spaventano dicendo Boo!

E nelle altre lingue? Ne parla  When Did Ghosts Start Saying “Boo”?, un articolo di Slate che descrive etimologia, storia e uso della parola inglese boo.

Il monosillabo formato dalla consonante occlusiva* sonora /b/ e dalla vocale posteriore chiusa // ha il vantaggio di poter essere pronunciato molto rapidamente e soprattutto è una combinazione di suoni adatta a far sobbalzare, anche perché, a detta di alcuni linguisti, la vocale u può essere emessa a un volume più alto di altre vocali.

L’ipotesi sarebbe confermata dalla presenza di parole simili in varie altre lingue europee , ad esempio in polacco e turco. Vengono citate anche uuh e ¡bú! per lo spagnolo e hou per il francese, mentre i fantasmi cechi sembra dicano baf. 

L’articolo però non differenzia tra il suono attribuito ai fantasmi e le parole usate dalle persone per spaventare scherzosamente: in italiano, ad esempio, i fantasmi fanno uuuh (scritto in vari modi) ed è giocando con i bambini che si dice (o varianti simili; va notato che in italiano la vocale è sempre breve: se fosse lunga, si esprimerebbe disapprovazione, sul modello del significato alternativo dell’esclamazione inglese boo).
.

* in inglese e a volte anche in italiano /b/ è descritta come consonante “plosiva” perché
* nell’emetterla c’è come una piccola esplosione di suono.


Per rimanere in tema con la giornata, vedi anche Halloween e Dolcetto o scherzetto?.

Stay hungry. Stay foolish. (2)

Approfitto di un lungo commento aggiunto oggi a “Stay hungry. Stay foolish” in italiano per ringraziare chi ha contribuito alla discussione, tutti con suggerimenti molto interessanti, e per chiudere definitivamente l’argomento “Steve Jobs”.

Nel frattempo, prendendo spunto da alcuni commenti, avevo scambiato un po’ di opinioni con alcuni colleghi americani per avere il punto di vista di madrelingua appartenenti alla stessa cultura di Jobs (ad esempio, volevo verificare se ci fossero “connotazioni temporali” legate agli anni della citazione).

(continua…)

visionary <> visionario

Oggi esce la biografia di Steve Jobs e presumo che nei media italiani la parola visionario sarà di nuovo inflazionata. Chi sa l’inglese può interpretarla correttamente, altrimenti forse non tutti riconoscono il falso amico visionary / visionario.

In inglese il sostantivo e l’aggettivo visionary hanno soprattutto connotazioni positive. Nei loro significati più comuni descrivono qualcuno che ha le idee chiare sul futuro e/o che è molto originale e creativo, come si può verificare in qualsiasi dizionario o ricavare dal contesto di espressioni come visionary leadership. Esempio dal Macmillan Dictionary:

voce visionary in Macmillan Dictionary

In italiano, invece, visionario condivide con l’inglese solo il significato relativo alle visioni mistiche mentre le altre accezioni sono decisamente meno lusinghiere, come si può vedere nella voce del vocabolario Zingarelli 2012 (cfr. in particolare l’esempio riformatori visionari e quello inglese visionary reformer qui sopra):

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Word Dynamo

Word_DynamoRiprendo un commento a How strong is your vocabulary?, un post di Silvia Pareschi, per segnalare Word Dynamo, un sito di giochi linguistici e altre attività pensati soprattutto per studenti americani ma perfetti anche per chiunque voglia tenere allenato il proprio inglese.

Le raccolte di parole sono divise per aree tematiche e sottocategorie molto specifiche e per ciascuna sono proposti giochi diversi, come spiegato in Word Dynamo Tour.

Ad esempio, in Beyond Dictionaries: Other Essential References si trova un elenco di 14 termini tra cui abecedarium, enchiridion e onomasticon e si può decidere se identificare la parola dalla definizione o la definizione per ciascuna parola, risolvere un cruciverba, ascoltare parole e definizioni o semplicemente fare un ripasso dei termini.

Vedi anche: Name That Thing (inglese avanzato).

Scrittura Teflon e Velcro

Ho trovato efficace la metafora proposta da Allan Metcalf in Teflon and Velcro Writers per descrivere l’effetto sui lettori di due diverse modalità di scrittura (e di scrittori), individuabili nella letteratura ma anche in testi di altro genere, ad es. la pubblicità:

Teflon – È una scrittura scorrevole ed elegante che genera ammirazione ma non coinvolge particolarmente (esempi di scrittori Teflon nella letteratura anglo-americana: Edgar Allan Poe, Alexander Pope, William Carlos Williams).
.  
VelcroÈ una scrittura che cattura l’attenzione, anche senza avere particolari qualità estetiche, e “prende” lasciando il segno (esempi di scrittori Velcro: Shakespeare, Jonathan Swift, T.S. Eliot).  

I grandi della letteratura tendono a essere Velcro, come i peggiori scrittori. Gli autori di bestseller della narrativa di genere sono soprattutto Teflon. Critici e studiosi prediligono la scrittura Teflon perché richiede spiegazioni mentre la scrittura Velcro non ha bisogno di essere interpretata dagli esperti.

Campo di distorsione della realtà

Il post sulla traduzione di Stay hungry. Stay foolish sta suscitando ancora molto interesse. Per rimanere in argomento, vi segnalo un’analisi linguistica, "And One More Thing": The Insanely Great Language of Steve Jobs, in cui Ben Zimmer esamina alcune parole chiave legate a Jobs e la loro storia, tra cui Apple, Macintosh, il prefisso i-, il nome App Store e le frasi Insanely great, Think different e Stay hungry.

Zimmer racconta anche che la biografia ufficiale di Jobs era stata inizialmente intitolata iSteve: The Book of Jobs, un gioco di parole con il pronome I e con un riferimento biblico (The Book of Job = Il libro di Giobbe), ma poi era stato preferito un più essenziale Steve Jobs. Alla modifica potrebbe aver contribuito la pubblicazione di iCon, una biografia non autorizzata il cui titolo può essere letto sia come icon, nel senso di personaggio emblematico di un’epoca, che come I con (con = raggirare). Il riferimento è all’enorme capacità di persuasione di Jobs, nota da tempo anche come reality distortion field.

Dogbert_reality_distortion_field

Parolacce, software e localizzazione

What do you love è la funzionalità di ricerca di Google, per il momento solo in inglese, che restituisce risultati da più di venti servizi diversi in un’unica interfaccia. Se però si digitano parolacce o volgarità (ad es. shit), si ottengono informazioni sui gattini (kitten).

C’è chi ha identificato le parole proibite e le ha elencate in Google’s Official List of Bad Words; la scoperta è stata ripresa in vari siti ma va detto che le cosiddette offensive word list sono abbastanza comuni e hanno varie applicazioni nello sviluppo di software.

Ad esempio, servono a evitare che appaiano parole offensive nelle sequenze di lettere e numeri generati automaticamente, come nei codici per la registrazione di software (eventualità non rara, basti pensare all’inglese e alle sue four-letter words!), oppure possono essere usate per filtrare messaggi di posta elettronica o altro contenuto.

Un altro tipico campo di applicazione sono i correttori ortografici e i sistemi di riconoscimento vocale e di riconoscimento della grafia.

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Il mistero di “Guiseppe”

Ieri sul sito della BBC c’era un quiz sulla vita di Berlusconi (no comment!). Una domanda prevedeva Garibaldi e Verdi tra le risposte possibili ma solo per il primo il nome era corretto mentre per il secondo era diventato Guiseppe.

Guiseppe

Per qualche strano motivo Guiseppe è un errore molto comune nei paesi anglosassoni, anche in giornali e altri media di solito attenti all’ortografia dei nomi stranieri (ad esempio, solo nel sito della BBC si contano più di un migliaio di occorrenze).

Non ho mai capito il perché, forse la vicinanza (e la sequenza) delle lettere U e I sulla tastiera? Una possibile influenza del nome inglese Guy o magari, in America, del nome Guido, lo stereotipo dell’italo-americano tamarro? Mah!

Terminologia al CERN

foto Globe – CERN

Gran parlare di CERN in questi giorni! Sono stata una settimana a Ginevra proprio recentemente e nel giro turistico ho incluso anche il CERN, incuriosita più dal Globe, l’edificio di legno che ne è diventato il simbolo, che non dal resto. 

Digiuna di fisica dai tempi del liceo, dove la trovavo una materia noiosa, prevedevo una visita rapida e invece le due mostre permanenti (Universe of Particles nel Globe e Microcosm lì vicino) si sono rivelate così interessanti da farmi rimanere alcune ore.

CERN_glossaryUna prima piacevole scoperta sono stati gli opuscoli in inglese e francese che illustrano Universe of Particles perché includono un glossario. L’ho trovata un’idea davvero efficace, che condensa con semplicità e chiarezza alcune nozioni fondamentali della fisica delle particelle.

Il percorso didattico di Microcosm è spiegato anche in italiano* e tedesco ed è completato da note terminologiche che in alcuni casi danno informazioni davvero curiose.

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Name That Thing (inglese avanzato)

Nel sito del dizionario americano Merriam-Webster si può mettere alla prova la propria conoscenza dell’inglese con Name That Thing, un test che presenta immagini con un oggetto o un particolare di cui va indicato il nome scegliendolo tra i quattro proposti.

NameThatThing_protractor

In alcuni casi le risposte sono facili, in altri le conoscenze terminologiche richieste sono davvero specifiche (credo che anche parecchie persone di madrelingua tirino a indovinare) ma è comunque un modo divertente per imparare parole nuove.


Vedi anche: Test: quante parole inglesi conosciamo? e [aggiornamento] Word Dynamo.

Negli Apple Store, a quanto pare…

Dilbert_as_it_turns_out

Una striscia di Dilbert della settimana scorsa fa riferimento alla notizia che ai dipendenti degli Apple Store negli Stati Uniti non sarebbe consentito dire unfortunately per dare notizie poco gradite ai clienti; il potenziale impatto negativo dell’avverbio va attenuato usando invece as it turns out (un’espressione che può comunicare sorpresa per un risultato imprevisto).

Ne aveva parlato Language Log riprendendo un articolo di Gawker, dove si legge che  un’altra parola da evitare è problem (meglio dire issue) e l’eventuale commento per azioni particolarmente stupide maldestre raccontate dagli utenti è that’s not recommended. Correggere le pronunce sbagliate dei clienti è vietato e chi non si attiene alle istruzioni può subire sanzioni (come i dipendenti di Trenitalia?).

Chissà se esistono indicazioni simili anche per gli Apple Store italiani…  


Vedi anche: Aggettivi indefiniti subdoli (quando una singola parola può influenzare negativamente la percezione di un prodotto o di un servizio).