Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post nella categoria “inglese”

Grazie e serafini, in inglese in coppia (minima)

Una spiritosaggine che offre diversi spunti linguistici ed etimologici:

Immagine di scultura di angelo che regge acquasantiera con commento in inglese “It’s nice but do you have any sans-seraph fonts?”

Il meccanismo umoristico sfrutta un esempio di coppia minima, le due parole seraph /ˈserəf/ e serif /ˈserɪf/ che nella pronuncia si differenziano per un solo fonema, collocato nella stessa posizione in entrambe, che le distingue conferendo loro significati diversi: “serafino” e “grazia” (tipografia).

La somiglianza di suoni qui è in absentia perché la seconda parola, serif, non è presente ma viene evocata dal contesto grazie alla polisemia di font che può indicare sia 1 fonte battesimale o acquasantiera che 2 tipo di carattere, e richiama immediatamente la locuzione sans-serif font.

(altro…)

Se è “stinking” non deve per forza puzzare

Ha fatto notizia la reazione stizzita di Carlo III quando si è macchiato le dita con una penna che perdeva inchiostro:

Oh God, I hate this [pen]
I can’t bear this bloody thing. What they do, every stinking time

Le parole bloody e stinking sono due espletivi di esclamazione, parole di riempimento che servono a conferire forza o ritmo all’enunciato ma che non hanno un significato preciso. Hanno infatti subito un processo di desemantizzazione e non vanno interpretate letteralmente, come in italiano nessuno pensa a una verdura se si sente apostrofare con che cavolo stai facendo?! 

(altro…)

Parole stupefacenti: copium e hopium

Definizione di copium: “the rationalizations, justifications, and denial one uses to deal with a severe letdown or personal failure”. Immagine di memi con Pepe the Frog e Putin che inalano copium.

Copium e hopium sono due parole macedonia molto informali dell’inglese americano, connotate negativamente, che dall’ambito ristretto di giochi online e di forum su Reddit, Twitch e altre piattaforme si stanno diffondendo anche nel lessico comune usato sui social.

Danno il nome a due stupefacenti metaforici e sono nate anni fa da giochi di parole con opium, l’oppio, nel senso di figurato di sostanza che offusca le capacità intellettuali e dà una visione illusoria della realtà.

(altro…)

Paracadute e paracadutismi elettorali

Immagine di paracadute in cielo e titoli: 1 Elezioni, da Letta a Conte a Salvini: il i leader il paracadute di più collegi; 2 Voto, candidati con il paracadute e sommersi delle liste; 3 Elezioni politiche, paracadutati ed esclusi in Lombardia; 4 Politiche, la truppa dei candidati paracadutati in Sicilia

Nel lessico politico che caratterizza le discussioni sulle liste elettorali è piuttosto frequente la metafora del paracadute associata ai candidati che hanno certezza di elezione. È particolare perché può essere usata in due modi diversi, candidato con il paracadute e candidato paracadutato, con accezioni che non coincidono.

Candidato con il paracadute

La legge elettorale attualmente in vigore permette le candidature multiple: ciascun candidato può presentarsi in un collegio uninominale e in più collegi plurinominali (max 5). Un candidato con il paracadute è chi ha pluricandidatura o viene presentato in un collegio blindato, e quindi ha la sicurezza di essere comunque eletto. 

(altro…)

Se ITA Airways intima “wait you turn”…

Cartello di ITA Airways, presumibilmente al check-in o al gate, con scritta ATTENDERE IL PROPRIO TURNO e traduzione maldestra in inglese WAIT YOU TURN
(tweet di @dorinileonardo; cartello visto a Linate)

Su Twitter c’è chi ha commentato l’inglese sgrammaticato di questo cartello di ITA Airways soffermandosi sulla costruzione del verbo wait che, come si impara con i primi rudimenti di inglese, è intransitivo e va seguito dalla preposizione for, quindi ci si aspetterebbe wait for your turn.  

In realtà in associazione a turn è del tutto corretto invitare ad aspettare il proprio turno ricorrendo all’espressione wait your turn, una costruzione idiomatica che è anche lemmatizzata separatamente da alcuni dizionari.

(altro…)

Se gli ospedali sono “sold out”…

Titolo di Repubblica, 1 agosto 2022: “Napoli, SOS ospedale Cardarelli: reparti sold out, chiude il pronto soccorso”

Non mi stanco di ripetere che l’abuso di anglicismi è inversamente proporzionale all’effettiva conoscenza dell’inglese e questo titolo apparso in uno dei principali quotidiani italiani ne è una conferma.

Probabilmente chi usa sold out con il significato generico di esaurito non si rende conto che in inglese sold è il participio passato del verbo sell, “vendere”, e che sold out implica una transazione commerciale che non si può concludere perché non c’è più alcuna disponibilità del prodotto (merci o biglietti per spettacoli, eventi sportivi ecc.).

Non ha alcun senso dire che i posti letto di un ospedale pubblico sono sold out perché non sono mai stati in vendita. Eppure è un errore che fanno vari giornalisti e titolisti, tanto che nelle notizie apparse durante i picchi della pandemia si trovano parecchi esempi:

(altro…)

Per leonesse vegane (ma solo in inglese) ♫♬

Tweet con cartellone pubblicitario di Sainsbury’s con foto di rutabaga, carota e lime (in inglese swede, carrot, lime) e scritta “Sing it for the Lionesses” (da un tweet di Josh Steele con il commento “Hate how much I love this”

Questa pubblicità del supermercato britannico Sainsbury’s apparsa in alcune città inglesi a fine luglio 2022 esemplifica il concetto di conoscenze enciclopediche: l’insieme di informazioni linguistiche ed extralinguistiche che il lettore usa nell’interpretazione di un testo per formulare inferenze sul “non-detto”, tra cui particolari conoscenze del mondo condivise da chi appartiene a una cultura specifica. 

Per capire il gioco di parole della pubblicità, qui legato a un particolare evento ma in circolazione da tempo, bisogna infatti:

riconoscere il tubero rotondo, molto comune da quelle parti ma quasi sconosciuto in Italia, e sapere che in inglese britannico si chiama swede /swiːd/.

(altro…)

“marmalade sandwich, ma’am?”

Orso Paddington mentre estrae delle fette di pane dal cappello: “Perhaps you would like a marmalade sandwich? I always keep one for emergencies!” Regina Elisabetta mentre estrae del pane dalla borsetta: “So do I. I keep mine in here… for later”

È piaciuto molto il video della Regina Elisabetta con l’orso Paddington che ha dato il via ai festeggiamenti del giubileo di platino del 4 giugno 2022. Chi l’ha visto saprà che l’orsetto le offre un marmalade sandwich che tiene nel cappello, per le emergenze, e lei gli fa vedere che ne ha già uno nella sua famosa borsetta.

Vari media italiani hanno tradotto letteralmente marmalade sandwich con sandwich alla marmellata, senza considerare alcune differenze d’uso tra inglese e italiano.

Paese che vai, sandwich che trovi…

Innanzitutto si nota una differenza di pronuncia:
in inglese la d è muta, si dice /ˈsænwɪtʃ/ o /ˈsænwɪdʒ/,
in italiano invece la d si pronuncia, si dice “senduic” /ˈsɛndwiʧ/.

(altro…)

Deadcatting (e altri gatti morti, in inglese)

disegno stilizzato di gatto morto stecchito con occhi a crocetta

 

Nel Regno Unito si discute dell’intenzione di Boris Johnson di reintrodurre il sistema di misura imperiale (once, libbre, pinte, galloni…) in sostituzione al sistema metrico e di annunciarlo durante i festeggiamenti per il giubileo di platino della regina, in modo da riconquistare consensi tra i sostenitori della Brexit.

Strategia del gatto morto

Molti ritengono che si tratti dell’ennesimo stratagemma per distrarre da scandali e problemi ben più seri, e che sia quindi un tipico caso di dead cat strategy.

(altro…)

Il genio della lampada, altrove anche in bottiglia

Non occorre spiegare cosa si intende con genio della lampada – l’espressione fa parte delle nostre conoscenze enciclopediche e ci fa pensare immediatamente a uno spirito che con i suoi poteri magici può esaudire fino a tre desideri.

immagine della lampada che strofinata per lucidarla fa uscire un genio con aspetto arabeggiante

Grazie a film, cartoni animati e illustrazioni della storia di Aladino, nel nostro immaginario la lampada è un oggetto con una forma particolare, come nel disegno, e quando viene strofinata il genio si materializza uscendo dal beccuccio per la fiammella. 

Anche in inglese il genio è racchiuso all’interno di una lampada – genie of the lamp – però in alcuni contesti può essere anche in un altro contenitore, come si può vedere in questa striscia di Pearls Before Swine:

(altro…)

“May the 4th…” linguistico 😉

vignetta con giochi di parole intraducibili

vignetta di @twisteddoodles

Gli appassionati di Guerre stellari e i frequentatori di social sanno che oggi 4 maggio è Star Wars Day, giorno scelto grazie a un gioco di parole. In inglese infatti la data è May the fourth, che rimanda a una delle frasi più note della saga, May the force be with you, “che la forza sia con te”, oggi trasformata nell’augurio May the 4th be with you.   

La frase e la vignetta funzionano grazie ad alcuni meccanismi linguistici familiari.

Omonimia e omofonia

Il nome del mese May e il verbo may sono un esempio di omonimia, parole di etimo e significato diverso che sono omografe e qui anche omofone: stessa grafia e stessa pronuncia, /meɪ/, ma origine completamente diversa: il latino Maius (mensis) per il mese, attraverso il francese mai, e l’inglese antico mæg per il verbo.

(altro…)

Anglicismi superflui: road map verso la normalità

Titoli: 1 Covid, ecco la road map per archiviare il green pass; 2 Covid, addio allo stato d’emergenza, la road map verso la normalità. Speranza, non c’è il pulsante OFF; 3 La road map verso la normalità; 4 La road map del governo. Immagini di calendari.

Un anglicismo che ultimamente va per la maggiore nei media è road map, ricorrente nelle notizie sulla fine dello stato di emergenza per l’epidemia da COVID-19.

Road map in inglese

In inglese il significato letterale di road map (o roadmap) è carta stradale, mentre in senso figurato può indicare:
1 una guida di riferimento o uno schema dettagliato per orientarsi tra i diversi aspetti di argomenti complessi (ad es. a road map to Artificial Intelligence); 
2 nel linguaggio giornalistico, politico ed aziendale è una strategia o un piano dettagliato finalizzato al raggiungimento di un particolare obiettivo (ad es. business road map, road map for production, road map for global carbon neutrality).

(altro…)

21 marzo, giornata mondiale della poesia

Il 21 marzo è il primo giorno di primavera* e si festeggia anche la giornata mondiale della poesia – World Poetry Day – istituita dall’UNESCO.

Immagine con versi di Emily Dickinson: But He is mastered, now, I’m some accustomed to Him grown, He hurts a little, though –  […]

Nell’immagine, i primi versi di una poesia di Emily Dickinson del 1862 nota come I dreaded that first Robin… [J348]. Esprime tormento per l’arrivo della primavera e il risveglio della natura, una rinascita in conflitto con la propria sofferenza interiore.

L’inizio della primavera è simboleggiato da that first Robin che nelle traduzioni italiane viene reso letteralmente con “quel primo pettirosso” (esempio). È una metafora che però può essere fuorviante per un lettore italiano: nel nostro immaginario il pettirosso è un uccellino invernale che è raro vedere in questa stagione.  

(altro…)

Lieti etimi letamici

immagine di mucca con la scritta MANURE HAPPENS

Ho scoperto che le parole inglesi apparentemente non correlate manure /məˈnjʊə(r)/, letame, e manouvre /məˈnuːvə(r)/, manovra, hanno lo stesso etimo: il latino medievale manuopera “lavoro fatto con la mano”, da cui la parola francese manoeuvre che nel tempo ha acquisito due significati molto diversi: 1 lavoro manuale diventato lavoro nei campi, da cui poi la concimazione e per metonimia il letame, e 2 mossa tattica.

Anche la parola italiana letame condivide l’origine con una parola che non sembrerebbe per nulla correlata, l’aggettivo lieto: derivano entrambe dal verbo latino laetare, “concimare”, da cui laetamen e laetus, “fertile”, da cui poi il sentimento di gioiosa serenità.

(altro…)

Una miscela metaforica (in inglese)

Quante espressioni idiomatiche inglesi riconoscete in questa vignetta di Dave Whamond?

vignetta americana intitolata Mixed metaphors can be a recipe for disaster

Mixed metaphor è una combinazione strampalata di espressioni idiomatiche diverse – esempi italiani potrebbero essere tanto va la gatta al lardo che i topi ballano o non svegliare il cane che morde.

(altro…)

È stata fatta una ricerca per la categoria “inglese”.