Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post nella categoria “inglese”

Prosciutti!

Vignetta con dialogo tra prosciutto e maiale in visita di cortesia con mazzo di fiori. Prosciutto: “did you read my profile?” Maiale: “I had a different idea of ‘recently cured’”

In inglese cured significa guarito ma ha anche altre accezioni. Se riferito a carne, pesce o altri prodotti, significa conservato tramite affumicatura, salatura o essiccatura. Ad esempio, il prosciutto crudo italiano, chiamato semplicemente prosciutto in inglese, viene descritto come dry-cured ham oppure raw cured ham.

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“Zitto e mosca!” spiegato al volo

Zitto e mosca! Cosa c’entrano le mosche con l’esortazione a fare totale silenzio o a mantenere assoluta riservatezza? Per il Grande dizionario della lingua italiana Battaglia l’espressione probabilmente deriva dal riferimento al proverbiale silenzio in cui non si deve sentire volare neppure una mosca.

L’origine dell’interiezione è anche una scusa per sorridere con una striscia di Pearls Before Swine con mosca gigante:

Striscia con Rat che chiede a Pig cosa sta facendo seduto su una mosca gigante. Pig risponde che sta scrivendo una storia e spiega “I like creating stuff on the fly”

Come in molte altre strisce di Stephan Pastis, l’autore ritratto nell’ultima vignetta, il meccanismo umoristico verte su un’espressione figurata interpretata letteralmente da Pig.

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FUD, da paura!

Esempi di marchi: stritFUD, Gente del FUD, Radio FUD, SUD ‘N’ FUD, STRIT FUD la traduzione italiana del gusto

Nel mondo della ristorazione veloce si notano spesso nomi di attività o eventi per i quali sono usate parole inglesi del lessico di base che, con intento spiritoso, vengono scritte come si pronunciano in italiano. È un esempio di assimilazione grafica già descritto in Da Halloween ad Allouìn.

Una parola ricorrente è FUD per food ma dubito che chi la usa sappia che in inglese FUD è un acronimo con un significato negativo preciso: sta per Fear, Uncertainty and Doubt.

FUD, dal marketing alla propaganda

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Brexit Day senza Big Ben Bong

vignetta con un immagine del Parlamento europeo a Bruxelles e la bandiera del Regno Unito ammainata tra le altre bandiere in cima ai pennoni
Vignetta: Christian Adams

Brexit Day: quasi 4 anni dopo il referendum del 23 giugno 2016, oggi 31 gennaio 2020 alle 24 (ore 23 a Londra) il Regno Unito esce ufficialmente dall’Unione europea.

Big Ben bong

Stasera a Londra ci saranno festeggiamenti vari in Parliament Square, tappezzata di bandiere del Regno Unito, e un orologio con il conto alla rovescia verrà proiettato sulla facciata di Downing Street.

Ma il Big Ben, sotto restauro, non rintoccherà, come invece aveva sperato Boris Johnson che, senza verificare che fosse fattibile, aveva annunciato una raccolta di fondi per la costosa operazione di rimetterlo momentaneamente in funzione:

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Neologismi dei social: reactji (e lit)

reactji in Twitter

Nell’interfaccia dei messaggi diretti di Twitter da qualche giorno c’è la possibilità di aggiungere una reazione predefinita scegliendola tra 7 emoji. Nella documentazione ufficiale la nuova opzione si chiama emoji reactions in inglese e reazioni in forma di emoji in italiano.

Non è una funzionalità innovativa: è presente da tempo su altre piattaforme, introdotta con le reazioni di Facebook nel 2016. C’è però un dettaglio linguistico che mi ha incuriosita.

È il nome alternativo informale che ho visto usare in inglese: reactji o reacji, parola macedonia formata da reaction+emoji che richiama altre parole già familiari come emoji, kaomoji, animoji e memoji.

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“la coda che scodinzola il cane”

Vignetta americana uscita dopo l’uccisione del generale iraniano Suleimani ordinata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump:

vignetta con Trump che scuote per la coda un cane con scritta WAR e intanto chiede What impeachment?

Vignetta: Scott Stantis 

C’è un riferimento esplicito a un modo di dire che mi piace molto, the tail is wagging the dog, letteralmente “la coda sta scodinzolando il cane”. Ha origine nel XIX secolo e si dice quando un dettaglio non rilevante o secondario acquisisce importanza spropositata, al punto di diventare l’aspetto dominante.

Ne è derivata l’espressione wag the dog, usata in politica per indicare che qualcuno sta usando un espediente per distogliere l’attenzione da qualcosa di ben più importante.

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Cos’è il singular they e come si usa

tweet dell’American Dialect Society: The 2019 Word of the Year is “(my) pronouns,” and the Word of the Decade is gender-neutral singular “they.” #woty19

Mi ricollego a 10 parole dell’anno 2019 per aggiungere le scelte dell’American Dialect Society (ADS), a cui viene sempre dato molto risalto nei media di lingua inglese.

Gli elementi linguistici (“words”) considerati più significativi dall’ADS sono la locuzione (my) pronouns come parola dell’anno 2019 e l’uso “neutro” del pronome they come parola del decennio 2010-2019.

Sono scelte indicative di cambiamenti sociali importanti che riconoscono che alcune persone non si indentificano né nel genere maschile né in quello femminile (possono essere non binary, transgender, intersex ecc.) e hanno ripercussioni anche nella lingua inglese con nuove opzioni lessicali e alcuni importanti cambiamenti grammaticali.

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Il “canarino climatico”

Vignetta intitolata “climate coal mine”. Ci sono due minatori al lavoro alle cui spalle c’è una gabbietta con etichetta Australia e il trespolo in fiamme. Uno dei minatori chiede all’altro: “By the way, how’s the canary doing?”
Vignetta: Tom Toles 

Tra le parole inglesi legate all’emergenza climatica c’è climate canary. È una metafora preoccupante: un segnale d’allarme che si sta prospettando una catastrofe ambientale rappresentato dalle cattive condizioni di salute e/o la diminuzione o la scomparsa di specie od organismi viventi. Esempio d’uso: Australia is now the global climate canary for the first world.

Climate canary non è però un neologismo recentissimo: è stato coniato all’inizio del secolo ma la sua frequenza d’uso è aumentata ultimamente, associata alle manifestazioni sempre più evidenti del cambiamento climatico.

Canary in a coal mine

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Epifania con magi e meggings!

Un tweet per il giorno dell’Epifania con vari spunti linguistici:

tweet di Agnes Crawdford: Today is Epiphany, a public holiday in Italy which marks the end of the festive season. Here are three wise men in meggings from Ravenna.
(dettaglio di mosaico della Basilica di Sant’Apollinare Nuovo a Ravenna)

I Re Magi in inglese

In inglese si fa riferimento ai Re Magi con nomi diversi: Three Wise Men, Three Kings e Magi. Come in italiano, possono essere scritti sia con le iniziali maiuscole che minuscole. 

In senso storico e biblico il sintagma wise man non va interpretato letteralmente come “uomo saggio” ma ha l’accezione di sacerdote che praticava astrologia, divinazione e arti magiche. 

La parola magi è peculiare perché la pronuncia della consonante g cambia dal singolare al plurale: magus /ˈmeɪɡəs/ vs magi /ˈmeɪʌɪ/, allo stesso modo di mago vs magi in italiano.

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Quando 2020 diventa “venti venti”

VentiVenti

Come si pronuncia l’anno nell’augurio BUON 2020?

Io dico “duemilaventima in questi giorni si sente spessissimo “venti venti” e sui social imperversa l’hashtag #VentiVenti, che si ritrova anche in altre lingue, ad es. #ZwanzigZwanzig in tedesco, #VeinteVeinte in spagnolo, #VingtVingt in francese, #TwintigTwintig in neerlandese.

È sicuramente un calco dell’inglese twenty twenty, una convenzione per leggere gli anni nelle date scomponendoli in due numeri di due cifre che è motivata da questioni di lunghezza. L’ho descritta in Olimpiadi invernali 2026: prove di lettura.

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10 parole dell’anno 2019

parole 2019

Anche quest’anno vi propongo alcune parole dell’anno dall’osservatorio personale del blog. Le ho scelte perché le trovo rappresentative per motivi molto diversi: alcune, anche se forse destinate a rimanere occasionalismi, consentono di evidenziare le peculiarità dei meccanismi lessicali usati; altre ci fanno riflettere sulle [scarse] competenze linguistiche dei parlanti.

►  Inglese farlocco: foodtelling
►  Nuova accezione: lenzuolata
►  Insolito calco social: blessare
►  Parola più connotata: capitana
►  Anglicismo frainteso: revenge porn ➝ pornovendetta 
Tormentone della politica estiva: plasticamente
Traduzione più controversa: adoratori della Pasqua
►  Anglicismo istituzionale superfluo: plastic/sugar/colf tax 

Aggiungo anche altri due esempi che non ho descritto nel blog ma che per motivi alquanto diversi sono parole rappresentative del 2019, sardine e l’anglicismo virale OK boomer.

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31/12/2019: fine decennio vs fine decade

Esempi di “decade” in inglese e in italiano (“2010-2019 una decade nella moda”; “le canzoni fondamentali di una decade ormai agli sgoccioli”; “Greta Thunberg: la decade che inizia sarà fondamentale per il nostro futuro”; “2010-2019, il racconto di una decade”

10 anni, in inglese e in italiano

In inglese decade* è il decennio, un qualsiasi periodo di dieci anni oppure una specifica suddivisione del secolo, mentre in italiano contemporaneo decade è un periodo di dieci giorni (in inglese ten days) e indica anche altri tipi di raggruppamenti per dieci.

Le parole decade in inglese e decade in italiano sono quindi falsi amici ma a causa di traduzioni frettolose il calco decade = decennio è ormai così diffuso che va considerato un prestito camuffato e come tale è registrato anche nelle edizioni più recenti dei principali dizionari.

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No, Trump non è stato “impicciato” 🍑

Ieri il presidente americano Donald Trump è stato formalmente messo in stato d’accusa tramite la procedura di impeachment prevista dalla costituzione statunitense. Notizia apparsa in un noto quotidiano (poi modificata):

Donald Trump fa il suo ingresso nei libri di Storia come il terzo presidente impicciato d’America – dopo Andrew Johnson nel 1868 e Bill Clinton nel 1998 (Nixon si dimise prima del voto)

In questo contesto il calco impeach – impicciare non mi pare abbia molto senso anche perché non è immediatamente riconoscibile, nonostante l’etimo comune alle due parole che ho già descritto in Impicci e impacci dell’impeachment. Il verbo transitivo impicciare infatti significa intralciare od ostacolare e nell’uso riflessivo impicciarsi vuol dire immischiarsi, intromettersi.

Sarebbe comunque accettabile la risemantizzazione del verbo impicciare (neologismo semantico) per descrivere una procedura costituzionale specifica del diritto statunitense?

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La rumorosità dell’italiano, lingua isosillabica

immagine e titolo: Can Italians be persuaded to speak sotto voce on the train?

Un articolo di Tobias Jones per The Guardian prende spunto dall’annuncio di una nuova area Standard Silenzio sui treni Frecciarossa per alcune considerazioni sullo stereotipo che gli italiani parlano sempre a voce alta.

Jones evidenzia anche ad alcuni aspetti linguistici che differenziano l’italiano dall’inglese e possono contribuire alla percezione che la nostra sia una lingua più rumorosa. In particolare, fa riferimento all’isocronia (in inglese timing), un fenomeno fonetico che consiste nella ripetizione costante di particolari elementi prosodici all’interno di una frase.

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Maglioncini invernali

dolcevita e lupetto

Sui social è diventato virale un lapsus della giornalista Lucia Annunziata che si è confusa sulla parola maglioncino [a collo alto], un capo di abbigliamento che grazie ai suoi nomi alternativi dà lo spunto per alcune osservazioni lessicali.

Dolcevita e lupetti

Il maglioncino a collo alto ripiegato, se aderente, è noto anche come dolcevita, nome che deriva dal film di Fellini, La dolce vita, perché in quel periodo il protagonista Marcello Mastroianni* indossava spesso il capo, anche se non nel film.

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