Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post nella categoria “inglese”

Non è una primula rossa!

Anagallis arvensis

La pianta nella foto è l’anagallide (Anagallis arvensis), un’erba infestante molto comune nei prati e nei luoghi incolti. In alcune zone è nota anche come mordigallina, probabilmente per l’effetto tossico della pianta se mangiata da galline e altri volatili.

I fiori, di colore vermiglio tendente all’arancione, sono molto piccoli, di diametro inferiore al centimetro e piuttosto insignificanti, eppure hanno lasciato il segno nella cultura popolare di più lingue – anche l’italiano, ma indirettamente.

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Solstizio d’estate e midsummer

solstizio estate

Nella parola solstizio si riconosce facilmente l’elemento sol(e) ma non è altrettanto trasparente il significato di stizio, da sĭstere, forma derivata dal verbo stare nel significato di “fermare, fermarsi” perché indica l’istante nel quale il sole cessa di alzarsi sopra l’equatore celeste e pare si fermi per poi riabbassarsi (fonte: Vocabolario Treccani).

L’equivalente inglese è solstice. Se estivo si può chiamare anche midsummer, parola che può indicare giornate diverse:

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Le calciatrici italiane non hanno rubato!

Il calcio non mi interessa minimamente e non sapevo che in questo periodo ci fosse il mondiale di calcio femminile, tantomeno che ieri l’Italia avesse giocato e vinto 2-1 all’ultimo minuto contro l’Australia. L’ho scoperto solo perché sono stata coinvolta in una discussione sul significato del verbo steal in un tweet della nazionale australiana:

tweet da @TheMatildas: 90+5' Goal Italy. The Europeans steal it at the death. 1-2 #AUSITA

A quanto pare parecchi connazionali si sono risentiti del commento, convinti che la squadra australiana avesse accusato quella italiana di avere rubato la partita.

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Salto quantico, determinologizzato

Questa vignetta di SMBC gioca con la differenza tra parole e termini (lessico specialistico vs lessico comune):

Primo pannello, contesto aziendale, donna dice ai colleghi “Quick! I need a term that actually means something very small, but which people think means something large and significant! Secondo pannello, davanti a un pubblico: “This policy represents a quantum leap in education reform!”

Il processo di determinologizzazione

Alcuni termini (lessico specialistico) subiscono un processo di determinologizzazione: entrano nel lessico comune dove vengono usati con un significato molto più generico. Esempi: algoritmo, ecosistema, anno luce, meme, interfaccia.

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Brexit significa anche #Trexit

vignetta con uscita di scena di May  Vignetta: Christian Adams

Uscita di scena di Theresa May, che ha annunciato che il 7 giugno darà le dimissioni dal ruolo di primo ministro del Regno Unito. Su Twitter si è subito diffuso l’hashtag #Trexit, modellato su Brexit con l’iniziale e la seconda consonante del nome Theresa, che in inglese si pronuncia /təˈriːzə/.

La Brexit lessicale dei politici

Trexit è uno degli innumerevoli esempi dell’enorme produttività di Brexit, parola del XXI secolo, e fa parte di un intero filone di variazioni più o meno effimere con nomi di leader politici, non solo in inglese: in Italia abbiamo visto Renxit e Renzexit e in Germania c’era chi aveva auspicato Merkxit e Merkelexit.

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Milkshaking, occasionalismo politico

vignetta con bicchierone di milkshake da cui viene fatto volare fuori il contenuto
Vignetta: Lucas Varela per Financial Times

Nel Regno Unito sta facendo discutere una nuova forma di protesta politica diretta a esponenti populisti, di estrema destra e pro Brexit, che vengono inondati con frappé (milkshake) del tipo venduto in bicchieroni nei fast food

Dal sostantivo milkshake sono nati e subito diventati virali due neologismi: il verbo milkshake e quindi il sostantivo milkshaking. Esempi d’uso:
1 Why Milkshaking Works 
2 Anti-EU candidates have been #milkshaked 
3 Today’s front pages: milkshaken Farage and rise in racism

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Espressioni “animalisticamente corrette”

Negli Stati Uniti PETA, una nota organizzazione animalista, ha dato indicazione di non usare più alcuni modi di dire che ritiene “antianimali” e di sostituirli con frasi alternative che eliminano lo specismo* dal proprio linguaggio:

tabella di PETA con frasi incriminate e loro alternative: Kill two birds with one stone vs feed two birds with one scone; be the guinea pig vs be the test tube; beat a dead horse vs feed a fed horse; bring home the bacon vs bring home the bagels; take the bull by the horns vs take the flower by the thorns

Le cinque espressioni idiomatiche inglesi che PETA vuole sostituire sono:

Kill two birds with one stone, “prendere due piccioni con una fava”, che diventa feed two birds with one scone: anziché uccidere due uccelli con una pietra, gli si dà da mangiare una focaccina.

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Fibsy wibsy, è reduplicazione

“DON’T CHECK TWITTER!”

Per chi non conosce Pearls Before Swine, Pig è un personaggio infantile, tonto e anche un po’ fifone che interpreta tutto letteralmente e che mi fa sempre sorridere. In questa striscia però ho notato soprattutto alcuni dettagli linguistici e culturali

Peachy, all’americana

L’aggettivo peachy (da peach, pesca) ha due accezioni:
1  “simile a una pesca” come colore, sapore o sensazione al gusto o al tatto;
2 un significato figurato informale di molto piacevole, ottimo, che va molto bene, usato principalmente nell’inglese americano: si tratta quindi di un esempio di variazione diatopica.

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Trucchetto “inglese” per la tabellina del 9

Questa illustrazione di Sketchplanations descrive l’espediente per calcolare la tabellina del 9 con le dita come viene insegnato ai bambini inglesi:

illustrazione con il metodo per ottenere la tabellina del 9 usando le dita

Con i palmi delle mani rivolti verso di sé, basta piegare il dito che corrisponde al secondo fattore (nell’esempio, il terzo dito per calcolare 9×3) e contare le altre dita: il numero di dita a sinistra di quello piegato rappresenta le decine, quello a destra le unità.

Se si confronta questa descrizione con quella dell’illustrazione, si può notare anche una differenza particolare: le tabelline inglesi hanno l’ordine dei fattori invertito rispetto a quelle italiane.

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Umorismo britannico: troppo burro!

Fawlty Towers è un classico della comicità televisiva britannica. Per chi non lo conosce, John Cleese interpreta l’albergatore Basil Fawlty, irascibile, gretto e maleducato con ospiti e personale. Una vittima ricorrente è il cameriere spagnolo Manuel, le cui conoscenze rudimentali dell’inglese danno luogo a inevitabili fraintendimenti.

Questo è uno degli sketch più divertenti:

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Pasqua con orecchie da coniglio e da coniglietto

orecchie da coniglioNei giorni scorsi è diventata famosa, suo malgrado, una persona “che si fa i selfie con le orecchie da coniglio”. Anche senza avere visto la famigerata foto, è facile immaginarla realizzata con un filtro o un’app che consente di aggiungere al volto dettagli disegnati (orecchie, nasi, baffi…) in stile fumetti o cartoni animati.

In inglese, invece, in un contesto di foto le “orecchie da coniglietto”, bunny ears, sono le dita a V che al momento dello scatto si mettono per scherzo dietro alla testa di qualcuno (give someone bunny ears), allo stesso modo delle corna italiane.  

vignetta con coniglio che fa foto a due conigli, uno dei quali mette indice e medio a V dietro la testa dell’altro
vignetta: Leigh Rubin

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“Prima l’italiano”?

Avete già visto lo sketch di Maurizio Crozza nel ruolo del ministro Salvini che contrasta l’invasione delle parole straniere?

Lo spunto per lo sketch è la decisione del ministro di usare la traduzione letterale tassa piatta in alternativa a flat tax.

Sono però convinta che Crozza voglia ridicolizzare anche tutti i politici che hanno scelto come cavallo di battaglia la tutela della lingua italiana, spesso senza una comprensione adeguata dei suoi meccanismi e quindi con scarsa credibilità.

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Brexit, è caos totale

L’ultima novità certa sulla Brexit è la proroga o rinvio flessibile fino al 31 ottobre, su tutto il resto non si riesce ancora a capire cosa succederà veramente.

Brexit chaos
Illustrazione: David Parkins per
The Economist

In questa illustrazione di David Parkins si trovano molte espressioni e modi di dire per descrivere situazioni caotiche ed estremamente confuse, come appunto la Brexit.

Si diversificano per registro e frequenza d’uso e, a parte chaos e hell, caos e inferno, le altre sono meno comuni e forse non note a tutti.

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Brexit, brexiting e #BrexitShambles

Oggi 29 marzo 2019 è Brexit Day, il giorno in cui sarebbe dovuta avvenire l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, ma al momento non si sa ancora esattamente quando avverrà.

Il verbo brexit

Intanto è diventata virale questa definizione di brexiting:

Brexiting, verb: 1) telling everyone at the party that you are leaving, but actually staying. Example: Theresa is at the party, brexiting near the fridge for over an hour now.

“A una festa, dire a tutti che si sta per andare via ma invece trattenersi” è un’accezione divertente che però probabilmente ha origine in altre lingue (dettagli più sotto).

Serve anche a ricordare che il verbo brexit non è una novità: si usava già prima del referendum del 23 giugno 2016 con un significato inizialmente solo letterale, descritto in Brexit, Bremain e la crasi dei media italiani.

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“the baby is woke”

Tra le prime parole del lessico di base inglese che si imparano quando si studia la lingua ci sono il verbo irregolare wake, woke, woken, “svegliare, risvegliarsi” e l’aggettivo awake, “sveglio”, ad es. the baby is awake.

È invece più recente e ha un significato figurato l’aggettivo woke, formato per transcategorizzazione (verbo ➝ aggettivo). C’è un esempio in questa vignetta ironica con neonato che si lamenta della sua situazione e si ripromette di partecipare a una qualche marcia di protesta non appena saprà camminare:

Vignetta interno casa: bambino piccolo in un lettino urla piangendo “this is unjust! I’m going to go on a march as soon as I can walk”. ell’altra stanza i genitori si svegliano e la mamma dice “Oh, no… The baby is woke”

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