Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post nella categoria “giornali”

flash flood, alluvioni lampo e nubifragi

In inglese la parola flash flood descrive un’alluvione improvvisa e devastante come quelle che martedì hanno colpito alcune zone di Liguria e Toscana e giorni prima anche Roma.

foto nubifragioIn italiano la parola nubifragio descrive  
1)   “una precipitazione abbondante, violenta, talora
       temporalesca, che può provocare in poche ore
       straripamenti di fiumi, allagamenti e frane” * 
ma anche, nell’uso contemporaneo, 
2)  “il complesso di fenomeni rovinosi (soprattutto frane
      e devastazioni dovute allo straripamento di fiumi e
      torrenti) provocati da piogge particolarmente intense” **

Anche se i due diversi referenti possono creare ambiguità, nubifragio mi sembra comunque una parola efficace perché è specifica e facilmente riconoscibile (e fa pensare a nube+naufragio anche senza conoscere l’etimologia).

(continua…)

visionary <> visionario

Oggi esce la biografia di Steve Jobs e presumo che nei media italiani la parola visionario sarà di nuovo inflazionata. Chi sa l’inglese può interpretarla correttamente, altrimenti forse non tutti riconoscono il falso amico visionary / visionario.

In inglese il sostantivo e l’aggettivo visionary hanno soprattutto connotazioni positive. Nei loro significati più comuni descrivono qualcuno che ha le idee chiare sul futuro e/o che è molto originale e creativo, come si può verificare in qualsiasi dizionario o ricavare dal contesto di espressioni come visionary leadership. Esempio dal Macmillan Dictionary:

voce visionary in Macmillan Dictionary

In italiano, invece, visionario condivide con l’inglese solo il significato relativo alle visioni mistiche mentre le altre accezioni sono decisamente meno lusinghiere, come si può vedere nella voce del vocabolario Zingarelli 2012 (cfr. in particolare l’esempio riformatori visionari e quello inglese visionary reformer qui sopra):

(continua…)

“Stay hungry. Stay foolish” in italiano

Morgaine, una lettrice del blog, mi ha scritto a proposito di Stay hungry. Stay foolish, la frase pronunciata da Steve Jobs a conclusione dell’ormai famoso discorso ai laureandi di Stanford.

Stay hungry. Stay foolish. Contesto: Jobs aveva spiegato che la frase era apparsa sull’ultimo numero di una rivista “alternativa” della controcultura americana che, quando era ragazzo, era stata una specie di bibbia per la sua generazione.

Morgaine mi ha chiesto di parlarne perché pensa che la traduzione scelta da quasi tutti i media italiani, Siate affamati, siate folli, non sia corretta.

(continua…)

Il compound di Gheddafi (e quello di Bin Laden)

In questi giorni quasi tutte le notizie sulla Libia parlano del compound di Gheddafi.

In inglese la parola compound, se riferita a un luogo, può avere significati diversi ma in genere identifica un gruppo di edifici che hanno una funzione comune e che sono circondati da una delimitazione (fisica, come un muro, o anche semplicemente visiva).

In italiano si può rendere il significato di compound in vari modi, ad es. con complesso inteso come “insieme di edifici destinati a una determinata funzione” (complesso residenziale / ospedaliero / militare / fortificato…), oppure ricorrendo a parole più specifiche, ad es. in un contesto militare un compound potrebbe essere una caserma o una zona militare, in un contesto urbano una cittadella ecc.

BinLaden_compound_Wikipedia Nei mesi scorsi anche il luogo dove viveva ed era morto Bin Laden era stato descritto dai media di lingua inglese come compound. I media italiani avevano inizialmente riportato la notizia con parole come residenza (fortificata), rifugio, roccaforte ecc., poi era nata un’irresistibile attrazione per compound.

A pochi mesi di distanza l’infatuazione continua: gli stessi media ora ricorrono quasi esclusivamente a compound per riferire di Gheddafi e del suo bunker, anche in notiziari destinati a un pubblico che forse non ha molta familiarità con l’inglese. Si lascia che il significato venga intuito dal contesto, senza spiegazioni (e presumo senza aver verificato che questo prestito non è ancora registrato dai principali dizionari di italiano).

Misteri (o forse solo un po’ di pigrizia) dei media italiani?

 compound

Vedi anche: Ma sono proprio germogli di SOIA?idiosyncrasy <> idiosincrasia, Falsi amici all’ombra del sicomoroHung Parliament: non è "appeso" per esempi di inesattezze nei media italiani probabilmente dovute a conoscenze non adeguate dell’inglese.

Inglesi e mance: tronc e troncmaster

Cameron_no_tipIeri anche in Italia è stato dato risalto alla notizia riportata da vari media britannici che David Cameron, in vacanza in Toscana, ha bevuto un cappuccino in un bar ma poi, scandalo, non ha lasciato la mancia!

Siamo proprio in silly season, non solo oltremanica. 
Mi domando se i redattori italiani che hanno criticato il premier britannico, riprendendo pedissequamente i commenti inglesi, siano soliti lasciare la mancia quando, in Italia, fanno colazione al bar (a meno che non si tratti di qualche centesimo di resto per fare cifra tonda). Non mi sembra si siano resi conto della differenza culturale che rende la storia della mancia mancata una “non notizia” per un pubblico italiano.

Come ben sa chi viaggia all’estero, le consuetudini sulle mance cambiano moltissimo da paese a paese. Senza mai arrivare ai livelli americani, anche nel Regno Unito i camerieri contavano sulle mance per arrotondare lo stipendio, perlomeno fino a un paio di anni fa, quando è stata introdotta una normativa tuttora molto discussa. In quell’occasione HM Revenue & Customs (il fisco britannico) aveva ufficializzato due termini abbastanza insoliti:

tronc: le modalità per dividere tra il personale le mance o i costi di servizio pagati dai clienti, oppure una specie di “cassa comune” in cui vengono raccolte tutte le mance (e anche l’insieme delle mance)
troncmaster: la persona, diversa dal datore di lavoro, incaricata di dividere le mance tra il personale

L’etimologia è dal francese tronc, la cassetta dell’elemosina, presumibilmente anche con riferimento al contenitore per le mance (tip jar) che si può trovare sui banconi o vicino alla cassa di alcuni locali.

Secessione della Lombardia o meronimia fallace?

Forse al Corriere della Sera conoscono qualche manovra di Bossi & Co di cui siamo ancora all’oscuro? A leggere una notizia sui ticket sanitari si direbbe infatti che sia imminente la secessione della Lombardia dal resto del paese:

Italia-Lombardia

[grazie a Luca per il link]

Facezie a parte, questa imprecisione mi dà uno spunto terminologico per ricordare cosa si intende per relazioni partitive (“x è parte di y”) in un sistema concettuale con relazioni di tipo gerarchico. I concetti Lombardia e Italia sono infatti legati da una relazione parte-tutto, anche detta meronimia:

image
Italia rappresenta il concetto sovraordinato che indica il tutto (l’olonimo) 
Lombardia rappresenta un concetto subordinato che indica una parte (il meronimo)
Lombardia, Liguria, Piemonte ecc. rappresentano concetti coordinati (co-iponimi) che hanno lo stesso sovraordinato e condividono il criterio di suddivisione all’interno del sistema concettuale

Nell’articolo citato ovviamente il tutto (Italia) non equivale alla somma di alcune parti (le altre regioni ad esclusione della Lombardia).

Vedi anche: border / boundary / edge / perimeter network per un esempio di relazioni generiche (“x è un tipo di y”).

Dopo la soia, i “germogli di mostarda”!

Alcuni media italiani sono recidivi. Dopo la confusione sui germogli di soia, riferiscono dei nuovi problemi di E. coli incorrendo in un altro errore di traduzione.

Una delle possibili cause dell’intossicazione in Francia viene identificata nei “germogli di mostarda”, ignorando però che la parola italiana mostarda descrive solo alcune preparazioni alimentari ma nessuna pianta, a differenza di moutarde in francese e mustard in inglese che sono anche i nomi di alcune brassicacee, in italiano senape.

Altra imprecisione: le notizie francesi parlano di semi (graines) provenienti dalla nota azienda britannica Thompson & Morgan e probabilmente di produzione italiana. A noi invece viene comunicato che sono i germogli ad arrivare dall’Italia: una bella differenza!

Ecco cosa scrive il Corriere della Sera:

germogli_di_mostarda

Altri esempi qui, qui e qui [link aggiunto].

Ai titolisti piace la sineddoche

Rimanendo in tema con gli ultimi post, ieri vari giornali e siti titolavano con un avvertimento del ministro della salute:

titolo Corriere

Poi però si scopriva che ancora una volta si trattava dei poco diffusi germogli e non degli ortaggi:

«allo stato attuale la fonte epidemica resta sconosciuta, attualmente si ipotizza […] come alla base dell’infezione ci possano essere germogli vegetali di erba medica, lenticchie, fagioli, zucche e fieno greco».

Ho sempre dovuto fare qualche sforzo per ricordare correttamente i nomi associati alle varie figure retoriche. Nel caso del trasferimento di significato tra parole che sono in relazione di quantità, la sineddoche, credo che d’ora in poi penserò alle tanto bistrattate verdure e ai loro germogli come esempio del tutto per intendere la parte!

Ma sono proprio germogli di SOIA?

Per i media italiani (5 giugno 2011)*, sarebbero i germogli di soia la nuova causa dell’epidemia da Escherichia coli in Germania:

titolo Repubblica

 titolo La Stampa

Ma perché proprio la soia, protagonista anche dei titoli spagnoli (esempi qui e qui)?

imageI media tedeschi parlano infatti di generici germogli, Sprossen (esempi: Sprossen sind mögliche Ehec-Quelle e Sprossen könnten Ursache sein), sottolineando che l’azienda che si sospetta all’origine dell’infezione ne produceva 18 tipi diversi; Der Spiegel fa alcuni esempi includendo tra i possibili germogli quelli di fagioli mungo, di ravanelli, di piselli e di lenticchie ma non di soia.

I media britannici usano la parola beansprout (anche bean sprout), che in inglese inizialmente indicava soprattutto i germogli di mung bean (fagioli mungo) ma che ora è una descrizione generica per tutti i tipi di germogli.

La BBC riporta così la notizia: The beansprouts include adzuki, alfalfa, broccoli, peas, lentils and mung beans, all grown in the nursery for consumption in salads. The Guardian aggiunge anche germogli di ravanello e girasole ma neanche in questo caso la soia.

Ho quindi il sospetto che le notizie nei nostri media non provengano da fonti originali tedesche ma da testi in inglese tradotti. Per il riferimento a beansprout probabilmente si è fatto affidamento ai dizionari inglese-italiano che non includono il significato più ampio della parola inglese ma si limitano a registrare il nome con cui in Italia si trovano in commercio i germogli di fagioli mungo (vigna radiata), appunto “germogli di soia, che però non hanno nulla a che fare con la vera soia (glycine max). Un paio di esempi:

Zanichelli: (alim.) bean sprouts (o bean shoots), germogli di soia
Hoepli: bean sprouts, germogli di soya 

Riportare la notizia con imprecisione, come hanno fatto i media italiani dando la colpa a un prodotto specifico anziché generico, potrebbe avere un certo impatto. Non oso immaginare la reazione di un produttore di soia che legga questo titolo del Corriere della Sera:

titolo Corriere

L’importanza della corretta terminologia e [aggiornamento] delle figure retoriche


* Aggiornamento 6 giugno ore 16 – Scagionati i germogli, riparte la caccia a un nuovo colpevole ma intanto in Italia molti media continuano a fare riferimento alla soia:

titolo Corriere

Aggiornamento 10 giugno ore 12 – In Germania confermano ufficialmente che E. coli era veicolato da generici germogli (Sprossen), senza però specificare quali, mentre i media italiani continuano ad avere qualche problemino con le traduzioni e mettono sotto accusa quelli di soia e quelli di fagiolo.

Aggiornamento 27 giugno – Nuovo errore di traduzione, stavolta riferito alla Francia: i fantomatici germogli di mostarda!!


Vedi anche:  idiosyncrasy <> idiosincrasia, Falsi amici all’ombra del sicomoroHung Parliament: non è "appeso" per altri esempi di inesattezze nei media italiani probabilmente dovute a conoscenze non adeguate dell’inglese.

 significato e differenza tra germogli di soia e germogli di fagiolo

Romani! Chi era costui?

Curioso errore del corrispondente da Londra del Corriere della Sera: in Il discorso della principessa, la lettura fatta in chiesa al matrimonio reale è diventata un passo dalla «Lettera di Romani» (con tanto di virgolette!) anziché dalla Lettera ai Romani
image

Immagino che la confusione sia causata dal testo inglese from Romans, forma abbreviata di from the Letter to the Romans, che nell’originale probabilmente è seguita dal numero che identifica il passo. Trovo comunque strano che un giornalista ignori una citazione che dovrebbe far parte delle conoscenze enciclopediche della maggior parte degli italiani, indipendentemente dal credo.

Kings_speechInvece, a proposito dell’allusione al film Il discorso del re, molti avranno notato che in italiano (e nelle altre lingue latine) si perde il doppio significato del titolo originale The King’s Speech, in particolare il riferimento alla balbuzie, uno speech impediment.

Non mi vengono in mente alternative, se non, forse, Parla il re (ma chi ha visto il film sa che il richiamo al discorso finale è fondamentale).

Nastro adesivo “americano”

Succede negli Stati Uniti: Attaccano il bambino di 22 mesi al muro con il nastro adesivo.

La notizia è sconcertante perché coinvolge un bambino ma chi ha familiarità con il mondo anglosassone avrà sicuramente capito che il materiale usato non è un nastro adesivo generico ma si tratta di duct tape (il nastro adesivo telato largo e robusto, comunemente di colore grigio argentato, noto in italiano come nastro americano).

Dilbert 19/3/1990 © Scott AdamsIn America il duct tape, in origine impiegato come materiale isolante, viene usato per gli scopi più disparati. Con un po’ di ingegno e un rotolo di duct tape ogni problema è risolvibile, tanto che sull’argomento ci sono libri, concorsi e soprattutto battute, vignette e scherzi di ogni genere: il “metodo” per bloccare al muro il malcapitato bambino è una nota goliardata (per qualche esempio, basta cercare duct tape pranks).

Il duct tape da tempo fa parte della cultura popolare americana (qualche dettaglio qui, qui e qui) e proprio per questo sia il nome duct tape che il verbo che ne deriva hanno connotazioni particolari non facilmente riproducibili in culture che non condividono le stesse conoscenze enciclopediche. Riconoscendole, la notizia del malcapitato bambino risulta davvero squallida ma forse non del tutto sorprendente: come direbbero certi prelati, va contestualizzata.

Dilbert 25/12/1994 © Scott Adams

Vedi anche: altri post nella categoria differenze culturali.

Ai giornalisti “parlamento appeso” piace proprio!

imageElezioni in Australia: nessuno dei due principali schieramenti ha raggiunto la maggioranza necessaria per formare il governo, situazione di stallo nota in inglese come hung parliament.

È un’espressione che i media italiani insistono a descrivere come “parlamento appeso”, traduzione poco azzeccata di cui ho già parlato in Hung Parliament: non è "appeso".

significato…

Falsi amici all’ombra del sicomoro

 

La turbina eolica ispirata al seme del sicomoro (da Wind Power)Probabilmente anche altri lettori di un importante quotidiano italiano sono rimasti perplessi dal titolo di un articolo su una turbina eolica innovativa, costruita da un’azienda britannica:

Eolico: nuova turbina disegnata ispirandosi al seme del sicomoro - Corriere della Sera

Il testo dell’articolo spiega che Il design [della turbina] è ispirato al seme del sicomoro, che cade a terra a spirale grazie ad «ali» a V

frutti di sicomoro (ficus sycomorus)Basta però fare doppio clic sulla parola sicomoro nell’articolo stesso per accedere alla definizione del Dizionario Sabatini-Coletti e confermare il sospetto che si tratti di una notizia tradotta: non è stato considerato che, in italiano, il sicomoro (ficus sycomorus) è una pianta che cresce in climi caldi e i cui frutti, simili ai fichi, non sono certo provvisti di ali.

In inglese, invece, sycamore è il nome di tre diversi tipi di albero:

1  in Europa indica l’acero montano (acer pseudoplatanus)
2  in America settentrionale è il platano (platanus occidentalis
3 in Africa e Medio Oriente descrive il ficus sycomorus, in italiano sicomoro*

samare (semi di acero) Nel caso della turbina eolica progettata nel Regno Unito, il riferimento è sicuramente all’acero, il cui seme, sàmara nella terminologia scientifica, ha due ali membranacee che gli consentono di ruotare in aria. Chi ha visitato il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano ricorderà che Leonardo Da Vinci aveva preso ispirazione proprio dai semi d’acero per progettare la macchina nota come “elicottero di Leonardo”. E in inglese il nome colloquiale delle samare è helicopter seeds, in azione in questo documentario della BBC (dal minuto 3:00):

The private life of plants – voce narrante di David Attenborough

*  Tra i principali dizionari italiani, solo il Vocabolario Zingarelli include “acero montano” come significato alternativo di sicomoro: probabilmente non viene più considerato un falso amico ma un calco entrato in italiano tramite ripetute traduzioni letterali? Non credo però che questa accezione, ancora poco comune, giustifichi la scelta lessicale nell’articolo citato (o nelle traduzioni di romanzi ambientati in Gran Bretagna e in Irlanda).

Tu Vuo’ Fa’ l’Americano?

Inizialmente incuriosita da un errore di battitura sul sito del Corriere della Sera, ho notato una formattazione insolita nelle pagine della Cronaca di Roma: tutte le parole nel titolo degli articoli nel percorso di navigazione hanno l’iniziale maiuscola.  

Articolo originale: Lo guardo più bello sulla Capitale è di «un milanese a Roma»

Le iniziali maiuscole per sostantivi, aggettivi e verbi nei titoli (di solito non per preposizioni o articoli) sono una convenzione tipicamente americana raramente usata in italiano, se non in alcune traduzioni che riproducono pedissequamente il testo originale. E può bastare il titolo per capire se il testo che segue è in inglese britannico o americano:

US to impose new sanctions on North Korea - The Independent

U.S. to impose More Sanctions Against North Korea - New York Times  .
Questa convenzione spiega la modalità Iniziali Maiuscole, probabilmente usata solo dagli americani, che si ottiene con la combinazione di tasti MAIUSC+F3 in Microsoft Word.


Vedi anche: Giornata della punteggiatura (USA), per alcune convenzioni di scrittura che variano in base al paese, Dr Johnson, sul diverso uso dei punti nelle abbreviazioni in inglese americano e britannico e [aggiornamento]  L’abuso delle Maiuscole.

John Doe, Mario Rossi e i loro parenti

Tra le notizie di ieri, una decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti che dovrebbe consentire processi civili contro la Santa Sede. All’origine del caso la denuncia di una vittima che a suo tempo ha subito abusi e che ha preferito non rivelare la propria identità. Nel primo articolo italiano che ho letto ho però notato che alla vittima veniva dato un nome che probabilmente è familiare agli appassionati di telefilm polizieschi americani:

Il cittadino dell’Oregon, John V. Doe, ha denunciato di aver subito abusi negli anni ‘60 nella scuola cattolica che frequentava. […]
Il prelato […] è stato infine trasferito nell’Oregon, dove Doe lo conobbe quando era quindicenne.  

Chi guarda CSI o programmi simili si sarà sicuramente accorto che le vittime non identificate si chiamano sempre John Doe, se uomo, e Jane Doe, se donna: sono infatti i nomi fittizi (variabili metasintattiche) che nel sistema legale degli Stati Uniti vengono usati per fare riferimento a persone sconosciute, ad es. se cadavere, o nei procedimenti giudiziari quando l’identità della persona coinvolta non è nota o non può/deve essere rivelata. È appunto il caso della causa civile di cui sopra, denominata “John V. Doe v. Holy See”, un dettaglio sfuggito al Corriere della Sera ma non ad altri che hanno interpretato i riferimenti a “John V. Doe” eliminandoli e sostituendoli con “anonimo”.

Negli Stati Uniti John Doe viene anche usato come nome generico negli esempi, tipo Mario Rossi in Italia, John Smith e Joe Bloggs nel Regno Unito, Juan Pérez in Messico, Kovács János in Ungheria o Jan Kowalski in Polonia (un elenco di nomi fittizi in vari paesi qui).

Non credo invece che in ambito legale italiano esista un nome simile a John Doe ma non ho competenze in materia e potrei sbagliarmi. Qualcuno mi sa dire se vengono usate iniziali, simboli tipo pallini neri o altro?