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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post nella categoria “errori”

Traduzione non automatica del baccalà

Google Traduttore compie 10 anni è un post del team di traduzione automatica di Google con alcuni video accattivanti e parecchi dettagli anche insoliti. Dopo la morte di Prince, ad esempio, c’è stato un aumento del 25000% della traduzione della locuzione “purple rain”.

Avrebbe fatto bene a usare Google Traduttore chi si è fidato un po’ troppo delle proprie competenze linguistiche e ha scritto “pioggia porpora” (esempi sotto) o chi ha coniato norvegiano da Norwegian:

Baccalà norvegiano sfuso Foto: Italians

Quasi sicuramente è frutto di traduzione umana anche questo cartello:

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Effetto “spinaci tra i denti”

spinaci tra i denti

Vi sarà capitato di parlare con una persona che ignorava di avere della rucola o un pezzo di insalata incastrata tra i denti. Se succede, si fa fatica a concentrarsi su quello che dice l’interlocutore perché si continua a notare la macchia verde.  

È l’effetto “spinaci tra i denti”, un’espressione di origine americana usata per descrivere l’impatto di refusi o altri errori vistosi in un testo. Rimangono impressi e distolgono l’attenzione dal messaggio: la forma prevale sul contenuto.

Alcuni esempi in un vecchio post, Formattazione, ortografia e *acquisizzione clienti.

Vedi anche: Refusi e legge di Muphry

Da #PanamaPapers a #PanamaPampers!

Panama Papers – The GuardianSta facendo scalpore la fuga di notizie (leak in inglese) sui cosiddetti Panama papers, documenti che rivelano enormi spostamenti di denaro verso paradisi fiscali attraverso alcuni studi legali internazionali, in particolare lo studio Mossack Fonseca con sede anche a Panama.

logo PampersIl dettaglio curioso è che l’hashtag globale usato stasera su Twitter, in varie lingue, si è presto trasformato da #PanamaPapers in #PanamaPampers, come i pannolini. Inevitabili le battute!

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Trend(ing) topics, nuove “tendenze”

Sui social media gli argomenti che in uno specifico momento godono di maggiore popolarità si chiamano trending topics, in forma abbreviata TT.

grafico che mostra le occorrenze di trend topic vs trending topic trend topic vs trending topic nei tre principali quotidiani italianHo notato che in Italia molti li chiamano invece trend topics, probabilmente perché non hanno interpretato correttamente la locuzione inglese.

La parola trending in trending topic è un aggettivo. Deriva dal verbo trend, che ha come significato primario “tendere” nel senso di “volgersi in una direzione”, ma che ultimamente ha acquisito una nuova accezione, specifica del web, descritta nella definizione di Oxford Dictionaries:

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Link corrotti: di chi è la colpa?

Purtroppo questa pagina non è disponibile. È possibile che il link che hai seguito sia corrotto o che la pagina sia stata rimossa.

Questo messaggio di errore di Facebook è apparso su Italians sotto il titolo Facebook e il link “corrotto” con un commento divertente di Fabio Zilberstein:

  «La corruzione dilaga anche nei social network. Persino Facebook con i suoi mezzi non puo’ fare a meno dei traduttori automatici. Con il risultato che vedete: “Corrupted link” diventa “link corrotto” (invece che: danneggiato, non corretto…). O forse oggi dovremmo dire link corrott-oso? Sarà colpa del bisestile: anno bisesto, link funesto»

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La censura petalosa di Facebook

vignetta Andrea NicolucciLa storia di petaloso ha avuto anche risvolti sgradevoli: fraintendimenti, pregiudizi e commenti negativi di ogni genere, come spesso succede sui social network.

Torno sull’argomento perché Facebook ha censurato* l’analisi postata da Vera Gheno, la sociolinguista che cura il profilo Twitter dell’Accademia della Crusca.

Una vicenda assurda raccontata da Michele Cortelazzo in Le bufale su petaloso, dove trovate anche il testo oscurato. Vi consiglio di leggerlo perché è molto arguto, anche se è sconsolante constatare tali livelli di ignoranza e incapacità di comprendere correttamente un testo, unite a maleducazione, animosità e smania di apparire a tutti i costi.

Ricorre ad esempio una convinzione distorta sulle finalità dei vocabolari moderni, che non legittimano l’uso delle parole perché non sono prescrittivi ma descrittivi. È un equivoco in cui è caduto anche il ministro Alfano qualche tempo fa, cfr. Polemiche di ferragosto: vu cumprà e vocabolari.

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Il peperoncino che rinfresca?

chilly experience

In un autogrill ho visto alcuni prodotti italiani a base di peperoncino commercializzati con il nome Kaboom (come un vecchissimo videogioco) e la tagline chilly experience.

In inglese però chilly vuol dire gelido, parola che non si addice a una spezia piccante (hot) come il peperoncino, che in inglese britannico si chiama chilli (in inglese americano chili).

Vedi anche: Falsi amici: pepperoni & pepperoncini

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Lo step– della stepchild adoption

Il post Anglicismi governativi: stepchild adoption sta avendo innumerevoli visualizzazioni da ricerche sulla traduzione e il significato della locuzione che molti hanno completamente frainteso (non si spiega altrimenti l’associazione con il cosiddetto "utero in affitto").

Un altro segno dell’opacità dell’anglicismo è la grafia impropria step child (due parole) che continuo a vedere in diversi media e che mi ha dato lo spunto per un aggiornamento al post, che riporto qui.

*step child è un errore che indica scarsa conoscenza dell’inglese: viene fatta confusione tra il sostantivo step (passo, scalino, gradino, piolo….) e il prefisso step che in inglese indica un rapporto di parentela instaurato .scaletta di legno a scala a libro: “YOU ARE NOT MY REAL FATHER!” Didascalia: STEP LADDERda un nuovo matrimonio: stepmother e stepfather sono matrigna e patrigno, stepson e stepdaughter figliastro e figliastra.

Il prefisso step– è sempre unito alla parola che qualifica, altrimenti è un errore di ortografia. Fanno ovviamente eccezione i giochi di parole, come nella vignetta qui accanto, dove è sfruttata l’omofonia del prefisso e del sostantivo.

[ ladder è qualsiasi scala non in muratura e step ladder – o stepladder – è la scala a libro ]

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Memoria: quelli che camminano di prova giusto

Titolo sibillino come due voci nel test di diagnostica dei computer Lenovo:

schermata di Lenovo Solution Center

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Inglese farlocco: JOB&Orienta

JOB&Orienta

In questi giorni a Verona si sta svolgendo JOB&Orienta, “il più grande salone nazionale sull’orientamento, scuola, formazione e lavoro”, un evento rivolto a un pubblico italiano e organizzato* in collaborazione con due ministeri italiani.

Non capisco la logica del nome ibrido JOB&Orienta. La parola orienta è un verbo, presumo di modo indicativo anziché imperativo, e il segno & fa concludere che anche la parola JOB appartenga alla stessa categoria grammaticale, però come va interpretata? In inglese il verbo job esiste ma è comune solo nella forma jobbing, altrimenti ha accezioni molto particolari.

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Torta di limoncello e polenta (glutine libero!)

foto di torta di farina gialla con cartellini Torta di Limoncello e Polenta e Gluten Free - Glutine Libero
Foto da Is gluten intolerance a ‘fad’? Not if you have coeliac disease via @antonhellas

Dove è stata fatta questa foto? Molto probabilmente nel Regno Unito in qualche locale che si spaccia per italiano.

L’errore più evidente è gluten free, equivalente a free from gluten, che è stato tradotto letteralmente glutine libero anziché senza glutine (no, non è traduzione automatica!).

Mi pare però più utile registrare il falso amico polenta, che in inglese è anche la farina di granoturco, un ingrediente di base, mentre in italiano è esclusivamente la pietanza.

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A Twitter non piace la localizzazione?

nuove icone Like - Mi piaceSe usate Twitter saprete già che il simbolo Mi piace è stato cambiato da stellina a cuore. Abbondano le discussioni sul significato della modifica, anche linguistiche: non si dirà più stellinare ma cuorare, cuorinare o cuoricinare?

Per il momento mi limito a segnalarvi un errore di traduzione quasi incredibile visto da @tueetterin:

Simile a questo Tweet

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Preposizione ingannevole

Il 15 ottobre un corriere non è riuscito a consegnare un ordine che mi serviva subito. Quando ho consultato il sito per tracciare* il pacco e sapere dove e quando recuperarlo, mi sono preoccupata:

“Il pacco deve essere ritirato da: domenica 25 ottobre 2015”

Sul momento ho pensato di dover aspettare ben dieci giorni prima di poter ritirare il pacco (solo a partire dal 25 ottobre), poi ho capito che da era una traduzione poco accurata dell’inglese by, “entro”. C’è almeno un altro dettaglio sospetto, su <ora>, ma mi domando se chiunque consulti il sito si renda subito conto che c’è un errore di traduzione. 

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La sposa irriconoscibile

risultati da una ricerca per immagini associate alla parola “sposa”con Google

Nella traduzione italiana di un articolo di Oliver Sacks ho letto che “una persona con una forma grave di prosopagnosia può non essere in grado di riconoscere la propria sposa”.

In italiano* sposa è la donna nel giorno delle nozze, quindi si dovrebbe concludere che l’esempio di grave incapacità di riconoscimento dei volti umani riguarda solo il giorno del matrimonio. Oppure che la traduzione dall’inglese non è molto accurata.

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“hastang”

Ho già osservato che l’anglicismo hashtag può risultare ostico: non è congruente con le convenzioni dell’ortografia italiana e non è ovvio per tutti che si tratta di una parola composta da hash + tag. Questi aspetti rendono tutto sommato comprensibili due errori molto comuni, *hastag e *ashtag, entrambi con un’h dimenticata. Mi lascia invece perplessa l’errore *hastang, ricorrente su Twitter e trovato anche nei siti di alcuni media.

Escludendo problemi di “corruttori” automatici, non capisco da cosa sia guidata questa insolita rianalisi: l’unico anglicismo simile che mi viene in mente è mustang, ma dubito sia influente. Non credo ci siano interferenze dovute alla pronuncia perché mancherebbe anche l’h iniziale e comunque la diffusione delle parole dei social media avviene soprattutto in forma scritta.

hastangForse c’è chi trova la sequenza shtag così insolita che, senza rendersene conto, la “normalizza” in stang, sostituendo l’h con una lettera di aspetto simile e più frequente.

Che altre spiegazioni si potrebbero ipotizzare?

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