Post nella categoria “errori”
Cecenia e Repubblica ceca
In Localizzazione e… visioni del mondo sottolineavo che le conoscenze di base, ad es. geografiche o storiche, variano da cultura a cultura. Informazioni che un europeo dà per scontate, come la differenza tra Austria e Australia, altrove non sono altrettanto ovvie.
Un nuovo esempio è emerso dopo la notizia che i responsabili dell’attentato alla maratona di Boston erano di origine cecena (in inglese Chechen). Sui social media, in particolare Twitter, sono subito apparsi commenti di americani sui cechi (in inglese Czech), spesso negativi, tanto che l’ambasciatore ceco negli Stati Uniti ha dovuto diffondere un comunicato per chiarire la differenza tra Cecenia (Chechnya) e Repubblica Ceca (Czech Republic).
Aggiornamento – Words from a "Surreal" Week in Boston fa un’analisi del parole che hanno caratterizzato le notizie sull’attentato, tra cui Chechen / Czech, che è anche lo spunto per 5 Pairs of Countries That Americans Confuse (anche Svezia e Svizzera!).
Altoparlanti intelligenti e “ricognizione vocale”
Da Il mito di Babele rivive in Lexifone, l’app israeliana che traduce in 8 lingue:
’’La nostra macchina interagisce con l’utente ascoltando ciò che dice e traducendo per chi ascolta grazie ad altoparlanti posizionati davanti e dietro per rendere comprensibile ciò che viene detto’’ insiste Itay Sagie. Il sistema – pensato per rendere più economiche le relazioni commerciali – si basa su una “ricognizione vocale” accresciuta con un meccanismo di traduzione chiamato in inglese “computational linguistics” (prende le frasi usate da chi parla e le traduce simultaneamente in un’altra lingua).
Gli errori dei media italiani non sono certo una novità, però mi pare che qui i problemi non siano solo di traduzione ma anche di conoscenze inadeguate e di incapacità di riconoscere affermazioni che non hanno molto senso.
Podcast e postcast
Ieri ho sentito un tipo dire più volte *postcast anziché podcast, e intendeva proprio un file multimediale scaricabile da Internet, nel suo caso l’audio di una trasmissione radio.
Ho trovato diverse occorrenze di postcast e mi piacerebbe capire se l’errore sia dovuto all’influenza del secondo elemento cast, che però rende la pronuncia più ostica, oppure se sia un eggcorn, un fenomeno linguistico per cui alcune parole o espressioni inconsuete vengono “normalizzate” sostituendo gli elementi percepiti come insoliti con altri più comuni che comunque hanno una loro logica (“postcast” perché il file è disponibile solo dopo la trasmissione), quindi si tratterebbe di una storpiatura diversa da un malapropismo.
Sommelier… di Internet
A cosa associate la parola sommelier?
1 – Nei ristoranti di alto livello, un esperto nella selezione dei vini (per la cantina e per consigliare ai clienti l’abbinamento con le pietanze scelte);
2 – Un degustatore professionale di vini;
3 – Un degustatore professionale di un prodotto enogastronomico liquido (vino, olio, birra, tè, caffè ecc.).
Variazione diacronica
La parola sommelier, entrata in italiano dal francese circa un secolo fa, non ha un’origine molto prestigiosa: ‘conduttore di bestie da soma’; dal latino sagmārius, poi, man mano, ‘addetto ai viveri’ e, quindi, ‘domestico incaricato della tavola’ (vocabolario Zingarelli).
Parola nata per sbaglio dal Magic miscuglio
Un’appassionata di giardinaggio mi ha chiesto cosa volesse dire tuff, parola letta sulle istruzioni italiane di una bustina di semi di lobelia:
Le piantine giovani vengono trapiantate in cespuglietti, i cosiddetti “tuff”.
Le istruzioni sono anche in tedesco, dove è spiegato che le piantine vanno trapiantate in so genannten Tuffs, “in cosiddetti Tuff”, parola che però significa “tufo” al genitivo. In francese invece c’è scritto Repiquez les plantules en touff es [sic] e touff dovrebbe essere simile all’inglese tuft (con la “t” finale) che vuol dire ciuffo, ad es. d’erba o di altre piante.
A causa di un refuso viene spacciato come termine di giardinaggio una parola inesistente, tuff, che così appare in due diverse lingue. Non in questo caso, ma effettivamente capita che ci siano errori all’origine di nuove parole o di innovazioni linguistiche: alcuni esempi in un post recente, Paradisi fiscali e parole nate per sbaglio, e relativi commenti.
*acuzia

Ci sono medici che preferiscono usare termini specialistici non solo nel loro ambito ma anche quando si rivolgono ai malati e ai loro parenti, che così possono arricchire il proprio vocabolario. Se l’intento è didattico, bisognerebbe però fare attenzione anche alla forma: la fase acuta di una patologia si chiama acuzie e non *acuzia, come invece ho sentito dire ripetutamente ieri in un ospedale.
Vedi anche: Palloncino e aria fritta terminologica (terminologia medica e lessico comune) e Semplificazione dei foglietti illustrativi.
diesis <> cancelletto
La puntata di oggi di La lingua batte, una bella trasmissione di Radio 3 sulla lingua italiana, era intitolata Morbus anglicus? e trattava di anglicismi e di come e quanto sia possibile sostituirli con parole italiane. La discussione è iniziata con hashtag e gli esempi in francese e italiano che anch’io avevo riportato in #TrovaUnaParolaItalianaPerHashtag.
La scelta francese, mot-dièse, è stata spiegata come “parola diesis, visto che il simbolo in questione ha appunto la forma di un diesis, o di un cancelletto”, ma non è stato rilevato l’errore dei terminologi “governativi” francesi, che hanno fatto confusione tra due simboli diversi. Come dicevo in # nomi inglesi del cancelletto #, il simbolo musicale ♯ ha le barrette lunghe perpendicolari e quelle corte inclinate, a differenza del simbolo informatico # che ha invece le barrette lunghe inclinate e quelle corte parallele alla linea di base.
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L’intera puntata di La lingua batte si può ascoltare in podcast ed è molto piacevole, con parecchi spunti interessanti su argomenti che mi hanno fatto ripensare a vari miei post, a cominciare da L’invasione degli anglicismi e le discussioni che ne sono seguite.
Giudizi apostrofati
Un’insegnante mi ha segnalato una peculiarità del programma usato in alcune scuole per gestire i giudizi di valutazione degli alunni: a quanto pare il software non ammette le vocali accentate e bisogna usare la combinazione vocale+apostrofo, ovvero non si può rispettare l’ortografia italiana. Se il testo è stato preparato con altri programmi, prima di copiarlo e inserirlo ci si deve ricordare di sostituire tutte le lettere accentate. Gli errori di ortografia che ne risultano appariranno anche nei giudizi stampati per i genitori.
Il problema è visibile anche nella schermata di esempio usata dal produttore:
L’improbabile iPhone Math
Anche in Italia stanno circolando voci che Apple stia realizzando un un nuovo prodotto chiamato iPhone Math e descritto come uno smartphone con display da 4,8 pollici.
Il nome è poco credibile perché non coerente le scelte di naming di Apple e perché non sarebbe comunque chiaro il riferimento alla matematica (un telefono calcolatrice?), però è curioso perché potrebbe essere nato da un errore di traduzione o di trascrizione.
I primi riferimenti a un fantomatico iPhone Math sono infatti apparsi nei media di Taiwan e Language Log fa due ipotesi: 1) confusione “semantica” nella traduzione di un ipotetico nome iPhone Plus o iPhone + dall’inglese al cinese e di nuovo all’inglese o 2) confusione “fonetica” nell’interpretazione e trascrizione di un potenziale nome iPhone Max o iPhone Maxi (cfr. iPad mini) sentito da una persona non di madrelingua.
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Vedi anche: Phablet, un brutto nome?
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inauguration <> inaugurazione
Oggi è iniziato ufficialmente il secondo mandato di Barack Obama e, come previsto, molti media italiani hanno descritto la cerimonia incappando in un falso amico.
La presa di possesso di un ufficio o di una carica si chiama inauguration in inglese e in italiano insediamento. In italiano un’inaugurazione riguarda edifici o attività ma non persone, dettaglio che ll Sole 24 Ore, Panorama, la RAI, Repubblica e molti altri sembrano ignorare.
La malattia della lepre?
Curioso errore di traduzione in una rivista femminile che riporta qualche notiziola su un’attrice americana, tra cui la sua esperienza con gli spray abbronzanti:
Considerato il registro informale, il contesto di intrattenimento e i destinatari dell’articolo, mi domando quanti lettori italiani 1) pensino a una battuta, il “morbo della lepre”, ispirata dal riferimento a un altro animale, 2) si domandino che insolita patologia, forse specifica americana, sia la lepròsi o 3) capiscano invece che si tratta della lebbra, in inglese leprosy.
L’errore poteva essere evitato ricordando che in inglese i termini medici specialistici sono raramente usati nei contesti informali (cfr. Terminologia medica inglese e italiana), per cui leprosy non poteva che essere una parola appartenente anche al lessico generico e quindi indicare una malattia comunemente nota.
[Grazie a Elisa per la segnalazione]
Italo-toilet
Nei treni Italo una voce maschile avverte che è vietato fumare e che “l’inosservanza del divieto anche nelle toilet attiverà l’allarme e l’erogazione dei liquidi antincendio”.
È un annuncio registrato e ogni volta ci faccio caso perché la voce maschile dice /ˈtoilɛt/, come se fosse la parola inglese /ˈtɔɪlət/, mentre ci si aspetterebbe il prestito francese toilette /twaˈlɛt/.
La voce che legge il testo è di una persona giovane, che immagino usi l’inglese come lingua di riferimento per i forestierismi. È quello che succede con stage /’staʒ/, la parola francese che descrive un periodo di tirocinio ma che molti confondono con il palcoscenico inglese, /steɪdʒ/.
Gli italiani di una certa età, con un livello di istruzione medio che però non includeva lo studio dell’inglese, tendono invece a leggere “alla francese” alcuni anglicismi che non conoscono. L’uso delle regole di pronuncia di altre lingue è un potenziale problema che ho descritto in Globalizzazione e pronuncia di nomi di prodotti.
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Vedi anche: Italolive.
move forward the date
In Italy: the Mummy’s return si legge “So in a sense Berlusconi’s decision to withdraw support for the Monti government merely brings forward the date of that election by, at the most, a few weeks”.
Conoscendo la situazione politica italiana, il significato è ovvio. In altri contesti, invece, l’espressione inglese move / bring forward riferita a una data o a un orario è spesso fraintesa dagli italiani. Esempio: next Wednesday’s meeting has been moved forward two days* vuol dire che la riunione è stata anticipata a lunedì o posticipata a venerdì?
Il significato standard è anticipare. Viene spiegato dalla linguistica cognitiva con due metafore concettuali:
1) del tempo in movimento, per cui move forward comunica l’idea di avvicinamento verso di noi di un evento futuro o 2) di un punto temporale di riferimento in base al quale, data una serie di eventi, quello più prossimo a noi “sta davanti” agli altri e quindi se se ne porta un altro forward, lo si fa avvenire prima.
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* Esempio usato in esperimenti che hanno dimostrato che in alcuni contesti move forward può avere il significato di posticipare anche per persone di madrelingua inglese.
Sulla graticola
I media americani hanno apprezzato la moderatrice del recente dibattito tra il vicepresidente Joe Biden e lo sfidante Paul Ryan, in particolare per le domande incalzanti fatte ai due candidati. Nelle descrizioni ricorre il verbo grill, letteralmente “grigliare” e in senso figurato “sottoporre a un fuoco di domande”, “fare il terzo grado”.
La notizia è stata riportata da I vice pareggiano, la conduttrice vince:
| [la moderatrice] ha dimostrato di avere il polso giusto e di potere tenere sulla graticola Ryan e Biden. |
| «…ha dimostrato di avere carattere chiedendo ripetutamente ai due di essere più precisi e tenendoli sulla graticola nel corso di alcuni passaggi chiave del dibattito». |
In italiano, però, mettere sulla graticola, da cui deriva tenere sulla graticola, significa “sottoporre qualcuno a critiche implacabili” [Devoto Oli] ma non presuppone una serie di domande come invece grill in inglese. La metafora sulla graticola implica una presa di posizione con un giudizio negativo, o comunque una situazione sgradevole per chi viene “rosolato”, e quindi non mi pare compatibile con la figura della moderatrice del dibattito, elogiata invece per la professionalità con cui ha svolto il proprio ruolo.
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Vedi anche: Elenco di falsi amici.
Quante parole sono?
Nella traduzione italiana di questa striscia dei Peanuts c’è un’incongruenza:
Il conteggio finale a cui arriva Sally non corrisponde al totale delle parole tra virgolette ma è una traduzione senza adattamento della striscia originale di Charles Schultz:
Ma secondo voi quante sono le parole? Ecco le due frasi, senza punteggiatura:
È stata fatta una ricerca per la categoria “errori”.

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