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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post nella categoria “differenze culturali”

Venerdì rosso e venerdì nero

In questi giorni (novembre 2013) Media World ha pubblicizzato una giornata di sconti con questo slogan:

Thank Media World it’s RED FRIDAY!

L’ho letto in un SMS e senza la grafica non avevo afferrato subito il riferimento al modo di dire Thank God it’s Friday perché per chi è di madrelingua italiana è difficile conferire al nome Media World la stessa lunghezza* di God. Ho invece trovato palese l’associazione a Black Friday.

Origine del nome Black Friday

Negli Stati Uniti Black Friday è il giorno dopo Thanksgiving, tradizionalmente dedicato agli acquisti perché vengono fatte offerte speciali con forti sconti. Il nome è stato usato per la prima volta dalla polizia di Filadelfia negli anni ‘60 del secolo scorso per descrivere la giornata dell’anno più nera dal punto di vista del traffico. La spiegazione alternativa, la giornata segnata dal passaggio dal rosso al nero nei libri contabili grazie alle vendite straordinarie, risale invece agli anni ‘80 come tentativo di dare connotazioni positive a un nome in passato associato solo a eventi negativi (dettagli in The Origins of "Black Friday").

Immagino che Media World abbia usato il nome Red Friday perché il rosso è il colore che caratterizza il marchio, o forse temeva che la traduzione letterale di Black Friday in “venerdì nero” potesse avere connotazioni poco invitanti? In ogni caso, non mi sembra che l’intero messaggio, in inglese, risulti del tutto trasparente ed efficace per un pubblico italiano.

Vignetta: mentre spingono carrelli colmi di acquisti, marito chiede alla moglie “Why is it called ‘Black Friday’ when it puts us furhter in the ‘RED’?!”
Vignetta: NEASE


Aggiornamento novembre 2016 – Ormai anche in Italia si è imparato a conoscere il concetto di Black Friday, con sconti promossi sia online che nei negozi tradizionali, a cui va aggiunto Cyber Monday, dedicato agli acquisti online. Negli Stati Uniti da qualche anno esiste anche il Gray Thursday, la serata di Thanksgiving in versione commerciale.

In The origin of Black Friday and other Black Days potete leggere un’analisi dettagliata dell’origine della locuzione Black Friday e dei significati alternativi, sempre negativi, che ha avuto in altri contesti. È riassunta in questo video di Oxford Dictionaries:

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Cfr. nuovo post La rumorosità dell’italiano, lingua isosillabica su alcune differenze tra inglese e italiano.

Thanksgivukkah e Friendsgiving

Domani negli Stati Uniti si festeggia Thanksgiving, il Giorno del ringraziamento, che quest’anno coincide con il primo giorno della festività ebraica di Hanukkah (Chanukkà), la festa delle luci. È un evento molto raro che non succederà più fino all’anno 79811, tanto che a sottolinearne l’unicità si è affermata una nuova parola macedonia, Thanksgivukkah.

Thanksgivukkah

Sono state proposte anche Hanukkahgiving, Chanukksgiving, Turkukkah e altre variazioni sul tema: le descrive The One and Only Thanksgivukkah, che sottolinea che queste festività hanno sempre ispirato invenzioni lessicali, come Friendsgiving, il giorno del ringraziamento trascorso con gli amici e non, come da tradizione, con la propria famiglia.

Vedi anche: i simboli di Thanksgiving, in particolare il tacchino, turkey, parola che compare in varie espressioni idiomatiche inglesi e che ha un’origine insolita.

Altre parole macedonia ispirate dalla festa sono alcune alternative al tradizionale tacchino arrosto: turducken e turbaconducken (tacchino+bacon+anatra+pollo) e per i vegani il tofurkey, surrogato al tofu per vegani – tutta roba commestibile, perlomeno per gli americani.

Riccioli d’oro nello spazio

GoldilocksLa fiaba di Riccioli d’oro e i tre orsi ha origini inglesi. Nella cultura anglosassone tutti sanno cosa dice Goldilocks quando assaggia il porridge e prova sedie e letti degli orsi, scartando quelli dei genitori per scegliere ciò che appartiene all’orsetto: le formule in sequenza “too x”, “too y” (dove x e y sono antonimi) e “just right” sono subito riconosciute perché fanno parte delle conoscenze enciclopediche.

La storia è così nota che anche nella terminologia inglese di alcune discipline appaiono riferimenti a Goldilocks (sineddoche per l’intera storia). Identificano situazioni, effetti o combinazioni di elementi che non rappresentano estremi (non sono né too x, né too y) ma rientrano entro margini che li rendono adeguati, just right. In A Well-Traveled Metaphor: "Goldilocks" Visits Many Houses si trovano diversi esempi.

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Buon giorno e buona sera

Un articolo del New York Times, William Weaver, Influential Translator of Modern Italian Literature, Dies at 90, riporta un esempio sulla difficoltà di tradurre dall’italiano all’inglese dettagli apparentemente molto semplici come i saluti.

immagine di orologioIn inglese non esiste un equivalente di buongiorno (a parte good day in Australia) e il traduttore deve scegliere tra good morning, good afternoon e good evening, ma per farlo correttamente deve sapere non solo l’orario ma anche dove viene fatto il saluto (variazioni diatopiche). In zone diverse d’Italia si passa infatti da buongiorno a buonasera in momenti diversi della giornata, anche subito dopo pranzo, quando in inglese sarebbe davvero insolito dire good evening.

Io vivo nell’Italia settentrionale e comincio a dire buonasera attorno alle 17, forse con qualche differenza tra estate e inverno. E voi?

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Caramelle e broccoli per gli occhi

Ho trovato divertente la reinterpretazione delle barrette Kit Kat come prodotto tecnologico e di design. Tra i vari dettagli ironici, l’uso dell’espressione Eye Candy. It really does taste as good as it looks. colloquiale eye candy, qualcuno o qualcosa che è attraente o piacevole da guardare (cfr. “rifarsi gli occhi / la vista” in italiano) ma che per tutto il resto è insignificante.

La descrizione usata nel sito del Kit Kat si riappropria del significato letterale di candy (dolciume) e così fa risaltare la particolarità della metafora eye candy, che associa la momentanea gratificazione per un senso, il gusto, a quella per un altro senso, la vista.

foto di broccoliIl neologismo americano eye broccoli, nato come antonimo di eye candy per descrivere una persona per nulla attraente, conferma che la metafora originale è basata sul sapore. Pare infatti che per molti americani il gusto dei broccoli sia decisamente sgradevole (ma forse l’ortaggio ispira anche valutazioni estetiche).

Chissà come mai questa idiosincrasia proprio per i broccoli, che negli Stati Uniti polarizzano a tal punto che fa notizia se piacciano o meno ai presidenti: How broccoli became a political hot potato: Provocative remarks by President Obama about his favourite vegetable have reignited a bitter ideological debate. Cataloghiamo tra le differenze culturali?!?

Android KitKat e altre leccornie digitali

Android KitKat

Android Kitkat

È consuetudine che le diverse versioni del sistema operativo Android prendano il nome di un dolciume.

Questa settimana si è saputo che la versione 4.4 non avrà più il nome precedentemente annunciato, Key Lime Pie (KLP), ma si chiamerà invece KitKat come le barrette di wafer ricoperto di cioccolato prodotte da Nestlé.

Riconoscibilità del nome

Android KitKat unveiled in Google surprise move (BBC) spiega che la decisione è stata presa rendendosi conto che pochi sanno che gusto abbia una key lime pie (una torta al lime delle Florida Keys, simile a un cheesecake ma meringata). L’alternativa di scegliere un marchio commerciale è però alquanto insolita.

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Flash card e tabelline

striscia con nonna che fa ripassare le tabelline alla nipote mostrandole dei cartoncini con ciascuna operazione  Striscia: Stone Soup

Le flash card (o flashcard), anglicismo adottato anche in italiano, sono del materiale didattico molto usato negli Stati Uniti, soprattutto per attività di ripasso. Sono dei cartoncini (card) con immagini, parole chiave o altri dati molto sintetici che vengono mostrati rapidamente (flash) per ottenere una risposta immediata allo stimolo, ad es. l’immagine di una mela mostrata durante una lezione di spagnolo dovrebbe far dire subito “manzana”. Le flashcard sono usate anche per parlare in pubblico: molti americani tengono in mano una pila (deck) di cartoncini che scorrono in successione come promemoria.

La striscia fa notare anche altre differenze culturali: i diversi modi di scrivere le operazioni in colonna (cfr. Paese che vai, divisioni che trovi) e di recitare le tabelline (times tables).

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Il brutto tempo italiano, in inglese

immagine articolo di The Guardian: Italy shivers through 'cursed spring' of relentless rain. June normally heralds the arrival of summer heat, but 2013's capricious weather is fuelling new meteorological obsession

Questa strana primavera italiana, insolitamente fredda e piovosa, ha fatto notizia in The Guardian che informa gli inglesi della nostra nuova ossessione per il tempo e le previsioni meteo, che loro conoscono bene, e di un problema di salute che invece ignorano, il mal di primavera.

Altre differenze culturali tra italiani e inglesi (e irlandesi): la percezione delle temperature e due malanni inesistenti oltremanica, cervicale e colpo d’aria.

Cecenia e Repubblica ceca

In Localizzazione e… visioni del mondo sottolineavo che le conoscenze di base, ad es. geografiche o storiche, variano da cultura a cultura. Informazioni che un europeo dà per scontate, come la differenza tra Austria e Australia, altrove non sono altrettanto ovvie.

Un nuovo esempio è emerso dopo la notizia che i responsabili dell’attentato alla maratona di Boston erano di origine cecena (in inglese Chechen). Sui social media, in particolare Twitter, sono subito apparsi commenti di americani sui cechi (in inglese Czech), spesso negativi, tanto che l’ambasciatore ceco negli Stati Uniti ha dovuto diffondere un comunicato per chiarire la differenza tra Cecenia (Chechnya) e Repubblica Ceca (Czech Republic).

geography for Americans

Aggiornamento – Words from a "Surreal" Week in Boston fa un’analisi del parole che hanno caratterizzato le notizie sull’attentato, tra cui Chechen / Czech, che è anche lo spunto per 5 Pairs of Countries That Americans Confuse (tra cui Slovakia e Slovenia e Sweden e Switzerland, che ha dato qualche problema anche ad alcuni media italiani!).

Gravy e cortesia

Le incomprensioni culturali possono essere dovute anche all’intonazione di una singola parola. Ne parla Language Log con un aneddoto sul sociolinguista John J. Gumperz.

Gli addetti ai bagagli inglesi che frequentavano una mensa di Heathrow negli anni ‘70 si erano lamentati della maleducazione delle donne indiane e pakistane che distribuivano i pasti, mentre queste li accusavano di un atteggiamento discriminatorio.

Gumperz aveva appurato che era un problema di comunicazione imputabile alla parola gravy, la salsa marrone che nel Regno Unito viene aggiunta su qualsiasi pietanza. gravyQuando pronunciavano la formuletta di rito, “Gravy?”, le addette erano influenzate dalla loro cultura di origine e dicevano la parola con intonazione discendente, anziché ascendente come ci si aspetterebbe in inglese britannico, e quindi la loro non veniva percepita come una domanda ma come un’affermazione perentoria e scortese: Gravy, prendere o lasciare.

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Conigli di Pasqua

Pasqua 2013 all’insegna del maltempo, non solo in Italia. Nel nord Europa è caduta neve a sufficienza per fare i pupazzi e le foto dalla Germania ce li mostrano tutti a forma di coniglio.

foto pupazzi di neve a forma di coniglio

Per essere più precisi, i pupazzi tedeschi dovrebbero essere lepri. Da qualche secolo in Germania è tradizione che in questi giorni arrivi l’Osterhase, la “lepre di Pasqua”, che nasconde delle uova dipinte nel giardino di casa, dove verranno cercate dai bambini la mattina di Pasqua. Anche la lepre, come l’uovo, è un antico simbolo di fertilità.

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Anisomorfismo: block e blocco

L’anisomorfismo è l’impossibilità di far corrispondere tutti i significati e le connotazioni di una parola in una lingua a tutti i significati di una parola in un’altra lingua*, un’asimmetria che può complicare il lavoro terminologico.

Creative Blocks – Incidental Comics

Le vignette di Incidental Comics sono un esempio efficace di come parole con un ambito d’uso simile, block in inglese e blocco in italiano, sono sovrapponibili solo in parte (ad es. blocco di partenza / stradale / psicologico) mentre in altri contesti usiamo parole completamente diverse, come ad es. isolato (ma anche vicinato: il block party americano è lo street party britannico) e tagliere o ceppo.

Nelle differenze d’uso intervengono non solo fattori linguistici ma anche situazionali, cognitivi, culturali, ad es. possono non coincidere i punti di vista (per il sole si usa un filtro o una protezione, eventualmente totale), le metafore (ad es. in senso figurato uno stumbling block è più simile a uno scoglio che non a un inciampo) e le associazioni (un blocco di ghiaccio non ci fa pensare ad alcuna particolare attività ludica).

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Inkulator, parola macedonia andata a male

Probabilmente l’avete già visto e vi siete già fatti qualche risata con il nome di questa app per Windows 8, descritta come “a cool new way to do your calculations”:

Inkulator in action

Il nome Inkulator è una parola macedonia formata da digital ink + calculator e il risultato è la perfetta dimostrazione di quanto siano importanti le valutazioni di globalizzazione.

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Gomitatine antinfluenzali

logo safe shakeSembra proprio che gli americani considerino i gomiti una parte del corpo salutare: dopo il Dracula sneeze hanno ideato anche il safe shake, un saluto che si fa con un breve contatto tra gomiti e parte dell’avambraccio e che consentirebbe di evitare la diffusione di germi che avviene invece con la tradizionale stretta di mano (handshake). Fonte: Word Spy.


Vedi anche: il significato informatico del verbo inglese nudge, “dare una gomitatina”, in Scelte terminologiche: ringare, Rrring! e trillo.

Lingua e cultura

La facilitazione grafica è stata usata per riassumere in due minuti Language development and socialization in Sherpa, una tesi di dottorato che comprova che nei bambini l’apprendimento della lingua e l’apprendimento della cultura sono strettamente correlati e che le modalità d’uso e le strutture della lingua contengono anche informazioni culturali, ad es. sullo status e sulle aspettative all’interno di un sistema sociale. La comprensione di questi meccanismi può aiutare a migliorare i sistemi educativi e l’interazione tra culture diverse.

Tesi di Sara Ciesielski in The PhD Comics Channel via Fully (sic)

Vedi anche: Dimmi cosa parli e ti dirò chi sei (l’influenza dalla lingua con cui siamo cresciuti sul nostro modo di essere e pensare) e Lingue, funzione fatica e cortesia (strategie di comunicazione diverse in lingue e culture diverse).

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