Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post nella categoria “differenze culturali”

Stereotipi :)

Una vignetta dell’illustratore islandese Hugleikur Daggson:

ANARCHY IN THE UK – HUGLEIKUR DAGSSON

Post che hanno a che fare con l’inglese / gli inglesi e il :

♦  Espressioni idiomatiche inglesi 
♦  Americani, inglesi e bustine di tè
♦  Traduzione enogastronomica.
♦  Atlante delle strutture linguistiche (…e del tè!)

Rolognese

Rolognese Blue

forchetta Rolognese con manovellaSono sempre molto incuriosita dalle potenziali differenze culturali e in un museo di design all’estero non ho potuto fare a meno di notare un oggetto che dubito avrebbe mercato in Italia (ma non si sa mai!).

È Rolognese, una forchetta per bambini che serve ad arrotolare gli spaghetti senza problemi.

Il produttore è tedesco ma non saprei dire se il nome Rolognese, un gioco di parole, sia di derivazione tedesca o inglese.

In entrambe le lingue è molto comune la locuzione Spaghetti Bolognese (all’estero sono convinti che il ragù sia il loro condimento ideale) ed esistono verbi che iniziano con rol che descrivono l’azione che si fa con la forchetta: rollen in tedesco e roll in inglese.

Il nome è sicuramente creativo ma non mi convince, probabilmente perché come italiana non mi viene automatico pensare a bolognese se ci sono degli spaghetti. La sequenza –ognmi fa invece venire in mente parole con connotazioni sgradevoli come rogna, fogna, carogna, scarogna.
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Vedi anche: Pasta e differenze culturali (modi diversi di condire e mangiare gli spaghetti) e Pastachetti, Soffatelli, gelato Boccalone Prosciutto (aspetti fonosimbolici che condizionano la percezione dei nomi dei prodotti).

Telemarketing “estero” e pragmatica

Anche se il mio numero di telefono è da anni nel Registro delle Opposizioni, ultimamente ricevo parecchie telefonate indesiderate da Telecom e da Vodafone.

operatore di telemarketing (con loghi adattati di Vodafone e Telecom Italia)Inutile protestare o dichiarare totale disinteresse verso qualsivoglia offerta, quindi devo concludere che la percentuale di telefonate andate a buon fine compensi l’avversione permanente suscitata in quelli come me.

Presumo che per chi ascolta e si fa convincere dalle offerte non siano rilevanti gli aspetti linguistici e pragmatici che invece ritengo rendano gli operatori di telemarketing poco credibili.

Accento ed errori

Da quando parecchi call center sono stati dislocati all’estero, buona parte degli operatori non sono di madrelingua italiana. Le aziende che si servono di loro però non sembrano preoccuparsi degli studi che indicano che chi parla con accento straniero è percepito come meno attendibile rispetto a una persona di madrelingua, ancor meno se fa errori di lessico o grammatica: qualche dettaglio in Accenti stranieri e credibilità.

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Tormentoni tormento del traduttore

La rivista americana Time ha indetto un sondaggio, Which Word Should Be Banned in 2015?, in cui descrive e chiede di votare una parola da eliminare scegliendola tra bae • basic • bossy • disrupt • feminist • I can’t even • influencer • kale • literally • om nom nom nom • obvi • said no one ever • sorry not sorry • turnt • yaaassss

tormentoni: literally, kale, yaaassss, feministÈ un elenco di tormentoni americani recenti, alcuni linguistici e altri invece culturali, come ad es. kale, una specie di cavolo nero molto in voga e immancabile nella dieta di chi mangia sano. Il sondaggio quindi non è tanto sulle parole, quanto sui concetti che rappresentano.

Feminist non è una novità ma Time l’ha incluso tra i tormentoni perché è di nuovo al centro dell’attenzione da quando Beyoncé e altre personalità femminili si sono espresse in merito, chi a favore e chi contro. Il Washington Post ha descritto la scelta di Time come una provocazione perché, come prevedibile, ha suscitato le ire delle femministe e ha scatenato alcune community che hanno votato in massa per l’eliminazione della parola. 

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Itanglese a scuola: il cheating

Un’insegnante mi ha segnalato Cheating e INVALSI: mappatura dell’imbroglio scolastico e sue conseguenze, che fa riferimento alla ricerca riassunta in questa presentazione: 

Il "Cheating" nelle scuole italiane: chi imbroglia? via Quattrogatti.info

Il concetto di cheating è definito come “comportamenti opportunistici che causano distorsioni nei risultati delle valutazioni scolastiche” e che consistono in “studenti che copiano in autonomia o con la complicità degli insegnanti” e “insegnanti stessi che determinano scorrettamente i risultati delle valutazioni”.  

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Americani, gesti italiani… e rolodex!

In Rolex per 007, Rolodex per le spie NSA avevo scritto “dubito che ora si vedano molti rolodex sulle scrivanie americane”. Sono stata smentita dal video pubblicato qualche giorno fa dal Consolato americano di Milano, dove appare in evidenza proprio un rolodex (0:32). Chissà se viene davvero usato al posto dei computer (Datagate docet!), se è lì solo per fare scena o se addirittura ha un qualche significato simbolico? Non penso che lo saprò mai…

Vedi anche: L’italiano spiegato agli inglesi (gesti e frasi idiomatiche)

Partita IVA falsa, metonimia vera

foto con cartello Partite IVAMi pare che nel linguaggio comune, o perlomeno in quello usato dai media generalisti, l’accezione prevalente di partita Iva stia cambiando da “sequenza di numeri che identifica i soggetti che esercitano un’attività rilevante ai fini Iva” a “titolare di partita Iva”, quindi una persona.

È una metonimia che probabilmente si può fare risalire a popolo delle partite Iva, un neologismo nato qualche anno fa. Alcuni esempi delle nove occorrenze di partita Iva con significato figurato visti in un’intervista al ministro del lavoro, Giuliano Poletti: “Contratti più chiari per evitare false partite Iva”:

Ci faccia un esempio concreto sulle false partite Iva.
«Se una persona si autorganizza tempi e modalità del suo lavoro, assume il buon esito di un obiettivo, è una vera partita Iva. Se si tratta di un contratto a tempo, biennale o triennale, se il lavoratore è sottoposto a orari e turni secondo il classico schema della subordinazione, ecco, quello non va bene chiamarlo partita Iva».
 

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Pianeta Papalla

Da un comunicato del comitato di redazione dei giornalisti del Corriere della Sera:

Tutti capiscono che il nostro Paese è in grave difficoltà. Tutti tranne, evidentemente, i vertici di questa azienda che sembrano vivere sul pianeta Papalla.

Il riferimento, non registrato neppure nel Dizionario della memoria collettiva, è al pianeta immaginario di una pubblicità di elettrodomestici degli anni ‘60, addirittura più vecchia dell’amministratore delegato a cui allude il messaggio.

È un esempio di mancata corrispondenza di conoscenze enciclopediche tra autore e lettore, e in questo caso le differenze culturali sono di tipo generazionale: dettagli in Quando Eminem è meglio di John Wayne… 

Simboli alati di primavera

Una vignetta americana che non può essere tradotta letteralmente e che non funziona neppure in inglese britannico:

first sign of spring

In italiano si dice(va) San Benedetto la rondine sotto il tetto perché le rondini tornano in Italia alla fine di marzo e tradizionalmente la festa di San Benedetto cadeva il 21 marzo, giorno che simboleggia l’inizio della primavera (ma la saggezza popolare ci avverte anche che una rondine non fa primavera).

Turdus migratorious - American RobinNegli Stati Uniti invece l’inizio della primavera è segnalato dall’arrivo del pettirosso, in inglese robin (come l’amico di Batman: non a caso indossa un costume con corpetto rosso). Si tratta però di Turdus migratorious, un uccello di aspetto e comportamento diverso dal pettirosso che che vediamo in Europa in inverno, Erithacus rubecola.

Nel Regno Unito il nome robin evoca tutt’altro tipo di immagine e associazioni: dettagli in Simboli natalizi nordeuropei: il pettirosso.

Anche l’avvistamento di the first robin of spring, come quello delle prime rondini in Italia, è però solo una credenza popolare e non una vera conferma dell’inizio della primavera.

vignetta con pettirosso americano che trema dal freddo mentre nevica: “If I’d known it was going to be this cold I never would’ve worried”
Vignetta: Six Chix   


La vignetta iniziale è di Bizarro, autore americano; sua anche Sugar Plumber Fairies, un’altra vignetta dove appaiono ali e che richiede precise conoscenze enciclopediche per essere interpretata correttamente.


Pronunce americane e carta igienica

Aunt, adult, pajamas: Why can’t we agree how to pronounce common words? analizza alcuni aspetti diacronici e diatopici che in inglese, in particolare nella varietà americana, hanno portato alla coesistenza di due pronunce diverse per alcune parole comuni, come schedule, envelope, almond, address, adult.

Il dettaglio più curioso però è il nome scelto per descrivere il fenomeno, toilet-paper-roll words, che associa le discussioni e le preferenze anche molto marcate dei parlanti per una particolare pronuncia a quelle per i due possibili posizionamenti dei rotoli di carta igienica, a quanto pare un argomento molto dibattuto negli Stati Uniti.

La parola composta toilet-paper-roll word evidenzia anche la flessibilità dell’inglese nella creazione di sintagmi nominali complessi e nell’uso di lessico tipico di contesti e registri informali anche in ambiti in cui prevale invece un linguaggio tecnico.

WHERE DO YOU STAND ON THE GREAT TOILET PAPER DEBATE? SHOULD THE LOOSE END HANG OVER OR UNDER THE ROLL?  Pears Before Swine

Ho già proposto questa striscia in Insolite conversioni e nominalizzazioni (le parole underer e overer). Rotoli di carta igienica anche in Adrian Mole e carta igienica inglese e in finished ≠ finito,


Aggiornamento: un documento storico (!) che dovrebbe mettere a tacere tutte le discussioni sui posizionamento del rotoli di carta igienica, un’illustrazione dal brevetto del 1891:

toilet paper roll patent

Fonte: tweet di @grahamfarmelo

Semplicemente vuoto (e alla vaniglia)

Un’amica italiana che vive all’estero da anni, molti dei quali negli Stati Uniti, è attenta alle differenze culturali che si manifestano anche nelle scelte lessicali.

pasticceria vuota

In un bar italiano con ampia scelta di pasticceria ha notato che croissant, krapfen e muffin potevano essere ordinati farciti oppure vuoti.

In America sarebbero invece plain, “semplici”: gli aggettivi potenzialmente negativi come “vuoto” sono evitati in una cultura orientata a commercio e servizi come quella americana.

A proposito di aggettivi per dolci, trovo divertente che in inglese si dica vanilla (o plain vanilla) come sinonimo informale di “ordinario”, “senza particolari caratteristiche”, “convenzionale”, perché nei gelati il gusto alla vaniglia viene considerato standard. Esempi: vanilla version, vanilla software (non personalizzato), “this guy is so vanilla”, vanilla sex life.

Vedi anche: Cibo e cultura (e ClipArt di Office)

Mascotte Expo 2015 e nomi internazionali

Leggo da Linda Liguori che oggi scade il termine per iscrivere bambini italiani sotto i 14 anni al concorso per dare il nome alla mascotte di Expo 2015 e agli undici vegetali che ne compongono il volto, modellato con lo stile di Arcimboldo.

mascotte Expo

Si richiede che i nomi proposti siano:
1) originali
2) simpatici 
3) internazionali 
4) coerenti con il tema di Expo 
5) abbiano affinità con la Mascotte e i Personaggi;
6) facili da pronunciare in diverse lingue; 
7) facili da memorizzare.

I requisiti 3, 6 e 7, in particolare, sono tipici delle valutazioni di globalizzazione e mi stupisce non solo che ci si aspetti che dei bambini siano in grado di fare analisi così specifiche ma anche, a questo punto, che non sia stato preso in considerazione un altro dettaglio rilevante: il genere grammaticale.

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Prossemica in ascensore

La prossemica, dall’inglese proxemics (da proximity), è lo studio dello spazio umano e della distanza interpersonale e del significato che hanno in culture diverse.

L’esempio più noto è quello dello spazio personale, la distanza tenuta da due persone in interazioni sociali. In Italia la distanza è inferiore, ad esempio, a quella tipica nel Regno Unito e può dar luogo a fraintendimenti: se un italiano si avvicina “troppo” a un inglese, questi tende a indietreggiare per evitare l’intrusione nel suo spazio personale ma l’italiano può percepire l’allontanamento come avversione o rifiuto nei suoi confronti.

Si riscontrano differenze culturali anche nella gestione dello spazio in ascensore, luogo fonte di disagio se si è costretti a stare troppo vicini a persone sconosciute.

“Claustrophobia” in an American elevatorNei film americani si può notare che le persone guardano tutte nella stessa direzione, verso la porta, con le spalle parallele alla parete posteriore, in modo da evitare il contatto oculare. In base al numero, pare che istintivamente gli americani si dispongano come sono distribuiti i pallini sulle facce di un dado.

facce del dado
In Italia e in altri paesi europei invece ci sistemiamo in una formazione circolare, negli angoli e contro le pareti, quasi tutti posizionati di sbieco rispetto alla porta, con lo sguardo rivolto in basso o in alto.

Provate a farci caso quando siete in un ascensore con almeno tre persone: in Italia la disposizione parallela “americana” si vede solo nelle pubblicità.

Vedi anche: differenze culturali e conoscenze enciclopediche.


Aggiornamento 2016 – È legato a queste differenze culturali anche il concetto di elevator pitch, nato negli Stati Uniti per promuovere sinteticamente le proprie attività professionali.


Vignetta americana: Bizarro by Dan Piraro

Cruciverba e falsi diamanti

FUN's Word-Cross PuzzleOggi è il centenario della nascita del cruciverba, in inglese crossword (puzzle).

Qui a destra si può vedere il primo cruciverba, creato da A. Wynne e pubblicato il 21 dicembre 1913 dal New York World. Si nota subito la forma a losanga (rombo) ma vari media italiani (ad es. qui, qui e qui) hanno scritto invece “a forma di diamante”, una traduzione letterale dall’inglese diamond-shaped che non considera il falso amico diamonddiamante. Diamond dà anche il nome ai quadri , uno dei semi delle carte da gioco francesi (hearts, diamonds, clubs, spades).

Nell’immagine si può anche notare che in inglese il primo cruciverba si chiamava word-cross puzzle, poi diventato cross-word per un refuso, e infine crossword. In inglese c’è anche differenza tra i cruciverba americani, di aspetto abbastanza simile a quelli italiani, con schemi che hanno molte caselle da riempire, e i cruciverba inglesi, dove invece prevalgono le caselle nere.

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Risoluzione dei problemi (localizzata)

International problem solving techniques
(via Twitter)

A che stereotipo si potrebbe ricorrere per rappresentare l’approccio italiano?!?

Vedi anche: Italia-Inghilterra: pareggio (di stereotipi)

È stata fatta una ricerca per la categoria “differenze culturali”.