Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Post nella categoria “altre lingue”

Slipman: inglese farlocco francese!

Francia, cacciatore in mutande aggredisce giornalisti con la pala: il meme è viraleProbabilmente sapete già cosa è successo in Francia ad alcuni attivisti della LPO (Ligue pour la Protection des Oiseaux, simile alla LIPU italiana) che stavano cercando di rimuovere delle trappole per fringuelli: sono stati aggrediti da alcuni abitanti locali, tra cui un uomo in mutande, scalzo, che brandiva una pala.

Una delle foto dell’uomo è diventata virale e si è trasformata in un meme: la sua immagine è stata inserita nei contesti più disparati in parodie esilaranti popolarizzate con gli hashtag #SlipGate e #slipman.

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I Minion parlano minionese

Non occorre aver visto il film di animazione Minions per sapere come parlano i personaggi gialli unicellulari che imperversano in parecchie pubblicità.

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Il regista del film, Pierre Coffin, dà la voce a tutti i Minion. Usa un mix di onomatopee e di parole di varie lingue (inglese, spagnolo, italiano, indonesiano, coreano, giapponese…), scelte tra quelle che suonano più buffe e divertenti. Il significato non è trasmesso dalle parole (semantica) ma dal contesto e dal modo in cui sono pronunciate (pragmatica).

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La stagione dei cetrioli

vignetta slovacca in cui un cetriolo chiede a un altro cetriolo che sta leggendo il giornale “CHE C’È DI NUOVO?”. Didascalia: in Europa centrale l’estate è la “stagione dei cetrioli”, quando si raccolgono e mettono in conserva gli ortaggi e i giornali si riempiono di gossip e curiosità in mancanza di vere notizie.

Nella vignetta slovacca la “stagione dei cetrioli” dell’Europa centrale è l’equivalente della Silly season britannica, il periodo estivo in cui proliferano notizie insolite, frivole o al limite del credibile (notizie citrulle?!?): esempi in Agosto con mucche, pecore, squali e grossi felini.

Ho già ricordato questa espressione in Un granchio tra i cetrioli, dove potete trovare i curiosi intrecci etimologici che legano cetrioli, angurie e cocomeri nelle lingue europee.

Lingue artificiali: Blissymbolics

esempi da An Introduction to Blissymbols di Douglas CrockfordBlissymbolics / Blissymbols o Semantography è una lingua artificiale creata negli anni ‘40 del secolo scorso da Charles Bliss. È un sistema di scrittura logografico, come la scrittura geroglifica egiziana e la scrittura cinese, che si basa su una rappresentazione grafica di oggetti e concetti.

Ha la peculiarità di esistere solo in forma scritta e quindi di non poter essere parlata perché ai simboli non corrispondono parole (cfr. segno nel triangolo semiotico). Bliss l’ha ideata come sistema di comunicazione ausiliario indipendente e universale, ma non ha avuto molto successo.

Caratteri di base

La lingua è formata da 900 caratteri di base (Bliss-character) che rappresentano concetti chiave. Includono sia pittogrammi (immagini stilizzate di oggetti reali) che ideogrammi (simboli che raffigurano un’idea o un concetto astratto, ad es. la forma del cuore rappresenta emozione / sentimento e il profilo della parte superiore della testa rappresenta la mente). Vengono inoltre usati alcuni simboli arbitrari con funzioni particolari.

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Caffè Lattesso

Prodotto svizzero visto in vendita nel Canton Ticino:

Caffè Lattesso

Presumo che Lattesso vada inteso come parola macedonia Latte+Espresso, ma forse vuole richiamare anche il nome di un’altra marca svizzera molto famosa, Nespresso.

È un esempio dei nomi italianeggianti che pare piacciano tanto all’estero (esempi) ma che suscitano perplessità tra gli italiani. Sarei curiosa di sapere se nella scelta dei nomi e delle descrizioni dei prodotti svizzeri vengano fatte valutazioni che includano anche l’italiano, oppure se le analisi siano ristrette al francese e al tedesco, con risultati a volte poco felici.
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Vedi anche: il “burro per arrostire svizzeri” in un commento qui e alcune incongruenze in una vecchia pubblicità Nespresso in E se fosse stato Lei il traduttore di George?.

Lingua misteriosa

Sapete indovinare in che lingua è scritta questa pubblicità e in che paese è stata vista?

Manteniendo […] coriendo pa 50 aña. Miho marcanan di auto bou un solo dak
(il rettangolo grigio nasconde il nome del luogo dove è stata fatta la foto)

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Semplificazione della grammatica tedesca!

Deutsche Grammatik

Ieri Deutsche Welle, servizio tedesco di informazione internazionale paragonabile a BBC World Service, ha annunciato ai suoi lettori stranieri che il 1° gennaio 2016 in Germania entrerà in vigore una riforma radicale della grammatica tedesca, che verrà semplificata perché ne possa beneficiare anche chi non è di madrelingua. Alcuni punti salienti:

il genere grammaticale viene adeguato al genere naturale: maschile per sostantivi che denotano persone di sesso maschile, femminile per persone di sesso femminile, neutro per tutto il resto (animali, oggetti e concetti astratti);
i casi vengono ridotti a tre (nominativo, accusativo e dativo, con il genitivo sostituito dal dativo) e non si declineranno più aggettivi, articoli e pronomi;
la sintassi viene semplificata: nelle proposizioni subordinate il verbo sarà sempre al secondo posto, così non occorrerà aspettare fino alla fine della frase per capirne il senso.

Chi parla tedesco può trovare tutti i dettagli in Deutsche Grammatik wird radikal vereinfacht.

È il miglior pesce d’aprile (Aprilscherz) che ho visto ieri, ancora più divertente perché c’è chi ci ha creduto davvero. Che conclusioni si possono trarre sulla sua plausibilità?

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Pecha kucha e altri nipponismi

Dilbert - PowerPoint poisoning (avvelenamento da PowerPoint)
Sriscia: Dilbert

Come antidoto alle presentazioni lunghe e noiose (“death by PowerPoint”), qualche anno fa è nato il Pecha Kuchaun tipo di presentazione in cui l’oratore presenta 20 slide, ciascuna della durata di 20 secondi (avanzamento automatico), per un totale di 6 minuti e 40 secondi. Il nome Pecha Kucha è una parola colloquiale giapponese onomatopeica che vuol dire “chiacchiere, parlare del più e del meno” (cfr. l’inglese chit-chat).

PechaKucha logoAnche in Italia vengono organizzate le PechaKucha Night, serate per creativi a tema libero. Se si affermeranno, il loro nome sarà un curioso ibrido tra un nipponismo e un anglicismo.

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Perché anche le donne dicono “Pronto”?

Un dettaglio da How to answer the phone in different languages, illustrato da J. Chapman:

danese: Det’ + nome , francese: Allô ? , indonesiano: Halo? , inglese: Hello? , italiano: Pronto? , norvegese: Hallo , olandese: Met + nome , polacco: Tak, słucham? , portoghese: Alô? , russo: Алло? , spagnolo: ¿Diga? , svedese: Hallå? , tedesco: Hallo? , turco: Alo?

In varie lingue si risponde al telefono con un prestito adattato dell’inglese hello. È però poco noto che in origine hello non era un saluto ma un’interiezione, poco frequente, usata per esprimere sorpresa o per attirare l’attenzione (simile a ehi in italiano). Bell, l’inventore* del telefono, preferiva invece Hoy, variante dell’esclamazione marinaresca ahoy, ma hello si è affermato perché meno confondibile con altre parole.

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Falsi amici finlandesi

bandiera finlandeseAnni fa ho condiviso un ufficio con un finlandese, Olavi. Era stato divertente scoprire quante parole finlandesi e italiane fossero omofone, ma con significati del tutto diversi, ad esempio suora vuol dire “dritto” o “avanti”, muovi è la plastica, tieni vuol dire “la mia strada”, koska è “perché” e una parola simile a paperella vuol dire “sulla carta”.  E credo sia ormai risaputo che l’imperativo “guarda” è katso, e che “guarda il mare” è katso merta.

Un giorno Olavi aveva deciso di filmare i colleghi, tutti di nazionalità diverse, e ci aveva chiesto di dire un paio di parole, ciascuno nella propria lingua. Il mio pussa via! aveva suscitato grande ilarità perché, a quanto pare, nel suo dialetto una sequenza simile voleva dire “baciami ancora”. Oooops!

Trovate molti altri esempi di omofoni in Il calendario dei falsi amici di Suom(I)taly.

Anatra o manzo?

Duck roastbeef with orangeA una cena di terminologi a Barcellona non poteva passare inosservato un piatto descritto sul menu inglese come Duck roastbeef with orange.

Roastbeef d’ànec i taronja – Roastbeef de pato y naranja

Il testo inglese riproduceva quello in catalano e in spagnolo, ma anche i parlanti nativi erano perplessi: solo quando il piatto è stato servito abbiamo avuto la conferma che si trattava di anatra preparata come se fosse roastbeef.

Per i terminologi il messaggio è inconfondibile: i segni linguistici sono convenzioni, a volte usate in modo arbitrario (cfr. triangolo semiotico). I traduttori invece sanno di dover prestare attenzione agli pseudoanglicismi, che altrimenti si trasformano in falsi amici.
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Vedi anche: tacchino+pollo+suino = ???

Come leggere tra le righe

how to read between the lines
Dark Side of the Horse by Samson

Questa striscia è tradotta dal finlandese e fa notare che l’espressione leggere tra le righe esiste in altre lingue europee, ad es. zwischen den Zeilen lesen in tedesco e leer entre líneas in spagnolo. Sarei curiosa di sapere se la metafora è nata in una lingua e poi è stata adottata da altre o se è così marcata che si è sviluppata indipendentemente in culture diverse.

Come si pronuncia Bárðarbunga

A quanto pare sentiremo parlare molto del vulcano islandese Bárðarbunga, in inglese Bardarbunga. L’intensa attività sismica degli ultimi giorni rende probabile un’eruzione che potrebbe rivelarsi problematica come quella del famigerato Eyjafjallajökull nel 2010. Intanto ecco come si pronuncia il nome, grazie alle indicazioni del sito islandese mbl.is:

Il nome Bárðarbunga deriva da un colono vichingo dell’VII secolo, Bárður Bjarnason (o Gnúpa-Bárður), da cui ha preso il nome anche una valle, e bunga, “collina tondeggiante”.

Vedi anche: Lava, lapilli, turbinanti nubi di cenere vulcanica…

Alternative al crowdfunding

Mi è piaciuto il video promozionale del Dolomites Unesco LabFest, “festival laboratorio che racconta il patrimonio mondiale delle Dolomiti”:

Ho trovato divertente l’idea di associare l’hashtag #SFALCI, tema del festival, a protagonisti rurali e di una certa età che però usano dispositivi digitali e fanno riferimenti a Skype, al carpooling e in particolare al crowdfunding.

Crowdfunding, il “finanziamento collettivo, di solito attraverso Internet, di iniziative sociali, politiche e commerciali” (Enciclopedia Treccani) è un anglicismo che ormai fa parte stabile del lessico italiano. Formato da crowd, “folla”, “massa” + funding, “raccolta di fondi”, è chiaramente modellato su crowdsourcing e forse proprio la coerenza denominativa ha impedito che si cercasse un’alternativa italiana, come invece è successo in altre lingue.

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Binomi con mele, arance, pere, cavoli, carote…

In inglese è molto comune il binomio apples and oranges per indicare persone o cose completamente diverse o che non possono essere paragonate. Collocazioni tipiche sono comparing / mixing / adding apples and oranges.

In italiano e in molte lingue europee si preferisce invece la metafora con pere e mele (o mele e pere), ad esempio si usa in tedesco, Äpfel und Birnen  (miteinander vergleichen), e in francese, comparer des pommes et des poires (ma il confronto improponibile è anche tra cavoli e carote, comparer des choux et des carottes).

Apples and Oranges by Greg Williams

La voce Apples and oranges di Wikipedia, da cui sono tratte queste vignette di Greg Williams, ha note etimologiche, altri riferimenti ed esempi di espressioni equivalenti usate in altre lingue, alcune delle quali sono molto fantasiose.

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