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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Deadcatting (e altri gatti morti, in inglese)

disegno stilizzato di gatto morto stecchito con occhi a crocetta

 

Nel Regno Unito si discute dell’intenzione di Boris Johnson di reintrodurre il sistema di misura imperiale (once, libbre, pinte, galloni…) in sostituzione al sistema metrico e di annunciarlo durante i festeggiamenti per il giubileo di platino della regina, in modo da riconquistare consensi tra i sostenitori della Brexit.

Strategia del gatto morto

Molti ritengono che si tratti dell’ennesimo stratagemma per distrarre da scandali e problemi ben più seri, e che sia quindi un tipico caso di dead cat strategy.

tweet di una giornalista del Daily Mirror: “EXCLUSIVE: Boris Johnson plans to announce imperial measurements will be revived to mark Queen's Platinum Jubilee and boost flagging support among Brexit voters”. Commento del comico Stephen Mangan: “This dead cat weighs 6 lbs 4 oz”

L’espressione ha la peculiarità di essere entrata nel lessico politico e giornalistico dell’inglese britannico proprio grazie a Boris Johnson, che in un articolo spesso citato del 2013, This cap on bankers’ bonuses is like a dead cat – pure distraction (a pagamento) aveva illustrato l’espediente a cui è ricorso spesso nella propria carriera politica.

Johnson aveva spiegato che se ci si trova in difficoltà, la cosa migliore da farsi è la manovra descritta come throwing a dead cat on the table, “lanciare un gatto morto a tavola”. Tutti i commensali strilleranno che c’è un gatto morto e cominceranno a discuterne, dimenticandosi della questione spinosa.

Nelle parole di Johnson:

parole di Boris Johnson: “Let us suppose you are losing an argument. The facts are overwhelmingly against you, and the more people focus on the reality the worse it is for you and your case. Your best bet in these circumstances is to perform a manoeuvre that a great campaigner describes as “throwing a dead cat on the table, mate”. There is one thing that is absolutely certain about throwing a dead cat on the dining room table – and I don’t mean that people will be outraged, alarmed, disgusted. That is true, but irrelevant. The key point, says my Australian friend, is that everyone will shout, ‘Jeez, mate, there’s a dead cat on the table!’ In other words, they will be talking about the dead cat – the thing you want them to talk about – and they will not be talking about the issue that has been causing you so much grief.”

L’amico all’origine della dead cat manoeuvre è lo stratega politico australiano Lynton Crosby. Con dead cat ora si intende anche la distrazione stessa, da cui sono derivati il verbo deadcat e il sostantivo deadcatting, alquanto colloquiali.

Aggiungo che in inglese americano è molto usata un’altra metafora con animale domestico, wagging the dog. Dettagli in “la coda che scodinzola il cane”.

RImbalzo del gatto morto

Nel lessico finanziario un dead cat bounce, “rimbalzo del gatto morto”, in borsa è un rialzo minimo e temporaneo nel valore di azioni in forte ribasso. L’idea alla base della metafora è che anche un gatto morto fa un piccolo scatto verso l’alto se si schianta cadendo da una certa altezza.

Curiosità ammazzagatti

La frase curiosity killed the cat si usa per scoraggiare qualcuno dal fare troppe domande: chi cerca di farsi gli affari altrui potrebbe subire conseguenze indesiderate, come già descritto in La gatta curiosa non va al lardo.

In inglese comunque i gatti hanno maggiori possibilità di sopravvivenza dei gatti nostrani, nove contro sette: dettagli in Le vite dei gatti anglofoni.

Curiosity killed the cat but it had 9 lives

Nessuna gattamorta

In inglese, che io sappia, non esiste un’espressione equivalente a fare la gattamorta*. Di una donna che la fa si potrebbe però dire che usa all of her wiles oppure all her feminine wiles (“astuzie”).


A proposito di gatti, in inglese:
😼 Catcalling: non c’entrano i gatti!
😼 Copycat crime: cosa c’entra il gatto?

Vedi anche: Brexit: né uvetta né ciliegie né torta per gli inglesi, per un’altra espressione legata a Boris Johnson, cakeism.


* Si può leggere l’origine dell’espressione gattamorta in Una parola al giorno, che spiega anche che nei modi di dire italiani l’animale è una femmina (gatta ci cova, gatte da pelare, la gatta al lardo…) perché un tempo ci si riferiva all’animale, indipendentemente dal suo sesso, come gatta.

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7 commenti a “Deadcatting (e altri gatti morti, in inglese)”

  1. 1 giugno 2022 08:24

    Gianmaria Lari:

    Ciao Licia,

    ho visto che hai tradotto “throwing a dead cat on the table” come “lanciare un gatto morto a tavola” invece che “… sul tavolo”.
    Come mai questa scelta?
    Grazie!!

  2. 1 giugno 2022 12:37

    Licia:

    @Gianmaria ho scelto di usare a tavola perché viene specificato on the dining room table e secondo me implica che non è un tavolo qualsiasi ma la tavola attorno alla quale sono seduti i commensali che reagiranno inorriditi, quindi ho pensato che se si tratta del contesto “pasto” diciamo ad esempio portare a tavola qualcosa.

  3. 1 giugno 2022 14:39

    Lele:

    @Licia

    un tempo ci si riferiva all’animale, indipendentemente dal suo sesso, come gatta

    Mi incuriosisce molto questo doppio passaggio: dal latino cattus maschile all’arcaico gatta femminile (indipendentemente dal genere) e ritorno all’italiano gatto maschile.
    Come si spiega?

  4. 1 giugno 2022 14:47

    Licia:

    @Lele, non saprei proprio, è un ambito che non conosco. Non lo spiega neppure l’articolo dell’Accademia della Crusca Una curiosità linguistica sul termine gatta.

  5. 4 giugno 2022 13:32

    alessandro:

    In alcuni dialetti è tuttora femminile: non so quanto sia diffusa la cosa ma conosco almeno un dialetto piemontese in cui è il gatto è «la gata».

  6. 6 giugno 2022 15:47

    luca:

    Direi che questa tecnica è molto praticata dai due leader della dx nostrana…

  7. 7 giugno 2022 16:12

    John Dunn:

    Ci si accorgerà degli australianismi (Jeez, mate) usati da Johnson quando ‘cita’ le parole di Sir Lynton Crosby. Secondo me avrebbe fatto meglio farne a meno.

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