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Falsi amici per nemici: “armi più letali”

Il confronto tra alcuni titoli in inglese e in italiano evidenzia le ambiguità sintattiche e semantiche dell’espressione more lethal weapons:

Titoli in inglese: 1 America and NATO will give more lethal weapons to Ukraine; 2 Russia sharpens warnings as the US and Euroe send more lethal weapons to Ukraine. Titoli in italiano: 1 Ucraina, USA invierà armi più letali a Kiev; 2 Per Kiev armi più letali da 35 paesi fornitori; 3 Conte, no all’invio di armi sempre più letali in Ucraina.

La struttura del sintagma more lethal weapons può essere interpretata in due modi:

1 [[more lethal] weapons] ➝ armi più letali 
2 [more [lethal weapons]] ➝ più armi letali

Negli esempi l’interpretazione corretta è la 2, come confermano titoli simili con altre formulazioni:

Titoli in inglese: 1 Canada to supply additional lethal weapons to Ukraine; 2 Britain will continue to increase the supply of lethal weapons to Ukraine; 3 Russia warns the US against sending more weapons to Ukraine

Lethal ≠ letale

Indipendentemente dalla costruzione inglese, chi ha tradotto letteralmente more lethal con più letale a quanto pare non ha considerato che in italiano l’aggettivo letale significa “che provoca morte” (o “proprio della morte”) e non ha molto senso usarlo con un grado comparativo, come se ciò a cui è associato potesse causare solo parzialmente e non definitivamente un decesso.

In inglese invece è possibile perché lethal ha anche accezioni assenti in italiano, un esempio di anisomorfismo che rende l’aggettivo un potenziale falso amico.

Lethal può significare:
1 che provoca morte; 
2 che potrebbe provocare morte;
3 distruttivo, devastante;
4 molto potente, estremamente efficace (specialmente in contesti sportivi: provate a cercare lethal shot associato al calciatore Ronaldo!). 

Lethal e letale condividono solo l’accezione 1. Per i sensi figurati o gli usi con valore iperbolico in italiano ricorriamo invece ad altri aggettivi come fatale o micidiale.

Armi letali e non letali

In inglese l’espressione lethal weapon, come deadly weapon, indica qualsiasi tipo di arma che può provocare morte o ferite gravi (cfr. accezione 2), quindi non solo armi da fuoco come pistole, fucili, mitragliatrici, cannoni, missili e ogni altro tipo di armi distruttive, ma anche coltelli, spade, strumenti di arti marziali e altri oggetti che possono essere usati per uccidere.

In italiano il calco arma letale è entrato nell’uso dal secolo scorso ed è un concetto che il Ministero della Difesa definisce allo stesso modo dell’inglese:

Definizioni: 1 Arma convenzionale (conventional weapon): arma che non è né nucleare, né biologica, né chimica, né radiologica; 2 Arma letale (lethal weapon): arma che può essere utilizzata per causare morte o arrecare ferite gravi; 3  Arma non letale (non-lethal weapon): arma chiaramente progettata e prevalentemente impiegata per neutralizzare o respingere persone o per neutralizzare equipaggiamenti riducendo al minimo incidenti mortali, lesioni permanenti e danni a beni e all’ambiente

Come si può notare, arma letale si contrappone ad arma non letale, calco di non-lethal weapon, ed è un’ulteriore conferma che non ha molto senso disquisire di armi più letali di altre.


Sui problemi di traduzione dei sintagmi nominali complessi dell’inglese: Eclissi lunare in America: super blood wolf moon e l’esempio vecchio ma tuttora significativo delle quattro possibili interpretazioni di standard toolbar color.

Vedi anche: Falsi amici dal fronte: private, troops, tank…


Spunto per questo post:

tweet di Luca Sofri: Poi figuriamoci, ci si capisce, ma questa abitudine dire “armi sempre più letali” non ha senso. È un po’ com’è il vecchio “un po’ incinta”.

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5 commenti a “Falsi amici per nemici: “armi più letali””

  1. 6 maggio 2022 15:49

    Luca:

    Non sono d’accordo con il fatto che un’arma non possa essere più letale di un’altra, a mio avviso non per il significato che si possa morire solo un po’ ma perché un’arma più letale è un’arma che fa più morti di un’altra.
    Una pistola è un’arma letale, ma un mitra lo è di più, una bomba a frammentazione ancor più fino alle armi chimiche ed atomiche.

    Ciò non toglie che non mi sarebbe comunque mai venuto in mente il senso armi più letali, rispetto ad un più armi letali che mi sembrava ovvio.

  2. 30 maggio 2022 23:33

    Claudio Porcellana:

    Interessante…

    Questo però richiama un altro problema, che considero fortemente crescente in questi ultimi anni: perché gli autori dei testi sembrano preferire termini ambigui?

    A me pare che lo sforzo necessario per scrivere ad es. “maggiori quantità di armi letali” non sia tale da farsi venire un’ernia al dito 😉

    Ora, nel campo dei testi in inglese non sono del tutto sicuro che sia dovuto all’aumento di testi Korenglish o Chinglish che pure esiste, e che richiede ormai una specializzazione a parte

    La sensazione è che anche gli autori UK/USA stiano perdendo la capacità di scrivere correttamente la loro lingua

    Che ne pensate?

  3. 31 maggio 2022 14:12

    Licia:

    @Claudio potresti fare qualche esempio di scrittura errata in testi originali in inglese britannico e americano?

  4. 10 giugno 2022 18:11

    Claudio Porcellana:

    non tengo ovviamente traccia degli strafalcioni che incontro, ma cercherò di metterne una lista da parte

    in generale, posso dire che nelle interfacce SW trovo spesso aggettivo e soggetto invertiti, testi di pulsanti lunghi 3 righe con il verbo all’infinito, ecc.

    oppure, come ti ho scritto per e-mail, sta diventando prevalente l’idea che il simbolo “/” vada bene sia per “or” sia per “and” il che crea la continua necessità di inutili query

  5. 20 giugno 2022 17:05

    Claudio Porcellana:

    ciao, visto che lo sto traducendo e ragionando ora lo cito

    Co-administration of multiple doses of moderate CYP3A4 inducers are also expected to result in clinically relevant decreases of XXXX.

    “relevant” non è propriamente quanto intendevo con “termini UK/US errati”, ma è comunque un termine ambiguo che ha due significati totalmente diversi, e spesso entrambi sensati, ma nonostante la sua evidente ambiguità, viene usato tantissimo nel medical writing

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