Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Come si dice autotest in inglese? Dipende…

Alcuni titoli di notizie di gennaio 2022:

Immagine di test rapidi antiCovid e titoli: 1 In Emilia-Romagna parte dal 19 gennaio la piattaforma di auto-testing per il Covid; 2 Semplificazione procedure e autotesting per i vaccinati in Emilia Romagna; 3 Covid, Bonaccini: “Autotest per uscire dalla quarantena”; 4 Covid e autotest, Bonaccini: “Non solo per dichiarare l’inizio dell’isolamento, ma anche per liberarsi”

In contesto Covid, le parole auto-testing e autotest risultano facilmente comprensibili anche senza ulteriori informazioni. Si capisce che identificano un test antigenico eseguito da sé, senza ricorrere a operatori sanitari né per il prelievo né per ottenere i risultati – nella descrizione della Regione Emilia-Romagna si tratta di un “tampone rapido eseguito in proprio a domicilio”. Per la comunicazione generalista autotest e autotesting, spesso senza una chiara distinzione, sono stati preferiti al termine medico test autodiagnostico.

Autotest non è una parola nuova: è in uso da tempo nel contesto dei servizi offerti dalle farmacie per indicare vari tipi di test diagnostici rapidi che, attraverso l’analisi di una goccia di sangue, consentono di controllare valori quali glicemia, trigliceridi, colesterolo, emoglobina, acido urico, creatinina ecc.

L’autotest dei titoli è un’estensione di significato di un concetto già esistente, appena sintetizzato, oppure è un nuovo significato che identifica un nuovo concetto? In una comunicazione rivolta a chiunque c’è il rischio di generare confusione?

Sono domande rilevanti anche per chi dovesse tradurre le notizie in un’altra lingua o creare schede terminologiche multilingui, e che potrebbero evidenziare asimmetrie tra lingue. Possiamo ottenere qualche risposta ricorrendo a considerazioni tipiche del lavoro terminologico.

Caratteristiche di autotest 

Si ricorre a un approccio onomasiologico (orientato al concetto) per analizzare le caratteristiche di ciascun tipo di test e decidere se una o più sono distintive. Alcuni esempi di aspetti che potrebbero essere rilevanti: 

1 autotest Covid
(test autodiagnostico)
2 altri autotest
(test diagnostico rapido)
campione analizzato: materiale organico
da cavità nasali
goccia di sangue
modalità di prelievo: tampone  puntura di polpastrello
chi esegue prelievo: fatto da sé fatto da sé
tipo di risultato: positività o negatività misurazione di valori
luogo di esecuzione: proprio domicilio farmacia / POC

È utile considerare varie caratteristiche, anche quelle che verranno poi scartate, e usarle per definire griglie dove confrontare i concetti. Si riesce ad avere una migliore visione di insieme sul sistema concettuale e si rilevano più facilmente eventuali incongruenze. Ad esempio, si nota che i due termini medici test autodiagnostico e test diagnostico rapido ricorrono a due caratteristiche distintive non paragonabili: uno rimanda a chi esegue il test e l’altro al tipo di procedura.

Se si cercano corrispondenze in altre lingue è piuttosto evidente quali caratteristiche sono rilevanti, come mostrano alcuni esempi di terminologia inglese per testi diagnostici:

•  finger-prick test (puntura di polpastrello) e swab test (tampone) hanno come caratteristica distintiva la modalità di prelievo;

•  home test [kit] e point-of-care (POC) test hanno come caratteristica distintiva il luogo dove viene eseguito il test, a casa propria (1) vs farmacie, studi medici, ospedali ecc. (2), senza dover inviare i campioni in laboratorio; va inoltre considerato che alcuni test di tipo 2 in Italia possono essere eseguiti solo in farmacia mentre in altri paesi sono acquistabili per il “fai da te”, quindi le classificazioni possono essere diverse;

•  self-testing e self-sampling indicano se si esegue da sé l’intera procedura oppure solamente il prelievo del campione che poi verrà analizzato altrove da altri (esempio tipico: l’esame delle urine).

Formazione dei termini

Si possono ricavare informazioni anche dai meccanismi usati per la formazione dei termini. Nel caso di autotest l’elemento formativo auto- può evidenziare altre differenze:

1 in autotest Covid senza dubbio significa [fatto] da sé;
2 in altri autotest è invece più ambiguo: dalle descrizioni di produttori e fornitori si ricava che significa automatico (la goccia di sangue messa in contatto con un reagente viene analizzata con un sistema automatico ➝ autoanalisi del sangue). Per molti farmacisti invece anche questo auto- va interpretato come fatto da sé perché la puntura del polpastrello viene fatta autonomamente da chi è testato. 

Dal raffronto con l’inglese emerge anche che autotest e autotesting sono pseudoanglicismi. In inglese infatti l’elemento formativo che esprime “fatto da sé” e riferito a persone è preferibilmente self- , da cui self-test e self-testing. Una procedura automatizzata potrebbe invece essere automated testing, mentre autotesting è un tipo particolare di gara automobilistica per la guida di precisione.

Test antigenici rapidi

Un’altra asimmetria tra italiano e inglese riguarda i nomi dei test antigenici, che in inglese mostrano anche aspetti di variazione diatopica: In Irlanda e negli Stati Uniti si usa principalmente rapid antigen self-test, abbreviato in antigen test, mentre nel Regno Unito prevalgono variazioni del nome lateral flow antigen self-test come lateral flow test e LFT. in Australia è molto usato l’acronimo RAT, Rapid Antigen Test.

In conclusione…

Per chi traduce e per chi gestisce un database terminologico le variabili da considerare sono davvero molte. Per complicare le cose, in lingue diverse si possono riscontrare livelli dissimili di granularità all’interno del sistema concettuale, e può variare anche molto la rilevanza delle caratteristiche o delle loro combinazioni.

Possono inoltre intervenire altri aspetti, come il registro. Ne è un esempio la parola informale auto-tampone come alternativa ad autotest.

In Emilia Romagna auto-tamponi per la quarantena: cosa fare

Un approccio terminologico onomasiologico facilita i confronti interlinguistici tra sistemi concettuali e aiuta a evidenziare i casi di sovrapposizione, inclusione ed esclusione o confermare l’identità tra concetti e relative designazioni.


Riferimenti in italiano:
Dispositivi medico-diagnostici in vitro – Ministero della Salute
Glossario delle tipologie terminali della Classificazione Nazionale Dispositivi Medici – Ministero della Salute (cfr. Categoria W – Dispositivi medico-diagnostici in vitro)
Decreto legislativo 8 settembre 2000, n. 332 (Attuazione della direttiva 98/79/CE relativa ai dispositivi medico-diagnostici in vitro) con la definizione di dispositivo per test autodiagnostico: qualsiasi dispositivo predisposto dal fabbricante per poter essere usato a domicilio da parte di profani, quali persone non esperte di test diagnostici.
Autotesting per inizio e fine isolamento in caso di positività – Regione Emilia-Romagna

Riferimenti in inglese:
For patients, the public and professional users: a guide to COVID-19 tests and testing kits – Regno Unito
COVID-19 antigen tests: What you need to know – Irlanda
Guidance for SARS-CoV-2 Point-of-Care and Rapid Testing | CDC – Stati Uniti
COVID-19 tests e COVID-19 rapid antigen self-tests (for home use) – Australia


Vedi anche:
Risemantizzazioni: tamponare, on the road 
Inglese farlocco: Daily Tampon 
Inglese farlocco: no-tamp 

Sulle asimmetrie tra sistemi concettuali:
Boots: stivali, scarponi e scarpette
I diversi sapori della marmellata

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2 commenti a “Come si dice autotest in inglese? Dipende…”

  1. 15 febbraio 2022 12:17

    Marco Pradella:

    Lo standard ISO per gli esami medici non è “test”, ma “examination” in inglese, “esame” in italiano. Come “esame obiettivo” è la parte fisica della visita medica.
    https://www.iso.org/standard/56115.html
    Quindi, “auto-esame” (come “auto-scatto”), “esame rapido”, “esame molecolare”, eccetera.

  2. 17 febbraio 2022 18:21

    Licia:

    Grazie per il riferimento ISO e per l’esempio che evidenzia come spesso ci sia discrepanza tra terminologia standard e terminologia effettivamente usata da esperti e istituzioni. Per me è anche l’ennesima dimostrazione che in Italia manca una cultura terminologica perché altrimenti sarebbero più chiari i vantaggi di ricorrere coerentemente a un unico termine per ciascun concetto.

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