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Dosi “booster”, aggiuntive e addizionali

Ho aggiornato Un richiamo ai media su “booster”! (agosto 2021), in cui esprimevo perplessità sul ricorso all’anglicismo, con alcune informazioni dalla pagina Vaccini anti Covid-19 del Ministero della Salute, datata 4 ottobre 2021, che conferma l’equivalenza dose booster = dose di richiamo:

Che differenza c’è tra dose aggiuntiva e dose “booster”? Quando va somministrata la dose addizionale o la dose “booster”? Per dose addizionale si intende una dose aggiuntiva di vaccino a completamento del ciclo vaccinale primario, somministrata al fine di raggiungere un adeguato livello di risposta immunitaria. La dose addizionale va somministrata dopo almeno 28 giorni dall’ultima dose. Per dose “booster”, si intende una dose di richiamo dopo il completamento del ciclo vaccinale primario, a distanza di un determinato intervallo temporale, somministrata al fine di mantenere nel tempo o ripristinare un adeguato livello di risposta immunitaria, in particolare in popolazioni connotate da un alto rischio, per condizioni di fragilità che si associano allo sviluppo di malattia grave, o addirittura fatale, o per esposizione professionale. La dose “booster” va somministrata dopo almeno sei mesi dal completamento del ciclo vaccinale primario.

Nelle altre informazioni e comunicazioni ministeriali sui vaccini e nel sito dell’Istituto Superiore di Sanità prevale invece l’anglicismo. Come previsto nel post precedente, nessuno si preoccupa che “dosebùster”, come si sente dire nei TG, risulti davvero comprensibile a chi non sa l’inglese, in particolare le persone più anziane a cui è destinato il richiamo.

Nel testo che ho riportato si nota anche l’ulteriore concetto di dose aggiuntiva / addizionale (la mania dei sinonimi!). La spiegazione potrebbe far pensare che si tratti della seconda dose (“a completamento del ciclo vaccinale primario”,  somministrata ad almeno 28 giorni dall’ultima dose), ma non è così: è una terza dose destinata a persone trapiantate o con marcata compromissione della risposta immunitaria, come indicato nella Circolare 14 settembre 2021.

Si differenzia dalla dose “booster” che invece è una terza dose che al momento è riservata a chi ha ≥ 80 anni e a personale e ospiti delle residenze per anziani e viene somministrata in tempi diversi.

Molti media però descrivono indifferentemente come terza dose entrambi i tipi, forse perché non hanno afferrato la differenza. In effetti non è sempre evidente, come in questo esempio da un comunicato dell’ISS:

Comunicato Stampa N°46/2021 - Rsa: crollata la mortalità per Covid-19 grazie a vaccini […] I dati – commenta Graziano Onder, direttore del dipartimento di Malattie cardiovascolari, endocrino-metaboliche e invecchiamento dell’Iss - mostrano un lieve nuovo aumento dei focolai nei mesi estivi, in linea con quanto è avvenuto anche nella popolazione generale. Questo dato sottolinea la necessità di rinforzare l’immunità dei residenti tramite una dose booster o addizionale.

Con questa formulazione la congiunzione o può essere interpretata come “ovvero”, “o per meglio dire” e quindi si potrebbe erroneamente concludere che booster e addizionale siano sinonimi. Per evitarlo sarebbe bastato specificare una dose booster oppure una dose addizionale. 

Dispiace vedere che ancora una volta la comunicazione istituzionale non brilla per chiarezza. Servirebbe maggiore attenzione alle formulazioni ambigue e alla terminologia usata, con definizioni sistematiche e coerenti dei concetti che dovrebbero essere consultabili facilmente da qualsiasi pagina dei siti istituzionali. 


Vedi anche:
Un richiamo ai media su “booster”! (dettagli sull’anglicismo)
Promemoria per i media: immunizzato ≠ vaccinato 
Variazione e ripetizione (con partita Iva e tweet) (perché nella comunicazione tecnica è scientifica dovrebbe prevalere il principio un concetto  un termine, senza ricorrere a presunti sinonimi)


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2 commenti a “Dosi “booster”, aggiuntive e addizionali”

  1. 12 ottobre 2021 17:17

    Licia:

    Per un altro punto di vista aggiungo uno scambio sull’opportunità di usare l’anglicismo booster che ho avuto su Twitter con una giornalista del TG1:

    Mio tweet: “"@Tg1Rai in servizio su terza dose che riguarda principalm. chi ha più di 60 anni e quindi anche molti che non hanno familiarità con l'inglese: perché ricorrere a "dosebùster"? Per me è mancanza di rispetto per gli ascoltatori (eviterei anche OVER e UNDER) . Risposta dell’autrice del servizio: mi sembra un discorso sul nulla cosmico

    Un caso di “maledizione della conoscenza”?

  2. 6 novembre 2021 04:24

    Silvia:

    L’altro giorno, leggendo alcuni giornali tedeschi per aggiornarmi sulla reale situazione Covid in Germania, ho notato che anche loro usano il termine booster: Booster-Impfung (e per evitare la ripetizione booster-shot). Mi sono ricordata dei tuoi post.

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