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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Il calciatore danese “resuscitato”

Titolo e frase da articolo sulla prima pagina un noto quotidiano, poi modificati nella versione online:

Titolo: Paura per Eriksen, i medici lo resuscitano in campo (sottotitolo: agli Europei di calcio arresto cardiaco per l’interista durante Danimarca-Finlandia). Frase: Vedere Eriksen resuscitato non basta. La fragilità spaventa quanto la morte però stavolta c’è davvero da essere grati.

Chi ha scritto l’articolo ha sicuramente tradotto letteralmente dall’inglese e non ha riconosciuto i falsi amici resuscitate ≠ resuscitare.

Eriksen collapses and is resuscitated during European Championship match Denmark-Finland

Resuscitate in inglese

In inglese il verbo resuscitate anche nell’uso comune ha un’accezione medica prevalente che vuol dire "riattivare le funzioni vitali", in italiano rianimare.

Il sostantivo resuscitation descrive le pratiche terapeutiche volte a recuperare la funzione cardio-respiratoria, in italiano rianimazione. La sigla CPR sta per cardiopulmonary resuscitation e identifica le manovre di rianimazione cardiopolmonare (nel linguaggio comune è il massaggio cardiaco).

Resuscitare in italiano

Nel lessico comune italiano il verbo resuscitare o risuscitare nell’uso transitivo significa restituire alla vita dopo la morte ma ha anche alcune accezioni figurate (in inglese cfr. resurrect, bring back to life, raise from the dead, raise from death…). Anche il verbo intransitivo ha il significato di tornare in vita dopo la morte ma anche di risorgere, sia in senso religioso che figurato (in inglese cfr. be resurrected; rise from the dead, come back to life, be restored to life…).

Da falsi amici a prestiti camuffati?

In alcuni ambiti medici che subiscono l’interferenza dell’inglese a quanto pare è effettivamente in uso il calco resuscitare nel senso di rianimare. Probabilmente vi si ricorre anche in alcuni doppiaggi frettolosi e per chi li guarda l’uso di resuscitare potrebbe quindi non apparire del tutto anomalo.

Nel lessico comune italiano però resuscitate ≠ resuscitare per il momento sono falsi amici e l’accezione “inglese” non si è ancora trasformata in un prestito camuffato. L’uso di resuscitare per rianimare non è quindi in alcun modo giustificato nella cronaca di media generalisti: da chi scrive ci si aspetta una conoscenza più approfondita non solo dell’inglese ma soprattutto dell’italiano!


Altri esempi di falsi amici “medici” visti nei media italiani:
Disordini e disturbi
Ammissioni ospedaliere
Aneddoticamente, falsi amici
“scansioni, ultrasuoni, raggi x”
Causa del decesso: “condizione medica”
Coronavirus: conteggi errati di “ricoverati”
Potenziali falsi amici: dementia e demenza
Vaccini efficaci nei casi severi (ma non giusti!)


Grazie a @hmqxvcn per lo spunto

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