Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Come si chiamano i cookie dei siti inglesi?

immagine della casella di ricerca con il completamento automatico per DO BRITISH... che ha come primo suggerimento DO BRITISH WEBSITES USE BISCUITS

Qualche buontempone americano si è divertito con la funzione di completamento automatico di Google e ha fatto in modo che digitando do British… il primo suggerimento per completare la query di ricerca sia quello che si vede nell’immagine: do British websites use biscuits?

È una spiritosaggine virale che circola da molti anni e sfrutta una nota differenza alimentare tra inglese britannico e americano: i biscotti sono biscuit nel Regno Unito e cookie in America. Ovviamente tutt’altra storia per i cookie informatici: si chiamano allo stesso modo in tutte le varietà di inglese.

Cookie con sorpresa

Il termine informatico cookie è anche un internazionalismo: l’anglicismo è stato adottato da moltissime lingue, sia come prestito integrale, cookie, che come prestito adattato, ad esempio kuki in albanese e cwci in gallese.

fortune cookieHo già fatto questi e altri esempi in Termini in evidenza – cookie (2008!), dove avevo raccontato che cookie è un esempio di terminologizzazione che ha origine nei [fortune] cookie serviti nei ristoranti cinesi in America alla fine dei pasti. Sono dei biscotti di forma particolare che all’interno hanno un foglietto con una massima o un messaggio augurale, come i dati “nascosti” all’interno dei pacchetti di dati a cui inizialmente i cookie avevano dato il nome (un po’ come se qualcuno in italiano avesse pensato a bacio per analogia con i Baci Perugina!).

“Biscotti” solo americani (o quasi)

È proprio questo riferimento a un aspetto peculiare della cultura americana, allora poco noto, che nel passaggio dall’inglese (L1) ad altre lingue (L2) aveva fatto preferire il prestito cookie, non ricollegabile all’uso figurato originale ma comunque parola distintiva, breve e facile da ricordare e pronunciare, o in alternativa aveva portato a soluzioni ad hoc come “capsula di informazioni” in norvegese. Si tratta del caso tipico in cui una traduzione letterale avrebbe avuto ben poco senso: i termini non si traducono ma si cerca una soluzione efficace nella L2.

La metafora originale dei fortune cookie è comunque ormai irrilevante e probabilmente anche poco nota, perlomeno a giudicare dall’illustrazione scelta da Google per l’avvertenza sul proprio uso dei cookie:

immagine di barattolo di biscotti con lente di ingrandimento che simboleggia la ricerca. Didascalia: Prima di continuare sul Motore di Ricerca Google

È stata usata la stessa immagine in tutte le lingue, però i tipici biscotti americani con scaglie di cioccolato non sono congruenti con la metafora originale né in inglese né nelle lingue che non hanno risemantizzato la propria parola “biscotto” per il concetto informatico.

O forse l’illustrazione rimanda volutamente all’accezione alimentare perché i cookie americani, come i muffin e i cupcake, sono prodotti dolciari noti internazionalmente e ormai non importa se l’origine del termine informatico sia invece ignota (e tutt’altra).


Vedi anche:
🍪 Metafore e terminologia informatica 1
🍪 Completamento automatico malvagio? – suggerimenti pilotati
🍪 Storie di biscotti (e di denti) – falsi amici ed espressioni idiomatiche inglesi e americane


Una vignetta di Dave Whamond che gioca con un altro esempio di “adattamento” dall’inglese americano a quello britannico, la valuta:

Titolo: Some things don’t quite translate the same. Prima vignetta, didascalia USA, uomo dice a donna compiaciuta “you look like a million bucks”. Seconda vignetta, didascalia UK, uomo dice a donna contrariata: “you look like a million pounds”

L’espressione idiomatica americana look like a million dollars (o più informalmente bucks) vuol dire avere un aspetto fantastico, presentarsi benissimo. Si usa anche in inglese britannico, anche nella forma look a million dollars, e ovviamente non si “traduce” con un cambio di valuta, qui omonima dell’unità di peso…

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5 commenti a “Come si chiamano i cookie dei siti inglesi?”

  1. 26 aprile 2021 08:26

    Marco Boccaccio:

    Poi in italiano c’era già un altro biscotto sinonimo di imbroglio o fregatura:
    https://accademiadellacrusca.it/it/consulenza/fare-un-biscotto/855

  2. 26 aprile 2021 08:53

    Andrea:

    E la domanda sui gatti da dove viene?
    Qualche aneddoto particolare?
    (adoro questo blog)

  3. 26 aprile 2021 14:27

    Licia:

    @Marco ce l’ho in un vecchio post, “Biscotto” in inglese. 😁

    @Andrea non ho provato a indagare: ammetto la mia totale mancanza di curiosità per i gatti! 😼

  4. 27 aprile 2021 16:03

    Antonio:

    Una ipotesi sull’associazione visiva dei cookie del browser con quelli con scaglie di cioccolato : potrebbe derivare dal “cookie monster” il personaggio Muppet che mangiava proprio i biscotti al cioccolato. E’ stato nei primi anni di Internet visualmente associato ad alcune utility che cancellavano i cookie web, e poi il “cookie monster” e’ stato uno dei primi virus, primi anni settanta. Da queste immagini del mostro che mangia i cookie al cioccolato potrebbe essere derivata l’associazione di questi con i web cookie.

  5. 27 aprile 2021 19:07

    Licia:

    @Antonio, non sapevo di questa associazione al Cookie Monster, grazie per i dettagli!

Commenti: