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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Le Valley della Pianura Padana

Emilia-Romagna Cinema Valley: quasi 2 milioni di € per chi sceglie di produrre e girare in regione

“Non sarà impossibile, prima o poi, che entri nell’uso comune l’idea dell’Emilia-Romagna come Cinema Valley”, ha dichiarato l’assessore alla Cultura e Paesaggio della regione, che ha anche affermato “Emilia-Romagna autentica Cinema Valley”.

Un aggettivo più idoneo sarebbe unica perché dubito che nel mondo anglofono esistano regioni denominate cinema valley! Si tratta infatti di un esempio di inglese farlocco, coniato a Bologna o dintorni da qualche italiano convinto erroneamente che in inglese valley significhi anche distretto produttivo, zona o territorio in cui è localizzato un determinato fenomeno.

Valley in Emilia-Romagna

In Emilia Romagna l’uso improprio di valley non è una novità: da qualche anno si ritrova nei nomi di alcuni consorzi, progetti o iniziative che identificano o promuovono particolari territori o distretti industriali.

Logo: 1 Motor Valley; 2 Emilia-Romagna Food Valley (il cibo dell’Emilia-Romagna si racconta); 3 Wellness Valley (Romagna Benessere);  Packaging Valley (distretto delle macchine automatiche per l’imballaggio e il confezionamento)

L’intera regione è descritta come Food Valley e a livello provinciale ci sono anche Piacenza Food Valley, Parma Food Valley e Modena Food Valley.

La Valley più nota è sicuramente la Motor Valley, nuovo nome per la Terra dei Motori. Comprende aziende famose quali Ferrari, Maserati, Lamborghini e Ducati e il loro indotto, e poi musei, scuderie e autodromi, in un’area che spazia dalla provincia di Modena a Misano Adriatico.

Tra Bologna e Reggio Emilia c’è la Packaging Valley delle macchine per l’imballaggio e il confezionamento, mentre nel modenese si trova la Medical o Biomedical Valley delle apparecchiature medicali. Attorno a Bologna si trova la Data Valley* di aziende che gestiscono e analizzano big data.

Data Valley Emilia-Romagna

In Romagna c’è la Wellness Valley, “il distretto del benessere e della qualità della vita” ideato da Technogym (Cesena). La Music Valley d’Europa invece è il nome dato allo spazio da centomila posti all’aperto dell’Arena Reggio Emilia, meglio nota come Campovolo e resa famosa dai concerti di Ligabue. Annunciata anche una Fashion Valley per il settore della moda.

Perché Valley?

Quello che accomuna le Valley emiliano-romagnole è che nessuna si trova in una valle, come dovrebbe invece indicare la parola inglese valley, ma sono zone della Pianura Padana lungo o nei pressi della via Emila.

Il modello per nomi propri del tipo X Valley, con X parola inglese che indica il genere di prodotto o il settore, è senza dubbio la notissima Silicon Valley californiana, che però è ubicata in una vera valle delimitata da pendici montuose, la Santa Clara Valley.

Nell’uso italiano valley è quindi uno pseudoanglicismo, una parola a cui è stata conferita un’accezione assente in inglese di distretto produttivo o polo industriale o tecnologico. È un fenomeno ricorrente nell’itanglese, spesso dovuto a conoscenze linguistiche limitate che portano a interpretazioni improprie e impediscono di rendersi conto che chiamare valley un ex aeroporto (Campovolo!) è davvero ridicolo.

Altre Valley italiane

Le Valley non sono solo in Emilia-Romagna ma anche altrove. A Torino, ad esempio, è stato approvato il progetto Iron Valley, un parco culturale sulla storia industriale della città che sorgerà su un sito siderurgico dismesso.

La Inox Valley, in provincia di Treviso, prende il nome dalle aziende produttrici di elettrodomestici in acciaio inox, che è un ulteriore pseudoanglicismo: in inglese l’acciaio inossidabile si chiama stainless steel.

Altri esempi sono la Rubber Valley del Sebino (lago d’Iseo), che comprende una decina di comuni tra le province di Bergamo e Brescia con aziende specializzate nella lavorazione della gomma, mentre la Shoe(s) Valley è la zona dei calzaturifici di Civitanova Marche, sulla costa adriatica. È stata annunciata anche una Pharma Valley nell’area dell’interporto di Livorno.

Si distingue dalle altre Valley perché nel nome dà un’indicazione geografica anziché produttiva la cosiddetta Etna Valley, la zona attorno a Catania in cui si trovano aziende ad alta tecnologia, centri di ricerca e istituti di formazione avanzati.

Sicuramente in Italia ci sono altre Valley che non sono vere valli ma distretti produttivi: se ne conoscete, aggiungeteli nei commenti!


* Nella Data Valley bolognese sorgerà un nuovo “hub europeo della ricerca”, il Big Data Technopole. È un nome ad effetto che ignora la locuzione italiana polo tecnologico, già descritta a proposito dell’Human Technopole milanese.

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5 commenti a “Le Valley della Pianura Padana”

  1. 28 gennaio 2021 10:47

    Ionti:

    Un tempo qui in Brianza c’era il distretto del mobile, ma ormai è fallito prima che lo facessero diventare “mobile Valley” (per fortuna)

  2. 28 gennaio 2021 12:51

    Irina:

    Leggendo l’articolo mi è venuta in mente una domanda che con la parola “valley” non c’entra niente: Qual è la differenza fra imballaggio e confezionamento? Se dovessi tradurre lo slogan della packaging valley in tedesco, mi sarebbe difficile trovare due parole diverse nella mia lingua, probabilmente userei semplicemente “Verpackung”. (E conosco certi project manager che mi direbbero: sono due parole nella lingua di partenza, quindi devono per forza essere due anche nella lingua d’arrivo!)

  3. 28 gennaio 2021 14:52

    Licia:

    @Ionti di solito però anche la prima parola è inglese. Ho fatto una ricerca per Furniture Valley e ho trovato pochissime occorrenze: un paio per la Brianza e una per la val Fontanabuona ligure. Tutto coerente con il concetto di inglese farlocco: vengono usate solo parole dell’inglese di base che devono risultare facilmente comprensibili, e furniture non lo è perché fa pensare a “fornitura”

    @Irina, non credo sia sempre possibile distinguerli, comunque direi che lo scopo principale dell’imballaggio è proteggere il prodotto nel trasporto e nella spedizione (mi vengono in mente plastica a bolle, cartone, polistirolo…) mentre il confezionamento riguarda altri tipi di protezione, ad esempio dalla polvere o dalla luce o per impedire che un prodotto alimentare si deteriori. Il confezionamento riguarda anche la confezione, e cioè il modo o l’aspetto con cui un prodotto viene presentato (pensa a confezione regalo, confezione risparmio, confezione famiglia, confezione omaggio…).

  4. 28 gennaio 2021 18:55

    Irina:

    Grazie per la spiegazione! Credo che da noi per distinguere le due cose si dica Primärverpackung e Sekundärverpackung.

  5. 3 febbraio 2021 16:22

    John Dunn:

    Chi ha usato per la prima volta valley in questo senso ha (forse) dimostrato una certa creatività linguistica, ma le imitazioni diventano sempre più discutibili. Però il tuo giudizio mi pare troppo severo: la traduzione inglese di Pianura Padana sarebbe ‘the Po valley’, perciò l’uso della parola valley non è totalmente improprio.

    In inglese si può fare giochi di parole su questo tema in un’altro modo: il (sedicente) analogo scozzese della Silicon Valley si chiama Silicon Glen.

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