Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Aerosol: da cura a infezione

Nel 2020 alcune parole hanno acquisito una nuova accezione (neologismi semantici) mentre per altre è diventata familiare e più frequente un’accezione specialistica che prima non era nota a tutti. Penso ad esempio a virale, distanziamento, mascherarsi e mascherato, smart, rima, negazionista, tamponare, ventilatore e più recentemente anche ad aerosol.

Tweet della trasmissione Che tempo che fa che riporta parole del virologo Roberto Burioni: “Il contagio è molto più difficile all’aperto dove questo ‘Aerosol’ viene immediatamente disperso, ma invece è molto più pericoloso al chiuso, perché lì permane”

Questo tweet di qualche giorno fa ha attirato la mia attenzione perché la parola ‘Aerosol’ è scritta con l’iniziale maiuscola e tra virgolette, come se fosse un nome proprio oppure un uso anomalo o inaspettato. È comprensibile: la maggior parte delle persone finora associava la parola a tutt’altro contesto medico.

Aerosol per curarsi

Nell’uso comune aerosol è il medicinale che si somministra con un apposito nebulizzatore ma anche la forma abbreviata di aerosolterapia (“deve fare l’aerosol”) e per metonimia l’apparecchio usato per farla.

Aerosol veicolo di virus

L’emergenza COVID-19 sta rendendo familiare anche un’accezione scientifica di aerosol che finora non era nota a tutti: è la sospensione in un mezzo gassoso di particelle liquide o solide estremamente piccole. È necessaria per capire le diverse modalità di trasmissione del coronavirus SARS-CoV-2 per via aerea (airborne), già descritte qui

1 via droplet – attraverso goccioline di secrezioni respiratorie e salivari, di diametro minimo di 5 µm per l’OMS, che vengono espulse quando si starnutisce e si tossisce. Possono coprire distanze fino a 2 m e rimangono sospese per un breve tempo nell’aria;

2 via aerosol –  attraverso particelle di dimensioni inferiori a 5 µm che probabilmente sono prodotte anche parlando e permangono sospese a lungo nell’aria.

The difference between droplet and airborne transmission – BBC

Le modalità di trasmissione hanno implicazioni diverse non solo per la distanza di sicurezza interpersonale ma anche di tipo pratico e organizzativo perché determinano le misure da prendere, come ad es. l’areazione dei locali, e il tipo di dispositivi di protezione individuale (DPI) necessari per limitare il contagio.

È un’informazione che i media avrebbero dovuto dare lo scorso marzo quando discorrevano di misura, criterio e norma droplet senza però spiegarne il significato: dettagli in La “regola droplet”, invenzione dei media? , un post che riletto a distanza di pochi mesi evidenzia quante informazioni ci mancavano all’inizio dell’epidemia e come sono cambiate le indicazioni sanitarie e le misure di prevenzione.

Per capire meglio le modalità di trasmissione dei virus, la spiegazione molto chiara del virologo Roberto Burioni:


Nella presentazione si nota il refuso *aereosol; nel linguaggio comune è invece molto diffusa la forma errata *areosol.

Aerosol è una parola formata da aero-, “aria”, e da sol, termine della chimica dall’inglese hydrosol, a sua volta da hydro solution.


Altri aerosol

In ambito epidemiologico aerosol può avere accezioni diverse e descrivere sia le particelle che diversi tipi di nebulizzazioni: cfr. Scientific Brief: SARS-CoV-2 and Potential Airborne Transmission per una sintesi in inglese.

Nei media di lingua inglese vengono inoltre identificate tre diverse frazioni di aerosol che, a seconda delle dimensioni delle particelle, possono raggiungere parti diverse delle vie respiratorie: respirable (respirabile), thoracic (toracica) e inhalable (inalabile).

Aerosols

Immagine: A Rosetta Stone for Understanding Infectious Drops and Aerosols

Tornando all’italiano: in altri ambiti specialistici, come ad es. la fisica e la meteorologia, le particelle liquide e solide che costituiscono un aerosol hanno dimensioni e caratteristiche diverse da quelle identificate in epidemiologia.

Il termine aerosol ha inoltre altre accezioni, ad es. in alcuni ambiti industriali indica prodotti mantenuti sotto pressione in contenitori appositi.

A giudicare dalla frequenza nei media, nel lessico comune in questa fine 2020 prevale però l’accezione più preoccupante: quella associata all’infezione da COVID-19 che ho appena descrito.
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Vedi anche: Distanza: sociale, fisica, interpersonale

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