Sei un boomer? Non provare a resellare!

La notizia sull’accaparramento di alcuni prodotti con il marchio dei supermercati LIDL è andata “in tendenza” su Twitter e mi ha fatto scoprire l’esistenza del verbo resellare. Esempio:

Testo di tweet: “Raga i boomer stanno comprando la collezione streetwear della LIDL pensando di diventare ricchi resellandola. Questo 2020 non smette mai di sorprendermi non ero pronto” – Foto di carrello pieno di scarpe da ginnastica a marchio LIDL spinto da signore anziano.

Resellare è una neoformazione ibrida che ha come base il verbo inglese resell, rivendere. Descrive il reselling, l’acquisto di prodotti di marca a edizione limitata (limited edition!), quindi molto ricercati, che vengono poi rivenduti online su apposite piattaforme a prezzo maggiorato.

È un fenomeno che riguarda scarpe sportive (sneaker) e altro abbigliamento informale (streetwear) e che coinvolge principalmente chi appartiene alla cosiddetta Generazione Z, i nati dal 1995 al 2010.

Altri esempi d’uso di resellare:

Ma scusate sul serio la gente ha fatto la corsa per le scarpe della lidl per resellarle fno a 10 volte il prezzo di retail???? Io ero convinto steste scherzando…

Le ciabatte le stanno resellando a 70€, domani svuoto il supermercato

Ma che c… ti reselli le cose della Lidl spero che ti risvegli nel mogano

meh non so, costa un bel po’, non è che sia così entusiasmante, io copperei per resellare, un 200€ si possono fare dai

Chi fa reselling è un reseller e ricorre a un lessico particolare* contraddistinto da molti anglicismi, calchi e altre neoformazioni ibride, come ad es. il verbo coppare per acquistare (da cop, ottenere, portare a casa).

L’accettabilità di resellare

Il verbo resellare associato ai prodotti LIDL è stata una scoperta non solo per me ma anche per molti altri, tra cui chi ha manifestato la propria disapprovazione per una parola avvertita come un’anomalia inaccettabile in italiano.

Hanno ragione e l’uso di resellare va stigmatizzato? O forse prima di condannare andrebbe fatta qualche altra considerazione?

Con la premessa che per la grammatica resellare è una parola perfettamente formata e che non esiste un’estetica delle parole, per provare a rispondere prendo spunto da uno scambio di battute visto sotto il tweet di esempio iniziale:  

Commento: “Pensa a me che il 2020 mi procura gioie come leggere ‘resellandola’” – Risposta: “È il termine corretto che implica una rivendita a rialzo. Poi chiamalo come vuoi ma benvenuta tra i giovani” – Ulteriore commento: “Hai appena detto ‘rivendere al rialzo’ in italiano, dunque a quanto pare non è un termine intraducibile dall'inglese. E no, non si è ggggggiòvani se si parla o si scrive così, solo pirla. A qualsiasi età.”
(lo scambio continua qui)

Si nota subito una caratteristica tipica dell’itanglese: agli anglicismi vengono spesso conferite accezioni molto specifiche assenti in inglese, un processo facilitato anche da conoscenze linguistiche non ottimali. In questo caso il verbo generico inglese resell, da cui resellare, ha lo stesso significato di rivendere: non è più preciso e non implica “al rialzo”.

È evidente anche la diversa valutazione data al lessico dei giovani dai due interlocutori, un “classico”: da secoli il divario generazionale ha come espressione anche la convinzione che i giovani imbarbariscano la lingua, adesso anche con l’abuso di anglicismi.

In questo contesto, chi rifiuta a priori resellare sembra ignorare che la lingua è un sistema multidimensionale: a seconda della situazione, dell’interlocutore e delle finalità comunicative si usano varietà diverse che possono seguire regole diverse (cfr. Si dice o non si dice? Dipende).

In un ambito di nicchia, come il commercio online di scarpe in edizione limitata a cui è interessato solo un segmento molto ristretto di parlanti in una specifica fascia di età, è comprensibile che si ricorra a un lessico particolare, molto specifico, con caratteristiche tipiche del linguaggio giovanile e aspetti gergali che possono risultare incomprensibili agli estranei (cfr. anche il concetto di variazione diastratica). 

In conclusione: se istituzioni, politica o media ricorressero a resellare come alternativa a rivendere nel lessico comune o per descrivere un nuovo concetto rivolto a tutti i cittadini, ogni perplessità sarebbe pienamente giustificata. Se invece si tratta di un uso di nicchia e/o gergale, come quello appena descritto, con un po’ di flessibilità e il dovuto distacco ci si può anche divertire a osservare i meccanismi linguistici all’opera: nessuno ci costringe a usare una parola incontrata per caso, come resellare! E se rimane comunque indigesta, ci si può consolare ricordando che molte di queste neoformazioni hanno un carattere effimero e tendono a scomparire in breve tempo.


Da boomer a zoomer

Nel tweet di esempio iniziale chi si avventura nel mondo del reselling fuori limite d’età è descritto come boomer, parola entrata prepotentemente nel lessico dei social l’anno scorso e usata spesso a sproposito: dettagli in OK boomer. I ragazzi della Generazione Z sappiano però che in inglese c’è un soprannome sarcastico e simmetrico proprio per loro: zoomer. 😉


* Per qualche dettaglio sul lessico del reselling: Il vocabolario che un appassionato di streetwear deve possedere per sopravvivere sul webIl fenomeno del reselling: lucro o passione? (testo di un giovane della Generazione Z).

Per altri dettagli ed esempi di neoformazioni ibride: Slimmatevi con un beverone slimmante!

tweet con foto di abbigliamento LIDL: Ma allora è vero che tra i sintomi covid c'è la perdita del gusto. #Lidl

3 commenti su “Sei un boomer? Non provare a resellare!”

  1. Monmartre Angeloise:

    Buon giorno,
    io avevo inteso il senso di resellare e l’avevo pensata come “rimettere in sella”: il prodotto fa la sua corsa e viene venduto, poi viene risellato per un’altra vendita.
    Se non l’aveste detto voi, mai avrei pensato al “resell” inglese (colpa, e ignoranza, mia che cerco prima la soluzione in italiano).

  2. Anna B.:

    Cara Licia,
    grazie del post, come sempre molto interessante. Mi chiedevo una cosa: secondo te, come si pronuncia “resellare”? Tenendo conto dell’inglese o adattandolo all’italiano? O forse è una parola che non si userebbe in una comunicazione orale?

  3. Marco Marcon:

    Salve,
    sono tendenzialmente d’accordo che esistono i linguaggi gergali specialistici in ogni nicchia ristretta di parlanti ma, da buon boomer, ritengo “resellare” assolutamente ingiustificato dal punto di vista della necessità. Se “rivendere” è troppo generico esiste pur sempre “speculare” che ha tra i significati proprio “Trarre un notevole utile da operazioni finanziarie e commerciali, sia comprando un bene per poi rivenderlo a prezzo molto più alto…” (cit. Treccani)

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