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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Trump, USA “un buon posto” per il coronavirus?

Notizia di agenzia ripresa pedissequamente da vari media:

Trump, ‘non sono d'accordo con Fauci’. ‘Usa un buon posto, se avessi ascoltato esperti staremmo peggio’. (ANSA) - WASHINGTON, 8 LUGLIO – “Nel nostro Paese siamo in un buon posto, non sono d'accordo con lui”: così Donald Trump, in una intervista replica alle parole del virologo Anthony Fauci che ha suonato l’ennesimo allarme coronavirus per gli Usa.

È uno dei tanti esempi di traduzione inadeguata fatta da chi non conosce bene l’inglese ma neppure l’italiano, altrimenti si sarebbe chiesto cosa dovrebbe significare, in merito al coronavirus, che gli Stati Uniti sono (in) un buon posto.

In a good place

Neppure chi ha riportato la notizia ha messo in dubbio la traduzione letterale delle parole usate da Trump, che ha dissentito sulle valutazioni negative dell’infettivologo Anthony Fauci sulla gestione dell’epidemia da COVID-19 negli Stati Uniti – finora più di 3 milioni di contagi e 133.000 morti – ricorrendo a un’espressione figurata:

Trump says he disagrees with Fauci: “I think we are in a good place. I disagree with him”

Trump ha usato un modo di dire informale che ha origine nell’inglese americano, be in a good place (o al contrario in a bad place), in cui place ha un significato figurato simile a situation. In italiano si potrebbe dire “andare bene” o più colloquialmente “essere messi bene” e in questo contesto forse anche "essere a buon punto".

Si può usare in a good place anche riferito a uno stato d’animo o alla salute, ad es. per indicare un equilibrio ritrovato dopo problemi vari o la piena forma recuperata dopo malattie o infortuni. Esempio: he is in a good place now, fully recovered from his injury.


Vedi anche: Il saltimbanco americano, un ciarlatano (Trump e il coronavirus)


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2 commenti a “Trump, USA “un buon posto” per il coronavirus?”

  1. 8 luglio 2020 18:31

    Bruno Antonini:

    Come non essere d’accordo e, a proposito di traduzioni letterali, dal sito del Corriere (ma ricordo di averlo letto sulla versione stampata) si leggeva qualche giorno fa un estratto dal recente libro di John Bolton su Trump:

    Durante lo storico vertice del 2018 tra Trump e Kim Jong-un, «Pompeo mi passò un bigliettino in cui era scritto: “è così pieno di m.”». (…)

    Dove “pieno di m.” sarebbe la traduzione di “full of s.” senza che nessuno si sia preoccupato di capire il significato della forma idiomatica (e anche qui forse ci si potrebbe chiedere se l’italiano ha un senso).

  2. 10 luglio 2020 10:58

    FF:

    Mi scuso in anticipo per il mio intervento pignoleggiante, ma vedo che hai usato l’espressione “epidemia da COVID-19”; non dovrebbe essere “epidemia _di_ COVID-19”?

    Istintivamente ho sempre pensato che si debba dire:

    epidemia DI [nome della malattia]
    epidemia DA [nome dell’agente che causa la malattia]

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