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JK Rowling: né simpatia né bigottismo

Titoli: JK Rowiing responds to trans tweets criticism; La mamma di Harry Potter contrattacca sui trans e rivela di essre stata vittima di violenze sessuali; Dopo le accuse di transfobia, J.K. Rowling rivela di essere stata vittima di abusi

In questi giorni la scrittrice britannica JK Rowling è al centro di polemiche per alcuni tweet sull’identità di genere, a cui ha fatto seguire un lungo intervento nel proprio sito, J.K. Rowling Writes about Her Reasons for Speaking out on Sex and Gender Issues.

Vari media italiani hanno citato il testo, con traduzioni letterali dove non sono stati riconosciuti falsi amici ed esempi di anisomorfismo (l’impossibilità di far corrispondere tutti i significati di una parola in una data lingua a tutti i significati di una parola in un’altra).

Community ≠ comunità

Da adolescente Rowling non si riconosceva nello stereotipo di femminilità prevalente negli anni ‘80 e si sentiva confusa sulla propria identità sessuale, tanto che leggendo testimonianze attuali sulla disforia di genere si è chiesta se nascendo 30 anni dopo avrebbe potuto prendere in considerazione l’idea della transizione a uomo:

testo originale inglese traduzione letterale italiana
If I’d found community and sympathy online that I couldn’t find in my immediate environment, I believe I could have been persuaded to turn myself into the son my father had openly said he’d have preferred. Se avessi trovato online comunità e simpatia che non riuscivo a trovare nel mio ambiente immediato, credo che avrei potuto essere persuasa a trasformarmi nel figlio che mio padre avrebbe preferito avere. 

In inglese community, come comunità in italiano, identifica un “insieme di persone unite tra di loro da rapporti sociali, linguistici e morali, vincoli organizzativi, interessi e consuetudini comuni” (Devoto-Oli) ma ha anche un significato astratto di senso di appartenenza a un gruppo di persone accomunate da interessi, idee o altro – cfr. comunione e comunanza in italiano – che è quanto intende Rowling.

Sympathy ≠ simpatia 

Rowling usa la parola sympathy due volte: nella frase già citata e in un’altra subito dopo aver rivelato di essere stata vittima di violenza domestica e di abusi sessuali:

testo inglese traduzione italiana
I’m mentioning these things now not in an attempt to garner sympathy, but out of solidarity with the huge numbers of women who have histories like mine, who’ve been slurred as bigots for having concerns around single-sex spaces. Le racconto ora non certo nel tentativo di suscitare simpatia, ma per solidarietà con l’enorme numero di donne che hanno storie come la mia, che sono state bollate come bigotte per essersi preoccupate degli spazi delle specificità sessuali. 

La parola inglese sympathy non significa simpatia, né come gradimento istintivo verso qualcuno o a qualcosa, né come affinità sentimentale, né come affabilità o capacità di risultare gradito agli altri.

Sympathy identifica invece un sentimento di partecipazione affettiva, di comprensione e di solidarietà al dolore o alle sventure altrui, quindi compassione ma anche vicinanza, benevolenza, indulgenza.

Si tratta di falsi amici molto noti ma ricorrenti nelle traduzioni frettolose dei media. Un esempio di qualche anno fa nelle parole di ringraziamento pubblicate dalla famiglia di Michael Schumacher dopo l’incidente sugli sci:

testo inglese traduzione italiana
We would like to thank the people from around the world who have expressed their sympathy and sent their best wishes for his recovery. Vorremmo ringraziare anche le persone che da tutto il mondo hanno espresso la loro simpatia e inviato i loro migliori auguri per il recupero di Michael. 

In italiano sarebbe stato preferibile vicinanza (e in riferimento alla salute recovery è la guarigione, non il recupero).

WIth sympathy è la tipica frase per i biglietti di condoglianze, spesso decorati con motivi floreali. Non oso immaginare quanti ignari adolescenti al termine di una vacanza studio in paesi anglofoni li abbiano incautamente acquistati per ringraziare con simpatia la famiglia che li ospitava!

biglietti di condoglianze floreali con la scritta With Sympathy

Bigot ≠ bigotto

Nella frase di esempio già vista ci sono anche altri dettagli che rivelano una traduzione poco accurata:

testo inglese traduzione italiana
I’m mentioning these things now not in an attempt to garner sympathy, but out of solidarity with the huge numbers of women who have histories like mine, who’ve been slurred as bigots for having concerns around single-sex spaces. Le racconto ora non certo nel tentativo di suscitare simpatia, ma per solidarietà con l’enorme numero di donne che hanno storie come la mia, che sono state bollate come bigotte per essersi preoccupate degli spazi delle specificità sessuali. 

Rowling usa la parola history (e non story, un racconto o resoconto) perché intende l’intero percorso di eventi che hanno caratterizzato la vita di una persona. Ritengo quindi che sarebbe stato preferibile tradurre con donne che hanno una storia come la mia

In evidenza anche l’ulteriore falso amico bigot, che non significa bigotto (bacchettone, che ostenta una religiosità di facciata) ma intollerante, integralista: dettagli in  Trump bigotto? Solo per i media italiani!

Infine, single-sex space indica un luogo riservato a un unico sesso, come i bagni pubblici separati per uomini e per donne. È un argomento che ha suscitato grandi discussioni negli Stati Uniti perché c’è chi ritiene che i bagni per le donne dovrebbero essere preclusi alle persone trans.
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Ho aggiunto questi esempi al mio Elenco di falsi amici.


Nota: c’è chi potrebbe obiettare che nei dizionari di italiano si trovano accezioni simili a quelle inglesi sia per comunità che per simpatia. Si tratta però di usi molto rari, riscontrati in testi letterari, e quindi difficilmente giustificabili in un contesto giornalistico: in mancanza di altre indicazioni, per il lettore prevalgono le accezioni più frequenti.

Grazie ad Alain Dellepiane per lo spunto.

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4 commenti a “JK Rowling: né simpatia né bigottismo”

  1. 12 giugno 2020 09:43

    granmadue:

    Penso – o almeno voglio sperare – che il dilagante pressapochismo dei media (nelle traduzioni, come in questo caso, ma non solo) derivi più che dall’ignoranza (in senso letterale), dall’esigenza di sfornare testi ad altissima velocità.
    Tra le frasi riportate, quella che mi lascia più perplesso è «(…) per essersi preoccupate degli spazi delle specificità sessuali», perché non credo che sarei mai riuscito ad attribuire ad essa un qualsiasi significato sensato.

  2. 12 giugno 2020 16:19

    Daniele A. Gewurz:

    @granmadue: “…derivi più che dall’ignoranza (in senso letterale), dall’esigenza di sfornare testi ad altissima velocità” – Questa indulgenza ti fa onore, ma a una persona che sa bene l’inglese (e l’italiano) non viene nemmeno in mente di usare “simpatia” o “bigotto” (o appunto il mirabile “spazi delle specificità sessuali”) dove si parla di tutt’altro, veloce o lento che stia procedendo. Non è che quando vado di corsa dico “cane” quando voglio parlare di un gatto (a parte nel caso di un lapsus, che non mi sembra sia ciò che è successo qui).

  3. 17 giugno 2020 11:19

    Irina:

    Ho appena consultato il dizionario di greco antico: “Sympathy” sembra aver conservato il suo senso originale in inglese, ma non in italiano (e in tedesco neanche – “Sympathie” si può tradurre con “simpatia” e viceversa). Chissà perché.

  4. 22 giugno 2020 14:42

    Andrea:

    “Empatia” andrebbe bene per “sympathy”? Io l’ho sempre tradotto mentalmente così

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