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Sanificare, igienizzare, disinfettare, sanitizzare…

pulizia-sanificazione-disinfezione (2)

Questo cartello sulla vetrina di un centro estetico è rappresentativo delle molte trasformazioni che con l’emergenza COVID-19 ha subito anche il nostro lessico quotidiano. Una di queste è la diffusione e la repentina alta frequenza del verbo sanificare e del sostantivo sanificazione.

Comprendiamo immediatamente il significato di “rendere sano” però è meno ovvio cosa differenzi l’azione di sanificare da altre come decontaminare, detergere, disinfettare, disinfestare, igienizzare, pulire, purificare, sanitizzare, sterilizzare

Le informazioni del cartello, ad esempio, vi consentono di capire quando si ricorre alla sanificazione e quando invece alla disinfezione e perché, e se le azioni sono complementari o mutualmente esclusive?

Parole vs termini

Va inoltre stabilito se si tratta di parole del lessico comune, alcune intercambiabili o comunque usabili con una certa flessibilità, come indicano i dizionari, oppure se si ha a che fare con termini che rappresentano concetti specifici in ambiti specialistici, con potenziali implicazioni anche giuridiche.

È una domanda che ci si pone se si leggono i decreti con le disposizioni per la Fase 1 e la Fase 2, dove si trovano molte occorrenze di pulizia, sanificazione, igienizzazione e disinfezione. Si può osservare, ad esempio, che i locali, gli ambienti e le postazioni di lavoro vanno puliti giornalmente e sanificati periodicamente; i mezzi di trasporto pubblico vanno igienizzati e disinfettati almeno una volta al giorno e sanificati in relazione alle specifiche realtà aziendali; le grandi stazioni vanno igienizzate e disinfettate su base quotidiana e sanificate periodicamente mentre i terminal degli aeroporti vanno igienizzati e sanificati anche più volte al giorno.

I decreti non contengono definizioni che chiariscano le differenze ma rimandano genericamente a circolari del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità. Ho cercato di approfondire e come temevo ho avuto la conferma che è difficile avere risposte certe e risolvere tutte le ambiguità perché nelle istituzioni italiane manca una gestione adeguata della terminologia.

Con gli esempi che seguono voglio mostrare perché sarebbe invece molto utile rappresentare ogni concetto all’interno di un sistema concettuale, con una definizione intensionale che identifica il concetto sovraordinato (iperonimo) e specifica le caratteristiche distintive che differenziano il concetto descritto dagli altri concetti coordinati.

Definizioni del Ministero della Salute

La pagina Covid-19, Iss: rapporto su sanificazione di superfici, ambienti e abbigliamento del Ministero della Salute fornisce queste definizioni:

  Sanificazione: è un “complesso di procedimenti e operazioni” di pulizia e/o disinfezione e comprende il mantenimento della buona qualità dell’aria anche con il ricambio d’aria in tutti gli ambienti.
Disinfezione: è un trattamento per abbattere la carica microbica di ambienti, superfici e materiali e va effettuata utilizzando prodotti disinfettanti (biocidi o presidi medico chirurgici) autorizzati dal Ministero della Salute. Questi prodotti devono obbligatoriamente riportare in etichetta il numero di registrazione/autorizzazione.
Igienizzazione dell’ambiente: è l’equivalente di detersione ed ha lo scopo di rendere igienico, ovvero pulire l’ambiente eliminando le sostanze nocive presenti. I prodotti senza l’indicazione dell’autorizzazione del ministero della Salute che riportano in etichetta diciture sull’attività ad es. contro germi e batteri, non sono prodotti con attività disinfettante dimostrata ma sono semplici detergenti per l’ambiente (igienizzanti).
Detersione: consiste nella rimozione e nell’allontanamento dello sporco e dei microrganismi in esso presenti, con conseguente riduzione della carica microbica. La detersione è un intervento obbligatorio prima di disinfezione e sterilizzazione, perché lo sporco è ricco di microrganismi che vi si moltiplicano attivamente ed è in grado di ridurre l’attività dei disinfettanti.
Pulizia: per la pulizia si utilizzano prodotti detergenti/igienizzanti per ambiente – i due termini sono equivalenti – che rimuovono lo sporco mediante azione meccanica o fisica.
Sterilizzazione: processo fisico o chimico che porta alla distruzione mirata di ogni forma microbica vivente, sia in forma vegetativa che in forma di spore.

Dopo aver letto le definizioni, riuscite a stabilire con certezza cosa differenzia pulizia, detersione e igienizzazione? E avete capito cos’è la sanificazione?

Il problema principale di queste definizioni è che non consentono di confrontare facilmente i concetti perché ognuna è formulata in modo diverso. Non identificano coerentemente un iperonimo e ricorrono a un mix di caratteristiche distintive diverse, tra cui dove si agisce (ambienti, superfici o altro), quando (prima o dopo un’altra azione), come viene esercitata l’azione e cosa viene rimosso o eliminato.

Pulizia, detersione, igienizzazione e disinfezione

Le definizioni del Ministero sono estratte e sintetizzate dal rapporto sulla sanificazione dell’Istituto Superiore di Sanità, a cui rimandano anche altri documenti e circolari.

copertina delle Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19: superfici, ambienti interni e abbigliamento

Il rapporto contiene anche un glossario e alcuni diagrammi e consente di capire meglio che le diverse azioni sono differenziate da cosa consentono di eliminare ma che la caratteristica distintiva discriminante è il tipo di sostanza (o processo) a cui si ricorre per eseguirle, in riferimento a una classificazione del Ministero della Salute:

azione sostanza (o processo) finalità
pulizia nessuna: solo azione meccanica o fisica rimozione sporco visibile
detersione prodotti detergenti rimozione sporco e microrganismi
igienizzazione detergenti igienizzanti contro germi e batteri ma senza autorizzazione Min. Salute rimozione sostanze nocive e riduzione carica microbica
disinfezione prodotti disinfettanti (biocidi o presidi medico chirurgici) autorizzati dal Min. Salute abbattimento carica microbica
sterilizzazione processo fisico o chimico distruzione di ogni forma microbica

Grazie alla caratteristica distintiva della sostanza usata, pulizia, detersione, igienizzazione e disinfezione sono concetti coordinati: in un sistema gerarchico sono collocati allo stesso livello.

Anche il diagramma Procedura per la sanificazione è incentrato sulle sostanze usate:

procedura per la sanificazione

Si nota inoltre l’ulteriore termine sanitizzante, che identifica un prodotto disinfettante che svolge la sua azione tramite generazione in situ del principio attivo, come cloro attivo, ozono e raggi UV.

In questo sistema di concetti coordinati manca però sanificazione. Dove si inserisce nel sistema concettuale? Rappresenta forse l’iperonimo?

Sanificazione

La voce del glossario del rapporto dell’ISS non aiuta a chiarirlo (grassetti originali, evidenziazioni mie):

Sanificazione
Attività di sanificazione.  L’art. 1.1 e) del DM 7 luglio 1997, n. 274 del Ministero dell’Industria e del commercio definisce “sanificazione“ quelle attività che riguardano il complesso di procedimenti e operazioni atti a rendere sani determinati ambienti mediante l’attività di pulizia e/o di disinfezione e/o di disinfestazione ovvero mediante il controllo e il miglioramento delle condizioni del microclima per quanto riguarda la temperatura, l’umidità e la ventilazione ovvero per quanto riguarda l’illuminazione e il rumore”.
Pertanto la sanificazione rappresenta un “complesso di procedimenti e di operazioni” che comprende attività di pulizia e/o attività di disinfezione che vanno intese “come un insieme di attività interconnesse tra di loroquali la pulizia e la disinfezione. In alcuni casi con la sola pulizia (es. trattamenti con il calore) o con la sola disinfezione è possibile ottenere la stessa efficacia nei confronti dei virus.
La sanitizzazione è un termine importato dalla traduzione dall’inglese del termine “sanitisation” che, nella forma originale, viene utilizzato come sinonimo di “disinfezione”. […]

Dal punto di vista del lavoro terminologico, una definizione che ricorre a e/o e ovvero è altamente problematica perché non consente di identificare con precisione il concetto e di posizionarlo correttamente nel sistema concettuale degli altri termini già esaminati. Non è neppure chiaro se ovvero vada interpretato con valore disgiuntivo, “oppure”, come nei testi giuridici, o se con valore esplicativo, “cioè”, come nell’uso comune. E il riferimento a sanitizzazione è poco comprensibile perché non collega il termine alle informazioni date nel rapporto.

A prima vista può comunque sembrare che sanificazione vada inteso come l’iperonimo di pulizia, disinfezione ecc., ma se così fosse non si riescono a spiegare le disposizioni dei decreti citati, che prevedono sempre la sanificazione in aggiunta alle altre attività, quindi va cercato un altro tipo di relazione.

Un’interpretazione alternativa, suggerita anche dall’indicazione sotto il diagramma, è che sanificazione in questo contesto possa indicare una delle attività descritte integrate con ulteriori azioni per garantire condizioni ambientali ottimali, in particolare riguardo la qualità dell’aria (arieggiare i locali, fare manutenzione dell’impianto di climatizzazione ecc.).

Se così fosse, il termine sanificazione non rientrerebbe nel sistema gerarchico degli altri concetti ma sarebbe un concetto correlato, legato quindi solo da un rapporto di associazione.

Il motivo di questa discrepanza va ricondotto all’informazione all’inizio della definizione: il concetto di sanificazione è preso da un altro ambito, il decreto di attuazione per la disciplina delle attività di pulizia, di disinfezione, di disinfestazione, di derattizzazione e di sanificazione (1997) del Ministero dell’industria e del commercio.

Probabilmente chi ha fatto questa scelta non ha molta familiarità con i sistemi concettuali, altrimenti saprebbe che i termini sono “etichette”, spesso intercambiabili o assegnate arbitrariamente. In ambiti diversi non si dovrebbe dare per scontato che gli stessi termini identifichino gli stessi concetti e sottintendano le stesse relazioni. E infatti nel decreto del 1997 del Ministero del commercio le attività vengono differenziate ricorrendo a una caratteristica distintiva diversa: cosa si elimina.

1 Pulizia: attività che riguardano il complesso di procedimenti e operazioni atti a rimuovere polveri, materiale non desiderato o sporcizia da superfici, oggetti, ambienti confinati ed aree di pertinenza.
2 Disinfezione: attività che riguardano il complesso dei procedimenti e operazioni atti a rendere sani determinati ambienti confinati e aree di pertinenza mediante la distruzione o inattivazione di microrganismi patogeni.
3 Disinfestazione: attività che riguardano il complesso di procedimenti e operazioni atti a distruggere piccoli animali, in particolare artropodi, sia perché parassiti, vettori o riserve di agenti infettivi sia perché molesti e specie vegetali non desiderate.

In questo contesto e con questa classificazione diventa comprensibile che possa esistere un concetto più ampio che include una delle diverse combinazioni possibili di 1, 2 e 3, a seconda del tipo di problemi da eliminare, a cui poi vengono aggiunte ulteriori attività per il controllo e il miglioramento delle condizioni del microclima.

La combinazione ha invece poco senso nell’ambito delle disposizioni del Ministero della Sanità, soprattutto in considerazione delle raccomandazioni di non mischiare le diverse sostanze usate, cfr. Covid-19, usare in sicurezza detergenti, disinfettanti, igienizzanti.

Se cercassi ulteriori riferimenti sono sicura che troverei altre discrepanze e incongruenze, come nell’esempio iniziale del manifesto del centro estetico: lì sanificazione è usato come etichetta per il concetto che l’ISS chiama invece igienizzazione.

E ho qualche perplessità anche sui decreti per le Fasi 1 e 2 già citati, perché temo che i termini siano stati usati con qualche leggerezza. Provate a rileggere gli esempi e a trovare una spiegazione ad alcune delle azioni richieste: perché i mezzi di trasporto e le stazioni vanno prima igienizzati e poi disinfettati, non sarebbe sufficiente disinfettarli direttamente?

In conclusione…

Alla fine di questo lunghissimo post non mi è ancora del tutto chiaro cosa si intenda esattamente con sanificazione nell’ambito dell’emergenza COVID-19, ma ho una certezza: nelle istituzioni servirebbe maggiore attenzione alla documentazione, alla divulgazione e all’uso appropriato e coerente della terminologia, che invece solo raramente è descritta con definizioni adeguate all’interno di un sistema concettuale che mette in relazione e aiuta a distinguere i diversi concetti. Il risultato, purtroppo, è molta confusione.

immagine: STOP THE SPREAD
Immagine: Hazem Asif – United Nations Global Call Out To Creatives

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Nei commenti altre osservazioni sulle possibili implicazioni per la traduzione in altre lingue di testi italiani che contengono questi termini.


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4 commenti a “Sanificare, igienizzare, disinfettare, sanitizzare…”

  1. 9 giugno 2020 13:08

    Irina:

    Non mi risulta che si usino così tante parole diverse in tedesco. A me viene in mente Reinigung (pulizia) e Desinfektion (disinfezione). Spero che non mi capiterà di dover tradurre un testo italiano che contiene tutti questi termini perché non saprei proprio come distinguerli.

  2. 10 giugno 2020 11:37

    John Dunn:

    Nei paesi anglofoni sembra che le parole usate siano ‘cleaning and disinfecting’ (di solito insieme). Esiste in inglese la parola ‘sanitisation’ dal verbo ‘to sanitise’, ma attenzione alla definizione (del Chambers Dictionary):
    to make sanitary; to make clinically or starkly, unwelcomingly clean; to clean up, make more acceptable by removing offensive elements, words, connotations etc.

    Mi ricordo di un cartello che ho visto nei bagni di diversi bar e ristoranti negli anni novanta:
    Questo servizio è igienizzato ad ogni utenza
    ‘tradotto’ in inglese come:
    This service is hygienised at very use.

  3. 10 giugno 2020 18:58

    Licia:

    @Irina, @Jonn, il post è già molto lungo e non ho aggiunto considerazioni sulla traduzione, quindi vi ringrazio molto per avere messo in evidenza le implicazioni per il passaggio da una lingua all’altra: non si può ricorrere a corrispondenze da dizionario o a glossari già esistenti perché in questo contesto specifico alcuni dei termini usati sono “etichette” assegnate arbitrariamente e quindi è necessario che ciascun concetto sia ben definito e facilmente raffrontabile agli altri per poter trovare una soluzione di traduzione adeguata.

    Aggiungo le definizioni da due dizionari della lingua italiana, Devoto Oli e Zingarelli, quindi non di termini di un ambito specialistico, come descritti nel post, ma di parole che vengono usate nel lessico comune. Non sono utili per un eventuale traduzione di testi sulla sanificazione in contesto COVID-19 e diventa ancora più evidente di come i termini siano “etichette”, infatti si può notare che alcune parole esprimono concetti molto generici, come ad es. igienizzare / igienizzazione, e che le definizioni dei due dizionari non sempre corrispondono. Sarà interessante vedere se nelle prossime edizioni dei vocabolari qualcuna di queste voci verrà aggiornata per effetto dell’epidemia corrente:

      Devoto Oli Zingarelli
    Detersione pulitura mediante asportazione delle impurità depositate alla superficie (raro) il detergere, il venire deterso ➝  pulire
    Disinfestazione operazione consistente nella distruzione di insetti, spec. parassiti, o di altri animali nocivi, con mezzi chimici (insetticidi) o fisici (calore secco) disinfestare: liberare un luogo o una persona da insetti, parassiti e sim
    Disinfezione operazione avente per scopo la distruzione di germi patogeni complesso delle operazioni fisiche, chimiche o meccaniche, intese a distruggere i germi patogeni
    Igienizzazione igienizzare: rendere igienico, liberare da impurità e sostanze nocive igienizzare: rendere sicuro dal punto di vista igienico
    Pulizia azione volta a eliminare il sudiciume attività, lavoro del pulire (levare lo sporco usando vari mezzi o procedimenti)
    Sanificazione il complesso dei procedimenti e delle operazioni di sanitizzazione insieme di procedure e operazioni rivolte a sterilizzare un ambiente eliminando i germi patogeni SIN. disinfezione | insieme dei processi atti a rendere igienicamente idonei alla produzione di alimenti gli impianti e i relativi ambienti, o a rendere igienico un alimento CFR. detergenza, sanitizzazione
    Sanitizzazione trattamento che fa parte dei processi di sanificazione, praticato soprattutto su macchinari e impianti dell’industria alimentare allo scopo di ridurne la carica microbica secondo stadio di un trattamento di sanificazione, attuato mediante l’applicazione di prodotti capaci di ridurre in misura sufficiente la carica microbica
    Sterilizzazione nelle attività di laboratorio e nell’industria (alimentare, farmaceutica, ecc.), eliminazione di tutti i microrganismi e delle loro spore da oggetti o sostanze varie, ottenuta tramite calore, radiazioni o agenti chimici sterilizzanti (chim., biol.) eliminazione di tutti i germi patogeni e non patogeni | trattamento eseguito sugli alimenti conservati, per azione del calore, allo scopo di renderli atti a una lunga conservazione
    Detergenza asportazione di ogni tipo di impurità da una superficie, da un impianto industriale, ecc. Eliminazione di impurità, residui e sostanze inquinanti da una superficie, da un impianto e sim.

    A questo proposito, un tweet dell’Istituto Treccani su igienizzazione, un’ulteriore conferma che nel lessico comune igienizzare, sanificare e disinfettare sono considerate azioni equivalenti:

    Insieme ad altre varianti come "sanificare" e "disinfettare", "igienizzare" è il verbo che indica quell'insieme di pratiche quotidiane da adottare per esporsi il meno possibile al contagio. Ecco la definizione completa di "igienizzare":

    Aggiungo anche nella pagina di presentazione del rapporto dell’ISS sulla sanificazione citato nel post c’è anche una nota in inglese, direi opera di una persona italiana, che dà un’informazione assente dal testo italiano: in inglese viene spiegato che sanitizzazione consisterebbe nelle operazioni di pulizia e disinfezione in ambito non sanitario (anche in questo caso, incongruente con le disposizioni del decreti per la Fase 1 e la Fase 2 che spesso prevedono la sanificazione come operazione aggiuntiva alle altre):

    The document presents an overview concerning “sanitization” intended as cleaning and disinfection in non healthcare settings taking into account scientific evidence of COVID-19 virus persistence on different surfaces and efficacy of cleaning and disinfection products for indoor environments. The document also considers the environmental impact and human health risk associated with the use of the products. It includes indications about textile disinfection treatment (to be carried out in indoor environments for clothing used in fitting or dressing rooms, upholstered furniture, curtains). A glossary for terms used in the disinfection field, clarifying differences between terms such as disinfectant, sanitizing, environmental sanitizer and detergent for surfaces is also included.

    A quanto pare environmental sanitizer è la traduzione usata per igienizzante.

  4. 16 giugno 2020 21:21

    Giovanni:

    “Questo servizio è igienizzato ad ogni utenza” mi ha messo a dura prova. Servizio come sinonimo di bagno è già una bella capriola ma utenza come sinonimo di utilizzo l’ho capito solo alla seconda lettura. Alla prima mi figuravo le bollette dell’ENEL e della SIP.

    Le definizioni di Sanificazione e Sanitizzazione tratte dal Devoto Oli innescano una sorta di loop irrisolto, la Sanificazione è l’insieme dei processi di sanitizzazione e la Sanitizzazione fa parte dei processi di Sanificazione. Il proverbiale cane che si morde la coda.

    Ho scoperto questo bel sito oggi e il post conferma quanto sia difficile orientarsi nell’interpretazione dei testi a carattere giuridico. Il legislatore e i pubblici amministratori utilizzano termini in libertà e mi viene da pensare lo facciano di proposito anche se mi piacerebbe pensare sia “solo” per scarsa attenzione. Con una maggiore attenzione eviteremmo una mole di lavoro burocratico, ispettivo e giurisprudenziale conseguenza di norme opache dove il primo dei criteri ermeneutici (il significato letterale delle parole) offre di rado un solido, se non decisivo, appiglio interpretativo lasciando troppa libertà all’interprete e quindi in ultima istanza al giudice.

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