Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

School Shooting, pessimo nome itanglese

Una notizia dal mondo dell’istruzione che fa riflettere sul livello di conoscenza della lingua inglese in Italia:

Testo descrittivo del logo School Shooting: progetto finanziato dal MIUR in collaborazione con il MIBACT, attraverso il bando “Cinema pr la scuola – i progtti delle e per le scuole”, Azione A2 Visioni Fuori Luogo.  Titolo articolo: Anna Ascani: vivacità sistema istruzione

Dalla notizia, vista grazie a un tweet di @sandra_mzz, si apprende che la vice ministra dell’Istruzione ha espresso apprezzamento per il progetto School Shooting, nato dalla collaborazione tra il Ministero dell’Istruzione e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo e ideato per “permettere agli studenti di conoscere meglio il linguaggio cinematografico”. 

Mi domando come sia possibile che nessuna delle persone coinvolte nel processo di ideazione, valutazione e approvazione del progetto abbia avuto obiezioni sulla scelta del nome school shooting, che in inglese ha un significato tragico.

School shooting

School shooting è una sparatoria in una scuola o università, un fenomeno che negli Stati Uniti ha causato moltissime vittime. Tra gli episodi più noti i massacri della Columbine High School (1999, 13 morti) e della Sandy Hook Elementary School (2012, 27 morti) e altri ancora descritti nelle voci di WIkipedia School shooting e List of school shootings in the United States.

Il verbo inglese shoot ha varie accezioni: la principale e più generica è sparare ma in ambito cinematografico significa riprendere, filmare o girare una scena – è l’accezione che intendeva chi ha scelto il nome del progetto per la scuola, dimostrando però di ignorare l’esistenza della collocazione school shooting.

Va da sé che gli anglicismi andrebbero evitati se non si ha una padronanza dell’inglese sufficiente per valutare un nome e stabilire se è adeguato, o comunque bisognerebbe avere l’accortezza di fare delle verifiche per escludere potenziali associazione indesiderate. In questo caso sarebbe bastata una ricerca per immagini di pochi secondi per rendersi conto che school shooting è del tutto fuori luogo in un contesto scolastico.

Ancora una volta si ha la conferma che l’abuso di itanglese è inversamente proporzionale alla conoscenza dell’inglese.


Vedi anche:
Stati Uniti: cos’è un mass shooting?
USA: armi, lessico e “gundamentalist” 
“Thoughts and prayers” dei politici americani

Ho aggiunto school shooting all’Elenco di anglicismi istituzionali.


Tag: , ,

I commenti e i trackback da altri siti sono consentiti.

7 commenti a “School Shooting, pessimo nome itanglese”

  1. 29 aprile 2020 14:11

    Dandandin:

    Non è possibile che chi abbia scelto la parola shooting non possa aver fatto il collegamento con la scuola…

  2. 29 aprile 2020 16:48

    Andrea P:

    Uno pensa che dal ministero abbiano raggiunto il fondo con l’ennesima trovata di termini inglesi utilizzati in modo errato ed a sproposito, ed ecco che loro riescono sempre a stupirci con uscite ogni volta peggiori della precedente.
    Questa di “School shooting” è tragica, oltre che sbagliata, e dimostra gli abissi di incompetenza che si trovano qui da noi.
    Certo ci sono anche esempi opposti (il mai dimenticato INKulator). Ma davvero possiamo paragonare un inglese che non si rende conto del significato italiano del termine ad un italiano che non ha il minimo dubbio sulla opportunità di usare un termine in uno slogan? Basterebbero cinque minuti di ricerca in rete, per una persona di intelletto medio, a capirne l’assurdità.
    Sono senza parole. Ma non dovrei esserlo io… ;o)

  3. 29 aprile 2020 21:10

    Federico:

    Gli/le insegnanti di inglese della scuola non hanno detto nulla?

  4. 29 aprile 2020 23:17

    Mauro:

    Ma questi sono pazzi!

  5. 30 aprile 2020 15:12

    granmadue:

    Ma poi – anche in assenza, supponiamo, di tali svarioni (questo, concordo, è veramente indecente) – è normale che il nome di un nuovo progetto, di una nuova iniziativa, di una nuova ricorrenza, talvolta di una nuova legge, in Italia, debbano quasi necessariamente avere una denominazione in lingua inglese?

  6. 30 aprile 2020 22:40

    Massimo S.:

    La verità è che parecchi di noi sono ancora affetti dal “morbus anglicus” scoppiato qualche decennio fa e non ancora debellato…
    Riusciremo mai a guarirne del tutto?

  7. 3 maggio 2020 10:32

    Flavia:

    @Federico: Nulla o almeno, quelli della mia scuola.

Commenti: