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Covid Manager, nuova professione itanglese

Notizia del 23 aprile 2020 della Regione Lombardia:

Regione propone nei mercati comunali alimentari il “Covid manager”. Si prevedono distanze, nei mercati aimentari comunali, di tre metri tra le bancarelle. Oltre al metro tra persona e persona, transenne a perimetro del mercato. Inoltre, la misurazione della temperatura. Infine, l’obbligo di guanti e mascherine sia per il personale sia per il pubblico. Regione propone anche la figura del “Covid manager”, individuata dal Comune per assistere clienti ed esercenti nello svolgersi dell’attività mercatale, a partire dal rispetto delle distanze e delle altre precauzioni di sicurezza.

La figura professionale del Covid Manager è un’invenzione italiana, però il nome non è stato coniato a Milano, notoria capitale dell’itanglese. È infatti apparso per la prima volta il 17 aprile 2020 in un comunicato della Regione Veneto:

comunicato della Regione del Veneto del 17 aprile: Coronavirus. In Veneto un progetto e un manuale per ripartire in sicurezza nelle aziende. Arrivano il Covid Manager, un decalogo comportamentale, una sperimentazione in 20 aziende con 3000 lavoratori totali. Tutto con il supporto diretto della Regione. 

Cosa fa un Covid Manager?

Per la Regione Lombardia il Covid Manager è la persona che nei mercati alimentari dà indicazioni su specifiche misure di sicurezza anticontagio e verifica che siano state messe in pratica.

Per la Regione Veneto invece il Covid Manager è la figura di riferimento per l’adozione e l’implementazione del Piano aziendale dei rischi Covid, che prevede dieci indicazioni operative:

1 Igienizzazione e sanificazione degli ambienti di lavoro; 2 Informazione e formazione di tutto il personale; 3 Incentivazione di smart working e limitazione delle occasioni di contatto; 4 Rilevazione della temperatura corporea di lavoratori, fornitori, visitatori; 5 Obbligo di utilizzo di guanti e dispositivi di protezione delle vie respiratorie; 6 Mantenimento della distanza interpersonale di almeno un metro (criterio di distanza “droplet”) sia nelle postazioni di lavoro che negli ambienti comuni; 7 Rigorosa igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie; 8 Uso razionale dei test diagnostici.; 9 Tutela dei lavoratori più vulnerabili; 10 Gestione degli eventuali casi di positività.

A questo punto dovrebbe essere chiaro che si tratta di ruoli simili a quelli degli addetti e dei responsabili previsti dal Decreto legislativo 81/2008 sulla sicurezza e sulla salute dei lavoratori durante il lavoro (in precedenza incarichi definiti dalla legge 626).

Perché manager?

In inglese finora non si trova traccia di nessuna figura professionale identificata come Covid Manager o Covid-19 Manager, quindi ci si deve chiedere cosa giustifichi la decisione delle regioni Veneto e Lombardia di preferire l’inglese all’italiano per denominare un nuovo concetto che riguarda esclusivamente contesti italiani.

Si riconosce una tendenza tipica del mercato del lavoro italiano dove ormai anche mansioni e ruoli che non richiedono alcuna conoscenza di altre lingue hanno un nome inglese, uno scimmiottamento del mondo anglofono che a volte ha effetti davvero ridicoli (cfr. Il junior service designer deve parlare itanglese).

Nel caso di Covid Manager mi piacerebbe sapere se la scelta del nome è banalmente una conferma di questa tendenza oppure se è una decisione consapevole per “nobilitare” un incarico non particolarmente allettante perché legato a una malattia molto grave. Nell’uso italiano, diverso dall’inglese, la parola manager identifica infatti una ruolo di prestigio:

1. Amministratore o dirigente di un’azienda o di un’impresa, con poteri decisionali nella condotta delle stesse. 2. Nel mondo dello sport e dello spettacolo, la persona che ha la cura e la rappresentanza degli interessi di un atleta, di un cantante, di un attore, di un concertista. – definizione di manager nel Vocabolario Devoto-Oli

In inglese invece manager è genericamente chi gestisce (manage), coordina o supervisiona persone o risorse – ma non malattie! – Un caporeparto o un capoprogetto in inglese è un manager, una differenza lessicale che ho già descritto in manager americano ≠ manager italiano.

In italiano non mancano le risorse lessicali per identificare chi deve assicurarsi che vengano seguite procedure specifiche, come il Covid Manager: in base alle incombenze può essere un addetto, un responsabile (cfr. leggi sulla sicurezza sul lavoro), oppure anche un operatore o un coordinatore. Covid Manager è quindi senza dubbio un anglicismo superfluo.


Anglicismi nella comunicazione dell’emergenza

Nella gestione dell’emergenza COVID-19 sarebbe opportuno evitare anglicismi superflui perché è essenziale che ogni riferimento venga compreso correttamente da tutti, anche da chi non conosce l’inglese (cfr. i criteri di condotta di Francesco Sabatini).

Sui media e nelle comunicazioni istituzionali invece abbondano gli anglicismi: ho già descritto smart working (e smart schooling), lockdown, droplet, tamponi drive-thru (e on the road), Covid hospital, contact tracing e calchi fuorvianti come distanza sociale. Su Twitter invece ho espresso perplessità sulle call lanciate dai vari ministeri e su una task force anti fake news.  

Nei giorni scorsi hanno commentato questi e altri anglicismi anche l’Accademia della Crusca nel tema del mese di aprile, In margine a un’epidemia: risvolti linguistici di un virus, e i giornalisti Paolo di Stefano in Misteri (linguistici) dei ministeri e Beppe Severgnini in I goffi e inutili anglismi dell’epidemia.

Vedi anche: Elenco di anglicismi istituzionali 


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4 commenti a “Covid Manager, nuova professione itanglese”

  1. 24 aprile 2020 17:54

    Davide:

    Il termine manager è ampiamente utilizzato nella sanità italiana per identificare una persona incaricata o responsabile di un determinato ambito.
    Esempio: risk manager (gestore dei rischi), bed manager (incaricato a governare l’assegnazione dei posti letto), clinical manager (il sanitario che fa da capofila nella gestione multispecialistica del paziente).

  2. 24 aprile 2020 18:37

    Licia:

    @Davide, grazie per gli esempi di terminologia settoriale di un ambito specialistico: la maggior parte dei pazienti e chi non lavora nella sanità non verrà mai a sapere dell’esistenza di questi ruoli perché riguardano esclusivamente un aspetto organizzativo interno alla gestione d un ospedale.

    Il caso invece della nuova figura descritta qui sopra è diverso: sarà responsabile di un aspetto della sicurezza sul lavoro a cui dovranno fare riferimento tutti i lavoratori, in ogni ambito (il modello non è la gestione della sanità). Preferibile quindi non inventarsi locuzioni in un’altra lingua ma ricorrere a terminologia italiana: valgono le stesse considerazioni fatte per Contact tracing vs tracciamento dei contatti.

  3. 26 aprile 2020 09:55

    Irina:

    Qui in Germania ridiamo da anni del “Facility Manager” che è una specie di portinaio. Non so se esiste anche in Italia. Del Covid Manager finora non ho sentito parlare (nel supermercato dove vado a fare la spesa c’è una specie di buttafuori che controlla il numero di persone che entrano ecc.).

  4. 26 aprile 2020 17:02

    Andrea:

    @Irina: Strano, in azienda da noi, in Italia ma azienda tedesca, il ruolo di “Facility Manager” è molto ambito perché prestigioso (e molto ben pagato).

    Direi che la nostra figura coincide con questa definizione che ho trovato in rete:

    “Il Facility Manager si occupa della gestione degli edifici e dei servizi strumentali all’attività di un’azienda: uffici, stabilimenti, utilities, sicurezza, telecomunicazioni, servizio mensa. Definisce tempi e modalità della manutenzione di immobili e strutture e coordina il personale preposto ai servizi, tenendo conto dei vincoli di budget.”

    Adesso stanno istituendo una figura che coincide con quella descritta qui come “Covid Manager”, ma non l’ho sentito chiamare così.

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