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Cince onomatopeiche!

Cinciallegra (Parus major) – foto di Marek Szczepanek

Ora che c’è pochissimo traffico è più facile sentire il canto degli uccelli, anche in città, dove sono comuni le cince: persino a Milano è facile vedere cinciallegre, cinciarelle e cince more.

La parola cincia è di origine onomatopeica, dal tipico “cink cink cink” che caratterizza il suono emesso da questi uccelli dell’ordine dei Passeracei, famiglia Paridae. 

Origine onomatopeica anche in inglese per le specie americane, che si chiamano chickadee /ˈtʃɪkədiː/, mentre quelle europee sono tit (o titmouse), parola di origine incerta, forse imitativa.

È ora di potare!

La cinciallegra (Parus major) emette vari tipi di cinguettii e ora, all’inizio della primavera, ne ripete alcuni che suonano all’incirca “cerpì cerpì cerpì” e “circirpì circirpì circirpì”.

In campagna questo è il periodo in cui va iniziata la potatura delle viti e mia mamma mi ha raccontato che nel suo dialetto veneto orientale la cincia era chiamata vasarpìr perché il verso veniva interpretato come un invito ripetuto ad andare a potare (sarpìr). Non molto distante invece era detta sarpignola, e la stessa associazione tra verso dell’uccellino e potatura veniva fatta anche nelle zone del Friuli dove il verbo potare è cerpî

Se conoscete altri nomi particolari per le cince, aggiungeteli nei commenti!


Vedi anche: βρεκεκεκὲξ κοὰξ κοάξ → ribbit e cra cra (un altro esempio di onomatopee animali)


Riferimenti: Parus major e Flora e fauna nel comune di Cinto Caomaggiore

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9 commenti a “Cince onomatopeiche!”

  1. 16 marzo 2020 09:58

    Flavia:

    Nel Basso Veneto è il cuculo ‘cuco’ ad assolvere le funzioni della cincia tant’è che il proverbio dice “Quan ca canta el cuco, a ghè da fare dapartuto”, in special modo nel vigneto.
    I cuchi sono anche i fischietti a forma di uccellino, molto popolari in Veneto: http://www.cesuna.it/index.php/qualche-notizia/il-museo-dei-cuchi

  2. 16 marzo 2020 19:40

    FF:

    Dalle mie parti (Basilicata) la cinciallegra si chiama “parrazzina”, probabilmente dal nome scientifico; lo stesso fenomeno si ripete con il tasso (Meles meles), che si chiama “melogna”…

  3. 17 marzo 2020 09:56

    Massimo:

    Anche in Trentino sono chiamate “paruse”, e scopro solo ora che il nome deriva dal suo nome latino!

  4. 17 marzo 2020 15:12

    Carlo:

    In alcune zone della Liguria viene chiamata Splorzin-na.
    Ciao!

  5. 20 marzo 2020 00:21

    Licia:

    Grazie a tutti per i dettagli!

  6. 22 marzo 2020 14:37

    Fabio:

    Nel libro “Cussì i se ciamava” di Gino Piazza sui nomi veneti di piante e animali l’autore scrive che nel Veneto il nome più comune della cinciallegra è parùssola o perùssola, dal latino, con alcune variazioni con la l vocalica in alcune parti del trevigiano e del padovano, e che anche nel veronese si usa serpignola o sarpignola da sarpìr.

  7. 23 marzo 2020 00:36

    Licia:

    @Fabio, grazie! Aggiungo il riferimento al museo catalano TER dove ci sono pagine in catalano, spagnolo e inglese con un’immagine di vari uccelli che vivono in ambiente fluviale. Toccando ciascuno vengono visualizzati il nome volgare e il nome scientifico e si sente il cinguettio che per la cinciallegra è proprio “va’ a sarpir”. Qui l’immagine statica:

    Mallerenga carbonera

  8. 25 marzo 2020 22:43

    FF:

    Aggiungo una postilla al mio commento: nel mio dialetto anche la Gazza (Pica pica) prende il nome dal latino, e infatti si chiama “pica”.
    Per complicare le cose, con lo stesso nome si indica anche la ghiandaia, che non somiglia alla gazza né nell’aspetto né nel modo di volare, impossibile confonderle…

    @Licia, se se ne è occupata o ha voglia di occuparsene: in generale, quanto è frequente che una parola dialettale derivi più o meno direttamente dal latino mentre la corrispondente parola italiana no?

  9. 26 marzo 2020 00:07

    Licia:

    Mi dispiace, non ho mai avuto modo di approfondire l’argomento dialetti (e purtroppo non ne parlo nessuno). Qualche indicazione, anche bibliografica, si può trovare alla voce dialetti dell’Enciclopedia dell’Italiano Treccani.

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