Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Brexit Day senza Big Ben Bong

vignetta con un immagine del Parlamento europeo a Bruxelles e la bandiera del Regno Unito ammainata tra le altre bandiere in cima ai pennoni
Vignetta: Christian Adams

Brexit Day: quasi 4 anni dopo il referendum del 23 giugno 2016, oggi 31 gennaio 2020 alle 24 (ore 23 a Londra) il Regno Unito esce ufficialmente dall’Unione europea.

Big Ben bong

Stasera a Londra ci saranno festeggiamenti vari in Parliament Square, tappezzata di bandiere del Regno Unito, e un orologio con il conto alla rovescia verrà proiettato sulla facciata di Downing Street.

Ma il Big Ben, sotto restauro, non rintoccherà, come invece aveva sperato Boris Johnson che, senza verificare che fosse fattibile, aveva annunciato una raccolta di fondi per la costosa operazione di rimetterlo momentaneamente in funzione:

parole di Boris Johnson, intervistato dalla BBC: “The bongs cost £500,000… but we’re working up a plan so that people can bung a bob for a Big Ben bong” Boris Johnson says “we need to restore the clapper, in order to bong Big Ben on Brexit night, and that is expensive”

(bong è suono onomatopeico equivalente a dong mentre bob è una parola informale britannica per “soldi” – più o meno è come se Johnson avesse chiesto ai cittadini di cacciare i soldi per far fare il botto al Big Ben)

L’operazione non è andata in porto e le allitterazioni di Johnson, bung a bob for a Big Ben bong, praticamente un tautogramma, sono state ridicolizzate e hanno scatenato commenti di ogni genere.

Titoli di media britannici: 1 Brexiteers Big Ben bong blunder; 2 Boris bungles Big Ben Brexit bong crowdfunding; 3 Boris’ bonkers ‘bung a bob for Big Ben Brexit bongs’ bid bombs

Le parole Big Ben Bong sono comunque degne di nota per la reduplicazione espressiva con variazione vocalica, simile a ding-dang-dong e Big Bad Wolf e descritta in Lupo cattivo in inglese, con reduplicazione.

Con questo esempio si allunga l’elenco di spunti linguistici che mi ha dato la Brexit in questi anni. Per marcare il Brexit Day ho pensato di ricordare quelli che ritengo più rilevanti. 

La parola Brexit

Origine   Brexit, da British exit, è una parola macedonia modellata su Grexit ma è stata spesso descritta erroneamente come crasi: dettagli in Brexit, Bremain e la crasi dei media italiani.

Pronuncia  In italiano diciamo /ˈbrɛksɪt/, che in inglese coesiste con l’alternativa /ˈbrɛɡzɪt’/. 

Genere  In italiano Brexit è una parola di genere femminile, come uscita, eppure inizialmente circolava anche il maschile, il Brexit, per influenza di referendum e per la tendenza di assegnare il maschile ai forestierismi. È anche un internazionalismo, usato in tutte le lingue europee, ma in quelle che hanno il genere grammaticale prevale il maschile.

Grammatical gender of the word “Brexit” in various countries.
fonte: Maps on the web

Uso dell’articolo  Anche se di solito si scrive con iniziale maiuscola, Brexit non è un nome proprio e per questo ritengo vada preceduto dall’articolo determinativo: ne ho discusso in Contro Brexit, a favore della Brexit.

Produttività  Brexit è un esempio significativo di parola efficace e duratura: ho analizzato gli aspetti lessicali e semantici più caratterizzanti in Brexit, parola del XXI secolo sul Portale Treccani. Ha prodotto anche numerosi neologismi e occasionalismi, non solo in inglese ma anche in italiano e altre lingue: ho raccolto molti esempi in Da Brexit a regrexit, è wrexit. E poi nexit?, aggiornato anche con coniazioni recenti come Megxit e Sussexit, l’uscita dai ruoli istituzionali della famiglia reale del principe Harry e della moglie Meghan Markle.

Espressioni figurate

Ho descritto anche vari modi di dire legati alla Brexit, tra cui cherry picking e have your cake and eat it, frase cavallo di battaglia di Boris Johnson da cui è nato il neologismo cakeism. Li trovate in Brexit: né uvetta né ciliegie né torta per gli inglesi.

In Brexit, è caos totale ho invece raccolto espressioni e modi di dire per descrivere situazioni caotiche ed estremamente confuse, come il percorso che ha portato a questo Brexit Day, e in Cliff-edge Brexit e altri metaforici precipizi ho evidenziato alcune differenze tra inglese e italiano nell’uso dell’immagine figurata del baratro, ricorrente nelle vignette satiriche.

treno che si avvia verso il precipizio con Boris Johnson al finestrino che fa il segno della vittoria
Vignetta: Dave Brown

Ho descritto anche vari esempi di riferimenti agli animali, soprattutto volatili, come le Anatre in inglese: zoppe, morte, “frullate”…, il famigerato pappagallo morto di uno sketch dei Monty Phyton in L’accordo sulla Brexit ha fatto una brutta fine…, e infine Un eufemistico fenicottero al parlamento inglese, evocato dall’(ex) Speaker John Bercow.

Indirettamente, c’entrano anche i maiali nella risemantizzazione della parola gammon, una specie di prosciutto inglese che ora è anche un dispregiativo per uomini bianchi livorosi non più giovani, con idee retrograde e ardenti sostenitori della Brexit. 

Nigel Farage
Vignetta con Nigel Farage: Bob Moran

Tag: , ,

I commenti e i trackback da altri siti sono consentiti.

7 commenti a “Brexit Day senza Big Ben Bong

  1. 31 gennaio 2020 11:24

    Andrea P:

    Ciao Licia,

    fino a poco fa (prima di Johnson, direi) valeva anche questa splendida definizione dell’uso verbale della parola trovata su Urban Dictionary:
    Brexiting: The act of telling everyone at a gathering (party, meeting … etc.), that you are leaving, but actually staying

  2. 31 gennaio 2020 13:30

    Licia:

    @Andrea, grazie per averlo ricordato. L’avevo descritto in Brexit, brexiting e #BrexitShambles però non l’ho incluso qui sopra perché è usato solo ironicamente.

  3. 31 gennaio 2020 16:13

    John Dunn:

    Bung, come sostantivo è un sinonimo di ‘bribe’ e come verbo suggerisce un pagamento fatto sottobanco: I bunged him a couple of quid to let me go to the front of the queue.
    Bob non vuole dire ‘soldi’ (in generale), ma uno scellino (1/-, 5p. per quelli che non avevano la buona fortuna di conoscere la moneta verace [‘real money’]). C’è anche ‘bob-a-job week’, una azione caritatevole organizzata dagli scout.

    Il linguaggio di Alexander ‘Boris’ Johnson è decisamente particolare.

  4. 31 gennaio 2020 19:10

    Licia:

    @John, grazie per i dettagli. Ho volutamente usato una traduzione molto generica anche perché qui era difficile stabilire se usando bung Johnson implicasse l’idea di illecito oppure usasse il verbo nella sua accezione più ampia, informale, di “dare soldi”.

  5. 1 febbraio 2020 01:19

    Licia:

    In un certo senso il Big Ben bong c’è stato, grazie al gruppo di protesta Led by Donkeys (per chi non li conosce, dettagli in Wikipedia):

  6. 5 febbraio 2020 10:27

    Francesco:

    Nella terza immagine, non ho capito che cosa vuol dire il titolo Boris’ bonkers ‘bung a bob for Big Ben Brexit bongs’ bid bombs. E’ un riferimento al terrorismo?

  7. 5 febbraio 2020 12:34

    Licia:

    @Francesco, è un esempio di headlinese, i titoli molto particolari e ad effetto di alcuni giornali, in particolare della stampa popolare britannica, dove le frasi vengono compresse e spesso si omettono preposizioni e articoli, cfr. Crash blossom, protagonista la polizia di Miami.

    In questo esempio la priorità è l’allitterazione e la frase che ne risulta è arzigogolata ma colpisce l’attenzione: è un modo per dire che Il tentativo (bid) fuori di testa (bonkers) noto come “bung a bob for Big Ben Brexit” di Boris Johnson fallisce (bombs). Schematizzerei in questo modo: 

    [Boris’ [bonkers [[‘bung a bob for Big Ben Brexit bongs’] bid]]] bombs.

Commenti: