Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Per un museo della lingua italiana

Giuseppe ANTONELLI ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Dario Franceschini (Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo)

Il linguista Giuseppe Antonelli ha promosso una petizione online, indirizzato al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, per istituire un Museo della lingua italiana.

Mi piace molto l’ipotesi di un museo concepito a partire dall’idea di lingua italiana come patrimonio culturale e bene comune che “porta in sé – stratificati – secoli e secoli di storia, ma continua a riflettere – giorno per giorno – l’evoluzione del nostro costume, della nostra mentalità, delle nostre abitudini”.

Mi immagino il museo come un luogo che consenta di esplorare e (ri)scoprire la lingua in tutti i suoi aspetti, da punti di vista diversi, per un’esperienza istruttiva ma soprattutto coinvolgente e divertente.

Gli spunti e le riflessioni nati da un dibattito tra alcuni noti linguisti sono riassunti in Il Museo della lingua italiana: lavori in corso, con indicazioni su come si potrebbe “musealizzare” la lingua, un bene immateriale: ricorrendo a tecnologie multimediali e virtuali per un’esperienza immersiva, supportata però anche da una parte documentale con originali e copie di fonti scritte che hanno fatto la storia della lingua italiana.

Il museo potrebbe prevedere tre sezioni per tre epoche diverse: italiano antico, moderno e contemporaneo, con percorsi caratterizzati da “correlativi oggettivi”, oggetti concreti che rappresentano fatti linguistici.

i tre piani del museo della lingua italiana

È l’idea che è anche alla base del libro Il museo della lingua italiana di Antonelli, uscito nel 2018. Se non l’avete ancora letto, fatevi un regalo!

Il libro è diviso in tre sezioni cronologiche, ciascuna con cinque sale all’interno delle quali ci sono quattro oggetti. Ogni oggetto è lo spunto per una storia che racconta aspetti linguistici diversi, in un viaggio affascinante nell’evoluzione dell’italiano.

copertina del libro Il museo della lingua italiana  piantina della sala dell’italiano contemporaneo

Un museo che faccia lo stesso effetto – catturare l’attenzione, stimolare la curiosità, fare apprezzare ancora di più la propria lingua, insegnare e invogliare ad approfondire – sarebbe davvero una bella novità.

La petizione si può firmare qui.


Per un’idea di come potrebbe essere un museo “linguistico” di nuova concezione: Planet Word, che aprirà a Washington nella primavera 2020 e la cui missione è inspire a love of words and language.

Vedi anche: Language: lingua e linguaggio


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3 commenti a “Per un museo della lingua italiana”

  1. 20 novembre 2019 10:54

    Flavia:

    Nel rimando a http://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/articoli/scritto_e_parlato/Museo.html trovo questa frase che mi lascia alquanto perplessa:
    “La sezione stabile dovrebbe essere ancorata, per ovvie ragioni, a Firenze o a Roma, senza escludere dalla valutazione, come rilanciato da Serianni, anche Milano, dove alcuni ritengono, a partire da un celebre saggio di Nora Galli de’ Paratesi del 1985, si parli l’italiano migliore, il più vicino al neostandard, in virtù di ragioni sociolinguistiche ma anche per il consonantismo scevro, a differenza di quello romano e fiorentino, d’influenze dialettali” .
    Ora – al di là del consonantismo – i tratti distintivi del neostandard a me sembra provengano proprio dalle varietà dell’italiano popolare o se si preferisce, dialettale e che stiano risalendo dal ‘basso’ verso lo ‘standard’. Per questo motivo mi auguro che nel Museo della Lingua Italiana si trovi un posticino anche per la “magmatica sfera dei dialetti”.

  2. 21 novembre 2019 08:21

    Licia:

    @Flavia, non ruberei spazio alla lingua italiana, alla sua evoluzione e al suo impatto sulla nostra società e cultura per dedicarlo ai dialetti (quanti? quali? difficile scegliere!). Poi teniamo conto che il museo deve essere un’attrattiva anche per i moltissimi turisti stranieri affascinati dalla nostra lingua, non so se avrebbero lo stesso interesse per i dialetti.

  3. 26 novembre 2019 16:05

    John Dunn:

    Qui sono d’accordo con Flavia: questo straniero, premesso che non è (più) un turista, ha trovato lo spazio mentale per essere affascinato sia dalla lingua italiana sia dal dialetto bolognese. Per me i dialetti fanno parte del patrimonio linguistico del paese.

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