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Alternative al siberino

Al telefono con un’amica che mi raccontava dei disagi di avere un braccio ingessato, non ho saputo cosa rispondere quando mi ha chiesto se poteva metterci sopra un siberino. Le ho dovuto chiedere cosa fosse perché per me era una parola nuova, mai sentita prima.

Ho così scoperto che è l’oggetto raffigurato nell’immagine. Può avere forme e dimensioni diverse e ha una peculiarità lessicale: coesistono molti nomi alternativi, un esempio delle grandi capacità espressive e denominative dell’italiano.

immagine di piastre termiche

Un oggetto, molti nomi

Il termine tecnico dell’oggetto è piastra eutettica, dal greco éutēktos, “ben fuso”, detto di miscuglio di due o più sostanze con un punto di fusione o di solidificazione ben definito e più basso di quello dei singoli componenti.

Nel linguaggio comune prevalgono invece nomi più trasparenti che danno rilievo ad aspetti lessicali e/o caratteristiche distintive diversi.

Funzione – Uno dei nomi più diffusi è elemento refrigerante, ma sono usati anche accumulatore di freddo o termico e i più generici ghiaccio sintetico, artificiale, secco o portatile. Il nome che uso io, piastra per borsa termica, sottintende il raffreddamento ed evidenzia le finalità d’uso.

Aspetto – Altri nomi invece identificano l’oggetto in base alla sua forma: piastra, mattonella, tavoletta, piastrella o panetto, seguiti da elementi specificatori come del ghiaccio, di ghiaccio o anche -ghiacciolo.  

Strumento, con alterazione – Dalla base ghiaccio hanno avuto origine una serie di nomi informali di “strumento per produrlo” come ghiaccetto, ghiacciolo, ghiaccioletto, ghiaccino e ghiacciolino. Sono formati con l’aggiunta di suffissi alterativi che ci appaiono come diminutivi ma che in pratica hanno una funzione strumentale: –ino/a, –etto/a e –olo/a, da soli o cumulati, sono spesso usati per identificare piccoli arnesi o attrezzi o parti di essi.

Nomi commerciali – Circolano anche esempi di volgarizzazione del marchio, come freezerino, siberina e siberino, dal marchio Siberin.   

immagine di freezerini e siberini

Alternative e standardizzazione

Ho raccolto i nomi appena descritti in due modi:
con domande a parlanti di provenienze diverse, a cui ho mostrato o inviato la prima immagine; ho ricavato molte incertezze sul nome (“boh?”, “non saprei…”) e nessuna particolare indicazione di variazione diatopica;
con ricerche incrociate nei siti di produttori e rivenditori di prodotti per la casa e il tempo libero; si ottengono risultati parecchio diversi a seconda delle parole chiave usate.

Avere troppe alternative in circolazione non è una situazione ottimale: si possono creare incomprensioni e nelle ricerche alcune informazioni non sono raggiungibili se le pagine non sono state ottimizzate per la ricerca.

È però poco probabile che avvenga una standardizzazione, come succede in altri ambiti. Non se ne avverte la necessità e siamo comunque abituati ad avere geosinonimi per cibo, mestieri e oggetti e strumenti di uso comune: qualche esempio in Regionalismi e gestione della terminologia.
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👉🏼 Se usate altri nomi, diversi da quelli già elencati, aggiungeteli ai commenti specificando la zona in cui vivete.


Riferimenti: Nomi di strumento di M.G. Lo Duca in La formazione delle parole in italiano, a cura di M. Grossmann e F. Rainer (2004).


Vedi anche: Chi usa le burnie?

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18 commenti a “Alternative al siberino”

  1. 12 luglio 2019 09:35

    Daniela:

    L’ho sempre chiamato frigogel, ma, controllando su Google le immagini spinta dalla curiosità, ne ho trovate solo due in relazione al “siberino”…. peraltro, non il genere illustrato qui, ma quelli tipo sacca morbida con dentro il liquido blu.

  2. 12 luglio 2019 10:13

    Asandus:

    “Siberino”? Giuro: è la prima volta che sento definirlo così. “Panetto/piastrella/mattonella di ghiaccio” sono i termini che uso e sento sempre. “Siberin” senza la O finale è un marchio di fabbrica, proprio come “Freezerino”, ma siccome quelli che vedo in giro per la maggior parte sono quelli senza alcun marchio di fabbrica mi sembra assurdo chiamarli “siberini” o “freezerini”. Insomma, io ne ho pure due marchiati Siberin, ma non mi sarebbe mai passato per l’anticamera del cervello di trasformare quel marchio in un nome comune.

  3. 12 luglio 2019 10:22

    Dasmi:

    Qui in Romagna ho sentito anche io per la prima volta “siberino” e mi è piaciuto, quindi l’ho adottato, anche se ogni volta che lo dico , nessuno capisce e alla seconda mi ridono tutti dietro (sostenendo che è una parola che non esiste). La versione più comune che sento è “ghiaccetto”, magari con la specificazione “ghiaccetto della borsa frigo”. Con sommo dispiacere (perché a me piace) penso che “siberino” farà grande fatica ad affermarsi.

  4. 12 luglio 2019 11:19

    TuxmAL:

    A Napoli, ma non so quanto sia diffuso oltre la mia famiglia, lo chiamiamo “brigidino”; non so per quale motivo, azzardo una possibile deformazione di “frigidino” da “frigider”, italianizzazione del francese “frigidaire”, usato per indicare il congelatore casalingo.

  5. 12 luglio 2019 12:09

    Luca:

    @asandus: io lo chiamo siberino (non da sempre però, è stata mia moglie a introdurre questo terimine, prima li chiamavo ghiaccioli, con possibili confusioni con i gelati).
    Credo che il termine commerciale Siberin sia derivato da questo uso comune, non il contrario.

  6. 12 luglio 2019 14:02

    Mauro:

    Siberino mai usato e mai sentito.
    Piastra o tavoletta.

  7. 12 luglio 2019 14:32

    Asandus:

    @Luca
    No, mi sa tanto che il marchio commerciale è nato per primo; quei due marchiati Siberin li ho da tanti anni e “siberino” mi ha tutta l’aria di un’invenzione molto più recente.

  8. 12 luglio 2019 14:32

    Lele:

    A casa mia li chiamiamo semplicemente ghiaccini.

  9. 12 luglio 2019 15:17

    Elena:

    Non so per quale motivo, ma nella mia famiglia l’abbiamo sempre chiamato “caldogel” il che, mi rendo conto, non è particolarmente logico 😅

  10. 12 luglio 2019 17:31

    Ilaria:

    In Piemonte ho sempre sentito “polarino”.

  11. 13 luglio 2019 00:38

    Alabama:

    Ciao!
    La mia famiglia li usa da tutta la vita e fin da quando ero piccola li ha sempre chiamati SIBERIANI.
    Mi sembrava che avesse senso (Siberia, freddo, ecc) ma poi l’anno scorso ho sentito SIBERINO per la prima volta e tuttora mi chiedo quale dei due sia il nome storpiato…

  12. 13 luglio 2019 02:55

    Emy:

    Nei primi anni Duemila a Milano un mio – ora molto ex – fidanzato li chiamava “frigorini”: lui era del 1951 e sosteneva di averli “sempre” chiamati così. Del resto, diceva anche “il frigor”. 😀 Per questo e altri più seri motivi lo mollai senza rimpianti. 😉
    E confermo che a Milano ho sentito anche spesso dire “siberini”.
    In Piemonte, regione da cui provengo, con la mia famiglia li ho sempre chiamati… “elementi refrigeranti” o “ghiaccio artificiale (per il frigo portatile)”. Ma del resto li abbiamo sempre usati poco o niente.

  13. 13 luglio 2019 07:36

    Angelo:

    Sempre chiamato polaretto e sono di Taranto. Post molto interessante

  14. 13 luglio 2019 16:52

    eDue:

    Sono d’accordo con Luca, sempre chiamato siberino e secondo me il nome commerciale deriva da quello comune e non viceversa.

    Segnalo due cose:

    1) a Roma anche ghiaccino è comune
    2) il correttore ortografico di Firefox con il quale sto scrivendo questo commento mi sottolinea siberino e non ghiaccino.

  15. 14 luglio 2019 11:04

    Stefano:

    D’ora in poi lo chiamerò correttamente piastra eutettica, per gustarmi la faccia dell’interlocutore 🙂

  16. 14 luglio 2019 13:58

    Gabriella:

    A casa mia e nella mia famiglia con origini lucane, si chiama freschino.

  17. 15 agosto 2019 12:53

    Maria Chiara:

    Io l’ho sempre chiamata “mattonella del ghiaccio” 😃 mai sentito “siberino”…

  18. 26 agosto 2019 10:54

    Mary:

    In Sardegna “siberino” si usa molto e da vari anni, ora sento anche “ghiaccino”.

Commenti: