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Parole e luoghi: gargouille

foto di libro intitolato Les Gargouilles de Notre-Dame de Paris

Ci sono parole che associamo a momenti o a luoghi particolari. Io penso sempre a Parigi e alla cattedrale di Notre-Dame quando vedo la parola francese gargouille /ɡaʀˈɡuj/, usata anche in italiano come prestito e a volte adattata in garguglia o gargolla.

Nell’architettura gotica gargouille identifica i doccioni che terminano con figure grottesche di animali o mostri con fauci da cui defluisce l’acqua piovana.

È una parola che inizialmente avevo trovato ostica (non parlo francese) ma poi l’avevo memorizzata facilmente grazie all’etimologia: gargouille deriva dal francese antico gargoule, una combinazione di due parole con lo stesso significato, gola.

Sono: 1 la radice indoeuropea di origine onomatopeica garg-, che ritroviamo in italiano nelle parole gargarozzo, gargarismo, garganella, in spagnolo in garganta (gola) e in inglese in gargle (gargarismo), e 2 la parola latina gula.  

Inoltre, pare ci sia una sovrapposizione con la parola francese gargouiller, gorgogliare, il rumore che fa l’acqua nella “gola” delle figure decorative dei doccioni.

In inglese gargouille è diventato gargoyle ed è una parola nota anche a chi non ha interessi storico-artistici grazie a una serie animata Disney, Gargoyles, Il risveglio degli eroi, e al personaggio di un fumetto Marvel. Forse è per queste interferenze che nelle descrizioni italiane di elementi gotici a volte capita di trovare l’anglicismo anziché il francesismo.

logo Gargoyles Disney

Non è l’unica descrizione impropria: nell’architettura gotica spesso vengono chiamate gargouille anche le sculture grottesche che non fanno defluire acqua ma hanno solamente una funzione decorativa. In francese sono dette chimères, chimere, perché ritraggono figure ibride inesistenti.

Anche le note gargouille di Notre-Dame sono in realtà chimere e non sono neppure medievali ma risalgono al XIX secolo, aggiunte durante un restauro dall’architetto Viollet-Le-Duc. Ho usato i verbi al presente perché spero proprio che non siano andate distrutte nell’incendio del 15 aprile 2019.


Dettagli etimologici: Vocabolario Treccani e Oxford Dictionaries


Aggiornamento – Anche il lessicografo Peter Sokolowski cita l’architetto Viollet-Le-Duc: aveva disegnato non solo i gargouille ma anche la guglia centrale di Notre Dame che è andata distrutta nell’incendio, però non aveva voluto ulteriori guglie anche sopra i due campanili:

pires on the bell towers were actually part of the 19th-century restoration plans for Notre Dame de Paris, but Viollet-le-Duc (wisely) decided against them.

Ne prendo spunto per evidenziare le parole diverse con cui viene chiamato questo elemento architettonico nelle principali lingue europee. Alla base di ciascuna c’è un uso metaforico di una parola già esistente:

in italiano guglia, da (a)guglia, “ago”
in spagnolo aguja, parola del lessico comune per “ago”
in francese flèche, parola del lessico comune per “freccia”
in inglese spire, che è la parte finale di un filo d’erba o uno stelo appuntito
in tedesco Spitzturm, letteralmente torre / campanile aguzzo, a punta

Italiano e spagnolo hanno come origine la stessa metafora ma solo l’italiano ha differenziato ricorrendo a due parole diverse (allotropi).

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6 commenti a “Parole e luoghi: gargouille

  1. 16 aprile 2019 14:26

    Lele:

    Beata ignoranza… Fino a dieci minuti fa credevo che esistesse anche una parola italiana. Io li ho sempre chiamati “i gargoi”. 🙂

  2. 16 aprile 2019 15:24

    Flavia:

    “Gargantua, figlio del gigante Grandgousier, re d’Utopia, viene partorito da un orecchio di sua madre Gargamelle […]” : https://it.wikipedia.org/wiki/Gargantua_e_Pantagruel 😀
    La radice garg- è molto produttiva nelle lingue europee: https://apps.atilf.fr/lecteurFEW/index.php/page/view vol 4 G H I, pp. 60-62; io posso confermare ‘gargàta’ per ‘gola’ in Veneto.

  3. 16 aprile 2019 17:28

    quercia:

    mi viene in mente che in Romagna i garagoli sono quei piccoli paguri con la conchiglia a spirale che si trovano in spiaggia, chissà che non ci sia un legame?

    Doverosa precisazione: non sono romagnola, vado a memoria, di sicuro mi potrei sbagliare.

  4. 16 aprile 2019 17:40

    Licia:

    @Lele è una parola davvero particolare!

    @Flavia, grazie per i dettagli.

    @quercia credo sia più probabile l’associazione allo spagnolo caracol, “chiocciola”: in alcune parti del Veneto so che c’è un mollusco con conchiglia che si chiama caragòl ma non so esattamente quale sia.


    Ho aggiornato il post con dettagli sulla parola guglia


  5. 16 aprile 2019 23:57

    Licia:

    In tema con il post, aggiungo una vignetta del disegnatore australiano David Pope:

    pompiere francese che dà da bere a un gargouille tra le rovine di Notre-Dame

    Per gli australiani è riconoscibile il riferimento a una foto diventata virale durante gli enormi incendi che avevano colpito l’Australia nel 2009:

    vigile del fuoco che dà da bere a un koala in un bosco completamente bruciato
    via @SieteSofi

  6. 18 aprile 2019 10:31

    Flavia:

    @quercia, @Licia: credo che si faccia confusione fra il termine ‘garagoi’ e ‘garùsoli’: i ‘buli’ o ‘garùsoli’ sono il Murice comune http://www.chioggiapesca.it/it/?pesci=murice-bullo – definiti ‘buli’ a Chioggia e ‘garùsoli’ a Sottomarina – mentre i ‘garagoi’ si chiamano in questo modo nelle Marche: https://www.ilturista.info/blog/13733-La_Sagra_dei_Garagoi_a_Marotta/ e presumo anche in Romagna.

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