Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Sibilanti 🐍🐍

in biblioteca, serpenti che chiacchierano a un tavolo, fumetti con SSSS SSSSS SSSSS. Serpente bibliotecario li redarguisce con SSSHH!

La vignetta di Savage Chickens gioca con due ideofoni molto simili ma dal significato alquanto diverso ed evidenzia le convenzioni grafiche usate per rendere il suono continuo di due consonanti sibilanti molto comuni anche in italiano.

SSSSS rappresenta la fricativa alveolare sorda /s/, come la consonante iniziale delle parole serpente, sibilo e sussurro.

SSSHH rappresenta la fricativa postalveolare sorda /ʃ/, come la consonante iniziale delle parole sci, scia, sciabordio e dell’interiezione onomatopeica sciò.

Le consonanti fricative dell’italiano

Le consonanti vengono identificate in base al modo di articolazione – il tipo di ostacolo incontrato nel canale orale dalla voce espirata – e al luogo di articolazione – gli organi dell’apparato fonatorio coinvolti nella produzione. Inoltre, se le consonanti sono accompagnate da vibrazione delle corde vocali sono sonore, in caso contrario sorde.

Le consonanti fricative sono suoni prodotti attraverso un restringimento del canale orale: l’aria fuoriesce in costrizione da una fessura stretta e produce un rumore di frizione. Le ho evidenziate nella tabella:

Fonemi consonantici dell’italiano e relativi simboli IPA

L’italiano ha cinque consonanti fricative
♦  labiodentali sorda /f/ e sonora /v/
♦  alveolari o dentali sorda /s/ e sonora /z/ (come in rosa)
♦  postalveolare o prepalatale sorda /ʃ/ (manca la fricativa postalveolare sonora /ʒ/, che però troviamo in prestiti dal francese come garage).

La classificazione è relativa al luogo di articolazione e indica gli organi coinvolti (labbro inferiore, incisivi superiori, punta e dorso della lingua…). Se si prova a pronunciare i tre fonemi sordi /ffff ssss ʃʃʃʃ/ in sequenza si avvertono bene le diverse articolazioni.

La posizione assunta dalla lingua determina inoltre se le fricative sono sibilanti come /s/, /z/ e /ʃ/ (incurvamento della lingua con maggiore restringimento del canale e frizione più rumorosa) o non sibilanti come /f/ e /v/ (lingua piatta).  

Le consonanti fricative sono anche dette suoni continui perché possono essere prolungate a piacere.

Per saperne di più: fricative nell’Enciclopedia dell’Italiano Treccani, da cui ho tratto i dettagli e la tabella. 


Vedi anche:
ZZZ♦  hmm, mmm, mmh, uhm, ehm…
♦ 
N come naso: è fonosimbolismo
♦  Dal pulsante Snooze alla fonestesia!
♦  I fonemi dell’italiano sono comuni?


Tag:

I commenti e i trackback da altri siti sono consentiti.

Un commento a “Sibilanti 🐍🐍”

  1. 14 febbraio 2019 19:50

    Flavia:

    Se non sbaglio, le consonanti fricative – assieme con le affricate e la vibrante /r/ – sono anche le ultime ad essere acquisite dal bambino che sta imparando a parlare.
    Credo rappresentino anche la maggior parte dei cosiddetti ‘difetti’ di pronuncia o delle caratterizzazioni dialettali (che potrebbero risultare molto utili, invece, per la pronuncia di altre lingue).

Commenti: