Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Quando il pet vien dalla campagna…

Notizia dagli Stati Uniti apparsa in un quotidiano italiano:

   2 Epidemia di salmonellosi, guai a baciare i ricci di campagna negli Stati Uniti

Poi si dice che gli americani sono strani! A giudicare dal titolo, si direbbe che vadano nella natura alla ricerca di porcospini* da baciare, ma rischiano di prendersi la salmonella se sono ricci di campagna. Forse con i ricci di città (ad es. di parchi urbani) si corrono meno rischi?

In realtà la notizia originale è diversa:

do not kiss hedgehogs

Riguarda infatti un avvertimento emesso dalle autorità sanitarie (Centers for Disease Control) sui pet hedgehog, i ricci che in America vengono tenuti a casa come animali da compagnia (pet) al posto di cani e gatti ma come loro coccolati e spupazzati dai proprietari.

Curiosa davvero la scelta di chi ha scritto l’articolo italiano di tradurre pet hedgehog con riccio di campagna. Non pare un refuso perché l’espressione ricorre altre volte nel testo dell’articolo e perché è stata scelta una foto di ambientazione bucolica per illustrarlo.

Non ci sono più gli animali di una volta!

A proposito della parola inglese pet, pare diventata inevitabile nelle notizie e nelle pubblicità italiane di cibo, prodotti e servizi vari per cani e gatti.

Sono sicura che gli amanti dell’itanglese sarebbero pronti a sostenere che pet è un anglicismo necessario perché non esiste una parola italiana equivalente che da sola voglia dire “animale domestico o addomesticato tenuto per compagnia o per piacere” e che per comunicare lo stesso concetto si è costretti ad usare locuzioni stantie come animale d’affezione o animale da compagnia.

Si tratta però di traduzioni esplicative “da vocabolario” e nella maggior parte dei casi, come in questi titoli, basterebbe dire animali:

Esempi di titoli: Crescere con un Pet, In vacanza con i pet, Onoranze funebri per pet, Il tu pet è social quanto te? Le foto dei vostri pet in bici e moto
MONGE, la famiglia italiana del pet food

Mi pare infatti chiaro dal contesto che anche con un semplice animali si capisce che si tratta dei cosiddetti “amici a 4 zampe” (questa sì è un’espressione logora!) ed è poco probabile che possano venire confusi con bestie selvatiche o animali allevati per il consumo alimentare.

Mi pare inoltre che, a differenza dell’inglese, nell’uso italiano la parola pet sia riservata per lo più a cani e/o gatti. Se si tratta di volatili, roditori, rettili o altri animali (come i ricci americani!), lo si specifica esplicitamente.

Aspetto però conferma dai proprietari di cani, gatti e altre bestiole, visto che io non ne ho: in famiglia e dal veterinario li chiamate pet o animali?


Vedi anche:
Ami il tuo gatto?
Pet hate o pet peeve (tutt’altra storia!)

striscia su ambiguità di pet peeve
Striscia: Pearls Before Swine 


* Nell’uso popolare porcospino è sinonimo di riccio ma è più corretto chiamare così solo l’istrice.

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6 commenti a “Quando il pet vien dalla campagna…”

  1. 6 febbraio 2019 14:17

    Asandus:

    In piemontese, “pet” ha tutt’altro significato… 😀

  2. 6 febbraio 2019 19:02

    Flavia:

    Viene dalla campagna perché le ‘hedges’ si trovano prevalentemente in campagna (ora non più).
    La mia personale insofferenza riguarda proprio i ‘pet-cani’ e i loro comportamenti fisiologici in pubblico: provo molta pena per loro, costretti ad espletare le loro funzioni all’aperto, sotto gli occhi di tutti. I proprietari di cani – se davvero li amano – dovrebbero risparmiargli un simile imbarazzo.

  3. 6 febbraio 2019 23:52

    Mauro:

    E visto che parliamo di pets… attenti al petting… cosa pericolosissima 😉

  4. 7 febbraio 2019 11:26

    Alexandra:

    Forse volevano semplicemente distinguerli dai ricci di mare, senza rendersi conto dell’effetto comico 🙂

  5. 7 febbraio 2019 18:30

    Rossa:

    Ora li chiamano spessissimo “pelosi” o “pelosetti” e non ti dico cosa ne penso io perché potrei diventare volgare.

  6. 11 febbraio 2019 19:35

    Licia:

    questo post ha ricevuto vari commenti anche su Twitter ma devo ancora trovare qualcuno che abbia adottato la parola pet nel proprio vocabolario attivo. 

    @Rossa, no commenti su “pelosetti”!!

    Intanto ho recuperato questo pregevole esempio di itanglese con il curioso ibrido A-PET-ITIVO:

    A-PET-ITIVO, il primo aperitivo per il tuo amico a 4 zampe. DoggyeBag. Trainer Dog&Cat Wellness
    Fonte: @nulladipiu

    In alternativa all’a-pet-itivo c’è un altro ibrido, aperidog (vietato invece usare la parola apеricanе, marchio di un prodotto da bar per cani: chi lo detiene pattuglia il web alla ricerca di usi impropri).

    Notevole anche il nome DoggyeBag con una e di troppo, che presumo non tenga conto che La doggy bag non è per il cane!

    È inoltre impropria la locuzione dog&cat perché segue l’ordine del binomio lessicale italiano cani e gatti ma in inglese ci si aspetta l’ordine inverso, cats and dogs.

    Infine, ne approfitto per segnalare l’uso improprio di petS come sostantivo singolare. Qualche esempio di titoli:
    · 1 italiano su 3 vive con un petS
    · Tutto per il tuo petS
    · Viaggia in serenità con il tuo petS
    · Il vostro petS in ambulatorio
    · Adottare un petS
    In italiano invece gli anglicismi rimangono sempre invariati, cfr.  Anglicismi: al plurale senza la s finale!

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