Terminologia etc.

Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

A Pordenone per TradPro

logo della giornata TradPro 2019

Il 6 aprile sarò a Pordenone per TradPro, una giornata di formazione e networking per traduttori, interpreti e professionisti delle lingue.

Il mio intervento, Calchi maliziosi, falsi amici villani, prestiti camuffati: è una questione di chimica? esaminerà gli aspetti meno visibili dell’interferenza linguistica sulla comunicazione, con indicazioni pratiche per evitare contaminazioni indesiderate e risolvere potenziali ambiguità.

Altri interventi della giornata:
Mirko Silvestrini sullo stato dell’arte dei servizi linguistici
Sandra Bertolini sulla creatività nella traduzione tecnica
Samanta Boni sul welfare per freelance
Sara Grizzo sulla traduzione automatica
Rossana Ottolini su italiano, anglicismi e neologia

Maggiori dettagli in TradPro2019 – Una giornata di formazione e networking per i professionisti delle lingue e nel programma.


Colère vs collera

A proposito di interferenza linguistica, mi fa piacere poter descrivere un esempio di calco dal francese (lingua che purtroppo non parlo) grazie a Eleonora Cadelli, una delle organizzatrici di TradPro.

Nelle cronache italiane sulle proteste in Francia dei gilet gialli la parola francese colère, usata comunemente per indicare rabbia, forte irritazione e anche sdegno, in qualsiasi contesto, è stata tradotta letteralmente con collera.

Esempi di titoli: 1 La lettera di Macron ai gilet gialli: “Trasformare la collera in soluzioni” 2 Gilet gialli, Macron: “La collera è giusta, in un certo senso” 3 Gilet gialli, il discorso di Macron: “Collera giusta”. 

In italiano però collera appare come una parola di registro aulico o comunque di uso soprattutto letterario, inusuale in situazioni come quella francese, e per questo ha connotazioni diverse da colère.

Inoltre, collera fa pensare a una reazione individuale verso qualcuno o qualcosa e appare insolita associata a un sentimento di indignazione collettiva per il quale invece ci aspettiamo la parola rabbia (cfr. i titoli qui sopra).

È l’ennesimo esempio di traduzioni pigre e frettolose fatte senza ragionare sull’uso delle parole e delle loro sfumature di significato. Ne parlerò a Pordenone il 6 aprile con molti altri esempi.  
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Vedi anche: Indumenti gialli senza maniche


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9 commenti a “A Pordenone per TradPro”

  1. 4 febbraio 2019 21:43

    Mauro:

    Oltre a tutte le tue (giuste) osservazioni, ne aggiungerei un’altra: nel sentire comune collera viene vista anche come più forte, più potente di rabbia, non solo come termine più aulico.

  2. 5 febbraio 2019 09:31

    Gianmaria:

    Un lettore a sua volta un po’ frettoloso leggendo

    È l’ennesimo esempio di traduzioni pigre e frettolose fatte senza ragionare sull’uso delle parole e delle loro sfumature di significato.

    potrebbe dedurre dal tuo articolo che spesso i traduttori sono pigri e fanno maluccio il loro lavoro. A mio avviso invece sulla qualita’ delle traduzioni grava di piu’ colui che richiede le traduzioni che il traduttore.

    Almeno per pubblicazioni di rapida fruizione colui che commissiona il lavoro fissa la soglia d’accettabilita’ la dove la traduzione e’ comprensibile. Una traduzione approssimativa, ma largamente comprensibile, e’ considerata sufficente e costa meno rispetto ad una traduzione ideale perche’ richiede una persona meno esperta oppure una persona esperta per meno tempo.

    Ovviamente queste cose il datore di lavoro non le fa in modo esplicito dicendo “mi basta che si capisca” ma in modo implicito pagando un prezzo basso 🙂

    Per concludere: penso i traduttori facciano quello che gli si dice e sia possibile avere traduzioni piu’ accurate nei giornali. Ma questo ha un costo che bisogna essere pronti a sostenere: consumatori interessati a giornali fatti meglio ma disposti a pagarli piu’ cari.

    Grazie Licia per il post!
    Ciao, g.

  3. 5 febbraio 2019 09:43

    Giovanna:

    Grazie per questa interessante segnalazione! Non conoscevo TradPro, sembra molto interessante. Spero tanto di riuscire a partecipare!

  4. 5 febbraio 2019 18:11

    alessandro:

    @gianmaria: dici cose giuste ma l’esempio che si trova in http://blog.terminologiaetc.it/2019/02/05/origine-significato-mall-centro-commerciale/ le contraddice, almeno in parte: tradurre "shopping centre" con "mall" non lo rende largamente comprensibile, né vedo il motivo per cui dovrebbe costare meno (mi auguro che che non sia per il risparmio di undici caratteri…)

  5. 5 febbraio 2019 19:18

    Licia:

    @Mauro, bella osservazione.

    @Gianmaria, grazie per il contributo, che offre molti spunti di riflessione. Vorrei però chiarire che la maggior parte degli esempi come quello descritto qui sopra sono presi dai media, quindi imprecisioni ed errori fatti da chi lavora nelle redazioni come giornalista ma non ha una formazione specifica in traduzione. Sono esempi del lessico comune che evidenziano che calchi e falsi amici dovrebbero comunque essere evitabili se si ha una buona padronanza dell’italiano: si dovrebbe essere in grado di capire immediatamente se una frase italiana “suona strana”, indipendentemente dal testo originale e da quanto si è pagati.

    Credo sia utile fare esempi del lessico comune perché fanno riflettere su meccanismi e aspetti della traduzione senza che siano necessarie conoscenze settoriali particolari.

    I livelli di qualità delle traduzioni professionali (e relativi prezzi, accettabilità, valutazioni, interventi di post-editing delle traduzione automatica ecc.) sono una questione davvero importante ma diversa e qui nel blog preferisco occuparmi di aspetti linguistici.

    @alessandro non credo che l’esempio fosse di Gianmaria ma tornerò su questo tema.

  6. 5 febbraio 2019 22:41

    alessandro:

    @Licia: certo che l’esempio non era di Gianmaria. Nondimeno mostrava quanto le sue riflessioni corrispondessero solo in parte alla realtà.

  7. 5 febbraio 2019 23:28

    Gianmaria:

    Un paio di cose ancora:

    – ho riletto il *mio* commento al tuo post e l’ho trovato di una difficolta’ terribile! Probabilmente ero sotto l’effetto di qualche sostanza psicotropa….. per fortuna Licia hai capito lo stesso cosa volevo dire 🙂

    – perche’ sui giornali (italiani?) si scrive come si scrive? Perche’ i giornalisti mettono tutti ‘sti calchi, falsi amici etc? Bhe, questa mi sembra un’eccellente idea per un tuo prossimo post:) Metto una mia personalissima lista di ragioni: vanagloria, faciloneria, ignoranza/difficolta’ intrinseca della lingua, stipendio inadeguato, lutti familiari, radiazioni da Vega etc. Pero la parte piu’ interessante sarebbe mettere i pesi a ciascuna di queste ragioni.

    @alessandro: Lo stipendio insufficente non spiega tutto, sono certamente d’accordo con te! Sull’Italia per esempio e’ nota l’incidenza (l’indecenza) della vanagloria e della radiazione cosmica. Eppurtuttavia delle vigorose nerbate a quelli della “mall” sarebbero all’uopo.

    P.S. L’effetto delle sostanze psicotrope potrebbe non essere svanito! Domani rileggendo questo commento l’ho scoprir

  8. 6 febbraio 2019 12:09

    John Dunn:

    Sarebbe interessante leggere il tuo intervento. Hai l’intenzione di pubblicarlo dopo TradPro?

  9. 11 febbraio 2019 18:12

    Licia:

    @John non ho mai un testo scritto per i miei interventi però nei giorni successivi spesso riprendo esempi delle mie presentazioni per fare dei post.