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Chi fa applicare… non si applica!

Conoscete già questo uso improprio del verbo applicare?

Esempi: 1 “Avete ancora fino a domani per applicare” Un’occasione unica per poter partecipare a questa fantastica esperienza!” 2 “Startup digitali cercasi! C’è tempo fino al 16 marzo per applicare!” 3 “…Hai tempo fino al 15 gennaio per applicare. Scopri di più”

È un calco del verbo inglese apply, “fare domanda” o “fare richiesta”, e ho scoperto che è piuttosto diffuso: questi esempi non sono traduzioni ma tweet che riguardano attività e contesti italiani e che quindi non hanno subito un’interferenza diretta dell’inglese.

Il verbo applicare

Se trovate questo falso amico più fastidioso di altri, il motivo c’è: risulta anomalo non solo il significato ma anche la costruzione. Per il verbo transitivo applicare ci si aspetta infatti almeno un argomento (elemento linguistico necessario in aggiunta al soggetto). Se manca, la costruzione è agrammaticale.

Il numero di argomenti necessari a un verbo è detto valenza e il Dizionario Sabatini Coletti la indica sempre esplicitamente, anche nella versione ridotta gratuita. Nella descrizione del verbo applicare si può notare che la costruzione più comune è soggetto-verbo-argomento-preposizione.argomento, quindi applicare X a Y (due argomenti).

 v.tr. [sogg-v-arg-prep.arg] 1 Mettere qlco. a contatto di altro; far aderire 2 Impiegare, utilizzare qlco. in una certa situazione 3 Praticare un certo sconto a un prodotto 4 Imporre, infliggere una pena o un onere a qlcu  [sogg-v-arg] Far valere leggi, regolamenti  v.rifl. [sogg-v-prep.arg] Dedicarsi a qlco. con passione e diligenza

Il verbo apply

Il verbo inglese apply nella forma transitiva e riflessiva condivide le accezioni di applicare e costruzioni molto simili. Ha però un uso ulteriore come verbo intransitivo che non richiede argomenti e che ha significati assenti in italiano: A) fare domanda o richiesta formale per qualcosa e B) essere valido, pertinente o rilevante.

Per l’inglese il database lessicale DANTE è la risorsa che preferisco per verificare le valenze dei verbi e varie altre informazioni tra cui collocazioni e colligazioni (le strutture sintattiche in cui una parola appare più frequentemente).

In questi due dettagli dell’uso intransitivo di apply si nota STRUCTURE_0 che indica che il verbo non richiede alcun argomento (per convenzione il soggetto non viene conteggiato perché in inglese è sempre necessario):

1 to make a formal request, usually in writing, for sth such as a job, a place, at college, university, etc., or for permission to do something  2 to affect or be relevant to a particular person or thing

Chi fa applicare… non si applica!

Concludo con altri esempi che sono ancora più stridenti perché alla costruzione intransitiva inglese senza argomento viene aggiunto il secondo argomento della costruzione transitiva italiana (cfr. accezioni 1-4 di applicare), e cioè applicare a / per Y:

Esempi: 1 “Avete tempo fino a venerdì per applicare alla CallForResident compilando questo form” 2 “Avete tempo fno a domani per applicare ai tirocini retribuiti del Programma Italiano Tirocini di ELSA Italy” 3 “Ha tempo fino a domani alle 23.00 per applicare per uno dei corsi primaverili”

Viene da chiedersi cosa vada applicato a tirocini, corsi e call perché ci si aspetta la costruzione e le accezioni italiane. 

Unica certezza: chi usa applicare nel significato di “fare domanda o richiesta” non si applica all’uso corretto della lingua italiana!


.Vedi anche: Elenco di falsi amici 


Grazie a @tueetterin per lo spunto

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11 commenti a “Chi fa applicare… non si applica!”

  1. 10 gennaio 2019 09:56

    Dasmi:

    Che orrore!

  2. 10 gennaio 2019 10:37

    Mauro:

    Per ora lo ho visto raramente… ma quando lo vedo metto mano alla fondina…

  3. 10 gennaio 2019 20:29

    Coccio:

    Pensavo di averle viste (lette) tutte…

  4. 11 gennaio 2019 06:38

    Emy:

    Orribile. :'( Spesso usato da italiani che vivono in paesi anglofoni. Come qui, per esempio: https://facciocomemipare.com/applicando-per-un-lavoro-che-potrebbe-portarmi-lontana-da-te/

  5. 11 gennaio 2019 15:18

    EugenioTaf:

    Rispondendo a questo tweet: https://twitter.com/terminologia/status/1083496074478841856

    La risposta o l’idea di fondo è sempre: “eh vabbé sì hai ragione ma hai capito”, come se non sia un valore nel parlato la correttezza, e da parte loro è una forma assimilata perché, come dici sotto, vivono sia in contesti multilingui ma nei quali diventa forse pure gergale, quindi l’abitudine e/o la pigrizia fanno si che la usino con qualsiasi interlocutore. Su 100 occorrenze da partedirei che 50 sono “apply”, 25 “applicare per” con italiani che usano questa forma, altre 25 con italiani straniti, ma che sì, capiscono. Anzi mi ha incuriosito questa cosa che hai detto sotto dei contesti multilingui e uno di questi miei amici in realtà per lavoro parla francese, gli chiederò se ha mai usato: j’ai appliqué pour, ma guarda intanto cos’ho trovato, e in francese appliquer è transitivo e ha significati analoghi all’italiano: https://www.google.com/search?q=%22j%27ai+appliqu%C3%A9+pour+un+poste%22
    Tu conosci lo spagnolo, no? com’è lì?

    Aggiungo una considerazione: secondo me il calco ha un significato più specifico che in inglese, nel senso non credo che venga usato, al momento, per posti di lavoro canonici anche se la candidatura è inviata in inglese (“ho applicato per un posto da sviluppatore web in Microsoft Italia”), ma per borse pubbliche/private/universitarie, progetti, concorsi presentati online.

    E una domanda: perché se è così stridente per un madrelingua italiano, per loro è diventato così naturale usarlo, al punto che uno credeva fosse corretto? Cioè se la valenza (molto interessante il post che hai fatto) di applicare è sogg-v-arg-prep.arg, esiste un concetto generale che fa preferire/che rende valido un verbo usato transitivamente? penso ai classici scendere, uscire.

  6. 11 gennaio 2019 18:01

    John Dunn:

    Dal punto di vista delle valenze i verbi inglesi dispongono di una flessibilità più grande di quella che è tipica per molte altre lingue europee: infatti moltissimi (quasi tutti?) verbi transitivi possono essere usati come verbi intransitivi (ma vice versa è più difficile). Per questa ragione quello che è normale in inglese facilmente può essere anomalo in un’altra lingua. Ma se si tratta di startup o digital fabrication (?!) ‘applicare’ forse non è tanto anomalo.

  7. 11 gennaio 2019 20:47

    Emy:

    @EugenioTaf: scrivi “non credo che venga usato, al momento, per posti di lavoro canonici anche se la candidatura è inviata in inglese (“ho applicato per un posto da sviluppatore web in Microsoft Italia”), ma per borse pubbliche/private/universitarie, progetti, concorsi presentati online.”
    Non ho capito se ti riferisci solo agli italiani residenti in Italia o anche ai residenti all’estero. Nell’esempio che ho citato sopra, l’autrice del blog è un’italiana che risiede a Edimburgo (neppure da molti anni) e NON si riferisce a un lavoro in ambito universitario, ma a un posto di lavoro “canonico”. A mio parere, il motivo che porta a usare questo e altri calchi è semplicemente l’abitudine a parlare una lingua straniera, con un’imperfetta traduzione verso la lingua madre. Per lo stesso motivo, mi pare, l’autrice usa più volte anche il termine “form” al posto di “modulo”.

  8. 11 gennaio 2019 21:01

    Emy:

    Qui, invece, abbiamo un classico esempio di un giovane italiano che risiede a Parigi che racconta di essersi candidato a un dottorato, dunque in ambito universitario, e dice: “Ho applicato per il dottorato in Sociologia delle scienze” (decima riga dell’articolo). Il suo ambiente linguistico come seconda lingua è il francese (e forse anche lo spagnolo, per aver studiato a Barcellona in precedenza), ma è possibile che nell’uso dell’orrendo calco abbia peso l’inglese apply for, lingua prevalente nell’ambiente accademico internazionale.
    https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/05/24/a-parigi-insegno-alluniversita-in-italia-clima-di-sopraffazione-e-in-otto-anni-non-ho-mai-pensato-di-tornare/4355558/

  9. 11 gennaio 2019 22:39

    Claudio:

    Chi non si applica….. non può applicare

  10. 12 gennaio 2019 12:39

    EugenioTaf:

    @Emy
    scusa, sono arrivato qui da twitter e non ho letto i commenti che c’erano già.
    Comunque la mia considerazione era basata su qualche esperienza e poco più, ed era basata su italiani che girano tra italia ed altri paesi e nessuno dei quali ha un livello perfetto di inglese o ha l’inglese come seconda lingua.

  11. 12 gennaio 2019 20:36

    Flavio Ubaldini:

    È da un paio di decenni che, nella mia esperienza di espatriato, sento usare “applicare” in quel modo.
    A volte mi è capitato di usare “candidarsi” come alternativa. Ma devo dire che qualche volta mi trovo in difficoltà nel tradurre frasi contenenti il verbo apply. Per esempio “he applied for our open position”. Come lo tradurreste? Si è candidato a… Ha presentato domanda per…?