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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Autobilanciamento al supermercato

Cartello con inglese da incubo visto in un supermercato di una grande città italiana:

AVVISO  Dear customares, fruit and vegetables are weighted in self-balance. No in checkouts.

Credo che solo un italiano riesca a decodificare il messaggio correttamente: si avvertono i clienti che frutta e verdura [non già confezionate] vanno pesate e prezzate servendosi delle apposite bilance, operazione che non può essere fatta alla cassa.

Sarei curiosa di sapere cosa capisce invece uno straniero.

Da bilancia…

In un contesto come il supermercato, in inglese la bilancia di solito è [weighing] scale. In particolare, il tipo di bilancia usato dai clienti nei reparti ortofrutta è commercializzato come self-service scale.

Immagini relative a self-service scale

Esiste anche la parola balance ma mi pare sia usata soprattutto per le bilance tradizionali con bracci e piatti. Balance è una parola polisemica potenzialmente ambigua: ha infatti vari significati, tra cui anche bilancio, saldo ed equilibrio.

…ad autobilanciamento

La locuzione self-balance fa pensare a un equilibrio potenzialmente instabile ma che si riesce a mantenere sotto controllo, e in particolare a un self-balancing vehicle, in italiano veicolo autobilanciato (o autobilanciante): 

«veicolo autobilanciato»: un veicolo che per concezione si

Sono veicoli autobilanciati i Segway e gli hoverboard, che in inglese si chiamano anche self-balancing scooter. Hanno la caratteristica di consentire di mantenere una posizione di equilibrio sia quando sono in movimento che quando sono fermi.

Traduzione maldestra

Tornando al cartello, mi rimane la curiosità di sapere quale fosse la frase italiana di partenza tradotta così malamente in inglese dal traduttore improvvisato. L’errore di ortografia *customares al posto di customers fa infatti escludere la traduzione automatica.

A questo proposito aggiungo che in inglese britannico informale si usa la parola mare, da nightmare (incubo), per descrivere un’esperienza negativa, ad es. Yesterday was a complete mare.

Da notare anche che in inglese esistono due verbi simili, weigh (participio passato weighed) che vuol dire pesare, e weight (participio passato weighted) che invece vuol dire appesantire, rendere più pesante. Il sostantivo weight significa peso sia nel senso di misura determinata con una bilancia che di oggetto pesante.

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8 commenti a “Autobilanciamento al supermercato”

  1. 21 novembre 2018 18:40

    Flavia:

    Se si avesse il tempo e la voglia, sarebbe proprio da andare in ‘Direzione’ del noto supermercato ‘di una grande città italiana’ a chiedere conto di quel cartello, ma ovviamente ci si limita a un commento sarcastico in attesa del prossimo ‘avviso da incubo’.
    Che nostalgia dei vecchi cartelli in italiano sgrammaticato…

  2. 22 novembre 2018 08:42

    Asandus:

    Si limitino a scrivere in italiano. Quando vai all’estero nei supermercati non trovi mezza scritta in lingue diverse dalla loro, quindi o conosci la lingua o t’arrangi a chiedere a qualcuno. Chissà perché qui dobbiamo sempre leccare il posteriore a tutti nel mondo e contemporaneamente dimenticarci la NOSTRA lingua. Scusa lo sfogo, ma ormai questa italofobia+esterofilia da fanatici mi sta facendo saltare i cinque minuti.

  3. 22 novembre 2018 12:03

    granmadue:

    La definizione di “inglese da incubo” è da applausi!

    Tra l’altro non si capisce il senso di scrivere un’avvertenza per gli anglofoni preceduta da “AVVISO” in italiano. Forse per una questione di bilanciamento tra le due lingue?

  4. 22 novembre 2018 13:51

    Licia:

    @Flavia posso capire traduzioni maldestre in un piccolo esercizio, ma una grossa catena dovrebbe rivolgersi a professionisti!

    @Asandus non sono per nulla d’accordo: i cartelli in inglese, da tempo lingua veicolare, sono innanzitutto un gesto di cortesia verso chi non parla italiano. E in questo caso il cartello ha soprattutto la finalità pratica di evitare inutili rallentamenti alla cassa quando qualcuno si presenta senza avere già pesato frutta o verdura (per i clienti italiani sicuramente l’avvertenza è inutile perché sappiamo già come si fa). Peccato solo che la traduzione sia incomprensibile.

    @granmadue immagino che sia un modello di cartello già pronto, da riempire all’occorrenza.

  5. 22 novembre 2018 14:34

    Mauro:

    @Asandus Non è vero che all’estero i cartelli sono solo nelle lingue locali. Trovo più cartelli in inglese qui in Germania che quando scendo a Genova, per esempio.

  6. 22 novembre 2018 15:58

    John Dunn:

    Questo straniero capisce che qui sembra esserci una truffa: al momento quando la frutta o la verdura viene pesata, la bilancia aggiunge da se stessa un peso ulteriore. Risulta che per chi fa le spese in questo supermercato customare sia la parola giusta.

    Infatti ci sono altri errori:
    1. In inglese non si inizia un messaggio informativo con una espressione vocativa tipo ‘Dear customar(e)s’.
    2. No in checkouts (!) dovrebbe essere: (and) not at the check-out

    Anch’io penso che l’uso dell’inglese sia giustificato qui, visto che questo sistema non si trova ovunque. Io il cartello l’avrei scritto così:

    Please weigh all fruit and vegetables (oppure all greengrocery items) that are sold loose/that are not pre-packed on the scales provided. Please note that no items can be weighed at the check-out.

  7. 22 novembre 2018 17:02

    Licia:

    @John, grazie! Come sempre, spiegazione chiarissima ed esaustiva dal punto di vista del madrelingua.

  8. 22 novembre 2018 19:05

    Flavia:

    @Licia, mi sono spiegata male: certo che la grande catena deve rivolgersi a un professionista per le traduzioni in lingua degli avvisi, altrimenti propone ai suoi clienti quel ridicolo e offensivo cartello che abbiamo commentato. Offensivo per me che sono italiana, figuriamoci il cliente straniero.
    Dicevo dei vecchi cartelli sgrammaticati perché almeno gli errori erano in lingua italiana e si poteva anche perdonarli e sorridere del tentativo ingenuo di scrivere in ‘buon italiano’, ma davanti alla supponenza di chi nemmeno si affida a un traduttore automatico… cosa dire? Perfino i punti ci ha messo.

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