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Terminologia, localizzazione, traduzione e altre considerazioni linguistiche

Parole autunnali: cinghialista e fungarolo

Grazie a una notizia di cronaca ho scoperto la parola cinghialista, chi va regolarmente a caccia di cinghiali. È una parola di bassa frequenza ma in uso da tempo. Qualche esempio:

“Nascono prima i cinghiali o i cinghialisti?” – “Assolto il capo dei cinghialisti” – “Controlli dell’ENPA contro i cinghialisti”

Suffisso nominale denominale –ista

Il suffisso ista è molto produttivo. Viene usato per creare nomi di agente, sostantivi denominali che indicano una persona che svolge un determinato lavoro o che viene identificata in relazione a un comportamento abituale.

Qualche dettaglio sui diversi usi di –ista da Che cos’è un neologismo di Giovanni Adamo e Valeria Della Valle:

…usato originariamente per indicare chi segue un’ideologia, una corrente o una tendenza (fashionista, chi segue con attenzione maniacale i dettami della moda; selfista, chi fa continuamente selfie) e, successivamente, per designare un’attività, un’occupazione, una professione (codista, chi, per guadagnare qualcosa, fa le file al posto di altri, ricevendone un compenso; dronista, chi guida un drone servendosi di comandi a distanza) o anche per mostrare determinati atteggiamenti o caratteristiche (alibista, chi si distingue per l’abitudine ad escogitare alibi). Può anche dar luogo a neoformazioni occasionali (tripadvisorista, chi ha la passione di scambiare pareri e giudizi attraverso il portale TripAdvisor)…

Suffissi nominali denominali –arolo e –aiolo 

Un’altra parola del tutto trasparente ma per me insolita è fungarolo, il cercatore di funghi. Alcuni esempi, tra cui la copertina di una guida pubblicata dalla Provincia di Roma:

Il quaderno del fungarolo – “Ottobre, primi assalti dei fungaroli ai boschi” – “Due fungaroli dispersi sui monti della Sila” – “L’ABC del fungarolo”

Con lo stesso significato conoscevo invece fungaiolo. I suffissi –aiolo e –arolo sono equivalenti: servono entrambi a creare nomi di agente ma evidenziano anche un esempio di variazione diatopica alla base di regionalismi: –arolo è un suffisso romanesco, e i fungaroli si trovano soprattutto al centro-sud.

Vivo al nord e farei fatica a prendere sul serio qualcuno che mi venisse presentato come fungarolo perché percepirei una connotazione ironica, canzonatoria o spregiativa, che è ricorrente per le parole create con –arolo. A questo proposito, Adamo e Della Valle fanno gli esempi di castarolo (chi fa parte della casta e gode dei privilegi del potere) e complottarolo (chi fa parte di un complotto o ne è ritenuto sostenitore). 

La connotazione ironica o spregiativa può però essere associata anche a sostantivi formati con il suffisso aiolo. Non è molto produttivo ma ci è familiare da alcuni nomi di mestieri come boscaiolo, pizzaiolo, vignaiolo, e ha dato origine anche ad attività più discutibili come borsaiolo, donnaiolo, festaiolo. Adamo e Della Valle fanno l’esempio di  premiaolo, chi ha come obiettivo il conseguimento e la consegna di un premio.
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Altri suffissi per nomi di agente sono aio, aro, ario, iere, iero, ino, ante. Per approfondire: nomi denominali nell’Enciclopedia dell’Italiano Treccani.  

Vedi anche: frugalista, twitterista e barista


I cinghialisti sicuramente conosceranno questi prodotti che per i non cacciatori come me hanno nomi alquanto curiosi:

SCROFALIQ, SCROFARUT, Crud’SCROFIX…

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6 commenti a “Parole autunnali: cinghialista e fungarolo”

  1. 10 ottobre 2018 10:49

    Giovanna:

    Con il suffisso -arolo mi viene in mente anche la parola “bombarolo”, usata anche da De André nella canzone omonima.
    In generale mi sembra che le parole più recenti create con questi suffissi abbiano connotazione abbastanza negativa, per esempio l’aggettivo “legaiolo”, ma ce ne sono senz’altro molti altri.

  2. 10 ottobre 2018 12:18

    Mauro:

    Confesso: fungarolo la conosco da sempre, cinghialista la ho vista per la prima volta in vita mia in questo tuo articolo.

  3. 10 ottobre 2018 19:24

    Flavia:

    Cercatori di funghi e cacciatori di cinghiali: per i primi un suffisso ironico o dispregiativo, per i secondi un suffisso neutro tendente al rispettoso… ‘cinghialaro’ andava benissimo per chi traffica con quei prodotti lì costosissimi dai nomi ridicoli (peraltro nemmeno nostrani, l’azienda Vitex è francese: http://vitexchasse.com/20-sangliers ). Il raccoglitore di funghi va per i boschi armato di un cestino di vimini e delle proprie conoscenze, meriterebbe di più di un ‘fungarolo’.

  4. 11 ottobre 2018 16:07

    Licia:

    @Giovanna, aggiungo che per il linguista Massimo Fanfani, citato dall’Enciclopedia dell’Italiano, le connotazioni ironico-spregiative del suffisso –aiolo (e quindi anche di –arolo) non dipendono dalla presenza del diminutivo –olo, ma dall’uso del suffisso per nomi di mestieri di poco conto. Però non sono sempre negative, ad esempio presumo che nel Lazio siano neutre (variazione diatopica) perché altrimenti la Provincia di Roma non avrebbe usato fungarolo per la sua pubblicazione. 

    @Mauro io invece l’ho notata in notizie di cronaca proprio dalla Liguria, ad es. incidente di caccia avvenuto tra Sanremo e Bordighera. Ne approfitto per aggiungere anche cinghialodromo che, come mi ha segnalato @gian_d_gian, è un’area allestita per addestrare i cani alla caccia al cinghiale.

    @Flavia qual è il cibo preferito da Obelix, Asterix e compagnia? 😉

  5. 11 ottobre 2018 21:36

    Ilaria:

    Nel Lazio meridionale si utilizzano i termini dialettali fugnarolo e cignalaro.

  6. 13 ottobre 2018 02:31

    Mauro:

    @Licia

    Ti garantisco veramente che “cinghialista” non lo ho mai sentito prima. Eppure non solo sono ligure, ma ho anche vari parenti cacciatori.
    Spero sia solo qualche moda giornalistica recente e basta

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