Outfit ’900: ironico o malinformato?

Manifesto della mostra Outfit ’900 a Palazzo Morando | Costume Moda Immagine a Milano: 

OUTFIT ‘900 – Abiti per le grandi occasioni nella moda di Palazzo Morando

Mi dà lo spunto per analizzare l’anglicismo outfit, sempre più diffuso ma non ancora registrato da tutti i vocabolari di italiano. 

Outfit in inglese

La parola inglese outfit ha vari significati, ad es. può descrivere l’equipaggiamento per svolgere una particolare attività ma anche un gruppo coeso di persone che operano assieme, come una squadra di sportivi o di militari, un gruppo musicale o una piccola azienda.

L’accezione più nota di outfit, presa in prestito anche dall’italiano, è quella di indumenti scelti per essere indossati insieme, specialmente per un’occasione o una funzione particolare. Outfit non implica valutazioni dell’aspetto: se si vuole evidenziare che i diversi capi sono coordinati, intonati o armonizzati si preferiscono altre parole come ensemble, coordinates o matching separates

Outfit in italiano

L’accezione “insieme di indumenti” appena descritta può essere espressa in italiano da parole come abbigliamento, tenuta e completo (in particolare per gli sport).

Cosa giustifica allora la preferenza per outfit? Interviene un fenomeno tipico dell’itanglese, la percezione soggettiva che gli anglicismi siano più precisi delle parole già a nostra disposizione. In questo caso nell’uso italiano è stata attribuita un’accezione particolare assente in inglese (o comunque non distintiva) che ha trasformato outfit in “insieme di abbigliamento e accessori”.

Chi afferma che outfit è un prestito di necessità perché ci mancava una parola così specifica dimostra invece di ignorare che disponevamo già di un altro forestierismo con questo significato, mise. Ma si vede che i francesismi sono passati di moda!

voce outfit dal Vocabolario Zingarelli: (colloquiale) abbigliamento, compresi gli accessori, scelto per una determinata occasione. Esempio: decidere il proprio outfit per un colloquio di lavoro.

Ora si usano frasi come decidere il proprio outfit per <x> ma fino a qualche anno fa bastava dire decidere come vestirsi per <x> ed era scontato che anche scarpe e altri accessori erano inclusi nella scelta.

L’esempio evidenzia che l’anglicismo outfit è piuttosto recente: è attestato per la prima volta in italiano nel 1988 ma ha avuto una diffusione molto più ampia solo a partire dal XXI secolo.

Outfit ’900

Outfit - catalogo

Tornando allo spunto iniziale, sono piuttosto perplessa dal nome Outfit ’900 per la mostra milanese, che il comunicato stampa descrive come “una selezione di outfit dal 1900 agli anni ’90 del secolo scorso, in grado di raccontare lo stile, le occasioni, le scelte e le storie personali di elegantissime signore”.

Ho evidenziato le date perché significa che gli abiti esposti risalgono a un periodo in cui in Italia non si usava ancora la parola outfit. Sarei quindi curiosa di sapere se il nome Outfit ’900 è una scelta ironica (ma quanti la colgono?) oppure, più banalmente, solo disinformata!  

Errori cronologici 

Un anacronismo lessicale è una parola o un’espressione che da un punto di vista diacronico non è coerente con il contesto d’uso. È un potenziale problema che può riguardare la scelta delle parole di scrittori e traduttori letterari.

Le datazioni riportate nei dizionari indicano solo la prima attestazione di una parola nella lingua però non forniscono dettagli sull’evoluzione delle singole accezioni (esempio: non specificano quando l’aggettivo visionario ha assunto anche una connotazione positiva, per interferenza dell’inglese).

Per verifiche veloci può essere utile ricorrere a copie di vocabolari o altri testi degli anni in questione o ricavare indicazioni diacroniche da strumenti come Google Ngram Viewer: ne ho accennato in Risorse lessicali per tradurre dall’inglese.

Infine, ricordo che in inglese è stato proposto il termine anachronym per descrivere parole o espressioni che identificano un concetto che si è evoluto e non è più coerente con l’etimo o con la metafora di origine, come riagganciare il telefono.
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Vedi anche: Anglicismi, che passione!?

3 commenti su “Outfit ’900: ironico o malinformato?”

  1. Matteo:

    Outfit, oggi, è davvero abusato, un po’ come location. Si sente dire sempre più spesso quando potrebbe essere sostituito con un più semplice “vestito” o “abito”. Ma trovo che “outfit”, come tanti altri (pseudo)anglicismi, sia interessante sul piano della sociolinguistica: certe trasmissioni televisive (senza fare nomi, ma molti riconosceranno a cosa faccio riferimento) hanno senz’altro contribuito a diffondere questa parola e ne hanno abusato. In questo contesto pubblicitario però mi piace. Lo trovo più incisivo, diretto e comunicativo di “mise” o “abito” nonostante l’anacronismo e nonostante lo slittamento semantico tra italiano e inglese. Certo, si sarebbe potuto pensare a tutt’altro titolo, ma la chiosa chiarisce l’oggetto della mostra.

    Mi sembra invece che un ambito in cui l’italiano è più protetto dagli anglicismi che penetrano grazie alla/a causa della televisione sia la cucina. Sarà che, a differenza dell’alta moda, è sentita come di dominio pubblico (tutti dobbiamo mangiare e più o meno tutti cuciniamo)?

  2. Flavia:

    Anch’io trovo che il titolo della mostra di Palazzo Morando sia efficace (fra l’altro la grafica mi sembra quella dei cartelloni pubblicitari del primo Novecento, quindi l’intento dovrebbe essere ironico); sono perplessa invece riguardo quanto segue OUTFIT ‘900: “Abiti per le grandi occasioni nella moda di Palazzo Morando”…
    quale moda? quella di Palazzo Morando?

  3. Licia:

    @Matteo, @Flavia curioso però che nel secolo scorso nessuno sentisse la necessità della parola e ora invece non se ne può fare a meno! E anche la cucina non è immune dagli anglicismi, anzi, sono in crescita. Le prime parole che mi vengono in mente: food  per cibo, ginger per zenzero, frosting per glassa, zest per scorza di limone (o altro agrume), dressing per condimento, starter per antipasto….

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