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Questioni (anche) di genere: modest ≠ modesto

MODESTO Towel holder – “Cover up lad! Modesto will hold your hand towel in place so it is just where you need it”. Design Hagai Zakai

Modesto è un appendino per strofinacci dell’azienda israeliana Monkey Business, specializzata in piccoli oggetti di design molto spiritosi. I nomi dei prodotti, in maggior parte in inglese ma alcuni anche in italiano o italianeggianti, giocano con riferimenti linguistici e culturali che fanno parte delle conoscenze enciclopediche del consumatore “globale”.

Il nome Modesto è divertente e, anche se non mi convince del tutto, mi piace perché fa riflettere su alcuni meccanismi linguistici che diventano più evidenti nel confronto tra lingue.

Lessico e genere

In italiano l’aggettivo modesto può avere diverse accezioni:

1 di chi evita l'ostentazione e il vanto dei propri meriti: un ragazzo geniale e modesto SIN. umile CONTR. vanitoso

Se si confrontano gli esempi delle prime due accezioni, ragazzo modesto  vs ragazza modesta, si nota una dissimmetria semantica tra maschile e femminile: l’accezione 2, “che ha il senso del pudore, costumato”, se riferita a persone è riservata quasi esclusivamente al sesso femminile. Uomo modesto non fa pensare ad atteggiamenti di particolare pudicizia perché non è una caratteristica che si associa allo stereotipo del comportamento tipico maschile.

È un esempio di come le differenze di genere si riflettano anche su alcune parole: “i significati lessicali sono strettamente associati a determinati schemi mentali, derivanti dall’esperienza e dalla vita sociale”, spiega Carla Bazzanella in Genere e lingua.

In inglese l’aggettivo modest ha significati paragonabili a quelli di modesto in italiano (e in spagnolo). Anche in inglese c’è un’accezione marcata che sottintende aspettative legate al genere femminile e relativo comportamento:

voce modest [adj.] in Oxford DIctionaries: 3(of a woman) dressing or behaving so as to avoid impropriety or indecency, especially to avoid attracting sexual attention.  3.1 (of clothing) not revealing or emphasizing a person’s figure.

Non sono molto convinta che valga anche per il pupazzetto degli strofinacci: pudico sì ma modesto non direi!  😉

Abito modesto ≠ modest dress

L’accezione 3.1 in inglese evidenzia anche due potenziali falsi amici. In italiano infatti un abito modesto (specialmente al plurale, abiti modesti) descrive un’apparenza senza lusso, che fa pensare a condizioni economiche poco agiate, e può essere usato sia per abbigliamento femminile che maschile. In inglese invece modest dress descrive un abito castigato che nasconde la figura femminile.

Aggiornamento – Nei commenti un esempio di falsi amici in un articolo italiano in cui modest fashion è stato erroneamente tradotto con moda modesta.

È il momento di parlare di “moda modesta”

Modestia non a parte…

Considerazioni simili si possono fare anche per i sostantivi modestia e modesty. In entrambe le lingue si ritrova una dissimmetria semantica nell’accezione che riguarda esclusivamente l’atteggiamento femminile ispirato a pudore e riserbo, in particolare nel vestire e nel comportamento.

Mi pare però che in inglese americano sia più esplicita la connotazione “per evitare attenzioni di tipo sessuale”. Si ritrova in locuzioni come ad esempio modesty culture, ricorrente in riferimento ai cristiani fondamentalisti. Dubito avrebbe le stesse connotazioni se tradotta letteralmente in italiano, proprio perché il contesto culturale è diverso.

Due esempi di titoli da riviste americane:

TIME: “The Troubling Connection Between Modesty Culture and Rape Culture”. The Atlantic: “Toward a New Understanding of Modesty” 

Dissimmetrie linguistiche

immagine del gancio per strofinacci ModestoIn conclusione, il nome Modesto non mi pare del tutto congruente per un pupazzetto maschile, perlomeno non in italiano, ma mi è parso uno spunto efficace per ricordare alcuni meccanismi linguistici rilevanti per il lavoro di traduzione, specialmente in caso di anisomorfismo.

Nelle discussioni sulla lingua italiana invece non si dà molto spazio alle dissimmetrie semantiche perché si preferisce evidenziare le dissimmetrie grammaticali, come i nomi di professione: l’ho già evidenziato in Questioni di genere nel linguaggio amministrativo con altri dettagli ed esempi.
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Vedi anche: Donne in marina, tra implicito e stereotipi, per alcuni esempi di scelte lessicali che veicolano sottintesi.


Monkey Business logoA proposito dell’appendino, il nome dell’azienda che lo produce, Monkey Business, è un modo di dire dell’inglese informale per descrivere un comportamento birbantesco, dispettoso e irriverente (o anche ingannevole), come quello delle scimmie.


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8 commenti a “Questioni (anche) di genere: modest ≠ modesto”

  1. 14 maggio 2018 09:31

    .mau.:

    però la modest proposal swiftiana è in effetti “modesta”, no?

  2. 14 maggio 2018 12:04

    alessandro:

    “Monkey Business” è anche il titolo di un film dei fratelli Marx (“Monkey Business – Quattro folli in alto mare”, 1931) e di uno di Howard Hawks (“Il magnifico scherzo”, 1952).

  3. 14 maggio 2018 13:09

    Licia:

    @.mau. certo, ma in un’accezione diversa da quella descritta qui.

    @alessandro, grazie per i riferimenti che ci ricordano che monkey business non è un’espressione recente: è in uso dal XIX secolo.

  4. 14 maggio 2018 14:35

    Elia B.:

    Secondo me usando nomi italianeggianti questa Monkey Business vuole scimmiottare (!) il marchio ben più di prestigio e design Alessi, i cui prodotti hanno spesso nomi in italiano (famoso lo scopino per il WC “Merdolino”)

  5. 14 maggio 2018 19:51

    Flavia:

    Nudo sembra un maschio, ma vestito a me sembra una femmina, con un lungo abito da cerimonia https://www.monkeybusinessusa.com/products/modesto-towel-holder
    però non ci sono dubbi: ci si rivolge a un ‘lad’, ragazzo.
    “Copriti, ragazzo”, copri le pudende. 😀

  6. 16 maggio 2018 00:05

    Licia:

    Ecco un esempio dei falsi amici modestmodesto in un articolo italiano in cui è stata tradotta letteralmente la locuzione modest fashion:

    È il momento di parlare di “moda modesta”

    Modest fashion è la moda destinata soprattutto alle donne di religione musulmana, con collezioni di abiti che per i nostri standard sono particolarmente castigati ma che possono essere anche molto ricercati (tessuti pregiati, ricami, lavorazioni fatte a mano ecc.) e quindi piuttosto costosi, soprattutto se disegnati da stilisti come Dolce & Gabbana.

    La traduzione letterale moda modesta fa pensare invece ad abiti dimessi!

    Nell’articolo, che ha come fonte testi in inglese, ci sono molte frasi che non hanno molto senso se si pensa all’uso dell’aggettivo italiano modesto in riferimento all’abbigliamento, ma l’autore non si è reso conto dei falsi amici e dell’incongruenza delle sue affermazioni neppure quando ha scritto A portare al centro del dibattito la moda modesta di lusso è soprattutto Vogue Arabia.

  7. 16 maggio 2018 09:39

    Renata:

    buongiorno,

    credo che “modesto” sia usato proprio nel senso di “castigato (per motivi culturali e religiosi)”

    ad esempio:

    “Sono ebrea e indosso un costume modesto per andare al mare. Copre le braccia fino al gomito, le gambe fino al ginocchio.”

    https://gheulacanaruttonemni.com/2016/08/18/io-donna-ebrea-sto-dalla-parte-del-burkini-a-una-condizione/

  8. 16 maggio 2018 10:16

    Licia:

    @Renata, grazie per il riferimento ma credo che sia un tipico esempio di interferenza dell’inglese, lingua in cui da tempo di discute di modest clothing / clothes / dresses / apparel / outfit ecc. (le ricerche restituiscono milioni di risultati). Modesto nel senso di castigato cesserà di essere un falso amico in italiano solo quando la maggioranza dei parlanti lo intenderà in quel senso, ma fino a quel momento sarà un uso improprio.

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