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Perché Dandelion?

foto con tre esemplari di Dandelion

Qualche giorno fa ho visto Dandelion, un’installazione luminosa realizzata con sfere d’acciaio e dischi policromi, disegnata da Luca Trazzi per il Salone del Mobile 2018 di Milano (o, come si dice nella capitale dell’itanglese, la Design Week).

Dandelion è il nome inglese per il dente di leone, dal francese dent-de-lion. Si dice /ˈdændɪˌlaɪən/ (all’incirca “ndilaion”, con l’accento sulla prima sillaba) ma Trazzi lo pronuncia erroneamente “danlion”.

Nell’intervista Trazzi aveva anche suggerito ai visitatori “Soffiate dentro ed esprimete un desiderio”. Ci ho pensato quando ho visto le opere da vicino e ho concluso che il nome inglese non era molto azzeccato e che ce ne sarebbe stato uno italiano invece perfetto. 

dettaglio di installazione Dandelion

Osservando questo dettaglio avete pensato anche voi a soffione?

Soffione, una parola in fiore

Penso che soffione sia una parola molto evocativa, sia per le associazioni che porta con sé che per gli aspetti fonosimbolici. Si ritrovano anche nella descrizione del progetto, ricca di parole con le consonanti fricative sorde /f/ e /s/ che evocano leggerezza e fuggevolezza, come soffice, soffio, fiore, fioritura, fuggitivo, affidare, fiducioso, flusso, sospiro, fossero, fresco…

Il nome Dandelion mi lascia invece indifferente. Peccato che un artista italiano l’abbia preferito a soffione, tra l’altro facile da pronunciare anche per chi non parla italiano ma apprezza il suo suono. 

Anatomia del soffione

Per i vocabolari italiani soffione è l’intera pianta di tarassaco (Taraxacum officinale) e quindi un sinonimo di dente di leone. Nel mio idioletto invece il soffione è solo l’infruttescenza, poco poetica se descritta in termini scientifici: è un ricettacolo con acheni muniti di pappo i cui peli espansi formano tutti insieme una sfera.

immagine di achenio con pappo

Soffioni inglesi e orologi…

Nell’inglese britannico informale l’infruttescenza si chiama dandelion clock perché i bambini chiedono che ore sono e poi soffiano: il numero di soffiate necessarie per eliminare tutti gli acheni dovrebbe indicare l’ora (what o’clock it is).

Nell’inglese americano l’infruttescenza invece non ha un nome condiviso da tutti i parlanti: la linguista Lynne Murphy, americana che vive in Inghilterra, ne ha discusso in dandelion clock, raccontando come ha scoperto il nome britannico. 

…e un altro fiore giallo

Anch’io ricordo il momento in cui ho imparato dandelion clock: un’escursione al Lake District con alcuni inglesi che mi avevano insegnato i nomi informali di molte piante e varie curiosità.

Tra queste, un altro gioco da bambini: si faceva avvicinando un ranuncolo (buttercup) al mento di qualcuno mentre gli si chiedeva Do you like butter? Se si vedeva un riflesso giallo sulla pelle, la risposta era affermativa. Per gli inglesi infatti il burro è giallo e, come evidenziato in Cibo e cultura, si distingue dal burro italiano anche per altre caratteristiche.

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11 commenti a “Perché Dandelion?”

  1. 23 aprile 2018 10:36

    Emy:

    Cara Licia,
    condivido completamente le tue perplessità sull’uso del nome dandelion per l’installazione luminosa di Trazzi. E la cosa peggiore, e più provinciale, mi permetto di dire, è la pronuncia storpiata! Che tristezza. E sono molto d’accordo anche con le tue osservazioni in merito a soffione: sarebbe stato ben più evocativo e pertinente, per tutti i motivi che elenchi. Comunque, consoliamoci, dài! Trazzi avrebbe potuto fare di peggio. Avrebbe potuto chiamare l’installazione piscialetto (in piemontese pissacàn): è così, infatti, che è noto popolarmente in Italia il tarassaco. 😀

  2. 23 aprile 2018 10:39

    Licia:

    @Emy a questo punto aggiungo anche l’inglese pissabed! 😀

  3. 23 aprile 2018 10:51

    Isa:

    Trovare la Emy nel salottino della Licia e non stupirsene 😉 (Non avendo nulla di pertinente da aggiungere, provo a farmi perdonale con una bella ballata che s’intitola Buttercups ed è farcita di espressioni idiomatiche: https://www.youtube.com/watch?v=ZO0lETCAnDg)

  4. 23 aprile 2018 11:25

    Emy:

    @Isa, ma sei tu? Proprio tu? 🙂 Quella che stamattina su fessbuc mi ha fatto un così generous regalon con quello strafalcion meraviglioso di Paolo Celata e il suo “specchietto al tornasole”? Ma ben trovata! 🙂 A me piace tanto passare di qui. Il blog di Licia è uno dei luoghi di ristoro e di conforto più piacevoli e stimolanti del web.

  5. 23 aprile 2018 11:28

    Emy:

    @Licia, di corsa! 😉 Il pissabed è un must!

  6. 23 aprile 2018 23:12

    Armando Vero:

    Gentile Licia,
    in Toscana, terra ad alta vocazione geotermica, la parola “soffione” rimanda piuttosto ai soffioni boraciferi di Larderello e dell’Amiata, quindi non proprio un esempio di leggerezza e fuggevolezza: turbine, incrostazioni, tanfi, fischi assordanti, temperature impossibili, tralicci dell’alta tensione, vapori densi e perniciosi, torri di raffreddamento in cemento, vaste lande desolatissime.

    Quei cosi poco originali di Trazzi li avrei chiamati “Puntaspilli” o “Pignesfère”.

    Cordialità,
    Armando.

  7. 24 aprile 2018 10:13

    Enrico:

    Volevo far notare comunque che questo must have della design week lo vendono anche all’Ikea per quattro spicci https://www.ikea.com/it/it/catalog/products/10311488/

  8. 24 aprile 2018 14:56

    Flavia:

    A me ‘dandèlion’ non dispiace: c’è dentro il calore della luce solare e la leggerezza di un aerostato https://www.garzantilinguistica.it/ricerca/?q=elio.

  9. 24 aprile 2018 15:22

    Licia:

    @Isa, grazie! Però ora anch’io sono curiosa di sapere la storia dello specchietto al tornasole.

    @Emy 😊

    @Armando, i soffioni boraciferi che tanto avevano colpito la mia attenzione quando li avevo sentiti nominare per la prima volta alle elementari! Qui comunque il contesto è del tutto diverso e l’ambientazione in un giardino (il Giardino di Alessandro Manzoni) credo escluda ogni ambiguità e faccia preferire un nome che rimanda alla natura (cfr. anche la descrizione del progetto).

    foto del Giardino di Alessandro di giorno

    foto del Giardino di Alessandro di notte

    @Enrico 😀

    @Flavia, hai appena fatto un esempio di rianalisi!

  10. 25 aprile 2018 13:09

    Emy:

    @Licia, in assenza di Isa, che spero si stia godendo questi giorni di ponte più piacevolmente di me, che sto poco bene di salute, se non resisti ti racconto io lo strafalcion che Isa mi ha generosamente postato in bacheca su fessbuc.
    Ha scritto: “I have a beautiful strafalcion that I want to regal to you to show you my amor. Stasera Paolo Celata al TgLa7: “La consultazione in Molise è considerata uno specchietto al tornasole”. (Attendiamo con il fiato sospeso la prossima cartina per le allodole.)”.

  11. 5 maggio 2018 00:10

    Licia:

    @Emy, grazie! Mi ha ricordato un dentista di mia conoscenza che aveva detto ha trovato filo per i suoi denti, fondendo dare del filo da torcere e trovare pane per i propri denti. 😁

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